



Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.




Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.




Credo che il taleggio abbia molto più impatto strategico dell'hi tech. Per fare il taleggio occorre una esperienza di secoli, occorre un territorio come retroterra, occorre un sapienza affinata dal gusto.
Per l'hi tech basta un ragazzotto un po' sveglio, che dura finché un altro più furbo non lo scalza via. Che strategia ci vuole?




Ovvia è un po' come la fiera agricola di Collesalvetti ma un po' più grande ma questa ha dato da mangiare a cani e porci milioni e milioni di euro di cui non troveremo mai più traccia. Insomma non gliene frega nulla a nessuno salvo a quelli che ci si sono ingrassati ed ai politici di turno.
Ultima modifica di Saburosakai; 01-05-15 alle 01:24


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


Il mercato risente dei rapporti degli stati (e non potrebbe essere altrimenti).
Due stati produttori si scambiano uno il taleggio, l'altro l'hi-tech.
Litigano (od il cazzo che ti pare; diciamo che l'equilibrio muta).
Chi tiene per i coglioni l'altro, quello che produce formaggio o quello che produce microchip?
Sono esemplificazioni estreme e rozze.
Spero di aver reso l'idea .
Preferisco di no.