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    Predefinito Re: Lunga Vita alla Legge Fornero

    (Finalmente) Il Governo Renzi Studia una Taglio Serio alle Pensioni in Essere

    Di FunnyKing , il 21 maggio 2015 67 Comment


    (il sol dell’avvenire?)
    Una delle cose che mi piacque di più fra le cose fatte dal Governo Renzi, fu la nomina di Tito Boeri alla presidenza dell’Inps. Tito Boeri è un economista che ha prodotto una vasta quantità di documenti (questo nel link è uno fra tanti) sulla necessità di riequilibrare la criminale disparità generazionale fra chi una pensione la percepisce con il vecchio sistema retributivo e chi invece a fronte di contributi elevatissimi e insostenibili ha una aspettativa al limite del ridicolo per le pensioni future.
    Giova ricordare che il sistema pensionistico italiano NON è a capitalizzazione, cioè i contributi versati non vengono versati in fondi pensione, investiti e poi trasformati in assegni alla fine della vita lavorativa o per altri eventi assicurativi. Il sistema pensionistico italiano è a RIPARTIZIONE, ovvero chi lavora e produce tasse paga le pensioni in essere a prescindere da quale sia il rapporto fra chi sta in pensione e chi no.
    Purtroppo in Italia e in quasi tutto il mondo ogni sistema pensionistico è strutturato a ripartizione (che io sappia tranne che in Cile che attualmente ha l’unico sistema previdenziale a capitalizzazione realmente sostenibile) dunque è un non senso logico parlare di retribuzione differita quando si discute di pensioni. Le pensioni in tutto il mondo sono il frutto si una scelta politica più o meno scollegata con i contributi versati dai contribuenti, la sostenibilità del sistema è unicamente derivata dalla capacità di chi lavora e produce contributi e tasse OGGI ad auto sostenere il sistema. Va da se che è ancora più ridicolo parlare di “diritto acquisito” specie nel caso in cui vi sia una evidente sproporzione fra contributi versati e trattamento pensionistico e, ancora peggio fra generazioni. (se le “vecchie generazioni” hanno il “diritto acquisito”, quelle giovani cosa hanno? “Il dovere acquisito a garantirlo”? Suvvia non scherziamo).
    Oggi finalmente e per la prima volta, anzi per la seconda volta dopo la sacrosanta e purtroppo in parte cassata Legge Fornero (si sacrosanta, nella parte in cui ha limato le pensioni retributive superiori a 3 volte il minimo) leggo che il Governo Renzi sta considerando una riforma complessiva del sistema pensionistico a firma Tito Boeri. Riforma che necessariamente diminuirà gli assegni di alcune categorie di pensionati. Personalmente mi auguro si tratti della più ampia platea possibile fra quelli che hanno i maggiori privilegi parassitari (e non importa se ottenuti secondo la legge, anche la schiavitù e la tortura avevano basi legali, si tratta di privilegi parassitari sulle spalle di chi oggi lavora e paga tasse e contributi) in termini di sproporzione fra contributi versati, età di pensionamento e assegno percepito.
    Vedremo quanto sarà incisiva e seria la proposta del governo e quale sarà eventualmente la capacità di Renzi di fare passare in parlamento una riforma di questa portata e sulla quale si scateneranno le peggiori pulsioni propagandistiche delle opposizioni (la così detta e sempre più invotabile “destra” anzi tutto), preso atto che la maggioranza relativa degli elettori italiani sono pensionati e sussidiati a vario titolo.
    Ad ogni modo Rischio Calcolato appoggia senza se e senza ma una riforma delle pensioni di riequilibrio fra i trattamenti pensionistici tra le generazioni e dunque anche di taglio delle pensioni attuali allo scopo di diminuire la spesa pubblica e soprattutto il carico fiscale e contributivo dei contribuenti che oggi lavorano e creano ricchezza.
    Personalmente, se Renzi riuscirà in questa riforma non avrò problemi a votarlo e appogiarlo in futuro. Non importa con quale partito si presenti.
    Oggi almeno nelle prime intenzioni è una buona giornata per la politica italiana (e come ovvio mi aspetto un balletto di smentite, più o meno il cliché è quello, si getta il sasso si ritira la mano e poi arrivano leggi e decreti)
    Da LETTERA 43
    ……Taglio delle pensioni in essere in nome della «equità generazionale»

    Così, nel segreto delle stanze, si discute su quello che fino a qualche settimana fa era impronunciabile: tagliare le pensioni in essere.
    E poco importa che si farà in nome dell’equità generazionale.
    Gioco forza il punto di partenza sarà la proposta che nel 2014 Boeri lanciò in un articolo scritto per la Voce.info con Fabrizio Patriarca e Stefano Patriarca: ricalcolare tutte le pensioni retributive in essere, evidenziare lo squilibrio di ciascuna rispetto al calcolo contributivo, e colpire gli assegni più alti.
    RISPARMIO STRUTTURALE DI 4,2 MLD. Gli economisti avevano indicato un taglio del 20% dello “squilibrio” per le pensioni da 2 mila a 3 mila euro lordi al mese; del 30% per quelle tra 3 mila e 5 mila; del 50% per quelle sopra i 5 mila. Risultato? Un risparmio strutturale (altro che una tantum) da 4,2 miliardi di euro.
    Al confronto, e su questo versante, Cottarelli si era mostrato meno spinto. L’attuale direttore esecutivo del Fondo monetario aveva calcolato che si potevano risparmiare 1,7 miliardi all’anno. Nel suo rapporto aveva indicato come strade possibili il taglio degli assegni di accompagnamento, la lotta agli abusi delle invalidità, l’aumento dell’età contributiva delle donne (passando da 41 a 42 anni senza vincolo di età anagrafica), un ulteriore blocco dell’indicizzazione degli assegni previdenziali e persino una stretta sulle pensioni di guerra e su quelle di reversibilità.
    POLETTI NON CI STA. Una volta arrivato alla presidenza dell’Inps, Boeri ha iniziato l’operazione. Non manca giorno che dall’ente di via Ciro il Grande arrivano dati per dimostrare che razza di privilegiati sono i pensionati italiani.
    I peggiori, poi, sono i dipendenti pubblici. In un continuo di lista di prescrizione l’ente ha fatto sapere che «il 96% dei ferrovieri prende più di quello che ha versato». Mentre lo Stato spende per gli assegni del pubblico impiego 65 miliardi, con il travet che incassa in media 1.772 euro al mese, circa il 72% in più rispetto all’assegno dei dipendenti privati. Dei poveracci al confronto con 1.026 euro.
    La prossima mossa di Boeri sarà di presentare una proposta organica, che spazi dall’assegno sociale per gli esodandi, la maggiore flessibilità nell’età di ritiro e il ricalcolo con il sistema contributivo degli assegni in essere. Un pacchetto di proposte che Poletti ha già fatto capire di non gradire, visto che – eccezione fatta per la modifica dei diritti acquisiti – sta perseguendo gli stessi obiettivi…….
    p.s. bisogna riconoscere un certo coraggio a Matteo Renzi, uscirsene con proposte del genere a 10 giorni dalle elezioni è segno di una enorme sicurezza.

    (Finalmente) Il Governo Renzi Studia una Taglio Serio alle Pensioni in Essere - Rischio Calcolato

  2. #72
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    Predefinito Re: Lunga Vita alla Legge Fornero

    TITO BOERI, FUTURO PRESIDENTE INPS, A FAVORE DELL'AUTORIDUZIONE: E' GIUSTO ANDARE AL CINEMA E AI CONCERTI PAGANDO MENO



 

 
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