Semplici gaffe oppure frasi rivelatrici di una mentalità arretrata che non solo continua a stigmatizzare le donne, ma contribuisce anche a diffondere pregiudizi sessisti e omofobi?
Continuare a parlare di banali gaffe che si possono dimenticare velocemente come se non fosse successo niente e si fosse trattato solo di un momento di sbandamento o di distrazione è un modo per sottovalutare il peso degli stereotipi. Sempre gli stessi. Quelli che attribuiscono agli uomini e alle donne caratteristiche intrinseche e necessariamente complementari. Quelli che considerano che esistono attività e sport destinati solo agli uomini e attività e sport adatti solo alle donne. Quelli che costringono ancora le calciatrici a spiegare che, giocando a calcio, non si diventa maschili o lesbiche. "Perché non vai a fare danza?", si sentono ripetere fin da bambine, quando decidono di dedicare la vita al calcio. "Ma il vostro pallone è grande come quello dei maschi?", si sentono domandare da chi proprio non ammette che le regole del calcio femminile siano le stesse di quello maschile. "Sei maschio?", si sentono dire spesso. E via dicendo. Perché ovviamente la lista delle domande sessiste è fin troppo lunga. E non cambierà mai nulla se i grandi capi del pallone italiano continueranno ancora impunemente a parlare di banane, di disabili e di lesbiche.
Le frasi sessiste non sono solo gaffe - Repubblica.it
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