



«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Ultima modifica di Druuna; 26-05-15 alle 09:40
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






Anche perchè noi consideriamo "naturale" tutta una serie di valori secondo noi acquisiti, acclarati e standard, che acquisiti, acclarati e standard non sono. Sono solo quello che la nostra conoscenza degli ultimi 10 o 20.000 anni ci fa considerare tali. La "natura", il "normale", l'"anormale" è qualcosa di molto opinabile.
La mia personale opinione è che sia "normale" e "standard" che un maschio, una femmina e se possibile dei figli di questi due siano considerati una famiglia "normale". Il che non vuol dire che se uno decide di sposarsi con un lampadario appartenga comunque ad una famiglia "normale o anormale" secondo i canoni dozzinali che noi abbiamo autonomamente definito : ma significa almeno che non voglio essere invitato al matrimonio fra un uomo ed un lampadario...... sono un conservatore ?...ebbene si.![]()
Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.




Io non avrò ben chiaro il concetto di famiglia, ma non leggo una riga di smentita a quanto da me detto in questo post.
Nessun tipo di famiglia può prescindere dall'unione tra un uomo ed una donna. Nemmeno il caso degli Igbo che citi inficia questo dato di fatto riscontrabile universalmente, dato che non si tratta di un vero e proprio matrimonio tra due donne ma tra una donna che in virtù di una sorta di escamotage giuridico - utilizzo la stessa terminologia di chi ha scritto il pezzo - risulta "maschio" per garantire discendenza al padre e far restare il patrimonio paterno nell'ambito famigliare e non al di fuori di esso ed un'altra donna. Cioè, in pratica non sono due donne che, come tali, si sposano, hanno rapporti sessuali tra di loro ed intendono formare una comunione di vita (cioè una famiglia), ma siamo di fronte ad una vera e propria fictio juris, peraltro funzionale al padre della "figlia maschio", che a sua volta avrebbe dovuto generare dei figli accoppiandosi con uomini. Quindi, l'obiezione non regge per niente e va decisamente respinta.
Tra l'altro, mi permetto di aggiungere che se volete giustificare il matrimonio gay portando ad esempio questi modelli sociali presenti e non a caso diffusi in popoli barbari, incivili ed evidentemente degenerati, che solo il Cristianesimo ha saputo elevare moralmente, riscattandoli, non fate un grande servizio alla vostra causa.
Ripeto: tu lo dici ma non ne hai le prove per la semplice ragione che fino a vent'anni fa (che è un periodo troppo "recente" per poter trarre conclusioni) di coppie gay con figli non ne esistevano e l'omosessualità non godeva della legittimazione di cui gode oggi.
Prima dici che "non si tratta di affermare che l'omosessualità è legittima perché è sempre esitita" e poi dici che "non è una perversione, poiché esiste in natura". Scusa, ma ci vogliamo capire o vogliamo prenderci in giro? Le due frasi sono in contraddizione. Il fatto che una cosa sia "presente in natura", cioè esista di fatto (altro significato non ha quell'espressione), non significa che non sia perversa. Lo stupro è presente in natura? Certo che lo è. Vuoi dirmi che non è qualcosa di perverso?
E quindi? Anche l'incesto non scaturisce da atti violenti, eppure è un'aberrazione. Va beh che forse sto parlando con chi depenalizzerebbe o legalizzerebbe totalmente pure quello (spero di no).![]()
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)