E' una vecchia canzone di Augusto Daolio che ci è tornata alla mente alcuni minuti fa dopo una strana telefonata.
No, perché qui, ad ogni tiggì, ci continuano a dire chela crisi è alle spalle, che la ripresa è in atto, più 0,3 di qua, 0,1 di là, BUM di esportazioni a marzo (mo' stiamo a metà giugno...), il nord-est polentone che tira mentre il centro è ancora in affanno...
Tanti discorsi. Diremo poi della telefonata.
Gli è che noi lavoriamo in un settore particolare e abbiamo clienti in tutta Italia e possiamo dire che non stiamo vedendo tutti queste "riprese"...
Abbiamo, ovviamente, i nostri canali di fornitura in Italia, un paio in Regno Unito, un terzo in Germania...
Queste aziende, fino a qualche mese fa, imponevano dei minimi di acquisto a volte insopportabili: ebbene, figliuoli, da qualche mese in qua i commerciali di queste aziende, italiane e non, ci chiamano per sapere "come va...".
Mai successo prima! Al che rispondiamo, con la nostra solita ironia, che "potrebbe andar peggio" ma subito comprendiamo che la risposta provoca una diplomatica risatina e che non era certamente quella attesa.
Qui, "signori miei", è tutto un florilegio di mail di offerte, sconti, promozioni in quantità inusuale rispetto al passato; per contro le nostre vendite son più o meno sempre le stesse.
Poi, dal momento che ci serviamo di 4 corrieri nazionali, abbiamo fatto un mini sondaggio interrogando direttamente gli autisti (non le filiali di zona), cioè quelli che tutti i giorni hanno contatto diretto con le aziende; ebbene, la risposta è stata praticamente unanime: NESSUNA DIFFERENZA se non (SDA) un leggero calo.
Notare che qui siamo nella Bassa Veronese dove operano aziende come Riello, Aermec, Elettrobar, Calzedonia, per citare le più conosciute ma poi decine di altre che operano nell'indotto.
NESSUN CAMBIAMENTO... Il che ci preoccupa e ci viene il sospetto che ci stiano raccontando delle verità addomesticate.
Veniamo alla telefonata, invero stranissima a dimostrazione ulteriore di quanto detto: una ditta locale che opera nel settore dello smaltimento dell'amianto alla quale, in luglio dello scorso anno, avevamo chiesto un preventivo per il rifacimento di una copertura, ci ha chiamato per sapere se avevamo deciso qualcosa in merito.
Frugando nella memoria ci è venuto in mente che quel preventivo era del 120% più elevato rispetto a quello di un'altra ditta alla quale, ovviamente, abbiamo affidato i lavori già conclusi a settembre dello scorso anno.
Ora, quando si fanno i preventivi, se non si riceve risposta entro un termine ragionevole (10-15 giorni) il preventivo si intende non accettato dal cliente... Che questa ditta - DOPO 1 ANNO - ci chieda se abbiamo deciso qualcosa sta ad indicare che, forse, le cose non girano tanto bene e che (forse) i prezzi praticati non erano in linea con il mercato.
Sono solo piccoli esempi, piccoli segnali, forse sbagliati...
Ma qui vediamo che i ragazzi disoccupati che conosciamo sono ancora disoccupati e i curriculum arrivano con una regolarità sconcertante, i capannoni chiusi da anni sono ancora chiusi, attività commerciali, negozi, un ristorante con almeno 80 anni di storia, sono ancora lì in attesa che qualcuno ne riprenda la gestione, aziende che falliscono e lasciano a casa decine di persone, gente che svende la seconda abitazione o l'auto perché non è più in grado di pagare le rate.
E dai nostri capintesta arrivano solo buone notizie...
Abbiamo l'impressione che ci sia qualcosa che non quadra.
® Kobra




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