



[QUOTE=sintierra;14461280]Il pil grazie al "spendi e spandi poco" è diminuito o vicino allo zero
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semplicemente perche' le tasse non si sono mai ridotte. Ad essere depressiva non e' tanto la spesa pubblica, quanto le tasse estorte ai cittadini per finanziarla...


A quantomeno cercare di accedere al finanziamento della BCE allo stesso tasso delle banche private come è scritto nell'art.123 dei trattati europei aggirando l'art.124.
Infatti se la trovata riuscisse riuscriremmo a risparmiare fino a 70 mld l'anno sugli interessi poiché prenderemmo i soldi in prestito allo zero virgola non al 4% dalle banche private che ricevono il denaro al tasso dello zero virgola.
E così pian piano si ridurrebbe il debito...




In realta' la ricetta di Draghi, lo stampaggio di denaro senza freni funziona sempre ... monetizza il debito, e droga l'economia.
Per i politici e' una manna, infatti sono dei fans sfegatati delle politiche monetarie espansive... e si preoccupano che alla banca centrale ci sia sempre un keynesiano doc.
Cosi possono ridurre il debito nominale (l'inflazione avvantaggia i debitori), attribuirsi i meriti della crescita... (almeno finche dura), e quando arrivera' l'inevitabile crack che impoverira' tutti al pari delle tasse che avrebbero dovuto mettere anni fa, potranno dar la colpa alla finanza creativa, al mercato senza regole, agli evasori, e agli avidi capitalisti senza cuore.


In realta', se fossimo stati piu' virtuosi in passato, il bilancio sarebbe in attivo perche' il saldo negativo e' dovuto agli interessi sul debito. Il debito e' pertanto un pacco che le politiche consociative della spesa pubblica negli anni 70/80 hanno spedito direttamente nel futuro.
Il futuro e' arrivato.......




il qe è stato una sconfitta dell' europa, gli stati non hanno saputo realizzare gli obiettivi di convergenza a cui si erano impegnati, e l unico modo per permettere a stati come l' italia di rendere vagamente sostenibile il debito pubblico nel medio periodo era abbassare il prezzo dei titoli di stato per i prossimi anni
non credo che draghi sia un fan delle politiche monetarie allegre(e infatti ripete ad ogni occasione che occorre accelerare sulle riforme), ma si è stati costretti a ricorrervi per la totale incapacità degli stati di gestire i proprio conti, su cui incidono debiti esasperatamente alti, privilegi e 'diritti acquisiti' costosissimi ecc..
l' euro ha il difetto di costringere gli stati a fare i conti con la realtà, e agli adepti della religione della spesa pubblica questo non può piacere..


[QUOTE=ciddo;14461339][QUOTE=sintierra;14461280]Il pil grazie al "spendi e spandi poco" è diminuito o vicino allo zero
Ma è la mancanza di spesa pubblica che è depressiva, poi più si aumenta il lavoro e il pil, più si possono alzare le tasse,
semplicemente perche' le tasse non si sono mai ridotte. Ad essere depressiva non e' tanto la spesa pubblica, quanto le tasse estorte ai cittadini per finanziarla...
fare il contrario distruggerà il paese

