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Discussione: Le combinazioni

  1. #581
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Penso che non sia tanto lui a presentarsi in tal modo, quanto piuttosto sia in questi termini l'attesa e l'auspicio di chi come noi ne ha veramente i coglioni pieni della superpotenza ormai metastasizzata ma che vuole sempre più e sempre peggio dettare legge.
    Lui è sicuramente migliore di quelli che creano il caos dal quale vorrebbero far nascere il loro "Ordo".
    Ordo che suona Horror.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 09-10-15 alle 21:53
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #582
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    La NATO ci allea all'ISIS contro la Russia. Invano. - Blondet & Friends

    La NATO ci allea all’ISIS contro la Russia. Invano.

    Maurizio Blondet9 ottobre 20156
    L’Alleanza atlantica pronta a difendere la Turchia”, ha tuonato Jen Stoltenberg, il segretario generale. La povera Turchia è minacciata da continui sconfinamenti dei caccia russi che stanno martellando i terroristi. Quei terroristi che Brzezinski ha appena definito “i nostri attivi in Siria”: in pratica: basta bombardare la nostra Al Qaeda, altrimenti “I mezzi navali e aerei russi in Siria sono vulnerabili, isolati geograficamente dalla loro terra, potrebbero essere ‘disarmati’ se persistono a provocare gli Stati Uniti.” Il famoso McCain,, con la bava alla bocca: “Se la Russia persiste ad attaccare l’opposizione che noi sosteniamo, dobbiamo aumentare il prezzo che pagherà…per esempio bombardando le infrastrutture che hanno grande importanza per il regime siriano”. Insomma colpire ospedali, strade, centrali elettriche, devastare le vite dei civili. Un’affermazione che un tempo sarebbe stata considerata vergognosa, invece oggi dimostra l’alto livello raggiunto dai valori occidentali. Le forze aeree americane, adesso, “bombardano l’ISIS in Siria”, fanno delle loro operazioni senza coordinarsi coi russi, ovviamente allo scopo di ostacolare l’operazione pulizia che stanno facendo, minacciando lo scontro involontario con l’Air Force.
    Gli imam dell’Arabia Saudita hanno chiamato alla guerra santa contro la Russia. L’imam della NATO Stoltenberg ha minacciato: “Abbiamo 40 mila uomini, la forza di pronto intervento” per difendere la Turchia. Che se vuole può schierarne di più, essendo la maggior forza armata dell’alleanza.
    E sul tavolo di Obama il Pentagono ha posto la nota-spese da firmare per il 2016: 600 milioni di dollari per armare i ribelli siriani, 300 milioni per armare Kiev (ma pare che Obama abbia cancellato le spese per i ribelli siriani moderati…)
    E’ la guerra. Di ora in ora l’Occidente emette nuove minacce, e fa’ di più: mira ad impantanare le forze russe in un nuovo Aghanistan – come ha detto esplicitamente Ashton Carter, capo del Pentagono.
    Ci riuscirà l’Occidente che ci ha messo in questa guerra a fianco dei terroristi islamici? In Afghanistan, gli americani e i pakistani crearono Al Qaeda e la armarono in funzione anti-sovietica, facendo pagare un prezzo altissio alle truppe. Non si preoccupano Putin e i suoi generali?
    L”ex diplomatico indiano M K Bhadrakumar, uno dei migliori analisti su questi temi (è stato a lungo ambasciatore in Urss) ha provato ad esaminare la questione. O meglio, la scacchiera – i pezzi che Putin e i russi (ottimi scacchisti) stanno muovendoci sopra.
    Anzitutto la verità sugli sconfinamenti russi in Turchia. Venerdì scorso, ricorda Bhadrakumar, una fonte anonima turca si è vantava che i radar di Ankara avevano “locked” (illuminato) un aereo russo che operava in Siria: un atto di aggressione e provocazione. Hanno avuto paura, i russi? “Il giorno dopo un SU-30 violava lo spazio turco, obbligando Ankara a far decollare i suoi jet”: evidentemente una risposta alla provocazione del giorno prima. Si aggiunga un aggressivo Mig 29 “non identificato” che, secondo Ankara, ha “illuminato” uno dei suoi F-16 sul confine. Siccome i russi non hanno lì questo tipo di apparecchio, qualcuno ha ipotizzato che si tratti di una macchina nord-coreana affittata coi piloti da Assad; piloti particolarmente arditi nelle provocazioni , perché hanno agganciato i caccia turchi per ben oltre 5 minuti, un’eternità in quelle evoluzioni.

    MiG -29Per Bhadrakumar, con questi sconfinamenti, “la Russia ha segnalato con fermezza che i suoi aerei voleranno su tutto lo spazio aereo siriano, confini compresi; ha sfidato il dettato che la Turchia aveva imposto unilateralmente fino ad ora, minacciando di abbattere ogni aereo siriano che operasse nello spazio aereo siriano preso i confini turchi. Questo dettato aveva consentito ad Ankara finora di assicurare che i ribelli potessero operare in sicurezza dentro una fascia significativa nella Siria del Nord senza temere attacchi da Damasco. La Russia ha sommariamente messo fine a questo privilegio; sta anche rafforzando il sistema di difesa anti-aerea siriana sicché le forze aeree turche non possono più agire nello spazio aereo della Siria…Ankara ha dovuto rendersi conto della nuova realtà”: che violare lo spazio aereo siriano le sarebbe costato un alto prezzo.
    E anche Israele, che nel Sud “sostiene clandestinamente i qaedisti lanciando attacchi gratuiti aerei in profondità contro bersagli in modo da sgretolare sistematicamente la sovranità e la forza dello stato siriano, è arrabbiata nera con la Russia che applica le linee rosse annullando ogni interferenza israeliana nelle questioni della Siria. Ma per quanto sia furiosa con Mosca come la Turchia, anche Israele non ha scelta: deve mettersi in riga secondo le regole di gioco russe”.
    Se Erdogan esagera e viola queste regole, Mosca può giocargli contro la carta dei kurdi separatisti: “Ha rapporti stretti con la componente siriana dei kurdi, che sostiene il movimento separatista PKK dentro al Turchia”. E’ nell’interesse della Turchia mettersi in posizione di dire la sua in una futuro processo di pace in Siria, per scongiurare la formazione di uno stato curdo che gli porterebbe via una fetta di territorio.
    Secondo Bhadrakumar, un impaludamento come quello che l’Urss soffrì in Afghanistan è improbabile. Là, Mosca era isolata ed aveva contro tutto l’Islam; oggi ha una quantità di alleati e simpatizzanti nell’area medio-orientale. Oltre ad iraniani e Hezbollah, oltre alle simpatie del governo di Baghdad, “anche Egitto e Giordania si stanno avvicinando alle posizioni russe sulla questione siriana”

    La Siria ha anche degli amici ai confiniE’ il motivo per cui Erdogan è venuto a Bruxelles (dove ha sede la NATO), approfittando per organizzarsi il grande raduno turchesco a Strasburgo del 4 ottobre, tenacemente taciuto da tutti i media. Ha cercato di riannodare i legami con la UE, che aveva lasciato peggiorare. Per questo ha usato l’arma dei profughi, lasciando intendere che ne avrebbe mandato in Europa 3 milioni…
    Ciò che ha ottenuto è stata la tonitruante affermazione si Stoltenberg. Ma lui sperava di far adottare la linea di Hollande ossia di una no-fly zone sulla Siria del Nord. Ma la NATO gli ha rifiutato – come rivela Meyssan – di mantenere le postazioni di missili Patriot sulla frontiera turca. Postazioni che erano state dispiegate sulla frontiera turco siriana, proprio per impedire alle forze armate dello stato (di Assad) di riprendere il controllo del Nord del suo paese, e nell’imminenza dello stabilimento della no-fly zone che avrebbe dato a Damasco il colpo decisivo. Dopo l’incontro di Obama con Putin all’Onu, la NATO aveva annunciato la smobilitazione di quei Patriot. Se è vero che nonostante le richieste di Erdogan mantiene l’idea di sguarnire quel fronte, vuol dire che le dichiarazioni tonitruanti e la propaganda sono tutto ciò che l’Alleanza al momento può fare. Al momento, sulla scacchiera, ha vinto Putin.
    L'Otan refuse de s'impliquer dans la guerre secrète russo-turque
    Non c’è troppo ottimismo in queste asserzioni?
    Erdogan accolto da Donald Tusk in “Europa”D’improvviso Jean Claude Juncker, il capo della Commissione europea, di punto in bianco ha dichiaarto (giovedì a Passau): “La UE ha bisogno di un rapporto vitale con la Russia”. Il vecchio s’è spinto persino a criticare Obama perché “non vuole riconoscere alla Russia la posizione di “potenza regionale”. Ma “il nostro rapporto con la Russia non possiamo farcelo dettare da Washington”. E’ una marcia indietro a 180 gradi rispetto alle posizioni “europee” da mesi. Se un tizio così diventa così coraggioso vuol dire che può permetterselo. Sarà che l’accordo concluso a due fra Obama e Vladimir regge davvero, come sostiene Meyssan? Ancora giovedì 8, Kerry ha telefonato a Lavrov – lo ha riferito la Tass – ed ha “parlato di una soluzione della crisi siriana” secondo le linee già decise in margine all’assemblea generale dell’ONU: prevenire gli incidenti nello spazio aereo siriano, coordinare gli sforzi contro l’IS per arrivare ad una soluzione politica in base agli accordi di Ginevra”. Stoltenberg e Erdogan possono minacciare quanto vogliono, per Washington la conclusione è che “arrivare a trattative” sulla “transizione” in base agli accordi di Ginevra, è la soluzione migliore per non perdere del tutto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #583
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    La NATO ci allea all'ISIS contro la Russia. Invano. - Blondet & Friends

    La NATO ci allea all’ISIS contro la Russia. Invano.

    Maurizio Blondet9 ottobre 20156
    L’Alleanza atlantica pronta a difendere la Turchia”, ha tuonato Jen Stoltenberg, il segretario generale. La povera Turchia è minacciata da continui sconfinamenti dei caccia russi che stanno martellando i terroristi. Quei terroristi che Brzezinski ha appena definito “i nostri attivi in Siria”: in pratica: basta bombardare la nostra Al Qaeda, altrimenti “I mezzi navali e aerei russi in Siria sono vulnerabili, isolati geograficamente dalla loro terra, potrebbero essere ‘disarmati’ se persistono a provocare gli Stati Uniti.” Il famoso McCain,, con la bava alla bocca: “Se la Russia persiste ad attaccare l’opposizione che noi sosteniamo, dobbiamo aumentare il prezzo che pagherà…per esempio bombardando le infrastrutture che hanno grande importanza per il regime siriano”. Insomma colpire ospedali, strade, centrali elettriche, devastare le vite dei civili. Un’affermazione che un tempo sarebbe stata considerata vergognosa, invece oggi dimostra l’alto livello raggiunto dai valori occidentali. Le forze aeree americane, adesso, “bombardano l’ISIS in Siria”, fanno delle loro operazioni senza coordinarsi coi russi, ovviamente allo scopo di ostacolare l’operazione pulizia che stanno facendo, minacciando lo scontro involontario con l’Air Force.
    Gli imam dell’Arabia Saudita hanno chiamato alla guerra santa contro la Russia. L’imam della NATO Stoltenberg ha minacciato: “Abbiamo 40 mila uomini, la forza di pronto intervento” per difendere la Turchia. Che se vuole può schierarne di più, essendo la maggior forza armata dell’alleanza.
    E sul tavolo di Obama il Pentagono ha posto la nota-spese da firmare per il 2016: 600 milioni di dollari per armare i ribelli siriani, 300 milioni per armare Kiev (ma pare che Obama abbia cancellato le spese per i ribelli siriani moderati…)
    E’ la guerra. Di ora in ora l’Occidente emette nuove minacce, e fa’ di più: mira ad impantanare le forze russe in un nuovo Aghanistan – come ha detto esplicitamente Ashton Carter, capo del Pentagono.
    Ci riuscirà l’Occidente che ci ha messo in questa guerra a fianco dei terroristi islamici? In Afghanistan, gli americani e i pakistani crearono Al Qaeda e la armarono in funzione anti-sovietica, facendo pagare un prezzo altissio alle truppe. Non si preoccupano Putin e i suoi generali?
    L”ex diplomatico indiano M K Bhadrakumar, uno dei migliori analisti su questi temi (è stato a lungo ambasciatore in Urss) ha provato ad esaminare la questione. O meglio, la scacchiera – i pezzi che Putin e i russi (ottimi scacchisti) stanno muovendoci sopra.
    Anzitutto la verità sugli sconfinamenti russi in Turchia. Venerdì scorso, ricorda Bhadrakumar, una fonte anonima turca si è vantava che i radar di Ankara avevano “locked” (illuminato) un aereo russo che operava in Siria: un atto di aggressione e provocazione. Hanno avuto paura, i russi? “Il giorno dopo un SU-30 violava lo spazio turco, obbligando Ankara a far decollare i suoi jet”: evidentemente una risposta alla provocazione del giorno prima. Si aggiunga un aggressivo Mig 29 “non identificato” che, secondo Ankara, ha “illuminato” uno dei suoi F-16 sul confine. Siccome i russi non hanno lì questo tipo di apparecchio, qualcuno ha ipotizzato che si tratti di una macchina nord-coreana affittata coi piloti da Assad; piloti particolarmente arditi nelle provocazioni , perché hanno agganciato i caccia turchi per ben oltre 5 minuti, un’eternità in quelle evoluzioni.

    MiG -29Per Bhadrakumar, con questi sconfinamenti, “la Russia ha segnalato con fermezza che i suoi aerei voleranno su tutto lo spazio aereo siriano, confini compresi; ha sfidato il dettato che la Turchia aveva imposto unilateralmente fino ad ora, minacciando di abbattere ogni aereo siriano che operasse nello spazio aereo siriano preso i confini turchi. Questo dettato aveva consentito ad Ankara finora di assicurare che i ribelli potessero operare in sicurezza dentro una fascia significativa nella Siria del Nord senza temere attacchi da Damasco. La Russia ha sommariamente messo fine a questo privilegio; sta anche rafforzando il sistema di difesa anti-aerea siriana sicché le forze aeree turche non possono più agire nello spazio aereo della Siria…Ankara ha dovuto rendersi conto della nuova realtà”: che violare lo spazio aereo siriano le sarebbe costato un alto prezzo.
    E anche Israele, che nel Sud “sostiene clandestinamente i qaedisti lanciando attacchi gratuiti aerei in profondità contro bersagli in modo da sgretolare sistematicamente la sovranità e la forza dello stato siriano, è arrabbiata nera con la Russia che applica le linee rosse annullando ogni interferenza israeliana nelle questioni della Siria. Ma per quanto sia furiosa con Mosca come la Turchia, anche Israele non ha scelta: deve mettersi in riga secondo le regole di gioco russe”.
    Se Erdogan esagera e viola queste regole, Mosca può giocargli contro la carta dei kurdi separatisti: “Ha rapporti stretti con la componente siriana dei kurdi, che sostiene il movimento separatista PKK dentro al Turchia”. E’ nell’interesse della Turchia mettersi in posizione di dire la sua in una futuro processo di pace in Siria, per scongiurare la formazione di uno stato curdo che gli porterebbe via una fetta di territorio.
    Secondo Bhadrakumar, un impaludamento come quello che l’Urss soffrì in Afghanistan è improbabile. Là, Mosca era isolata ed aveva contro tutto l’Islam; oggi ha una quantità di alleati e simpatizzanti nell’area medio-orientale. Oltre ad iraniani e Hezbollah, oltre alle simpatie del governo di Baghdad, “anche Egitto e Giordania si stanno avvicinando alle posizioni russe sulla questione siriana”

    La Siria ha anche degli amici ai confiniE’ il motivo per cui Erdogan è venuto a Bruxelles (dove ha sede la NATO), approfittando per organizzarsi il grande raduno turchesco a Strasburgo del 4 ottobre, tenacemente taciuto da tutti i media. Ha cercato di riannodare i legami con la UE, che aveva lasciato peggiorare. Per questo ha usato l’arma dei profughi, lasciando intendere che ne avrebbe mandato in Europa 3 milioni…
    Ciò che ha ottenuto è stata la tonitruante affermazione si Stoltenberg. Ma lui sperava di far adottare la linea di Hollande ossia di una no-fly zone sulla Siria del Nord. Ma la NATO gli ha rifiutato – come rivela Meyssan – di mantenere le postazioni di missili Patriot sulla frontiera turca. Postazioni che erano state dispiegate sulla frontiera turco siriana, proprio per impedire alle forze armate dello stato (di Assad) di riprendere il controllo del Nord del suo paese, e nell’imminenza dello stabilimento della no-fly zone che avrebbe dato a Damasco il colpo decisivo. Dopo l’incontro di Obama con Putin all’Onu, la NATO aveva annunciato la smobilitazione di quei Patriot. Se è vero che nonostante le richieste di Erdogan mantiene l’idea di sguarnire quel fronte, vuol dire che le dichiarazioni tonitruanti e la propaganda sono tutto ciò che l’Alleanza al momento può fare. Al momento, sulla scacchiera, ha vinto Putin.
    L'Otan refuse de s'impliquer dans la guerre secrète russo-turque
    Non c’è troppo ottimismo in queste asserzioni?
    Erdogan accolto da Donald Tusk in “Europa”D’improvviso Jean Claude Juncker, il capo della Commissione europea, di punto in bianco ha dichiaarto (giovedì a Passau): “La UE ha bisogno di un rapporto vitale con la Russia”. Il vecchio s’è spinto persino a criticare Obama perché “non vuole riconoscere alla Russia la posizione di “potenza regionale”. Ma “il nostro rapporto con la Russia non possiamo farcelo dettare da Washington”. E’ una marcia indietro a 180 gradi rispetto alle posizioni “europee” da mesi. Se un tizio così diventa così coraggioso vuol dire che può permetterselo. Sarà che l’accordo concluso a due fra Obama e Vladimir regge davvero, come sostiene Meyssan? Ancora giovedì 8, Kerry ha telefonato a Lavrov – lo ha riferito la Tass – ed ha “parlato di una soluzione della crisi siriana” secondo le linee già decise in margine all’assemblea generale dell’ONU: prevenire gli incidenti nello spazio aereo siriano, coordinare gli sforzi contro l’IS per arrivare ad una soluzione politica in base agli accordi di Ginevra”. Stoltenberg e Erdogan possono minacciare quanto vogliono, per Washington la conclusione è che “arrivare a trattative” sulla “transizione” in base agli accordi di Ginevra, è la soluzione migliore per non perdere del tutto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #584
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  5. #585
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Il Katechon è un ragionamento troppo alto.

    Non è facile seguire questo pensiero.
    E' solamento un accenno a qualcosa di tremendo che si sta preparando in questo mondo guidato da dei pazzi.
    O si taglia o il caos

  6. #586
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Tutti i ragionamenti teologici e monoteisti sono inganni e falsità.
    Non vanno seguiti, ma solo evitati e respinti.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #587
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    L'ultimo che parlò di guerra tra Russia e Stati Uniti fu il generale Patton.
    Nel 1945 Patton vagheggiava che l'esercito statunitense riprendesse la guerra e occupasse la Unione Sovietica. Patton era un grande generale ma comprendeva nulla di politica.

    Patton non sapeva che gli Illuminati avevano deciso che la Unione Sovietica continuasse ad esistere per mantenere alto il comunismo.

    Nel secolo ventesimo il pensiero di sinistra è servito per gli scopi degli Illuminati.
    La sinistra crea degrado ed è servita a mantenere in miseria la Russia, altrimenti la sua economia, se guidata democraticamente diventava troppo forte, ed inoltre la Russia doveva sostenere il pensiero comunista e la sinistra in genere essendo questa necessaria ed indispensabile per
    distruggere il concetto di famiglia che rappresenta la base dei popoli, che vanno distrutti.

    Patton sosteneva la continuazione della guerra per distruggere il comunismo e fu necessario da parte del destino un banale incidente automobilistico per metterlo a tacere.

    Adesso dopo 70 anni i soldati russi e statunitensi si combattono di fronte.
    In Siria i russi hanno praticamente occupato la costa mediterranea con la scusa di sostenere Assad e di combattere l'ISIS.
    Però dopo la striscia mediterranea verso l'interno vi sono sacche enormi di guerriglieri di cui non si capiscono tutte le sfumature a cui si riferiscono, dal nazionalismo come i curdi fino alle truppe dell'ISIS.

    L'ISIS e AlQaeda sono aiutate dagli Usa.
    Che traggono profitto (oltre alle mire politiche) con la vendita di armi.
    O si taglia o il caos

  8. #588
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Gli USA proteggono la strada che porta dai pozzi petroliferi occupati dall'ISIS e permette ad una enorme quantità di automezzi di portare il petrolio ai punti di vendita, ricavarne profitto e comprare armi.

    Gli Usa mandano suoi emissari per controllare la situazione con la scusante di spiegare l'uso delle armi.
    I russi hanno sempre avuto il concetto dello schiacciasassi ed avanzano con il pensiero del ripristino del Sacro romano di oriente non badando a mezze misure, combattono ed eliminano tutti coloro che sono mescolati alle truppe islamiche di qualsiasi natura siano.

    Nasce il fatto che americani vengono eliminati dai russi.

    Gli USA subiscono in silenzio per non svelare il loro connubio con l'ISIS.
    Siamo alla continuazione della guerra di Patton combattuta in Asia e non in Europa.

    D'altronde Patton aveva incominciato le sue conquiste in Africa.
    Siamo alla terza guerra mondiale.
    O si taglia o il caos

  9. #589
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    https://www.google.it/webhp?sourceid...+addestramenti

    Siria, gli Usa si arrendono: “Basta addestrare ribelli”
    Stop al programma guidato dalla Cia e costato mezzo miliardo di dollari

    Da una parte c’è la Russia - entrata a spinta nel conflitto siriano - che prosegue i raid aerei ad ampio raggio. Dall’altra ci sono gli Stati Uniti, che nel conflitto siriano ci sono voluti entrare in maniera defilata, e che ora si vedono costretti a dare «forfait» su uno dei pilastri in cui era stata modulata la strategia di intervento di Washington, dopo aver fallito con la «no-fly-zone». È questa l’istantanea recente del conflitto in Siria, che prende forma dall’archiviazione da parte del Pentagono del programma di addestramento da 500 milioni di dollari per formare 5mila ribelli moderati che dovevano combattere il regime...............

    L'IMPERO USA SI RITIRA
    O si taglia o il caos

  10. #590
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Aveva ragione Patton se si voleva combattere la Russia bisognava farlo nel 1945.

    Ma la Russia doveva sostenere la ideologia più aberrante che abbia creato l'uomo e così oggi gli Illuminati americani sono fregati.
    Appena è incominciata ufficialmente (televisamente) la guerra russa in Siria, gli USA incominciano la ritirata strategica.

    Ormai lo Zar Putin è entrato in azione.
    Sono bastati 30 anni senza comunismo e sinistra e la Russia alza la testa.

    Giornali e televisioni mostrano missili russi stanziati in medio oriente (sempre che non siano fotografie di repertorio).
    Prima che gli USA alzino bandiera bianca (senza fare la fine del Vietnam) la Russia potrebbe portare la sua influenza armata su uno o due milioni di kmquadrati.

    Gli apprendisti stregoni americani non riescono più a controllare l'odio di origine islamico, vi saranno per anni sempre dei ribelli e la Russia avrà la scusante per mandare aeri, missili, carri armati e uomini che adesso si sentono orgogliosi di combattere una guerra che risulterebbe già
    vittoriosa.

    La Russia da patria del pensiero nato per la distruzione dei popoli, diventa la difesa dei popoli.
    O si taglia o il caos

 

 
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