Da Napoli all'Islam, un film racconta i convertiti
Arriverà nelle sale cinematografiche giovedì 25 giugno. Ma già si parla molto, da settimane, di "Napolislam", film di Ernesto Pagano che traccia un affresco della vita quotidiana dei musulmani che vivono nel capoluogo partenopeo. Attenzione, non di immigrati che praticano quotidianamente la propria religione, ma di convertiti napoletani: uno scorcio, in pratica, sull'Italia islamica, nella cattolicissima Napoli. La pellicola, prodotta da Ladoc in collaborazione con Isola Film e distribuita da "I Wonder Pictures", è stata premiata lunedì sera al Biografilm di Bologna, festival internazionale del documentario, come miglior film italiano. "Napoli si sveglia e si scopre islamica", questo il concetto su cui si concentrano le note di regia. Con un saldo fondamento di verità. Ovunque, in Europa, infatti, si registra un incremento di conversioni. Molte, certamente, "per moda", come conferma anche l'imam di Napoli Agostino Yasin Gentile. Altre, la maggior parte, per motivi più profondi, per diverse esigenze spirituali: un improvviso mutamento dei valori sorto dalla crisi di alcuni valori occidentali su cui si è sempre fatto affidamento. In tanti, abbandonano le consuetudini precedenti e abbracciano l'Islam puro, quello lontano da stereotipi e luoghi comuni, che associano la seconda religione del mondo al bieco terrorismo. Ordine, rispetto, fede e Corano: un lungo cammino interiore, per rinascere a nuova vita. Ed ecco che Salvatore, adesso Muhammad, aderisce alla Shari'a, la "Legge di Dio". Alessandra, ora Amina, sposa l'algerino Walid e ne mutua il credo, mentre, sullo sfondo, il rapper Danilo Alì (che firma la colonna sonora del docufilm), canta Allah in napoletano. Le scene seguono la loro vita quotidiana e percorso spirituale, assieme a quello di altri convertiti. Le immagini, girate nel periodo del Ramadan dell'anno scorso, arriveranno al cinema in occasione del Ramadan 2015 (che quest'anno inizierà il 18). Una delle location più filmate è l'area del Mercato, non lontana dalla chiesa del Carmine (che appare anche nella locandina del film). Qui, ogni venerdì, il rudimentale campetto di calcio disegnato al centro della piazza, si trasforma in enorme moschea all'aperto, dove i fedeli stendono i propri tappeti, pregano scalzi e ascoltano il sermone dell'Imam Yasin. Due culture a confronto che, come spesso avviene a Napoli, si contaminano, si fondono, prendendo l'una il meglio dell'altra. Anche per questo, "Napolislam", come tiene a sottolineare Pagano, è un film a favore dell'integrazione, ritratta perfettamente nell'immagine di un giovane musulmano napoletano che mangia soddisfatto la propria zeppola di San Giuseppe, ma in versione "halal", ossia "lecita", senza sugna. (paolo de luca)
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