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Discussione: Otium e Bellum

  1. #1
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    Predefinito Otium e Bellum

    La Gaia Scienza 329. Agi e ozio.
    C'è una selvatichezza indiana, propria del sangue indiano,nel modo in cui gli Americani aspirano all'oro: e il loro modo di lavorare,precipitoso e senza respiro — il vero vizio del nuovo mondo —, comincia già a contagiare e a inselvatichire la vecchia Europa, diffondendovi una sorprendentissima mancanza di spiritualità. Ci si vergogna già di riposarsi; riflettere a lungo provoca quasi rimorsi. Si pensa con l'orologio in mano,si mangia a mezzogiorno con gli occhi fissi sul bollettino di borsa, — si vive di continuo come se ci «potesse sfuggire» qualcosa. «Meglio fare qualcosa che niente»: anche questo principio è uno strumento per dare il colpo di grazia a ogni educazione, a ogni gusto elevato. Come del resto questa precipitazione nel lavoro sta visibilmente distruggendo tutte le forme: e così perisce anche il senso stesso della forma, l'orecchio e l'occhio per la melodi a dei movimenti. Lo dimostra la volgare chiarezza ormai richiesta ovunque, in tutte le situazioni in cui l'uomo vuol essere onesto con gli altri uomini, nei rapporti con gli amici, le donne, i parenti, i figli, gli insegnanti,i condottieri e i principi: non si ha più tempo né forza per le cerimonie, per quella cortesia che si serviva di giri viziosi, per tutto l'esprit della conversazione e, soprattutto, per tutto quello che è otium. Perché vivere alla caccia del profitto costringe costantemente a spendere il proprio spirito fino all'esaurimento, in un costante fingere, ingannare o prevenire: la vera virtù sta nel fare qualcosa in meno tempo di un altro. E così ci sono soltanto poche ore di onestà consentita: in queste ore però si è stanchi, e si vorrebbe non soltanto «lasciarsi andare», ma anche distendersi pesantemente, in lungo e in largo. È seguendo questa inclinazione che si scrivono oggi le lettere, il cui stile e il cui spirito sarà sempre il vero «segno dei tempi». Se c'è ancora un piacere nella società e nelle arti, è un piacere quale possono avere per sé solo schiavi estenuati dalla fatica. Oh, questo lesinarsi la «gioia» da parte dei nostri uomini colti e incolti! Oh, questa crescente diffidenza nei confronti di ogni gioia! Tutta la buona coscienza è sempre più dalla parte del lavoro: l'inclinazione alla gioia si chiama già «bisogno di riposo» e comincia a vergognarsi di se stessa. «Ognuno è responsabile della sua salute», si dice quando si è sorpresi durante una gita in campagna. Davvero, si potrebbe presto giungere al punto in cui non sarà più possibile abbandonarsi alla vita contemplativa (cioè all'andare a passeggio con pensieri e amici) senza un po' di disprezzo per se stessi e una cattiva coscienza. Ebbene! Un tempo accadeva il contrario: un uomo di buona famiglia nascondeva il fatto di lavorare, quando proprio la necessità ve lo costringeva. Lo schiavo, nel lavorare, era costantemente in preda alla sensazione di fare qualcosa di spregevole: era lo stesso «fare» ad essere spregevole. «Distinzione e onore si accompagnano soltanto a otium e bellum»: questo diceva la voce dell'antico pregiudizio!

    Friedrich Nietzsche - La Gaia Scienza

  2. #2
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Abbasso Calvino, viva Tommaso e il Meridione che infatti dicono "andare a faticare".
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 27-06-15 alle 20:26

  3. #3
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    "La perfezione della tecnica non è altro se non uno dei segni destinati a connotare il momento conclusivo della Mobilitazione Totale in cui siamo coinvolti. Essa ha quindi la capacità di innalzare la vita a un gradino superiore di organizzazione, ma non a un gradino superiore nella scala dei valori, come credeva lo spirito del progresso. Con essa, a uno spazio dinamico e rivoluzionario subentra uno spazio statico e sommamente ordinato. Qui avviene dunque un passaggio dal mutamento all'invariabilità – un mutamento che certo farà maturare conseguenze molto importanti.
    Per comprendere ciò dovremmo renderci conto di come lo stato d'incessante cambiamento in cui siamo inseriti esiga per sé tutte le energie e le riserve di cui la vita dispone. (da La tecnica come mobilitazione del mondo attuata dalla forma dell'operaio, p. 158)"
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 27-06-15 alle 20:34

  4. #4
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    e coi mezzi tecnici a disposizione di controllo oggi (cellulari, telecamere etc) sta sparendo anche il confine fra pubblico e privato, per cui il padrone può controllarti e rintracciarti h24, mettendo becco anche sulle tue idee politiche, comportamenti e frequentazioni extra lavoratice

    lavorare nobilita l'uomo ma quando uno lavora per i cazzi suoi, non quando contribuisce ad aumentare il plusvalore di cui si appropria il padrone
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  5. #5
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Abbasso Calvino, viva Tommaso e il Meridione che infatti dicono "andare a faticare".
    Esatto.

  6. #6
    Realismo Spietato
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    La Gaia Scienza 329. Agi e ozio.
    C'è una selvatichezza indiana, propria del sangue indiano,nel modo in cui gli Americani aspirano all'oro: e il loro modo di lavorare,precipitoso e senza respiro — il vero vizio del nuovo mondo —, comincia già a contagiare e a inselvatichire la vecchia Europa, diffondendovi una sorprendentissima mancanza di spiritualità. Ci si vergogna già di riposarsi; riflettere a lungo provoca quasi rimorsi. Si pensa con l'orologio in mano,si mangia a mezzogiorno con gli occhi fissi sul bollettino di borsa, — si vive di continuo come se ci «potesse sfuggire» qualcosa. «Meglio fare qualcosa che niente»: anche questo principio è uno strumento per dare il colpo di grazia a ogni educazione, a ogni gusto elevato. Come del resto questa precipitazione nel lavoro sta visibilmente distruggendo tutte le forme: e così perisce anche il senso stesso della forma, l'orecchio e l'occhio per la melodi a dei movimenti. Lo dimostra la volgare chiarezza ormai richiesta ovunque, in tutte le situazioni in cui l'uomo vuol essere onesto con gli altri uomini, nei rapporti con gli amici, le donne, i parenti, i figli, gli insegnanti,i condottieri e i principi: non si ha più tempo né forza per le cerimonie, per quella cortesia che si serviva di giri viziosi, per tutto l'esprit della conversazione e, soprattutto, per tutto quello che è otium. Perché vivere alla caccia del profitto costringe costantemente a spendere il proprio spirito fino all'esaurimento, in un costante fingere, ingannare o prevenire: la vera virtù sta nel fare qualcosa in meno tempo di un altro. E così ci sono soltanto poche ore di onestà consentita: in queste ore però si è stanchi, e si vorrebbe non soltanto «lasciarsi andare», ma anche distendersi pesantemente, in lungo e in largo. È seguendo questa inclinazione che si scrivono oggi le lettere, il cui stile e il cui spirito sarà sempre il vero «segno dei tempi». Se c'è ancora un piacere nella società e nelle arti, è un piacere quale possono avere per sé solo schiavi estenuati dalla fatica. Oh, questo lesinarsi la «gioia» da parte dei nostri uomini colti e incolti! Oh, questa crescente diffidenza nei confronti di ogni gioia! Tutta la buona coscienza è sempre più dalla parte del lavoro: l'inclinazione alla gioia si chiama già «bisogno di riposo» e comincia a vergognarsi di se stessa. «Ognuno è responsabile della sua salute», si dice quando si è sorpresi durante una gita in campagna. Davvero, si potrebbe presto giungere al punto in cui non sarà più possibile abbandonarsi alla vita contemplativa (cioè all'andare a passeggio con pensieri e amici) senza un po' di disprezzo per se stessi e una cattiva coscienza. Ebbene! Un tempo accadeva il contrario: un uomo di buona famiglia nascondeva il fatto di lavorare, quando proprio la necessità ve lo costringeva. Lo schiavo, nel lavorare, era costantemente in preda alla sensazione di fare qualcosa di spregevole: era lo stesso «fare» ad essere spregevole. «Distinzione e onore si accompagnano soltanto a otium e bellum»: questo diceva la voce dell'antico pregiudizio!

    Friedrich Nietzsche - La Gaia Scienza
    Quando mi licenzieranno sarà un piacere darne lettura integrale a quegli invertebrati dei miei capi.
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  7. #7
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Abbasso Calvino, viva Tommaso e il Meridione che infatti dicono "andare a faticare".
    Andare a faticare è il simbolo dell'efficenza.
    Ultima modifica di samuel cramer; 28-06-15 alle 02:30
    1) la formazione di una solidarietà civica.
    2) la classe creativa come stato guida della società.
    3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
    4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.

  8. #8
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    e coi mezzi tecnici a disposizione di controllo oggi (cellulari, telecamere etc) sta sparendo anche il confine fra pubblico e privato, per cui il padrone può controllarti e rintracciarti h24, mettendo becco anche sulle tue idee politiche, comportamenti e frequentazioni extra lavoratice

    lavorare nobilita l'uomo ma quando uno lavora per i cazzi suoi, non quando contribuisce ad aumentare il plusvalore di cui si appropria il padrone
    Per questo serve la reazione della classe creativa, non nell'eccezione floridiana ma nell' eccezione Surkoviana.
    Ultima modifica di samuel cramer; 28-06-15 alle 02:31
    1) la formazione di una solidarietà civica.
    2) la classe creativa come stato guida della società.
    3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
    4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.

  9. #9
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Lo schiavo non potendo abbandonare la sua intima natura cerca di infonderla nel tipo umano superiore, anche se la legge lo chiama "libero", da schiavo quale é, non potrà mai liberarsi delle sue catene. Nessuno potrà mai essere diverso da quel che é nato per essere.

    "You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."

  10. #10
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    Predefinito Re: Otium e Bellum

    Citazione Originariamente Scritto da El Gran Capitan Visualizza Messaggio
    Lo schiavo non potendo abbandonare la sua intima natura cerca di infonderla nel tipo umano superiore, anche se la legge lo chiama "libero", da schiavo quale é, non potrà mai liberarsi delle sue catene. Nessuno potrà mai essere diverso da quel che é nato per essere.
    https://forum.termometropolitico.it/...l-capitan.html
    Spaghetti e pistole

 

 
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