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  1. #91
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    Attualmente lo Stato costringe i proprietari privati a svolgere la funzione sociale che sarebbe suo compito svolgere, senza voler ripagarli per questo.
    La legge sugli affitti è quella degli anni 70 sull'equo canone modificata parzialmente alla fine degli anni 90 e che la magistratura con sentenze continue sta riportando alle origini. Se affitti devi rischi tantissimo. Quindi non si affitta se non per conoscenza diretta e con raccomandazione.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  2. #92
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da paolo.rica Visualizza Messaggio


    I numeri sono meglio delle chiacchiere. Non sono dipendente pubblico e non lo è nessuno nella mia famiglia. Ma dire che abbiamo troppi dipendenti pubblici in Italia rispetto ad altri paesi è un'offesa all'intelligenza di chi ce l'ha.

    I numeri sono numeri. Poi se il problema è : cosa fanno gli statali in Italia , come lo fanno e perchè lo fanno in quel modo .... allora si parla di un altro argomento. Ma dire che sono troppi rispetto al resto del mondo è un sciocchezza.

    Ovvio pero' che addossare la "colpa" dei costi elevati dello stato al numero dei dipendenti pubblici, al numero delle pensioni retributive e alla maestra che fa malattia tre mesi e viene regolarmente pagata..... è una leggerissima presa per il culo a 60 milioni di italiani che continuano a vedere sparire i soldi delle loro tasse in aeroplani che non decolleranno mai, in manager di stato, in burocrati, pluripensionati dell'esercito, della politica, della magistratura, in mazzette al Mose, all'Expo, a Roma Capitale ecc...ecc....

    Ma è bene che la gente continui a credere alle favole dove Pinocchio pianta i soldini e se innaffia bene....uscirà una pianta di soldini. Anche se Cottarelli dice che non è vero. Ma che cosa capisce Cottarelli ?....
    Certo, i numeri sono numeri ma è un insulto all'intelligenza pensare che siano solo quelli. In quei numeri che tu riporti manca tutta la infinita pletora di 'imprese' pubbliche che le altre nazioni non hanno. Perchè in Italia abbiamo avuto la magnifica idea di 'privatizzare' branche di settori pubblici, da quello dei trasporti, alla raccolta rifiuti a non si sa che altro. Lo Stato possiede perfino dei ristoranti e delle cooperative.....
    Ricordiamo che siamo in assoluto primi al mondo in fatto di imprese pubbliche. E la cosa è vergognosa essendo un trucco contabile. Cambi 'natura' aLLA STRUTTURA ET VOILà sparisce dal totale dei dipendenti pubblici.... che però sono ancora tutti là. A Roma è pubblica pure la centrale del latte. Venduta in un primo tempo alla Parmalat poi il comune ne è rientrato in possesso tramite sentenza di tribunalw.

    E questo di sopra è uno dei falsi che dichiariamo e che fanno si che i nostri numeri ufficiali rientrino sempre nella media. Lo stesso facciamo non conteggiando fra gli insegnanti quelli di religione e quelli di sostegno.... sicchè possiamo aggirare le regole e dichiarare che sono molti meno del vero totale.... furberie tutte italiane e che pare che tu ti sia bevuto senza avere alcun dubbio.
    Il sonno della ragione genera mostri.


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  3. #93
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da paolo.rica Visualizza Messaggio
    Certo : gli stessi giudici non sono conteggiati fra gli statali, come non osno conteggiati i dipendenti di camera e senato e la miriade di cntratti di consulenza nella sanità, che portano il totale dei dipendenti statali a oltre 4,5 milioni di persone, come conteggiato qualche mese fa dal Sole 24 ore.

    Ma va detto che in Italia c'e un numero di dirigenti dello stato quadruplo rispetto alla media europea, e gli stipendi dei dirigenti (non dello statale impiegato, vigile, poliziotto, dipendente della regione o tranviere) sono assolutamente abnormi, e superano abbondantemente il 62% del costo globale degli stipendi. Cioè se io fossi un poliziotto o un impiegato dell'INPS mi incavolerei come una biscia se qualcuno mi dicesse che non faccio un tubo, che costo un mare di soldi e che siamo in troppi.

    Ma fare demagogia sugli statali è uno sport pilotato, come ho già scritto, da chi non vuol sapere che tanti ex dirigenti sindacali o ex politici o ex consiglieri comunali o loro parenti occupano posti nella PA che nemmeno hanno una sede. E guadagnano stipendi da non credere, con macchine ed altri benefit. E alla gente si racconta la favola dell'insegnante fancazzista, del pensionato ricchissimo a 1500 euro al mese e del dipendente dell' ATAC che è un multimiliardario, per colpa dei quali la spesa pubblica è cosi' alta. Ed i fessi ?.... abboccano.
    No, no, noi ce l'abbiamo con tutti, grandi e piccoli. Posso fare un'eccezione per sanità e le poche eccellenze

  4. #94
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da Sinistra Anti-PD Visualizza Messaggio
    Io non sono dipendente pubblico.
    No certo, nessuno in questo forum è un dipendente pubblico. In specie quelli che li difendono. Lo abbiamo già appurato da tempo.
    Il sonno della ragione genera mostri.


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  5. #95
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da paolo.rica Visualizza Messaggio
    Certo : gli stessi giudici non sono conteggiati fra gli statali, come non osno conteggiati i dipendenti di camera e senato e la miriade di cntratti di consulenza nella sanità, che portano il totale dei dipendenti statali a oltre 4,5 milioni di persone, come conteggiato qualche mese fa dal Sole 24 ore.

    Ma va detto che in Italia c'e un numero di dirigenti dello stato quadruplo rispetto alla media europea, e gli stipendi dei dirigenti (non dello statale impiegato, vigile, poliziotto, dipendente della regione o tranviere) sono assolutamente abnormi, e superano abbondantemente il 62% del costo globale degli stipendi. Cioè se io fossi un poliziotto o un impiegato dell'INPS mi incavolerei come una biscia se qualcuno mi dicesse che non faccio un tubo, che costo un mare di soldi e che siamo in troppi.

    Ma fare demagogia sugli statali è uno sport pilotato, come ho già scritto, da chi non vuol sapere che tanti ex dirigenti sindacali o ex politici o ex consiglieri comunali o loro parenti occupano posti nella PA che nemmeno hanno una sede. E guadagnano stipendi da non credere, con macchine ed altri benefit. E alla gente si racconta la favola dell'insegnante fancazzista, del pensionato ricchissimo a 1500 euro al mese e del dipendente dell' ATAC che è un multimiliardario, per colpa dei quali la spesa pubblica è cosi' alta. Ed i fessi ?.... abboccano.
    Il numero di dirigenti dipende dal fatto che periodicamente si fanno concorsi per passare dirigente. Insomma, una sorta di scatto automatico, un passaggio di anzianità. Dopo tot anni diventano quasi tutti dirigenti. Si ringrazia sentitamente il sindacato per tale conquista. Il tuo dipendente dell'INPS non si incazza perchp davvero non fa un tubo in specie da quando hanno spostato parte del loro lavoro verso l'ultima scoperta italica per inventare lavoro: i caf, i patronati e compagnia bella. inoltre il tuo dipendente INPS a suo tempo farà il concorso e diventerà dirigente. Quanto ai presunti ex politici.... hai un pò invertito le cose: erano già dipendenti pubblici, non venivano dalla strada.
    Ultima modifica di THE MATRIX; 01-07-15 alle 20:34
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  6. #96
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da paolo.rica Visualizza Messaggio


    I numeri sono meglio delle chiacchiere. Non sono dipendente pubblico e non lo è nessuno nella mia famiglia. Ma dire che abbiamo troppi dipendenti pubblici in Italia rispetto ad altri paesi è un'offesa all'intelligenza di chi ce l'ha.

    I numeri sono numeri. Poi se il problema è : cosa fanno gli statali in Italia , come lo fanno e perchè lo fanno in quel modo .... allora si parla di un altro argomento. Ma dire che sono troppi rispetto al resto del mondo è un sciocchezza.

    Ovvio pero' che addossare la "colpa" dei costi elevati dello stato al numero dei dipendenti pubblici, al numero delle pensioni retributive e alla maestra che fa malattia tre mesi e viene regolarmente pagata..... è una leggerissima presa per il culo a 60 milioni di italiani che continuano a vedere sparire i soldi delle loro tasse in aeroplani che non decolleranno mai, in manager di stato, in burocrati, pluripensionati dell'esercito, della politica, della magistratura, in mazzette al Mose, all'Expo, a Roma Capitale ecc...ecc....

    Ma è bene che la gente continui a credere alle favole dove Pinocchio pianta i soldini e se innaffia bene....uscirà una pianta di soldini. Anche se Cottarelli dice che non è vero. Ma che cosa capisce Cottarelli ?....
    cosa buffa i paesi dell est europa cioè gli expaesi comunisti hanno meno dipedenti pubblici
    qui in una chiesa un ragazzo prega inginocchiato un dio che non conosce,che non puo sentire,non gridera,non versera lacrime,si domanda solo il mio viaggio è finito o è appena cominciato

  7. #97
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da Hockey Visualizza Messaggio
    No, no, noi ce l'abbiamo con tutti, grandi e piccoli. Posso fare un'eccezione per sanità e le poche eccellenze
    Poche. Andare in una struttura pubblica ed assiste ad una fantastica scenetta del mediconzolo tirapiedi del primario che scondinzola con i ricoverati passati prima da visita privata del primario e risponde malamente agli altri come fossero pezze da piedi .... è qualcosa di fantastico. Come vedere i pazienti che portano il ìregalo di natale al medico di base o allo specialista pubblico.....
    in italia non c'è cosa che potendo essere usata al meglio non finisca che per favorire fancazzismo e corruzione. Numero chiuso negli atenei? Uno si immagina che sia perchè si valuta che non servano tanti laureati in quella specializzazione .,... e invece no. Succede che non ci siano docenti sufficienti. O aule sufficienti. L'intramenia dove lo specialista usa la struttura ospedaliera e una parte va alla struttura stessa? Metodo per farsi un nome ricoverando i pazienti privati e fargli fare anche inutili esami a spese della collettività. Ma il paziente apprezzerà molto. Eppure mi pareva che non si potesse fare....
    Il sonno della ragione genera mostri.


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  8. #98
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Certo, i numeri sono numeri ma è un insulto all'intelligenza pensare che siano solo quelli. In quei numeri che tu riporti manca tutta la infinita pletora di 'imprese' pubbliche ......
    Non manca niente, l'ho scritto. Magari se li leggi i post si fa prima. E' un insulto all'intelligenza fare certe considerazioni senza avere manco letto i post.

    Citazione Originariamente Scritto da paolo.rica Visualizza Messaggio
    Certo : gli stessi giudici non sono conteggiati fra gli statali, come non osno conteggiati i dipendenti di camera e senato e la miriade di cntratti di consulenza nella sanità, che portano il totale dei dipendenti statali a oltre 4,5 milioni di persone, come conteggiato qualche mese fa dal Sole 24 ore.

  9. #99
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Il numero di dirigenti dipende dal fatto che periodicamente si fanno concorsi per passare dirigente. Insomma, una sorta di scatto automatico, un passaggio di anzianità. Dopo tot anni diventano quasi tutti dirigenti. Si ringrazia sentitamente il sindacato per tale conquista. Il tuo dipendente dell'INPS non si incazza perchp davvero non fa un tubo in specie da quando hanno spostato parte del loro lavoro verso l'ultima scoperta italica per inventare lavoro: i caf, i patronati e compagnia bella. inoltre il tuo dipendente INPS a suo tempo farà il concorso e diventerà dirigente. Quanto ai presunti ex politici.... hai un pò invertito le cose: erano già dipendenti pubblici, non venivano dalla strada.
    Perfetto. Quindi tutti i dipendenti pubblici diventano dirigenti, tutti i poliziotti diventano prefetti o ministro degli interni e tutti gli infermieri diventano primari. Ok, ho capito.

  10. #100
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    Predefinito re: Il falso mito degli statali in eccesso (complessivamente)?

    Citazione Originariamente Scritto da Sinistra Anti-PD Visualizza Messaggio
    Il Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, ha confermato nei giorni scorsi**quanto promesso dal premier Renzi: tagli alla spesa per 7 miliardi di euro nel 2014 che diventano 18,3 *nel 2015 e 33,4 nel 2016. Tra le misure ipotizzate una ulteriore decisa sforbiciata agli organici: 85 mila esuberi*tra i dipendenti pubblici e il blocco totale del*turnover.
    I dettagli di queste misure si stanno ancora studiando perché potrebbero causare, come ha spiegato lo stesso Cottarelli, l'invecchiamento della popolazione dipendente e diminuire la qualità del servizio. Ma questi tagli sono davvero necessari? Dallo studio pubblicato recentemente da Eurispes e Uil-Pa,*intitolato “Dalla Spending review al ritorno del Principe”,*emerge che fra i tanti miti che ci sono in Italia c’è anche quello relativo al numero esagerato dei dipendenti pubblici.
    In realtà le cose non stanno esattamente così.*La spesa per il pubblico impiego in Italia pesa per l'11,1% del Pil. Nel nostro Paese si contano 58 impiegati nella Pubblica amministrazione ogni mille abitanti, ai livelli della Germania (54), in Svezia sono 135. L'Italia risulta l'unico paese in cui, negli ultimi dieci anni il numero dei dipendenti pubblici si è ridotto: meno 4,7%. Nel resto d'Europa, gli addetti nel pubblico impiego sono cresciuti, soprattutto in Irlanda e in Spagna dove si è registrato un aumento rispettivamente del 36,1% e del 29,6%. Altri paesi mostrano incrementi vicini al 10% (Regno Unito 9,5% e Belgio 12,8%). Infine, un altro gruppo di paesi mostra un trend crescente ma contenuto (in Francia del 5,1%, in Germania del 2,5%, nei Paesi Bassi del 3,1%). I Paesi nei quali la spesa per il pubblico impiego grava maggiormente sul Pil sono: la Danimarca, con un rapporto del 19,2% sul Pil, seguita dalla Svezia (14,4%), dalla Finlandia (14,4%), dalla Francia (13,4%), dal Belgio (12,6%), dalla Spagna (11,9%), dal Regno Unito (11,5%), dall'Italia (11,1%), dall'Austria (9,7%), dai Paesi Bassi (10%), e per finire dalla Germania con il 7,9 per cento. La situazione italiana è quindi perfettamente in linea con la media europea.
    *Nella ricerca viene anche confrontato il rapporto tra il numero dei lavoratori nel pubblico impiego e il totale dei residenti nei diversi paesi europei. È significativo il dato della Svezia, dove la Pubblica amministrazione conta circa 135 impiegati ogni mille abitanti, in Germania invece si contano 54 impiegati ogni mille abitanti. Gli altri Paesi posti nelle posizioni intermedie sono la Spagna con 65 impiegati ogni mille abitanti, la Francia con 94 dipendenti ogni mille abitanti, l'Italia con 58 impiegati ogni mille abitanti e il Regno Unito con 92 dipendenti ogni mille abitanti.
    «È evidente che la Pubblica amministrazione italiana i “compiti a casa li ha già fatti” – osserva*Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes*– Mentre i dipendenti pubblici da noi calavano, nel resto d’Europa assumevano. La verità è che, anche per la Pubblica amministrazione, senza un vero e proprio progetto non si va da nessuna parte e di soli tagli si muore. Non riusciamo a mettere a sistema il meglio della nostra Pubblica amministrazione. Dovremmo avere anche noi, come in Francia**una Scuola di Alta formazione sul modello dell’Ena, che valorizzi le nostre best-practice. Il vero problema in Italia non è il numero dei dipendenti pubblici, ma dei dirigenti: un rapporto che in alcuni casi può anche essere di uno a dieci. Per non parlare poi –*conclude il*Presidente dell’Eurispes*– degli stipendi di questi manager: pensare che, ad esempio, un dirigente di un Asl possa arrivare a guadagnare il doppio del presidente della Repubblica ha davvero dell’incredibile».
    Osservando la distribuzione dei dipendenti sul territorio, il 34,8% è presente al Nord, il 31,9% al Centro e il 33% al Sud e Isole. Infine, solo lo 0,3% dei dipendenti pubblici italiani lavora all’estero. Tra le regioni la Lombardia, con 409mila addetti, si conferma, contrariamente ai luoghi comuni, la regione con il più alto numero di dipendenti pubblici, seguita dal Lazio, 392.186, e dalla Campania, 303.211.
    «Sono anni che la Pubblica amministrazione viene umiliata dai tagli lineari – afferma*Benedetto Attili,*Segretario Generale della Uil-PA*– e quello che lascia allibiti è che neanche i cosiddetti tecnici siano riusciti a valorizzare il merito e a rendere competitivo il Paese, attraverso una macchina più efficiente».
    Nelle 9.867 istituzioni italiane, nel 2010, lavoravano 3.375.667 occupati, con una netta prevalenza di donne che raggiungono la cifra di 1.882.619 dipendenti, contro gli uomini fermi a 1.493.048.
    Nei diversi comparti, il valore minimo si riscontra nelle Forze armate (5%). Si confermano “rosa”, quelli dedicati all’istruzione (78,1% di donne) e alla sanità (64,2). In 15 regioni su 20 la percentuale di donne supera la soglia del 50% (nel 2005 erano 11). In 10 regioni il tasso di femminilizzazione è superiore a quello nazionale (nessuna di queste regioni si colloca nel Sud Italia). Purtroppo le donne si confermano la base di una piramide al cui vertice sono presenti quasi esclusivamente posizioni maschili. Un aspetto che umilia il merito, soprattutto se si tengono in considerazione gli alti livelli di istruzione delle donne nella PA. La percentuale di dirigenti è molto inferiore a quella degli uomini: rispettivamente il 37% e il 63%. Il trend è comunque in crescita: nel 2005 la percentuale di donne dirigenti era ferma al 27%. Le donne laureate rappresentano il 47,5%, mentre gli uomini il 23,6%, meno della metà. Anche nel caso delle lauree brevi, sono le donne a registrare le percentuali più alte: il 3,2%, a fronte del 2,6%, rilevato tra gli uomini.
    «Attenzione perché stiamo giocando con l’asse portante del Paese e delle sue istituzioni –*ammonisce*Attili*– umiliare il merito vuole dire da una parte colpire i giovani e le donne della Pubblica amministrazione, dall’altra danneggiare il servizio offerto ogni giorno ai cittadini».
    Nel 2010 l’età media dei dipendenti pubblici era di 48,2 anni, aumentata progressivamente, dal 2005, di quasi 2 anni. Una tendenza determinata dal blocco del turn-over, da una parte e dell’aumento dell’età pensionabile, dall’altra. Tra i comparti più “maturi” la Scuola (età media di 51,7 anni); al contrario, tra i settori più “giovani”, sicurezza e ordine pubblico: dai Vigili del Fuoco (età media 44 anni), ai corpi di Polizia (41,8), e soprattutto alle Forze Armate (38,7).
    Rispetto al 2005, sono aumentati in modo significativo i contratti a tempo indeterminato, che nel 2010 erano il 95,2% del totale; sono cresciuti lievemente i lavoratori atipici che dall’1%, nel 2005, sono saliti al 2,2% nel 2010. In calo in maniera sensibile, invece, i contratti a tempo determinato: erano l’11,3% nel 2005, sono il 2,2% nel 2010.
    Nell’arco del triennio 2008-2010 si è registrata una drastica riduzione dei contratti di Formazione (-74%), così come i Lavoratori Socialmente Utili che calano di circa 4.000 unità (pari a 15,47%). In controtendenza, rispetto all’andamento generale, i contratti interinali aumentano di 1.592 unità (+17,23%).
    Oltre il 40% dei dipendenti pubblici ha un alto livello d’istruzione: il 36,8% possiede una laurea, il 3% una laurea breve e il 3,3% un titolo post-laurea. La maggioranza dei dipendenti pubblici, il 39,9%, è in possesso di una licenza superiore, mentre il restante 17% ha un basso livello di scolarizzazione.
    Mentre il dato della spesa pubblica rapportato al Pil ha subito una drastica contrazione, passando dal 52,5% del 2009 al 50,5% del 2011, l’aspetto più significativo riguarda la contrazione della spesa per redditi da lavoro sul totale della spesa corrente, il cui rapporto scende dal 23,7% del 2008 al 22,7% del 2011. Le retribuzioni lorde annue pro-capite attualizzate, considerando il triennio 2008-2010, hanno registrato un incremento del 2,55%, che in valori assoluti corrisponde a un aumento medio di 869 euro. È l’ultimo aumento registrato prima del grande blocco delle retribuzioni e della contrattazione nel pubblico impiego disposto nel 2010 dal Governo Berlusconi e prorogato dai Governi Monti e Letta.
    «Non è più accettabile –*conclude il*Segretario Generale della Uil-PA*– continuare a parlare della Pubblica amministrazione soltanto e solamente in termini di costi. La Pubblica amministrazione è l’unico vero presidio di democrazia e di garanzia di servizi equi e solidali per la cittadinanza. 60 milioni di cittadini, pensionati, malati, lavoratori e imprese ogni giorno entrano in contatto con lo Stato, attraverso i suoi dipendenti, *per ottenere servizi. Non si può continuare a smantellare la pubblica amministrazione come si è fatto negli ultimi venti anni, tagliando i servizi e togliendo dignità agli operatori. È un grave errore che peserà sulle generazioni future».
    3d ridicolo e pretestuoso creato da statali per difendere gli interessi degli statali. Il problema numero uno relativo agli statali non è certo il loro numero anche perché non si conosce con certezza quale sia il numero effettivo....i problemi sono altri:

    1) Non sono efficienti...e la scarsa qualità di tutti i servizi pubblici offerti è li a testimoniarlo.
    2) Sono nei fatti illicenziabili
    3) Avanzano in carriera con meccanismi di tipo anti-meritocratico

    saluti


 

 
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