



mi sembra che tu avanzi dei paragoni improponibili: lo stato, depredando risorse altrui, impone la propria volontà con la violenza a tutti, l'imprenditore, con risorse proprie, fa un'offerta che è invece possibile rifiutare. La vedo solo io, la differenza? Che poi il buon senso spinga spesso a deicokmpromessi è ovvio, e mi pare peraltro che già avvenga.
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.
Ognuno tira acqua al suo mulino, in qualsiasi situazione. Anche quando vai a comprare il pane tiri acqua al tuo mulino, altrimenti staresti a casa.
La FIAT vuole fare auto e venderle: e allora se vuoi lavorare per la FIAT bene, queste le condizioni. Se vuoi vendere le auto, queste le condizioni (senza incentivi, sussidi e sciocchezze varie). Se vuoi assumere tot operai che fanno tale lavoro, queste le condizioni. Prendi? Ok. Non prendi? Alla prossima.


Non capite una cosa: imprenditore e operaio sono due essere umani, cioè due persone in grado di intendere e volere e quindi firmare un contratto. In realtà sono due imprenditori che stipulano un contratto di scambio: uno offre mano d'opera l'altro offre denaro. Se l'operaio-imprendotore si licenzia va bene, significa che non vuole rispettare il contratto e dovrà pagare le clausole, idem il manager-imprenditore, se egli si licenzia mandando a monte un contratto pagherà le clausole.
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


ovviamente, a scanso di equivoci, il discorso con la fiat lo si fa, come per molti imprenditori, male: le risorse, in questo caso, proprio tutte tutte dell'imprenditore non sono![]()
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.









