Per cui, in condizioni come quelle, pare corretto osservare che "Il coraggio, se uno non ce l'ha, mica se lo può dare..."Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima ancor quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.
E quindi ecco i nostri moralisti da quattro soldi scaricare tutte le responsabilità sul povero parroco che ha celebrato l'immondo funerale; il quale parroco, certamente non sarà scusabile ma qui TUTTI hanno le loro responsabilità.
Le ha il Comune di Roma che per primo ha stilato il certificato di morte, le ha il giudice di sorveglianza che ha concesso i domiciliari al figlio, le ha il capo dei vigili urbani che, per una volta, sono usciti dagli uffici per far largo al carro funebre.
Qui ci vorrebbe una bella dimissione in massa di questi signori... Via, a casa gli incapaci...!!!
Inutile scaricare addosso ad altri le LORO responsabilità.
Ci sono poi gli SCIACALLI. Cioè quei giornalai da quattro soldi che vomitano il loro moralismo d'accattoni e mettono in relazione l'accaduto con presunte responsabilità del PD che, per una volta, nel merito di quanto accaduto, non c'entra.
Kobra




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