
Originariamente Scritto da
Denny Galfre
Gli omicidi di genere non esistono in occidente, in quanto non esistono limitazioni legislative/sociali/economiche causate dall'essere femmina piuttosto che maschio. Le donne sono libere e autonome al 100%, non esiste altro in cui possano emanciparsi.
E infatti i rapporti di predominazione maschile sono pochissimi, in quanto una donna è liberissima di lasciare, divorziare, vivere sola, lavorare, crescere un figlio, arruolarsi. Quindi in occidente si può solo parlare di violenza di coppia, ma con dinamiche diverse.
Secondo i dati dei centro anti-violenza le donne aggrediscono più spesso dell'uomo nella coppia, ma feriscono più che uccidere. Questo non è chiaramente per un qualche desiderio di non uccidere, ma perché la donna (che come partner sceglierà sempre qualcuno più forte di lei, cioè se fosse un'atleta di 1,90 sceglierebbe un powerlifter di 2 metri e non l'edicolante di 1,65) ha meno possibilità di portare a termine un tentato omicidio. Ad esempio un uomo uccide con più facilità con un coltello di una donna, che spesso si trova a non riuscire a inferire colpi mortali.
Infatti le donne hanno il primato assoluto dell'infanticidio, dimostrazione chiara che quando le circostanze sono giuste (la vittima è più debole) anche l'intenzione dell'aggressione va a buon fine.
Come media le statistiche ci dicono che ci sono un 20 delitti passionali di uomini compiuti da donne e un 50 delitti passionali di donne compiuti da uomini. Se però si sovrappongono questi dati a quelli del "tentato omicidio di donne da parte di uomini" e "morti sospette" scopriamo che le donne preferiscono uccidere avvelenando, soffocando e assoldando killer... tutte circostanze che spesso non permettono di risalire, almeno con le prove, al vero autore dell'omicidio.
Considerando i tentati omicidi non andati a buon fine per forza inferiore della donna nell'aggressione, considerando le morti sospette per avvelenamento o soffocamento e quelle sospetto per mano di killer che hanno colpito solo l'uomo in una coppia, io penso si possa sostenere che uomini e donne sono ugualmente portatori di "passione violenta" quella che scatta per gelosia, possessività, controllo e uccidono/tentano di uccidere il partner in egual misura.
Poi se volete vi posto i vari casi di omicidi di uomini compiuti da donne dove il movente, ammesso dalla stessa assassina, era "se non lo posso avere io non l'avrà nessun'altra" "mi ha rifiutato" "non ha voluto fare sesso con me" "non sopportavo la sua nuova compagna" "ha detto che tra noi era finita" "mi amava di meno di prima". A dimostrazione che l'omicidio per gelosia e possessività è universale in donne/uomini "malati" e non certo un sottoprodotto della cultura maschilista o che dir si voglia.
Forse in Africa si può parlare di femminicidio in quando un uomo che ammazza una donna può pensare "l'ammazzo perché è donna, inferiore, appartiene a me e ne faccio quello che voglio". In occidente questo pensiero non esiste, in occidente un compagno piena di rabbia pensa "questa mo l'ammazzo" o nemmeno ci pensa, agisce di impulso. Ed è lo stesso identico pensiero o impulso della donna occidentale che uccide il compagno. Non c'è un ragionamento "in quanto donna" o "in quanto uomo" alla base.