

"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.




Preferisco Umbrië e marche
"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens


Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.


Io, da Toscano, non disdegno la cucina Veneta e Trentina.
Anche in alcune zone della Lombardia ci sono cose veramente pregevoli, come ad esempio in Valtellina.
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Secondo me è palese che la cucina più conosciuta e ricca d'Italia sia quella emiliano-romagnola.
Che si dica lasagne, tortellini, ravioli, cappelletti, ragù, pasta verde, cotechino, mortadella, prosciutto, parmigiano, zuppa inglese, piadina crescentine, squaquerone, crescenza sono piatti e cibi conosciuti e amati da tutti. Ma questi sono solo i piatti più conosciuti, ce ne sono così tanti e tutti buonissimi che non si sa da dove iniziare (torta di riso, pinza, zuppa imperiale, friggione, erbazzone, scorza, savor, formaggio di fossa, sgarganelli, tigelle...)
Detto questo, al nord si mangia bene eccome.
Nelle vacanze in piemonte, nelle valli cuneesi, ricordo che tra intingoli, formaggi, fritture, carne in salsa, cioccolatini, nocciole, salumi ho mangiato da dio, davvero. Ma posso dire lo stesso delle Marche specialmente Ancona e Ascoli Piceno (vincisgrassi, ciauscolo, moscioli, bustrengo cicerchiata...) e Abruzzo con Pescara e Teramo (chitarra, arrosticini, abboti, cardone...). Ma si mangia anche benissimo a Livorno e in tutto l'appennino tosco romagnolo (ravvigiolo, salsiccia matta, crostino nero, lingue di suocera, brigidini, frittelle, cacciagione, funghi)e merita un plauso anche la cucina romana.
Il difetto della cucina napoletana è che spesso usa stratagemmi indigesti per risultati "buona"
Quindi litri di olio, chili di zucchero, doppie o triple fritture, formaggio e sugna ovunque.
Diciamo che è "vincere facile" perché come diceva mia nonna: fritta o annegata nell'olio è buona anche una ciabatta.
Da quel lato stimo di più la cucina toscana, che riesce ad essere saporita e deliziosa anche senza eccesso di condimenti grassi.
O per dire la cucina libanese e tutte le cucine che sanno dare sapore con le spezie che non con 'olio o il fritto. I napoletani hanno secondo me a scarsissima abilità nell'usare le spezie e infatti di solito, non apprezzano i cibi speziati, conditi grazie al sapiente mix di paprika, cumino, coriandolo, sesamo, erba cipollina... per loro condito significa "con uno strato di olio o altro grasso spesso due dita"
E certo i napoletani sono decisamente narcisisti, si autoconvinono che qualcosa non è buono solo perché non è di casa, tanto che a volte riesci a ingannarli dicendo "questo l'ha cucinato la mia vicina napoletana" e loro "sì sente, è proprio buono" e poi quando gli dici, "scherzavo è un piatto di su" e loro "h l'avevo capito, ha molti difetti". Spesso si rifiutano di assaggiare un piatto che sia di un altra regione o cultura e questa è proprio ignoranza malata.
Così si ho avuto a che fare con napoletani che mi convincevano che avrei assistito a meraviglie culinarie/artistiche/urbane facendomi fare film in testa e poi lasciandomi la delusione addosso quando alla fine vedevo o assaggiavo queste sedicenti meraviglie.
Detto questo: il casatiello un capolavoro, la mozzarella di bufala fresca è divina, la pizza va mangiata quella di Michele o Sorbillo che sembrano nuvole e si digeriscono mentre le mastichi. E il bab è buono, ma devono saperlo fare, non tutte le pasticcerie sanno farlo.
Comunque a me non sembra che esista una sola regione dove non ci siano nonne che cucinano piatti deliziosi che poi quando torni a casa te li ricordi e ti lasciano la memoria dei profumi e sapori di quei luoghi. Chi ha un amico di Padova, Savona, Brescia, Rovigo, Modena, Pisa, Terni, Vasto, Campobasso....sa che questo amico ha una nonna così e che se andrai a mangiare da lei rimarrai deliziato.


A Gubbio ho mangiato benissimo e speso niente
A Mantova si mangia benissimo
A parte che potrei dire lo stesso di un napoletano che non ha mai mangiato una vera zuppa inglese, una torta di riso, un cuneese al ru, un castagnaccio.... ci sono sapori ovunque che sono unici e indimenticavbili e vale la pena conoscere, troppo facile dire che si è mangiato il meglio, se si è mangiato sempre le stesse cose e non le si è confrontate con altre. Ma anche per dire una moussaka o dei falafel o del sushi... e in generale estendere la cosa a chiunque abbia vissuto e sia morto vedendo sempre le stesse vie, piazze e strade. Che hai campato a fare se non hai mai visto Gerusalemme, Parigi, Atene, Sydney, il gran canyon?
Detto questo alla pastiera (e ne ho mangiate tantissime, di forno e casalinghe) preferisco di gran lungo lo zuccotto toscano.
Non dico sia la stessa cosa, ma è la preparazione dolciaria alla ricotta che prediligo tra le due.

