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Discussione: Vai col gender!

  1. #471
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    TRANS STUPRA BIMBA DI 10 ANNI NEL BAGNO DELLE DONNE
    Ricordate la follia obamiana, ripresa anche da alcuni squilibrati in Italia, dei trans che dovevano usare il bagno del genere a loro più congeniale?
    Michelle Martinez l’ha presa sul serio. Il trans di Casper, in Wyoming, conosciuta anche come Miguel, è stato arrestato per aver stuprato una bambina di 10 anni in un bagno pubblico.
    Il trans le ha toccato seni e parti intime prima di violentarla. Nel bagno delle donne. Perché se non fai entrare un trans nel bagno delle donne sei ‘omofobo’. Ma almeno ti salvi quel che non si dice.
    La polizia ha riferito che il trans (che molti media di distrazione di massa continuane ad indicare al femminile), in stato di ebbrezza, durante l’interrogatorio ha assunto un comportamento “ostile e difensivo”.
    Le persone mentalmente disturbate vanno curate, non assecondate legislativamente nelle loro patologie mentali.
    https://voxnews.info/2017/10/21/tran...o-delle-donne/



    Sesto San Giovanni diventa un Comune pro family
    Sesto San Giovanni aderisce alla rete dei Comuni amici della famiglia ed esce dalla rete Re.A.Dy (rete nazionale delle pubbliche amministrative anti discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere)
    Francesco Curridori
    Il Comune di Sesto San Giovanni aderisce alla 'Rete dei Comuni amici della famiglia', promossa dall’Associazione delle famiglie.
    La giunta, guidata dal neosindaco forzista Roberto Di Stefano, intende creare, nell'ambito dell'assessorato alle politiche familiari, il "Tavolo Famiglie in rete" con cui si vuole mettere in collegamento l'ente pubblico, l'associazionismo familiare e le imprese che si occupano di welfare.
    “In campagna elettorale avevo sottoscritto l'accordo dell'AFI (associazione delle famiglie) e sono lieto di avere un'amministrazione unita per una città a misura di famiglia e per un'economia che ponga al centro la persona per il bene comune”, commenta esultante il primo cittadino Di Stefano. Grande soddisfazione arriva anche da Gianpaolo Caponi, Vicesindaco di Sesto San Giovanni con delega alla famiglia “Ritengo importantissima questa adesione – dice – perchè consideriamo prioritario affermare che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta. Si rende quindi necessario parlare di politiche con le famiglie e non per le famiglie attraverso un approccio alle politiche familiari che superi l’attuale prevalentemente assistenzialistico".
    "La famiglia - continua il vicesindaco - ha bisogno di essere posta al centro con un ruolo attivo per essere essa stessa una sana risorsa per il bene comune e le si deve riconoscerle il ruolo di produttore di welfare e non di mero consumatore di servizi sociali. Da sempre mi batto su questo versante per ridare importanza al ruolo della famiglia e per costituire buone pratiche che favoriscano l’interazione tra amministrazioni comunali e i diversi soggetti del territorio”.
    Allo stesso tempo la Giunta ha deliberato l'uscita dalla rete RE.A.DY (rete nazionale delle pubbliche amministrative anti discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere).
    Sesto San Giovanni diventa un Comune pro family


  2. #472
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Inghilterra: obbligatorio rivelare il proprio orientamento sessuale ai medici
    Servizio sanitario nazionale inglese ha stabilito che dall’anno prossimo ogni medico dovrà chiedere al paziente il suo orientamento sessuale. E’ una richiesta che viene dal mondo LGBT perché le persone omosessuali e transessuali – spiega l’insospettabile Corriere della Sera – “sono due volte a rischio suicidio rispetto agli altri, sette volte più spesso tossicodipendenti e due volte di più dedite all’abuso di alcol”.
    Se i gay e i trans si ammalano di più degli altri occorrono protocolli speciali per loro e questo non significa discriminare. Se vogliono essere trattati in modo uguale agli etero, allora che si comportino anche con la loro sessualità in modo uguale a questi.
    Inghilterra: obbligatorio rivelare il proprio orientamento sessuale ai medici - La Nuova Bussola Quotidiana

    ECUADOR, PIÙ DI UN MILIONE IN STRADA CONTRO IL GENDER. IN ITALIA, LA STRAORDINARIA CENSURA DELLO IAP. NEL SILENZIO DEI MEDIA.
    Più di un milione di persone sono sfilate per le vie dell’Ecuador, in venticinque diverse città, sotto lo slogan: “Lascia stare i miei figli”, e con messaggi del genere: “Un leone addormentato si è svegliato”, in difesa della famiglia naturale, formata da un uomo e una donna, e della vita sin dal concepimento.
    Le manifestazioni sono state organizzate dal Fronte Nazionale per la Famiglia – Ecuador, che ha avuto anche l’appoggio della Chiesa cattolica del Paese, e di diverse confessioni cristiane. Inutile sottolineare la differenza con analoghe manifestazioni avvenute negli anni scorsi in Italia accolte con indifferenza, per non dire ostilità, dai vertici della Conferenza Episcopale, impegnata a stabilire rapporti amichevoli col governo, e dai vertici del Vaticano.
    La manifestazione ha avuto luogo mentre si discutono diversi progetti di legge presentati all’Assemblea Nazionale, che cercano di incorporare nelle normative del Paese concetti propri dell’Ideologia di Genere, quella stessa sostenuta più o meno apertamente dal Ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. Alla fine della manifestazione, in ogni città, i partecipanti hanno letto un manifesto in cui si chiede che “si elimini ogni accordo ministeriale o azione amministrativa nell’ambito dell’educazione e dellsa salute che obblighi, imponga e diffonda i presupposti dell’ideologia di genere, diversità sessuale e attrazione verso lo stesso sesso a bambini e adolescenti”.
    I manifestanti chiedevano anche che “si ritirino dai progetti di legge nell’Assemblea Nazionale tutti gli articolati che obblighino l’imposizione della salute sessuale riproduttiva, madre surrogata, cambi di sesso, manipolazione di embrioni e promozione del Gender a bambini e adolescenti”.
    E mentre questo accade in Italia Citizen Go sta affrontando una straordinaria censura da parte dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che vorrebbe imporre l’interruzione della campagna “Basta violenza di genere. I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine”.
    https://apostatisidiventa.blogspot.i...svegliato.html


  3. #473
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    AFRICANO DAVA IL LATO B A GAY SPOSATI E POI LI RICATTAVA
    Usava la famigerata app Grindr per incontri occasionali omosessuali per agganciare pervertiti sposati, li fotografava nei loro appartamenti appena si spogliavano e poi li ricattava chiedendo soldi. Khadim Cheik Gaye, senegalese di 37 anni con numerosi precedenti, è stato arrestato dalla polizia a Milano dopo alcuni giorni di appostamenti. Gli agenti del commissariato Porta Genova, ai quali è stata presentata una denuncia, lo hanno trovato ieri pomeriggio in via Washington. Era già stato condannato in passato a tre anni di carcere (dal 2011 al 2014) per una serie di ricatti dello stesso tipo avvenuti a Bergamo, Vicenza e altre città del nord Italia.
    La modalità era ben collaudata: sulla app creava un profilo con la foto di addominali scolpiti e chiedeva di avere rapporti solo con uomini sposati (per evitare complicazioni sentimentali, spiegava), nei loro appartamenti e rigorosamente gratis.
    Ecco a chi servono i ‘migranti’.
    https://voxnews.info/2017/10/26/afri...-li-ricattava/

    I bambini sono maschi
    È tutta questione di… demenza.
    Abbiamo bisogno di “normalità” e che le donne di questo Paese tornino al lavatoio, anziché presentarsi rifatte, siliconate, cotonate e di plastica davanti alle scuole, a prendere i figli quando escono. Abbiamo bisogno di maschi che tornino a zappare nei campi, madidi di sudore, possibilmente analfabeti e che al rientro siano funzionanti a letto. Fino a quando si tratta di una lavatrice, un mobile di design, vanno anche bene l’innovazione e il progresso, ma per l’essere umano mi sembra che si stia togliendo sempre di più, anziché di aggiungere.
    Non so quanti di voi conoscano questa iniziativa e come un’agenzia, sembra, stia tentando di limitare, sia nella sua efficacia che nella sua comunicazione. L’agenzia si chiama IAP e, nonostante non abbia voce in capitolo se non privatamente, sembra che sia la nostra garanzia per una pubblicità corretta. Si tratta di un ente a cui le maggiori aziende di diffusione pubblicitaria (televisiva, radiofonica e stradale) hanno affidato, con un patto privato, il controllo del rispetto, per loro conto, del Codice di Autodisciplina delle Comunicazioni Commerciali.
    Ecco, lo IAP ha inviato agli organizzatori di questo evento un’ingiunzione a desistere, rispetto a questa comunicazione: “I bambini sono maschi e le bambine sono femmine”. Non siamo nemmeno più matti, oramai! Abbiamo persino esaurito le possibilità messe a disposizione dalla psichiatria… Certo, siamo in Italia, e tutti gli altri sono i nostri garanti, meno che noi stessi e di noi stessi. Nelle condizioni in cui versa questa nazione, con politici mendicanti in treno ed altri pescivendoli nelle piazze, non mi meraviglio.
    Continua a stupirmi, però, la sessualità fluida, ossia la genialata con la quale si afferma che ognuno di noi passa da un genere all’altro senza problema, come al supermercato si passa da uno scaffale all’altro. E grazie a questa meravigliosa idea, la natura è diventata un’offesa al genere umano! Tutto ciò che oggi rimane anche biologicamente vero, evolutivamente lampante e scientificamente accettato a livello mondiale, diventa obsoleto. A meno che, negli ultimi tempi, tutto il mondo scientifico, quotidiano e normalmente esistente non si sia accorto che i “bambini sono femmine e le bambine sono maschi”. Se è sufficiente cambiare un nome e relativo significato, figuriamoci? Nessun problema. Abbiamo le Minestre, le Sindache, le Avvocate, le Mediche, e possiamo certamente accettare questa inversione.
    Ma non capisco il motivo. Che cosa c’è che non va più? L’esistenza del maschile e del femminile? Questi individui, mi riferisco a coloro che aderiscono alla Teoria Gender per scopi meramente economici di omologazione e potere, pensano che il genere biologico abbia a che fare con la scelta della propria sessualità.
    Ho paura che le questioni ideologiche di questo tipo siano davvero l’espressione della pochezza intellettuale di miserandi individui che, non riuscendo a raggiungere un equilibrio con se stessi e la loro sessualità, desiderano che gli altri individui, sereni, vadano in crisi. Sarebbe l’ora che i malati di mente trovassero una collocazione al di fuori dei governi, altrimenti la legge Basaglia continua ad essere disattesa, almeno in Italia.
    I bambini sono maschi ? Il blog di Alessandro Bertirotti

  4. #474
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    "Ritardiamo la crescita dei bimbi così capiscono se sono gay"
    Baby pazienti nei centri per i disturbi dell'identità sessuale. Ormoni per rinviare la pubertà: serve tempo per «riflettere»
    Nino Materi
    Come si legge in calce sui programmi dei cineforum: «Al termine del film, seguirà dibattito». La trama della «pellicola» su cui si stanno dividendo in Inghilterra assomiglia a un thriller dove etica e libertà sessuale di genere rischiano lo scontro.
    Nessuna fiction, in Gran Bretagna è tutto reale. Il «ciak, si gira» lo ha ieri rilanciato la prima pagina del Mirror, dando conto di un nuovo e assai controverso fenomeno: il «genderrealignment doctor». Si tratta di medici specializzati nell'assistenza di bambini tra i 4 e gli 11 anni alle prese con un'identità sessuale ancora «indefinita». Una crisi tipica dell'età preadolescenziale che finora era sempre stata affrontata con quelle «medicine» particolari (ma efficacissime) che si chiamano buonsenso, capacità di ascolto, comprensione e sensibilità. Ma oggi - nell'era del dominio gender correct - in Inghilterra si è scelto di privilegiare la via della «medicalizzazione». In che modo? Bloccando artificialmente l'arrivo della pubertà, per consentire al bambino/a (che ancora non ha deciso se vuol essere maschio o femmina) un «ulteriore periodo di riflessione».
    Ma cosa significa, esattamente, «bloccare artificialmente la pubertà»? «Equivale ad arrestare il ciclo mestruale o la maturità del seme - spiega il professor Clemente Sarri, esperto in andologia pediatrica e dell'adoloscenza -. Ciò che stanno facendo in Inghilterra è aberrante: far assumere in tenera età dosi di ormoni ed estrogeni per stoppare la normale evoluzione sessuale è una pratica aberrante e dalle pericolosissime controindicazioni». Ma l'equivoco nasce forse proprio dall'errata percenzione relativa al concetto di «normalità». Nel caso infatti dei 50 bambini/e che ogni settimana ricorrono nei centri specializzati del Regno Unito alla terapia-gender, è proprio la «normalità» che manca. Sia essa fisica, sia essa psicologica. Un trend in continua crescita tanto che negli ultimi sei mesi gli interventi sui bambini sessualmente in «stand by» sono stati 1.300 e si prevede che il numero raddoppierà il prossimo anno. Una «pausa» spesso sollecitata anche dai genitori dei piccoli, preoccupati dal fatto che, una volta superata la fase-chiave della pubertà, il processo di «revisione gender» possa ormai risultare irreversibile o comunque presentare difficoltà ben maggiori. Intanto alla rivoluzione gender si adegua anche l'estetica delle divise scolastiche con uniformi unisex per maschi e femmine; per non parlare della proposta di rendere facoltativa nel prossimo censimento britannico la domanda sul sesso biologico di appartenenza: motivo? Non discriminare le identità fluide». Prove tecniche di futura civiltà o passi imprevedibili in un buio etico-morale? Fatto sta che dal 2018 il Servizio sanitario inglese prevederà che medici e infermieri, a ogni appuntamento con un paziente maggiore di 16 anni, dovranno informarsi sull'orientamento sessuale (etero, gay, lesbica, bisex o altro).
    Ma, nel caso dei «genderrealignment doctor», il problema riguarda «pazienti» ben più giovani. Come nel caso di «Lily», che ora si chiama però Leo. Quattro ani fa fu il primo, e la sua storia fece scalpore. Aveva 12 anni e viveva Lowstoft, cittadina del Suffolk. Non si sentiva felice ad essere una ragazza, così iniziò una cura presso la clinica Tavistock and Portman di Londra, e dopo un anno di terapia coronò il suo sogno: diventare maschio. Dopo di lui sono arrivati centinaia di «Lily» e «Leo». Che diventeranno presto migliaia.
    «La Gran Bretagna fa spesso da apripista - è il commento di Luigi Ippolito, attento analista della realtà inglese -. È già una società post-religiosa e post- razziale: sarà anche una società post-sessuale, nel senso di andare oltre la divisione binaria maschile-femminile?». Come sempre, «seguirà dibattito».
    "Ritardiamo la crescita dei bimbi così capiscono se sono gay"

    Nella fiction per bimbi spunta il baby gay
    Felice Manti
    Ahia, anche la Disney tradisce se stessa e si piega al politicamente corretto. Nella puntata di Andi Mack in onda oggi su Disney Channel Cyrus, il miglior amico del protagonista Andi, proverà dei sentimenti per il compagnetto Jonah.
    La televisione è finzione. E i cartoni animati servono a raccontare la realtà, attraverso allegorie e metafore, per educare. In modo simbolico si mostrano gli aspetti più problematici dell'esperienza del bambino e si offrono delle soluzioni. La matrigna rappresenta la madre con cui spesso non si va d'accordo, dietro un orfano c'è l'immagine di un bambino che è riuscito ad affrancarsi dai genitori per diventare adulto e autonomo, e così via. È proprio necessario spalancare davanti a un ragazzino inerme il baratro di un sentimento che fa a pugni con il proprio corpo, della serie «noi creiamo (in)felicità»? Dov'è finito il lieto fine?
    Ma perfavore, piantatela. In Gran Bretagna, come ha scritto il Giornale, ci sono già migliaia di ragazzini (tra cui un bimbo di 4 anni) a cui viene ritardata la pubertà a colpi di farmaci per capire meglio se sono gay o no. Lasciamo divertire i bambini con gli orsi parlanti e le fate, per favore. I produttori ci tengono a far sapere che «non è stato facile inserire nel dramedy il viaggio di un personaggio alla scoperta della propria natura gay». Questa sì, una favoletta alla quale non crede nessuno.
    Nella fiction per bimbi spunta il baby gay

  5. #475
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Trans esclusi dall'esercito: giudice federale blocca Trump
    Il presidente americano ha dichiarato che avrebbe impedito alle persone transgender di intraprendere la carriera militare
    Marianna Di Piazza
    Donald Trump non potrà impedire ai transessuali di servire nelle Forze Armate americane. La decisione di un giudice federale di Washington blocca così l'intenzione del presidente di annullare la norma voluta da Obama nel 2016, che consentiva ai transgender di prestare servizio nell'esercito statunitense.
    Il presidente americano, lo scorso luglio, aveva dichiarato infatti che avrebbe impedito alle persone transgender di intraprendere la carriera militare. I membri dell'esercito trans avevano fatto causa in agosto per cercare di bloccare il divieto, sostenendo che la politica di Trump violasse i loro diritti costituzionali.
    Trump aveva firmato un memorandum, diretto ai vertici l'esercito Usa, invitandoli a non accettare uomini e donne transgender come reclute e aveva anche fermato l'utilizzo di fondi governativi per interventi di riassegnazione sessuale per il personale attivo.
    Trans esclusi dall'esercito: giudice federale blocca Trump

    TRUMP MARCHIA I PEDOFILI: BOLLINO SUL PASSAPORTO
    Da oggi tempi ancora più duri per i pedofili americani. I condannati per reati sessuali contro minori saranno identificati come tali anche sul passaporto: marchiati.
    Un metodo per rafforzare la lotta contro il turismo sessuale con minori e lo sfruttamento infantile. Lo rende noto il Dipartimento di Stato Usa, che applicherà una sorta di “bollino” sui documenti di chi ha commesso questo tipo di reati. Sarà per loro più difficile andarsi a rifornire. In Italia, invece, li riforniscono direttamente Ong e Marina Militare.
    Il retro del passaporto recherà la dicitura «Il proprietario è stato condannato per un reato di tipo sessuale nei confronti di minori ed è schedato secondo la legge americana».
    La mossa ha generato proteste da parte delle associazioni per il sesso intergenerazionale.
    https://voxnews.info/2017/11/03/trum...ul-passaporto/


  6. #476
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Lo studio: se la vittima è gay, lo è anche il carnefice
    Contro i luoghi comuni David Island e Patrick Letellier, due attivisti gay, hanno scritto un libro dal titolo “Uomini che picchiano uomini che li amano”. E’ uscito un quadro delle violenze alle persone omosessuali che confuta il politicamente corretto. Risulta infatti che nel 99,7% dei casi di violenza su omosessuali il colpevole sia un’altra persona omosessuale. Le lesbiche subiscono violenza da altre donne lesbiche 44 volte di più delle donne sposate eterosessuali, i gay 300 volte di più.
    Contra facta non valet argumentum.
    Lo studio: se la vittima è gay, lo è anche il carnefice - La Nuova Bussola Quotidiana

    CORTOCIRCUITI
    Germania: Mr e Miss Homophobia sono due gay
    In Germania viene lanciato un sondaggio: chi è la donna e l'uomo più "omofobo" del Paese? Escono i nomi di due politici omosessuali però non allineati al pensiero unico gay che vengono insigniti del “premio” Miss e Mr Homophobia 2017. La prima è Alice Weidel, lesbica dichiarata. La sua “colpa” è quella di militare nel partito di destra Alternative für Deutschland. Per gli attivisti gay se tu sei di destra sei ipso facto “omofobo”, anche se sei omosessuale. Il secondo è David Berger, con un passato nella Cdu ma ultimamente vicino all’Afd, che si è detto contrario ai “matrimoni” gay e alle adozioni perché “i bambini non sono giocattoli”.
    Non stupisce che la palma dell’“omofobia” sia stata assegnata a due persone omosessuali. Nelle ideologie i nemici numero 1 sono sempre gli appartenenti a quell’insieme di persone che più dovrebbero essere sensibili all’ideologia stessa, sono quelli che sulla carta dovrebbero essere i tuoi amici numero 1. Le epurazioni durante il regime stalinista riguardavano soprattutto i membri dell’Intelligencija del partito comunista. Da noi, le Brigate rosse colpivano soprattutto i rappresentanti sindacali. Questo avviene perchè se la critica viene da fuori è meno dirompente rispetto ad un critica che viene da dentro, la quale non potrà che apparire assai credibile.
    E così se un eterosessuale censura l’omosessualità è facile ribattere che tale censura viene da una persona che non sa cosa vuol dire essere omosessuali. Ma se è farla è una persona omosessuale questa non può essere sospetta di partigianeria. E’ in definitiva una critica che ha tutte le carte in regola per essere definita veritiera.
    Germania: Mr e Miss Homophobia sono due gay - La Nuova Bussola Quotidiana


  7. #477
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Firenze a pezzi, ma lei pensa agli alberghi gay friendly
    La scelta di Paola Concia, assessore al Turismo del renziano Nardella, invece di occuparsi dei mosaici che cadono a pezzi e uccidono i turisti
    I tanti problemi di Firenze, dai mosaici che si staccano nelle chiese uccidendo i turisti al continuo rischio idrogeologico in riva all’Arno e oltre? Macché: l’esigenza numero uno è quella di dar vita ad una campagna di sensibilizzazione verso albergatori, ristoratori e operatori del settore turistico nei confronti del turismo Lgbt.
    L’idea, quanto meno bislacca, è di Anna Paola Concia, da qualche mese nominata assessore al turismo, ma la cui delega deve aver evidentemente confuso. ”L’obiettivo è far diventare Firenze una meta sempre più gay friendly – ha detto la Concia nella sua libera interpretazione del marketing turistico – dove chiunque possa trovare rispetto, sensibilità e accoglienza. Abbiamo pensato di organizzare questi corsi dopo alcuni episodi accaduti in Italia che hanno visto turisti gay rifiutati dalle strutture ricettive. Per questo saranno organizzati dei corsi che affronteranno tematiche volte a migliorare l’accoglienza”.
    Nelle direttive che verranno impartite ad albergatori e ristoratori, quelle relative a conoscenze e strumenti operativi “per la comprensione dei meccanismi o comportamenti che ostacolano l’accoglienza della clientela Lgbt per superarli e una modalità di qualificazione delle strutture come aziende turistiche gay friendly”.
    https://www.informarexresistere.fr/f...-gay-friendly/

    Gender, i pediatri americani escono allo scoperto: “E’ abuso sui minori”
    I pediatri americani escono allo scoperto con un documento chiarissimo, rigoroso sotto il profilo scientifico e decisamente coraggioso sul GENDER.
    SINTESI:
    La sessualità umana è oggettivamente binaria: xx=femmina, XY= maschio.
    Nessuno è nato con un genere, tutti sono nati con un sesso.
    Se una persona crede di essere ciò che NON è, questa situazione è da considerare quantomeno come uno stato di confusione.
    La pubertà non è una malattia e gli ormoni che la bloccano possono essere pericolosi.
    Il 98% dei ragazzini e l’88% delle ragazzine che hanno problemi di identità di genere durante la pubertà li superano riconoscendosi nel proprio sesso dopo la pubertà.
    L’uso di ormoni per impersonare l’altro sesso può causare sterilità, malattie cardiache, ictus, diabete e cancro.
    Il tasso di suicidi tra i transessuali è 20 volte superiore a quello medio, anche nella Svezia che è tra i paesi più LGBT-favorevoli del mondo.
    E’ da considerarsi abuso sui minori convincere i bambini che sia normale impersonare l’altro sesso mediante ormoni o interventi chirurgici.
    COMMENTO:
    La “American College of Pediatricians” (seconda per importanza tra le due società americane di pediatria) prende posizione in modo chiaro, dal punto di vista medico, sulla pericolosità dell’ideologia gender e di alcune sue ricadute devastanti sulla vita dei bambini. Si tratta di un fatto molto positivo, perché finora nel conformismo generalizzato anche la classe medica su questioni di questo tipo si è perlopiù unita al coro più “alla moda” e più politicamente corretto. E’ incoraggiante trovare per una volta una affermazione (molto chiara e quasi dura) dei dati della realtà, riconoscibili da ognuno, non inquinati dall’ideologia dominante.
    Gender, i pediatri americani escono allo scoperto: "E' abuso sui minori" - Medicina e Persona - Svizzera

    Germania. «Lo scandalo gigantesco» dei genitori «incarcerati fino a 40 giorni» perché i figli non partecipano ai corsi gender a scuola
    I corsi sono obbligatori e tanti sono già finiti in prigione, come i coniugi Martens. Intervista a Mathias Ebert, che ha fondato a Colonia l’associazione “Genitori preoccupati”: «Centinaia di genitori sono nella stessa situazione»
    Leone Grotti
    Il 24 ottobre un ufficiale di polizia si è presentato alla porta della famiglia Martens a Eslohe, piccolo comune della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania. Mentre apriva la porta, Eugen conosceva già lo scopo di quella visita: l’arresto della moglie e madre dei suoi nove figli Luise. Sapeva tutto in anticipo perché per lo stesso motivo lui stesso era già stato arrestato l’8 agosto del 2013.
    Che cosa hanno fatto dunque i due coniugi di 37 anni di così grave da meritare l’arresto? Non hanno ucciso, non hanno rubato né danneggiato alcuno. La loro unica colpa è di essere padre e madre di una bambina che si è rifiutata di partecipare due volte ai corsi di educazione sessuale previsti per le elementari. L’anno scorso Luise non è stata portata in carcere insieme al marito perché era incinta. Quest’anno, l’ufficiale di polizia non l’ha «prelevata con la forza come dovrei» perché sta ancora allattando l’ultimo figlio. «Purtroppo però non finisce qui. L’ufficio del procuratore farà applicare la decisione del giudice», afferma il poliziotto nel video che vedete qui sotto.
    https://youtu.be/6RMtifqsWSw
    «Tantissime famiglie sono nella stessa situazione dei coniugi Martens in Germania», dichiara a tempi.it Mathias Ebert, sposato con quattro figli, che dopo essere venuto a conoscenza della storia dei Martens, ha deciso di fondare a Colonia l’associazione Besorgte Eltern (“Genitori preoccupati”). Il movimento ha già organizzato diverse manifestazioni in Germania con migliaia di partecipanti perché «si discuta pubblicamente di questo scandalo gigantesco e si impedisca la corruzione dei nostri figli», che a partire dai sei anni devono partecipare a corsi di educazione sessuale dove si propugna l’ideologia del gender.
    Perché se una bambina salta due ore di scuola i genitori vengono messi in carcere?
    In Germania la scuola è obbligatoria e se un bambino salta le lezioni la scuola ha la facoltà di denunciare i genitori e il tribunale può multare la famiglia. I coniugi Martens hanno per questo ricevuto una multa di circa 30 euro. Questo è assurdo perché la figlia ha abbandonato di sua iniziativa la lezione.
    La famiglia non poteva pagare e basta?
    No, perché è una questione di principio. Quello che fa arrabbiare è che il tribunale usi due pesi e due misure. Alcuni bambini non vanno a scuola per mesi e ai genitori non succede niente. Però quando una bambina salta due ore di educazione sessuale, ecco che la famiglia viene subito denunciata. È ingiusto e infatti nel video che abbiamo realizzato il poliziotto è imbarazzato e dà tutta la colpa alla procura.
    Perché la bambina non voleva partecipare ai corsi di educazione sessuale?
    Perché il contenuto delle lezioni è perverso. Non solo si mostra ai bambini come funziona il sesso dei maschi e delle femmine, ma li si mette davanti alla “varietà” delle pratiche sessuali: sesso orale, sesso anale e molto altro. Si dice anche ai bambini, fin dalle elementari, che il loro genere non è determinato e che non possono sapere se sono maschietti o femminucce, che devono pensarci su. Questa per me si chiama manipolazione dei più piccoli.
    Ci sono stati altri casi oltre a quello della famiglia Martens?
    Certo. Non conosco il numero esatto dei genitori incarcerati, ma solo il piccolo gruppo dei genitori della città di Paderborn (150 mila abitanti, ndr) ha scontato negli ultimi anni complessivamente 210 giorni di galera. È uno scandalo gigantesco anche perché sono gli stessi bambini a voler uscire dalle classi. Nella città di Borken, ad esempio, in una classe la lezione ha turbato così tanto i bambini che sei di loro sono svenuti.
    Quanto devono stare in carcere i genitori?
    Dipende. Un padre con cui ho parlato recentemente qui nella Renania Settentrionale-Vestfalia ha passato in galera 21 giorni e sua moglie rischia la stessa pena perché il figlio ha abbandonato le lezioni di sua spontanea volontà. Altri restano in carcere anche 40 giorni ma nessuno li ascolta. Nessuna consente loro di alzare la voce e protestare.
    La storia dei Martens però ha fatto il giro della Germania.
    Sì, perché sono persone molto coraggiose. Hanno scelto di rendere pubblica la loro storia e non è scontato, visto che la maggior parte degli altri genitori non parla di questa cose.
    Perché?
    Perché ha paura. In Germania quando si viene puniti, si viene subito considerati come “criminali”. Quindi non è difficile farsi intimidire. Io però sto cercando di mobilitare queste famiglie perché le loro storie escano alla luce del sole. La famiglia Martens ha da subito parlato pubblicamente ed è stato grandioso: se tanta gente verrà a conoscenza di questi fatti, finalmente se ne discuterà. Alle cose non si dà il giusto peso: in Germania uno stupratore viene lasciato a piede libero se non era pregiudicato, mentre si rinchiudono in prigione i genitori onesti.
    Che cosa chiedete nelle vostre manifestazioni?
    Che non vengano turbati i sentimenti dei bambini. Non è giusto. È una violenza nei loro confronti. È chiaro che se abbandonano le classi è per il clima che respirano in casa, ma questo è forse sbagliato? È sbagliato che un bambino si porti addosso determinati valori trasmessi in famiglia e viva in base ad essi? Io credo di no. Il nostro primo obiettivo però è che si parli di queste cose: ecco perché scenderemo in strada, faremo manifestazioni, discuteremo con i media, perché tutto il Land ne venga a conoscenza.
    Perché ha fondato l’associazione Besorgte Eltern?
    Ho quattro bambini, sono testardo proprio come il mio amico Eugen e quando toccherà a me so che potrei fare la stessa fine. Ma questa è una follia. Inoltre ho scoperto che migliaia di genitori tedeschi sono uniti da questo trauma e stanno dalla nostra parte. Abbiamo le spalle coperte dalla gente e questo ci dà forza. Abbiamo cominciato a protestare a gennaio e ora ci hanno raggiunto migliaia di persone. Questo movimento è importante, perché solo se si è informati è possibile difendersi. E se i nostri bambini oggi vengono corrotti, il futuro del nostro paese sarà presto corrotto. Allora non potremo più rimediare.
    Germania. I figli non vanno a scuola, genitori in carcere | Tempi.it

  8. #478
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    A PROCESSO PER QUESTI MANIFESTI: ARCIGAY E PD CHIEDONO 100MILA EURO DI DANNI
    Si è aperto il procedimento a carico del responsabile romagnolo di Forza Nuova per – rullo di tamburi – i manifesti funebri affissi dal partito di contro l’unione (in)civile celebrata a Cesena il 25 settembre 2016.
    Arcigay Forlì-Rimini-Cesena ed il Comune di Cesena chiederanno 50 mila euro a testa, quale risarcimento dei danni morali, al responsabile forzanovista Mirco Ottaviani.
    Ora, se fossimo in un paese serio, chi si permette di ingolfare i tribunali con richieste demenziali come queste, verrebbe condannato lui ad un risarcimento monstre che gli farebbe passare la voglia di denunciare a casaccio.
    Ma non viviamo in un paese serio. Bensì in uno con una magistratura che è culo (e sottolineiamo culo) e camicia con i le associazioni e i politici che presentano queste denunce.
    Alta è l’attenzione verso quello che potrebbe diventare un “processo pilota” contro la libertà di espressione: vedremo se in mancanza della legge sulla cosiddetta ‘omofobia’, basterà essere contrari ai matrimoni gay per essere perseguitati dai magistrati.
    Ottaviani dovrò rispondere della violazione delle nome anti-discriminazione introdotte negli anni ’70, quando lo Stato ratificò la convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Perché, secondo l’ArciGay, gli omosessuali sono una razza.
    Quando i fanatici di queste associazioni comprenderanno che la libertà di espressione non si può comprimere, e che questo è un bene anche per loro, saranno cittadini migliori.
    https://voxnews.info/2017/11/11/a-pr...euro-di-danni/



    PASTORALE OMOSEX
    Lettera del vescovo di Parma: importante ciò che dice, più importante ciò che non dice
    Mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, scrive una lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali. Molti gli aspetti positivi allorchè Solmi richiama il dovere di ciascuno di accostarsi a queste persone con delicatezza e sensibilità o quando indica differenti cammini pastorali di vario livello o laddove sottolinea l’importanza di non mutare la dottrina della Chiesa su questo punto.
    Però forse pesa di più ciò che manca in questo documento. Manca l’esplicitazione del fine per cui si deve fare tutto ciò: abbandonare la condizione omosessuale e le condotte omosessuali. A leggere la lettera di Solmi infatti parrebbe che l’intento della Chiesa sia solo quello di confortare la persona omosessuale afflitta per il suo stato - dando così per assodato, notiamo a margine, che tutti gli altri non possano essere convertiti – e nulla più. Quasi che l’omosessualità distonica possa essere associata ad un lutto, cioè ad un evento umanamente immodificabile.
    Lettera del vescovo di Parma: importante ciò che dice, più importante ciò che non dice - La Nuova Bussola Quotidiana



    Una buona notizia: il bus della libertà tornerà in pista
    Il segno inequivocabile della decadenza sta nel dover ribadire e motivare cose normalmente considerate ovvie. Per questo motivo la decisione dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) di riabilitare la campagna anti-gender di Generazione famiglia va accolta con moderato entusiasmo. Insomma ci saremmo dovuti stupire del contrario, ovvero se lo Iap avesse deliberato il definitivo stop alla pubblicità del Bus della Libertà come richiesto dal suo Comitato di Controllo che ad inizio ottobre aveva formalmente contestato la correttezza dei manifesti contro il Gender apparsi a Roma per pubblicizzare l’inizio del tour del Bus della Libertà, ingiungendo a CitizenGO e Generazione Famiglia di interromperne la diffusione.
    Le accuse si concentravano sullo slogan “Basta violenza di genere”, giudicato “distorsivo” e “fuorviante” rispetto al tema della violenza sulle donne, in relazione alla successiva affermazione “i bambini sono maschi e le bambine sono femmine”, ritenuta “discriminatoria” verso chi non si riconosce nel dualismo sessuale maschile-femminile. Al centro delle due espressioni, l’immagine di due grandi mani nere che calano dall’alto un reggiseno, porgendolo a un bambino, e un paio di baffi, rivolto a una bambina.
    Con queste immagini il manifesto intendeva denunciare le attività che nelle scuole costringono i bambini e le bambine ad assumere atteggiamenti propri del sesso opposto con il malinteso fine di “decostruire gli stereotipi di genere” maschili e femminili, ideologicamente ritenuti costrittivi.
    E proprio questo messaggio era finito nel mirino dello Iap, che aveva stoppato la diffusione dei manifesti, ritenendoli contrari alla dignità umana delle persone transgender e rei di confondere le idee dei bambini sull'identità sessuale proponendo un rigido binarismo maschile e femminile.
    Dopo il ricorso delle due associazioni, venerdì scorso si è svolta a Milano, presso la sede dello IAP, l’udienza decisiva davanti al Giurì dell’Istituto. L’organo di ultima istanza, esaminate le accuse del Comitato di Controllo e le difese delle associazioni, ha infine giudicato per la correttezza della comunicazione, escludendo dunque profili di discriminazione e ambiguità. Le motivazioni della decisione sono attese per i prossimi giorni e sarà molto curioso leggere le spiegazioni di quella che è agli occhi di tutti la conclusione più ovvia di una vicenda dai contorni grotteschi.
    D’altra parte possiamo affermare di aver preso atto dell’esistenza e del ruolo dello Iap solo grazie alla campagna di Generazione Famiglia. Sfido a trovare qualcuno che ricordi un intervento dell’istituto che giudica la correttezza deontologica delle comunicazioni pubblicitarie contro le numerosissime immagini pubblicitarie che mettono alla berlina la sensibilità e i convincimenti religiosi, etici, politici e valoriali che appartengono alla maggior parte del pubblico. Per non parlare del controverso uso di bambini e minori nelle campagne di noti marchi della moda, spesso ritratti in atteggiamenti ammiccanti non rientrano nella sfera tipica dei comportamenti tipici dell’infanzia. Dunque la vera buona notizia è che presto riprenderà la campagna pubblicitaria contro il Gender nelle scuole e che il bus della libertà tornerà a girare nelle strade
    Una buona notizia: il bus della libertà tornerà in pista - La Nuova Bussola Quotidiana


  9. #479
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Milano kaputt
    di Paolo Deotto
    Che ci volete fare. Io questa Milano, città in cui si vive male, in cui il traffico ti ammazza, l’aria ti intossica, la vita costa troppo, io l’ho sempre amata.
    Mi dicono che sto invecchiando, e questo è fuori discussione. Se guardo la mia carta d’identità, alla voce “data di nascita” leggo pessime notizie. Ok, ma proprio perché sto diventando vecchio, ho fatto in tempo a vivere nella città di Sant’Ambrogio, in una città ordinata nonostante il caos (non è una contraddizione, chi è milanese davvero mi darà ragione).
    Ma adesso Milano è morta, l’hanno ammazzata. I colpevoli non saranno mai perseguiti perché sono al tempo stesso esecutori, legislatori e giudici. L’hanno ammazzata arcivescovi dimentichi del loro compito, politici sempre più squallidamente mediocri, preoccupati solo di restare sulla cresta dell’onda. L’hanno ammazzata anche, diciamocelo francamente, l’apatia e l’indifferenza di tanti, troppi milanesi che hanno guardato l’agonia e se ne sono fregati.
    Milano ha visto la sua piazza del Duomo oltraggiata dalla preghiera collettiva di centinaia di maomettani, ha visto le sue strade insozzate dagli squallidi “gay-pride”, e altro… E non a caso ha dedicato una delle sue vie centrali, quella che per lunghissimi anni fu “via dell’Arcivescovado”, al signor Carlo Maria Martini. È giusto: avviata sulla strada del suicidio, ha voluto degnamente celebrare un portatore di confusione.
    E adesso l’amministrazione comunale, non paga evidentemente di quanto già fatto, non solo candida la ex-città di Sant’Ambrogio a diventare “capitale del turismo gay” (evitiamo facili giochi di parole come “culturismo”…), ma anche, per bocca del presidente della Commissione comunale Pari opportunità e Diritti civili, propone l’istituzione del “Gender city manager”, ovvero una “figura super partes per la raccolta dei dati e il monitoraggio di tutte le azioni dell’amministrazione in tema di discriminazioni di genere”. E ovviamente i radicali rilanciano: no, serve il “Diversity manager”. È una figura “più comprensiva”.
    In questa schifezza, una sola voce di buonsenso, peraltro inascoltata: quella di Riccardo De Corato, già vicesindaco, che chiede l’istituzione del “Normality manager”.
    Ho letto tutte queste piacevolezze sul Giornale di oggi.
    Milano kaputt. Non saprei davvero che altro dire. L’ex città dal cuore grande presenta uno squallido spettacolo di degrado umano a chi arriva in Stazione centrale; lascia nei pasticci i poveri e corre in aiuto degli immigrati, regolari o meno (dettaglio), perché troppo impegnata a dimenticarsi che il “prossimo” è appunto chi è “prossimo”, ovvero vicino.
    Sulle macerie di Milano resteranno trionfanti il “manager”, che sia “gender” o “diversity” manager, e qualche brillantino e nastro colorato caduto dalle mutande di qualche partecipante all’ultima festa gay patrocinata dal Comune. In attesa che venga abbattuta la Madonnina, per evitare discriminazioni verso le “altre religioni”…
    Addio Milano, sai quanto ti ho amata. E so quanto mi hai amato, come amavi tutti i tuoi cittadini. Ma quando tutto è finito, bisogna rendersene conto. È meglio andarsene…
    PS: ammetto di aver scritto questo articolo con molta tristezza nel cuore, ma ecco una notizia che mi induce al giubilo e alla rinascita della speranza: Bergoglio ha vietato… che cosa? La bestemmia? Le blasfeme “liturgie” interreligiose? I sacrilegi? Ma và, quelle sono robette.
    Ha vietato la vendita di sigarette in Vaticano! Leggete su ANSA. La Fede è salva! Ricomincia il cammino della civiltà! Attendiamo il commento di Buttiglione, che ricordiamo dalla giovinezza come fumatore di sigaro.
    https://www.riscossacristiana.it/mil...-paolo-deotto/

    Coppia gay adotta un bimbo, lo stupra per anni e poi lo vende per il sesso ad altri pedofili
    Mark Newton, 46 anni, e Peter Truong, 40 anni, sono una coppia omosessuale originaria di Cairns, sulle coste del Queensland. Devono rispondere di accuse assolutamente inquietanti. I due hanno abusato sessualmente di un bambino di nazionalità russa adottato, per poi tentare di farlo violentare da altri pedofili per almeno cinque anni.
    Tuttavia, come riporta The Courier Mail, ora sono emerse nuove terribili imputazioni: la coppia aveva in programma di adottare un secondo figlio, pagando una cifra attorno a $ 100.000 ad una madre surrogata di nazionalità malese. Newton e Truong avrebbero tentato di portare avanti l’”acquisto” tramite Skype e il servizio di condivisione di foto Flickr, attraverso il quale avrebbero tentato di vendere il loro primo figlio ad altri pedofili.
    Newton e Truong stanno scontando rispettivamente 40 e 30 anni in due diverse prigioni statunitensi dopo essere stati arrestati nel 2012. La coppia fu dichiarata colpevole di aver offerto il loro bimbo ad almeno otto uomini provenienti da Stati Uniti, Francia e Germania.
    All’epoca il giudice Sarah Evans Barker decise di non sottoporre il processo a duna giuria perché riteneva che le prove fossero “troppo atroci per costringere delle persone a testimoniare”. Dopo le condanne, la polizia sottolineò come la giovanissima vittima fu adottato nel 2005 “per il solo scopo di una gratificazione sessuale e un traffico sessuale”. Stando alle accuse, i due uomini hanno caricato immagini e video disturbanti degli abusi su un gruppo in Rete dedicato alla pedofilia, “Boy Lovers Network”, che contava almeno 70.000 membri da tutto il mondo, prima che fosse oggetto di un blitz internazionali che portò all’arresto di 670 persone.
    https://www.informarexresistere.fr/c...ltri-pedofili/



    Polemica sui test di medicina, 'omosessualità tra le malattie'. L'ira della ministra Fedeli
    Sel e Arcigay: 'Perché una domanda sul verificarsi dell'omosessualità come malattia? Rispondano i presidi di Facoltà'
    "È di una gravità inaudita che sia stata inserita una simile domanda nel Progress test di medicina e chirurgia". Lo afferma la Ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli in merito alla domanda "quali delle seguenti percentuali rappresenta la migliore stima del verificarsi dell'omosessualità nell'uomo?" presente nel Progress test svolto nelle università italiane con corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. La ministra auspica che la domanda sia eliminata e venga sanzionato il responsabile.
    Polemica sui test di medicina, 'omosessualità tra le malattie'. L'ira della ministra Fedeli - Emilia-Romagna - ANSA.it


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    Predefinito Re: Vai col gender!

    È di una gravità inaudita
    Perchè è la verità.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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