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Discussione: Vai col gender!

  1. #481
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Infetta 10 uomini con l'Hiv per vendicarsi con la comunità gay
    "Ho l'HIV, LOL, Ooops!", scriveva alle sue vittime dopo il rapporto sessuale: è attesa la sentenza per un parrucchiere scozzese di 27 anni
    Anita Sciarra
    Dopo aver scoperto la malattia, avrebbe deliberatamente infettato con l'Hiv 10 uomini conosciuti sull'app di incontri Grindr, per vendicarsi contro la comunità gay.​ Daryll Rowe, parrucchiere scozzese di 27 anni, secondo le autorità, aveva intenzione di infettare quanti più uomini possibili nell'area di Brighton e poi nella zona di Northumberland, attraverso il sesso non protetto.
    L'untore ha raggiunto il suo obiettivo con 5 uomini, mentre altri 5 sarebbero riusciti a salvarsi: per tutti e 10 i casi, Rowe è stato comunque giudicato colpevole. A tutti, il parrucchiere ha inviato un messaggio di scherno, dopo il rapporto sessuale: "Ho l'HIV, LOL, Ooops!".
    Uno degli uomini colpiti ha raccontato alla BBC quanto la diagnosi l'abbia sorpreso e atterrito, visto che entrambi i suoi genitori sono morti a causa dell'HIV: "Sono sempre stato così attento. Ho sempre insistito nell'indossare e far indossare il preservativo. Ma Rowe lo ha rotto. Mi ha detto: 'L'ho fatto, ce l'hai anche tu', ridendomi in faccia. C'era della crudeltà nella sua voce, è stato orribile da sentire. È stata una violenza, posso solo descriverla come la sensazione di essere violentato, non fisicamente, ma mentalmente".
    Infetta 10 uomini con l'Hiv per vendicarsi con la comunità gay

    Sbaglia il gender dello studente, sospeso dalla scuola
    Caterina Giojelli
    Joshua Sutcliffe, 27 anni, è un insegnante di matematica alla Cherwell School, una scuola secondaria statale nell’Oxfordshire, in Inghilterra. O meglio, era: al momento è stato infatti sospeso dalle sue mansioni per aver approvato il lavoro di un gruppo di studenti con un «Ben fatto, ragazze!». Che c’è di male? C’è che in questo gruppo di ragazze è presente anche un transgender, una ragazza cioè che si identifica con un ragazzo e che subito s’infuria correggendo l’insegnante. Sutcliffe si scusa, dice che è stato un incidente, del resto è sempre stato attento a riferirsi a lei/lui col nome proprio maschile che aveva adottato, pur non avendo mai ricevuto istruzioni formali in questo senso.
    Sembrava finita così; invece, il giorno seguente a una riunione di genitori, Sutcliffe viene convocato dal preside, interdetto dall’insegnamento e gli viene comunicato che è stata aperta un’indagine sul suo comportamento in attesa di un’udienza disciplinare. L’insegnante è incredulo e prova a difendersi spiegando ancora una volta che non c’è stato nulla di intenzionale e che si è corretto subito. Tuttavia, non trova un errore così «irragionevole chiamare “ragazza” una persona che è nata tale». Apriti cielo: da quando ha iniziato ad insegnare Sutcliffe ha infatti cercato sempre di bilanciare le sue convinzioni, in contrasto con la “fluidità di genere”, «con la mia responsabilità, di insegnante e di cristiano, di trattare ciascun alunno con rispetto e dignità. Non ho mai cercato di imporre le mie convinzioni agli altri, cerco solo di vivere seriamente il vangelo della pace».
    Invece è stato processato per “misgendering”: l’accusa è che abbia violato le politiche sull’uguaglianza facendo riferimento all’allievo per nome per evitare di usare i pronomi maschili “he” and “him”. Un peccato aberrante anche per i media: «Torneremo allo show e torneremo al 2017 anziché alla Gran Bretagna medievale», così il presentatore televisivo Phillip Schofield ha terminato un’intervista all’insegnante trovando «ripugnanti» le sue convinzioni.
    Sutcliffe non ha potuto affermare altro se non che «il modo aggressivo in cui l’ideologia transgender viene imposta sta sminuendo la mia libertà di credo e di coscienza così come quella di chiunque in questo paese ritenga che il genere venga assegnato alla nascita». Dopo la società post-religiosa e post-razziale l’Inghilterra sembra candidarsi infatti a fare da apripista alla società post-sessuale: attualmente ogni settimana circa cinquanta fra bambini e bambine dai 4 agli 11 anni alle prese con un’identità sessuale ancora “indefinita” vengono portati dai loro genitori nei centri specializzati in terapia-gender del Regno Unito, dove è possibile bloccare artificialmente la pubertà (arrestare il ciclo mestruale o la maturità del seme) per consentire loro un ulteriore “periodo di riflessione”. Negli ultimi sei mesi sono stati oltre 1.300 i bambini messi in stand by sessuale e si prevede un raddoppio della cifra per il prossimo anno.
    Sutcliffe insegna matematica, quella disciplina per cui 2+2 fa sempre 4, tranne in Inghilterra, dove non conta più il risultato ma l’azzeramento di ogni buonsenso.
    Inghilterra, sospeso per "misgendering" | Tempi.it

    Ddl "omofobia": l'appoggio di Maroni, il silenzio della Chiesa
    Sconfitta in Parlamento, la legge sull’“omofobia” (Ddl Scalfarotto presentato alla Camera nel 2013), la prima e la più necessaria a rendere la follia del gender una dittatura vera e propria, sta passando tramite una strategia molto più raffinata, attraverso cui i politici riescono a nascondere più facilmente il loro doppiogiochismo.
    Il 15 novembre scorso, infatti, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), sulla scia di quanto già avvenuto in Umbria, ha presentato un disegno di legge approvato dalla sua giunta che dovrà passare al vaglio del consiglio, ammettendo pubblicamente che il tentativo è quello di raggirare il “no” parlamentare e di forzare la mano in un ambito che non è di sua competenza: “Le Regioni sono uno dei modi attraverso i quali si può spingere anche il Parlamento a legiferare in alcune materie su cui le Regioni non hanno competenza”.
    Emiliano però ha svelato anche un altro fatto affermando che “consegnerò il Ddl al governatore della Lombardia, anche perché me lo ha chiesto il segretario nazionale di Arcigay, Gabriele Piazzoni”. Ma come mai fra tutte le Regioni, Emiliano chiama in causa proprio la Lombardia che si era presentata come il baluardo italiano della famiglia, contro l’ideologia gender? Oltre al valore simbolico (la Lombardia non è l'Umbria o la Puglia), il perché lo ha spiegato Maroni stesso che ha prontamente risposto via Twitter: “Caro Emiliano, accetto la tua proposta. Sono pronto a incontrarti (anche a Bari) per discutere con te di come contrastare l'omofobia”.
    Peccato che il Ddl regionale pugliese sia di una gravità assoluta visto che all’articolo 3 prevede la rieducazione di insegnanti e personale scolastico e dei ragazzi che dovranno essere obbligatoriamente formati “in materia di contrasto degli stereotipi di genere e di prevenzione del bullismo motivato dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. E sappiamo bene cosa si insegna nelle scuole con la scusa del bullismo e grazie alle linee guida della Fedeli che promuovono il gender. Mentre l’articolo 8 del disegno di legge spiega addirittura che il Corecom controllerà i contenuti della programmazione pubblicitaria, televisiva e radiofonica “eventualmente discriminatori rispetto alla pari dignità riconosciuta ai diversi orientamenti sessuali, all’identità di genere o a una condizione intersessuale della persona”.
    Ddl "omofobia": l'appoggio di Maroni, il silenzio della Chiesa - La Nuova Bussola Quotidiana


  2. #482
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Gay si nasce o si diventa?
    Lupo Glori
    Gay si nasce o si diventa? La fatidica domanda, riguardo l’esistenza di un presunto gene gay innato, ogni tanto ritorna, sebbene il quesito abbia, da tempo, ricevuto ampie e inequivocabili risposte. Recentemente la questione è stata portata nuovamente alla ribalta da una organizzazione di ex gay, americana, chiamata PFOX, la quale ha promosso a Richmond, capitale dello Stato della Virginia, una ampia campagna pubblicitaria per far conoscere i reali dati scientifici riguardo l’omosessualità.
    In particolare, tali dati riportano diversi casi di gemelli omozigoti, quindi perfettamente identici, che tuttavia differiscono per tendenze sessuali. Esistono almeno otto importanti studi scientifici condotti su gemelli identici in Australia, Stati Uniti, e in Scandinavia, durante gli ultimi due decenni che mostrano come gli omosessuali non sono nati omosessuali.
    Il dott. Neil Whitehead, che dopo avere prestato servizio per 24 anni come ricercatore scientifico per il governo della Nuova Zelanda, e aver lavorato alle Nazioni Unite e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, oggi ricopre il ruolo di consulente per alcune università giapponesi, sottolinea il ruolo irrilevante della genetica nella scelta dell’orientamento sessuale, affermando: «al meglio la genetica è un fattore secondario». I gemelli monozigoti derivano da una singola cellula uovo fecondata, ciò significa che essi sono nutriti in condizioni prenatali uguali e condividono il medesimo patrimonio genetico.
    Da qui consegue che, se l’omosessualità fosse una tendenza innata, stabilita dai geni, ci si aspetterebbe che tale attrazione fosse sempre identica nei gemelli monozigoti. Come nota infatti il dott. Whitehead: «dal momento che hanno DNA identici, dovrebbero identici al 100%». Tale ipotesi è però smentita dalla realtà dei fatti che attestano che «se un gemello identico ha attrazione per lo stesso sesso la possibilità che il co-gemello abbia la stessa attrazione è solo di circa il 11% per gli uomini e del 14% per le donne». Il dott. Whitehead conclude dunque escludendo categoricamente che l’omosessualità possa dipendere da fattori genetici: «Nessuno nasce gay. (…) Le cose predominanti che creano l’omosessualità in un gemello identico e non negli altri devono essere fattori post-parto».
    Secondo lo specialista l’attrazione per lo stesso sesso (SSA) è determinata da «fattori non condivisi», cose che accadono ad un gemello, ma non l’altro, o da una differente reazione personale ad un specifico evento da parte di uno solo dei gemelli. Pornografia, abusi sessuali, particolare ambiente familiare o scolastico o sociale sono tutti elementi che possono influenzare in modo diverso l’uno rispetto all’altro.
    Il primo studio approfondito su gemelli monozigoti è stato condotto in Australia nel 1991, seguito da un altro grande studio americano nel1997. Oggi, lo strumento principale per la ricerca biomedica, secondo lo specialista, sono i registri nazionali sui gemelli: «i registri dei gemelli sono la base dei moderni studi sui gemelli. Ora sono molto grandi, ed esistono in molti paesi. Al momento è in progettazione un gigantesco registro europeo del quale faranno parte 600.000 membri, ma uno dei più grandi attualmente in uso si trova in Australia, con più di 25.000 gemelli registrati».
    Nel 2002 la coppia di sociologi americani Peter Bearman e Hannah Brueckner ha pubblicato uno studio che ha coinvolto 5.552 coppie di gemelli degli Stati Uniti, mettendo in evidenza come l’attrazione per persone dello stesso sesso tra gemelli identici era comune solo al 7,7% per i maschi e al 5,3% per le femmine. La stessa ricerca ha preso in esame anche il cambiamento di orientamento sessuale durante il corso della vita, osservando come la maggior parte di questi cambiamenti, avvenuti per via “naturale” piuttosto che terapeutica, sono indirizzati verso una esclusiva eterosessualità, con il 3% della popolazione eterosessuale che afferma di essere stata in passato anche bisessuale o omosessuale. Alla fine tali dati hanno fatto emergere un dato curioso per il quale il numero delle persone che hanno cambiato il loro orientamento sessuale verso una totale eterosessualità risulta più alto dell’attuale numero di bisessuali e omosessuali messi insieme. In altre parole, conclude Whitehead, «gli ex gay superano per numero gli attuali gay».
    Ancora una volta la realtà sbatte la porta in faccia all’ideologia. La forsennata ed tendenziosa ricerca degli attivisti LGBTQ riguardo l’esistenza di un agognato gene gay, che attesterebbe la normalità dell’omosessualità si deve, infatti, bruscamente arrestare davanti agli inoppugnabili dati concreti che certificano chiaramente come l’omosessualità non ha nulla di genetico e naturale. Più che di “gene gay” sarebbe corretto parlare di “scelta gay” o di “vizio gay”; se nessuno nasce infatti con il gene dell’omosessualità tutti, e in particolare le giovani generazioni, sono a rischio contaminazione dell’ideologia del gender imposta come diktat etico dal mainstreamculturale dominante.
    Gay si nasce o si diventa? ? Regina della Pace

    Una coppia gay si fidanza con una donna
    Chris e Matt sono una coppia omosessuale di New York. Tramite un’app di incontri conoscono Cait e decidono di coinvolgerla nella loro relazione, anche sessuale. Tutti e tre sono bisessuali, anche se Matt si definisce semplicemente “omoflessibile”. Per Matt Cait è stata la sua prima donna della sua vita. Non sappiamo se ridere o piangere, se rallegrarci per la sua esperienza etero oppure avvilirci. Propendiamo per le seconde opzioni.
    Cait ha dichiarato: “Prima di allora non ero mai stata con due persone contemporaneamente. Adesso quando incontriamo qualcuno spesso dico ‘ciao sono Cait e questi sono i miei due fidanzati’”. I due “fidanzati” poi si sono “sposati” e il loro “matrimonio” è stato celebrato proprio da Cait.
    Il terzetto pensa di avere un figlio. Lecito domandarsi: per il tramite di Cris? Avuto con il seme di Matt o di Chris? Oppure per evitare invidie si prenderà a nolo una seconda donna e lo sperma di un terzo uomo? Significativo cosa ha detto Matt a riguardo: "Per quanto riguarda i bambini, penso che ogni bambino sarebbe fortunato ad avere tre genitori, ma per ora abbiamo due cani e basta". Se, come recita un slogan dell’ideologia LGBT, l’importante è l’amore, è certo che più amore c’è – anche in senso quantitativo – meglio è. Che poi i bambini per le coppie omosessuali – e non solo loro - siano spesso considerati graziose figure di compagnia lo dimostra l’equivalenza tra bambini e cani indicata da Matt.
    Una storia emblematica per capire cosa sia la fluidità di genere, il poliamore (cioè le orge sessuali) e la follia umana.
    Una coppia gay si fidanza con una donna - La Nuova Bussola Quotidiana

    PUBBLICO CONTRO “TRONO GAY”, E LA DE FILIPPI CHIAMA LA DIGOS
    Che la signora Costanzo sia impegnata da anni nel degradare il senso morale degli Italiani è evidente. Nulla di meglio che il trash televisivo per abbassare le difese immunitarie del cittadino e renderlo disattento e indifferente rispetto a quello che lo circonda. La propaganda politica non è pericolosa, la stupidità diffusa a reti unificate lo è. Ed è perfettamente connaturata al sistema di potere.
    Ma la regina del trash è andata troppo oltre. Il suo pubblico non era ancora abbastanza rimbambito da accettare il ‘trono gay’. Così, quando la conduttrice ha introdotto questa ‘variazione’ sul format di Uomini (?) e Donne (?) il pubblico non ha gradito e si vista recapitare numerose minacce. Così la regina del trash ha chiesto l’intervento della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali. La DIGOS.
    «Siamo già alla ricerca di un nuovo tronista gay, bisogna fare molta attenzione perché siamo molto esposti. Mi sono dovuta rivolgere alla DIGOS per denunciare minacce anonime», ha dichiarato Maria De Filippi a Oggi.
    «Non ho capito questo clamore, nel senso che ho già raccontato a C’è Posta Per Te tante storie omosessuali! Quando iniziano ad arrivare una serie di richieste di un certo tipo, di sorprese da fidanzato a fidanzato, devi prenderne atto. Punto».
    Non ci cascate. Lei è la punta di diamante di una strisciante propaganda di ‘normalizzazione’ contro l’ordine naturale delle cose.
    https://voxnews.info/2017/11/24/pubb...iama-la-digos/


  3. #483
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Cervello maschile e cervello femminile: differenze e complementarità
    L’Almanacco delle scienze del CNR, nel numero di marzo 2016 riporta un articolo sulle differenze tra il cervello dei maschi e quello delle femmine. Elisabetta Menna, dell’Istituto di neuroscienze del Cnr, riassume così lo status delle ricerche: “Di differenze ve ne sono a livello sia strutturale sia funzionale. In generale gli uomini hanno più neuroni (materia grigia) e le donne hanno maggiori connessioni (materia bianca)”.
    Ciò significa, per semplificare al massimo, che la percezione popolare della differenza tra maschio e femmina, riassumibile pressappoco in un concetto come questo: “le donne sono intuitive e multitasking, gli uomini logici e razionali”, non è peregrina.
    Non si tratta certo di utilizzare la scienza, oggi, come si faceva nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento, quando un’ eccessiva fiducia nel metodo sperimentale, applicato agli uomini portarono a stabilire graduatorie molto rigide sulla superiorità del maschio sulla femmina. Oggi sappiamo che le misurazioni con il bilancino degli scienziati materialisti ottocenteschi erano esatte. Come ricorda Giulio Maira, direttore Istituto di Neurochirurgia Policlinico Gemelli di Roma, “l’encefalo di una donna pesa in media 1.200 grammi, quello di un uomo un po’ di più: 1.350 grammi”; inoltre il cervello maschile ha anche un maggior numero di neuroni.
    Ma, qui sta la “novità”, il cervello delle donne possiede le sue caratteristiche peculiari, originali, tra cui un maggior numero di connessioni tra i due emisferi (“Pur avendo le donne un numero minore di neuroni, tuttavia possiedono aree cerebrali con almeno il 10% di neuroni e connessioni in più...”; G. Maira, Sole 24 ore, 25/7/2014).
    Ciò sta a significare, come scrivono lo psichiatra Tonino Cantelmi e lo psicologo Marco Scicchitano, nel loro Educare al femminile e al maschile (un ottimo mix di conoscenze scientifiche, esperienza, buon senso e buona filosofia), che decidere chi sia “superiore” o “inferiore” tra l’uomo e la donna, è come stabilire se a tavola sia più importante il coltello o la forchetta.
    Uomo e donna, è sempre più evidente, sono dunque diversi in tutto, dai genitali agli ormoni, e persino nel cervello: proprio per questo complementari.
    Se è vero che un figlio nasce dalla relazione tra due persone con differente identità sessuale, un maschio e una femmina, è altrettanto vero che costoro non si completano soltanto perché uno mette lo spermatozoo e l’altra l’ovulo, ma anche perché persino i loro cervelli sono strutturalmente e funzionalmente differenti, complementari.
    Come a dire che solo con entrambi, cervello maschile e cervello femminile, si legge la realtà a 360 gradi. Il buon senso lo insegna e le neuroscienze lo confermano: camminando a braccetto, maschio e femmina, vedono più chiaro.
    Cervello maschile e cervello femminile: differenze e complementarità - Filosofia e Scienza



    Francia, bocciato il piano per una grammatica "politically correct"
    La decisione del ministro dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer ha rigettato la richiesta di 314 docenti per "superare la prevalenza del maschile"
    Ivan Francese
    Nella Francia del laicismo imperante e del politically correct che pare onnipotente, una ventata di buon senso.
    Il ministero dell'Istruzione capitanato da Jean-Michel Blanquer ha rigettato il manifesto firmato da centinaia di professori per cambiare le regole della grammatica francese in omaggio all'uguaglianza di genere.
    La cosiddetta "grammatica inclusiva" avrebbe dovuto superare la prevalenza del maschile nelle declinazioni dei nomi, propria di diverse lingue flessive come ad esempio l'italiano. In 314 si erano rivolti al governo per imporre dall'alto un cambio di regole: l'idea era quella di abbandonare il maschile in favore della "regola di prossimità", declinando l'aggettivo seguendo il genere del sostantivo più vicino. Non più "ragazzi e ragazze sono bellissimi" ma "ragazzi e ragazze sono bellissime".
    Decisamente contrario il ministro, che ha parlato di "ennesimo attacco alla lingua francese": "Bisogna dire semplicemente - sostiene - che dinanzi al plurale si deve coniugare al maschile, che nella lingua francese equivale spesso al genere neutrale". Una difesa della lingua come entità viva, sempre soggetta al mutamento e rispondente alle regole dell'uso più che non ai diktat della politica. Chissà cosa direbbe Laura Boldrini...
    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/...t-1462568.html

    Il torbido ambiente omosessuale e allogeno.....

    "Se mi lasci dico a tutti che sei gay": ecco perché hanno ucciso Leo
    Ci sono una relazione omosessuale e un ricatto dietro l'omicidio di Congliang Hu - da tutti chiamato Leo - il 20enne cinese strangolato a morte nella sua cameretta e poi chiuso in un trolley.
    Ad ucciderlo sarebbero stati 5 ragazzi, tutti minorenni e suoi connazionali: quattro sono stati individuati e fermati, sono sottoposti a stato di fermo. Il quinto si è costituito in questura a Prato ed è ora indagato a piede libero.
    C'era una relazione tra Leo e uno dei suoi assassini. Quando il minorenne ha deciso di troncarla, Leo lo avrebbe minacciato: "Se mi lasci rivelo la tua omosessualità e mostro a tutti le immagini hard di noi due che ho sul telefonino". Sarebbe questo il movente che avrebbe spinto il minorenne, assieme ad alcuni amici, ad uccidere Leo.
    UCCISO CON LA MAMMA NELL'ALTRA STANZA - Mentre i 5 uccidevano Leo, in un'altra stanza della stessa abitazione c'erano la mamma del 20enne cinese e il suo nuovo compagno. I cinque - secondo gli inquirenti - volevano trasportare il cadavere fuori per nasconderlo, ma quando si è rotto il manico del trolley hanno cambiato piano e hanno lasciato la valigia accanto al letto. Uscendo hanno incontrato il compagno della mamma di Leo e lo hanno salutato come se niente fosse.
    LE INDAGINI - È stato molto rapido il ritrovamento dei primi tre ragazzi fermati, perché in tanti nel palazzo - che è anche dotato di telecamere - avevano visto i 5 giovani. Dopo il riconoscimento facciale, sono stati localizzati tramite le celle telefoniche: due a Prato, uno in un Internet point di Modena. Poi è stato individuato anche il quarto, mentre il quinto si è costituito presentandosi in questura con il suo legale. I giovani devono rispondere di concorso in omicidio e occultamento di cadavere: ma se gli inquirenti riuscissero a dimostrare che sono partiti da Prato appositamente per una "spedizione punitiva", potrebbero contestare l'omicidio premeditato.
    "Se mi lasci dico a tutti che sei gay": ecco perché hanno ucciso Leo - Cronaca - L'Unione Sarda.it

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    Predefinito Re: Vai col gender!

    La femminilizzazione del maschio passa pure dagli appendini
    Comprare grucce su internet e sentirsi un ribelle anti-gender
    Il diavolo si nasconde nei dettagli e la femminilizzazione del maschio passa pure dagli appendini. Continuando a comprare camicie necessito di nuove grucce, le voglio di legno e sottili, perché nell’armadio non c’è più posto. Vado nell’emporio di cose per la casa e trovo grucce di legno e sottili e con le tacche per le spalline: siccome non sono una drag queen, esco. Vado nel grande magazzino e trovo grucce di legno e sottili e con le tacche per le spalline e mi domando: ma dove le tengono nascoste tutte queste donne che indossando abiti con le spalline necessitano di tacche per le spalline? Io purtroppo vedo in giro solo donne pantalonate. E dunque, considerato che maschio Dio mi creò, esco. Vado nel negozio di catena appena aperto e trovo grucce di legno e sottili e con le tacche per le spalline: esco anche di lì, cominciando a pensare che il potere del gender sia ormai totale, onnipervasivo, e che al vero uomo non venga più concesso rifugio nemmeno nell’intimo del suo guardaroba.
    Coi negozi fisici ho chiuso, indirizzi esauriti, vado su Amazon e trovo le grucce Amazon Basics, di legno e sottili e con “tagli ferma spalline precisi alle estremità”. Pure Jeff Bezos spinge l’indifferenziazione maschio-femmina ma io resisto e insisto, le grucce con le tacche per le spalline mai, fra l’altro non vorrei abbattessero il testosterone come fanno gli hamburger di soia. Mi metto di buona lena a compulsare le innumerevoli pagine della sezione “Grucce e appendini”, giù giù nell’abisso delle referenze, spingendomi laddove nessuno mai si avventura ed eccole, le grucce di legno e sottili e senza tacche per le spalline. Le compro e mi sento un ribelle, un guerrigliero, un partigiano della realtà.
    Comprare grucce su internet e sentirsi un ribelle anti-gender - Il Foglio

    QUEST’ANNO BABBO NATALE GAY NEI SUPERMERCATI TEDESCHI
    L’hanno già ribattezzato ‘Babbo Natale gay’ in Germania
    La propaganda gay arriva anche nei supermercati, il che dovrebbe far riflettere su quali siano le reali intenzioni di chi porta avanti un progetto di mutazione morale della società. Il discount tedesco Guy Penny, negli ultimi sette anni, a Natale vende una figurina di cioccolato che si aggiunge e tenta di sostituire il classico Babbo Natale, che chiama “Zipfelmann”. Quest’anno il sostituto di Babbo Natale è ‘gay’, ha i colori dell’arcobaleno LGBT+++ e sono in due, a dare il senso della ‘coppia gay’.
    “Benvenuti nel Team Zipfelmann: il nostro nuovo design è sinonimo di diversità, tolleranza e amore! A partire da Lunedi, solo per un breve periodo di tempo, troverete i nuovi omini nel vostro mercato Penny”, il testo del post.
    https://voxnews.info/2017/11/28/ques...cati-tedeschi/



    GAY ADOTTA BIMBA E LA UCCIDE: SERVIZI SOCIALI L’AVEVANO PORTATA VIA ALLA MADRE
    Viviamo in un mondo alla rovescia. Un mondo nel quale si tolgono i bambini alle famiglie per darli alle cosiddette coppie gay. Emergono particolari ancora più agghiaccianti dello stesso omicidio nel caso di Elsie Scully-Hicks, nata Shayla O’Brien.
    La bambina non era stata abbandonata. Ma sottratta dai famigerati servizi sociali inglesi, e poi data in adozione alla coppia di omosessuali. Che poi l’ha uccisa dopo mesi di torture.
    Oggi ha parlato la nonna della bimba, Sian O’Brien. Ha parlato della figlia drogata alla quale la bimba è sottratta pochi giorni dopo la nascita, ha denunciato di averne chiesto l’affidamento lei, nonna, per farla crescere nella sua famiglia. Nulla da fare: lo Stato gliel’ha portata via. Strappata via. E poi l’ha data alla coppia gay.
    Vi abbiamo avvisati: i matrimoni gay sono il cavallo di troia per le adozioni. E le adozioni non si limiteranno ai bimbi senza genitori. Assistenti sociali militanti sottrarranno figli di coppie normali per affidarli a chi loro ritengono ‘più adatto’ a portare avanti il loro indottrinamento. Dare ai burocrati di Stato, che sappiamo essere nel 90% dei casi militanti progressisti, la possibilità di interpretare le leggi, è folle.
    https://voxnews.info/2017/11/08/gay-...ia-alla-madre/

  5. #485
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    FOTOGRAFO GAY ADESCAVA MINORI AL PARCO
    Un tecnico informatico di 58 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver adescato su Internet 8 ragazzi tra i 13 e i 17 anni con i quali ha avuto rapporti omosessuali dopo aver realizzato servizi fotografici in un parco di via Calzolari, a Milano.
    Le indagini dei militari del nucleo operativo della compagnia Milano Porta Magenta sono iniziate a fine marzo su segnalazione dei genitori di alcune vittime e sono durate due mesi ma solo nei giorni scorsi è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le accuse sono di adescamento di minori, prostituzione minorile, atti sessuali con minorenni e violenza sessuale.
    https://voxnews.info/2017/11/14/foto...nori-al-parco/

    Se da uomo diventi donna, la pensione arriva cinque anni prima
    La Corte di Giustizia dell'Ue accoglie il ricorso di un trans che si era visto negare la pensione a 60 anni (come le donne) perché non aveva annullato il matrimonio
    Ivan Francese
    Una persona che abbia cambiato sesso divenendo donna da uomo che era può ottenere il trattamento pensionistico da femmina anche se non ha annullato il matrimonio contratto prima del cambiamento di genere.
    by
    E' questa la conclusione tratta dall'avvocato generale della Corte Ue di Giustizia, Michal Bobek, che ha analizzato il caso di una 69enne britannica che al compimento del sessantesimo anno di età ha presentato domanda di pensionamento, secondo le regole previste nel Regno Unito per le donne (gli uomini possono andarci a 65 anni). Nata uomo e sposato con una donna, la 69enne ha poi cambiato sesso nel 1995. Tuttavia non ha mai formalizzato la nuova identità sessuale poiché in base alla legge britannica questo passaggio avrebbe richiesto l'annullamento del precedente matrimonio, cosa che nessuno dei due coniuge desiderava.
    E' per questo che al momento della richiesta della pensione, la donna si è vista trattare come un uomo e si è sentita chiedere di aspettare altri cinque anni. Di fronte al ricorso, i giudici inglesi hanno deciso di passare la palla ai colleghi di Lussemburgo. Che ora spiegano che il diniego della pensione da donna a una transgender che non ha mai registrato formalmente il cambiamento di sesso costituisca una discriminazione e che pertanto sia contraria alle direttive Ue.
    Se da uomo diventi donna, la pensione arriva cinque anni prima

    Mario Mieli e gli intellettuali omosex inneggiano alla coprofagia
    Se non sapete cosa sia la coprofagia, non leggete questo articolo… si vive meglio nell’ignoranza
    di Silvana De Mari
    Dopo avere passato giornate a parlare di lesioni anali e infezioni, oggi parliamo di escrementi.
    Il tema di oggi è la coprofagia. Moltissimi intellettuali gay inneggiano alla coprofagia. Tra i più famosi Mario Mieli e la/il filosofa/o ex Beatrice Preciado, attualmente Paul Preciado.
    A Mario Mieli è intitolato il circolo lgbt di Roma. Mario Mieli, definito da Liberazione il più grande intellettuale queer italiano. Autore del testo “Elementi di critica omosessuale”, dove parla della sublime bellezza di pedofilia, necrofilia e coprofagia.
    Riporto alcune righe: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica» (Elementi di critica omosessuale, pag. 62, Feltrinelli 2002 oppure v. Google Books)
    Per coloro che abbiano difficoltà a capire la astrusa prosa, c’è scritto che è giusto desiderare eroticamente i bambini e chi lo fa vuole bene ai bambini perché loro lo vogliono.
    Quindi Mario Mieli riconosceva di avere desideri erotici nei confronti di bambini: questo lo classifica come pedofilo: come spiegato nell’ultimo dsm il desiderio semplice senza passare all’atto dà la classificazione di pedofilia. Poi discutiamo se sia un normale orientamento sessuale (teoria DSM) o la più orrenda e nauseante delle perversioni sessuali (teoria nostra). Possiamo definirla filopedofilia così tronchiamo le discussioni.
    Della filopedofilia di Mario Mieli e, quindi, di tutti gli iscritti di un circolo intitolato a lui, parleremo un’altra volta. Ora parliamo della coprofagia: Mario Mieli faceva spettacoli teatrali dove mangiava gli escrementi suoi e del suo cane, crudi e sconditi. E’ famosa la sua esibizione pubblica all’Ompo’s, durante la quale si esercitò in questi atti (anche con gli escrementi del suo cane). Il poeta gay Dario Bellezza (morto di AIDS) ironizzò così: «A Mario è rimasto altro che mangiar la m…, per far parlare di sé». Uno non mangia gli escrementi suoi e del suo cane per far parlare di sé: uno mangia gli escrementi suoi e del suo cane solo se il suo odio per l’uomo che vuol profanare profanando se stesso ha raggiunto livelli totali.
    Un altro esempio di intellettuale gay, cioè di odio di se e dell’umanità, lo troviamo nella filosofa Beatrix Preciado, che da qualche tempo si è fatta castrare, ha subito un intervento ai genitali e sta prendendo testosterone e si fa chiamare Paul, ma le sue cellule, tutte, continuano a essere XX. Madre natura è un’arcigna megera, e sta ottusamente arpionata alla realtà.
    Riporto un brano di Beatrix, un’autrice gay famosa e importante, pubblicato il 17 gennaio 2014 su Liberation, che riassume il suo pensiero: sciopero dell’utero totale e definitivo per tutte le donne, sostituzione della dualità vagina / pene, con la dualità ano/ vibratore: “Da questa modesta tribuna, io invito tutti i corpi (delle donne) allo sciopero dell’utero. Affermiamoci come cittadine intere e non come uteri riproduttivi. Attraverso l’astinenza, attraverso la omosessualità, ma anche attraverso la masturbazione, la sodomia, il feticismo, la coprofagia, la zoofilia (non vuol dire avere il micetto e mettere la foto su fb, ma vuol dire avere rapporti erotici con gli animali) e l’aborto. Non lasciamo penetrare nelle nostre vagine una sola goccia di sperma nazionale cattolico.”
    L’omosessualismo odia la vita. E ama la coprofagia. Le feci sono morte. Questa roba è cultura di morte. Non sono quattro tizi che campano come gli pare, a te cosa ti cambia. Questa è cultura di morte. In una nazione libera qualcuno talmente problematico da mangiare escrementi deve essere libero di farlo, ma che il denaro pubblico finanzi il circolo intitolato a Mario Mieli, mangiatore di escrementi (crudi e sconditi) è un pericoloso incitamento a pratiche coprofaghe che stanno aumentando l’incidenza dell’epatite A. Possiamo dire che la coprofagia fa schifo senza essere inquisiti di razzismo?
    Mario Mieli e gli intellettuali omosex inneggiano alla coprofagia « www.agerecontra.it

  6. #486
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Interessante quello che dice questo psicologo canadese politicamente scorretto:

    L?ideologia Lgbt viola il diritto di parola: l?accusa di uno psicologo canadese | UCCR

    ANCHE QUI:

    https://www.osservatoriogender.it/pr...ra-del-gender/


    https://www.ilfoglio.it/cultura/2016...rretto-104751/


    UN SUO VIDEO TRADOTTO IN ITALIANO:


  7. #487
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    IMMIGRATO GAY SI TRAVESTE E STUPRA CENTINAIA DI BAMBINI ITALIANI, CONDANNATO A SOLI 10 ANNI
    Il gup del tribunale di Bologna Rita Zaccariello ha condannato a dieci anni Elisandro Dos Anjos Costa, 40enne brasiliano imputato per atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico.
    L’uomo era stato arrestato nell’estate dello scorso anno dai carabinieri di Reggio Emilia, dopo che aveva tentato di uccidere con un coltello una donna di 52 anni intervenuta per difendere il figlio dalle attenzioni del 40enne.
    Erano poi emersi grazie all’indagine “Lost innocence” gli adescamenti, con travestimenti femmiili, compiuti dal brasiliano accusato di aver portato in casa diversi ragazzi negli ultimi anni. Il giudice ha anche disposto una provvisionale di 50mila euro a favore del Comune di Reggio Emilia, parte civile e difeso dall’avvocato Marco Scarpati. Per il tentato omicidio c’era già stata una condanna a 17 anni.
    La difesa dell’imputato aveva chiesto il giudizio abbreviato, che gli ha consentito di beneficiare di uno sconto pari a 1/3 della pena. L’udienza ha visto il Gup del Tribunale di Bologna condannare il 40enne a 10anni di reclusione e 120.000 euro di multa oltre al pagamento di una provvisionale di 50.000 euro a favore del comune di Reggio Emilia parte civile e difeso dall’avvocato Marco Scarpati.
    Una vicenda, quella in cui si imbatterono i carabinieri, che per numeri e modalità non ha eguali in Italia. Teatro degli abusi Reggio Emilia, dove il 40enne brasiliano, che aveva richiesto di ottenere lo status di rifugiato politico dicendosi discriminato sessualmente nel paese di origine, ha fissato la propria dimora per circa 10 anni.
    L’inchiesta “Lost Innocence” ha visto i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia, coordinati dal sostituto Procuratore, Roberto Ceroni, della Procura di Bologna, accertare come in dieci anni l’uomo fosse riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, “pubblicizzandolo” tra gli adolescenti come una propria cugina particolarmente disinibita.
    Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione gettava banconote ai minori in uscita da scuola (alcuni di soli 13 anni), inducendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere la “donna dei propri sogni”.
    Adescamenti che vedevano “l’orco in gonnella” retribuire i ragazzini con continue somme di denaro tanto più elevate quando risultava necessario per superare le resistenze dei più sospettosi. Le giovani vittime venivano poi convinte, sempre in cambio di soldi, a reclutare nuovi amici, per quella che pensavano essere una donna. E’ così che, con le varie identità di volta in volta assunte dall’inesistente cugina con i tacchi a spillo, il 40enne ha fatto cadere nella propria rete decine e decine di minorenni che, in alcuni casi, “marinavano” addirittura la scuola per ricevere le prestazioni sessuali della “ragazza” all’interno della sua abitazione, dove visionavano anche film pornografici di ogni tipo.
    Un vastissimo giro di minori adescati tanto che, come accertato dai carabinieri, a volte si radunavano in fila sotto l’abitazione del 40enne in attesa del proprio turno.
    Centinaia e centinaia sarebbero i rapporti sessuali intrattenuti nel corso degli anni, con intere compagnie di minorenni, sostituiti da altri più giovani man mano che i segni dello sviluppo si rendevano evidenti. Come se non bastasse, l’uomo filmava di nascosto alcuni degli incontri e in altri casi acquistava dai ragazzini foto e video pedopornografici, che si faceva spedire tramite Whatsapp e Facebook, in alcuni casi a sua volta ha postato in rete questo tipo di immagini.
    Ovviamente anche Facebook era diventato terreno di caccia, il quarantenne sudamericano utilizzava falsi profili femminili, per corrompere ulteriori minorenni sempre scelti dopo un’accurata selezione fisica.
    Numerosi sono i luoghi frequentati dal 40enne nella propria “versione maschile”: parchi pubblici cittadini ed aree sportive parrocchiali della provincia, in cui si inseriva nelle compagnie di ragazzini, dopo aver selezionato il minorenne di suo gradimento, pubblicizzava la disinvoltura sessuale e le disponibilità economiche dell’inesistente cugina, salvo correre poi subito a casa e, dopo averne assunto abilmente le sembianze, aprire la porta al minorenne.
    Solo dieci anni per un bastardo che ha violentato, travestendosi da donna, centinaia di bambini e ragazzini italiani? Ma vaffanculo.
    E veniamo a Facebook. I genitori dovrebbero denunciare la multinazionale che molesta tutti con la richiesta di documenti per la conferma dei profili, e poi permette ad un uomo di avere molteplici profili femminili. Perché altrimenti sarebbe omofobia?
    https://voxnews.info/2017/12/07/immi...-soli-10-anni/

    FRANCIA, VERSO LEGALIZZAZIONE SESSO CON BAMBINI
    Un’altra notizia talmente incredibile da non sembrare vera: la Francia si adegua alle nuove usanze. Per questo vuole abbassare l’età del consenso sessuale a 13 anni dagli attuali 15. Una legalizzazione di fatto del sesso con bambini. La proposta è del ministro della Giustizia francese, Nicole Belloube.
    I TRIBUNALI SI SONO GIA’ PORTATI AVANTI – L’idea dopo le polemiche suscitate da alcuni casi giudiziari che hanno visto assolti immigrati adulti che avevano avuto rapporti con bambine. La legge francese, infatti, non li considera automaticamente «stupro» ma occorre dimostrare che la vittima non sia consenziente. Da qui l’idea di abbassare l’età e rendere automatico lo stupro in caso di minore dell’età minima: una toppa peggio del buco. Sarebbe stato sufficiente renderlo automatico lasciando intatto il limite attuale. Invece no: perché avrebbe discriminato certe abitudini che, tra l’altro, non dispiacciono a componenti influenti dell’élite al potere.
    L’ultimo caso è quello di un immigrato di Capo Verde, che è stato assolto dall’accusa di stupro di una 11enne. Per i giudici il sesso era consensuale e quindi non c’è stupro.
    Ormai, in tutta Europa, non sono più i rappresentanti del popolo a fare le leggi, ma i magistrati. Poi i rappresentanti del popolo si accodano.
    E non importa che in questo caso, magari, non riusciranno. Il dibattito è ormai aperto. L’idea si insinua. E così, dopo il matrimonio gay e le adozioni gay, abbatteranno anche l’ultima linea di difesa.
    https://voxnews.info/2017/11/14/fran...o-con-bambini/

    Fabio Canino accusato di molestie: "Mi fece masturbare davanti a lui"
    L'attore Paolo Orlandelli: "Non mi ha toccato ma mi sono sentito comunque abusato, allora ero giovane e ingenuo"
    Marianna Di Piazza
    Anche il giudice di Ballando con le stelle, Fabio Canino, finisce al centro dello scandalo molestie. Ad accusare lo scrittore e personaggio televisivo è l'attore teatrale Paolo Orlandelli.
    L’uomo ha raccontato un episodio accaduto qualche anno fa. Durante un provino per una pubblicità progresso in Norvegia, Orlandelli è stato invitato a denudarsi per poi masturbarsi di fronte a Canino.
    "Non mi ha toccato ma mi sono sentito comunque abusato, allora ero giovane e ingenuo - ha scritto l'attore sul suo profilo Facebook -. So che molti attori e registi fanno di queste cose che ritengono accettabili poiché non vi è contatto, ma si tratta ugualmente di abusi e vanno denunciati, con nomi e cognomi, altrimenti è perfettamente inutile parlarne".
    Fabio Canino accusato di molestie: "Mi fece masturbare davanti a lui"




  8. #488
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    SHAKESPEARE MANIPOLATO
    Riccardo II diventa donna
    Al Teatro Nazionale di Roma dal 12 dicembre andrà in scena un Riccardo II di Shakespeare assai particolare. Infatti ad interpretare il ruolo del re ci sarà una donna, Maddalena Crippa.
    Il regista Peter Stein dichiara a tal proposito: “Il femminile è proprio di Riccardo II, ci sono in lui tratti omosessuali, basti pensare che si circonda di tre giovani favoriti, chiaramente effeminati. E dopo aver avuto un carattere mutevole per tutta la storia, alla fine, prima di essere ucciso, riprende potenza e virilità facendo fuori alcuni nemici quasi senza armi”.
    Chissà da cosa realmente è stata dettata la scelta di far impersonare ad una donna il ruolo maschile di Riccardo II: adesione convinta alle rivendicazioni LGBT, atteggiamento comodo di inserirsi nel mainstream dominante, voglia di farsi un po’ di pubblicità? Oppure tutte queste cose assieme?
    Riccardo II diventa donna - La Nuova Bussola Quotidiana

    Tutto quello che ci hanno nascosto sui gay
    Molti dati non vengono divulgati, come ad esempio che il 99,7% dei casi di violenza su omosessuali viene commessa da altri omosessuali
    di Brian Clowes
    «Love is love»? Ma di quale amore stiamo parlando?
    Quando gli omosessualisti parlano di adozione, immancabilmente parlano del loro bisogno, del loro desiderio, del loro “diritto” ad adottare. Ignorano i diritti e il benessere dei bambini: e se gli adulti trattano i ragazzini come meri accessori, finisce sempre che i bambini soffrono.
    Il diritto dei bambini a un padre e una madre è un vero diritto, un interesse protetto dalla legge. L’interesse degli adulti ad avere un bambino è un desiderio legittimo, ma non un diritto.
    Ci sono centinaia di studi sugli effetti della genitorialità omosessuale sui bambini. Quelli che dicono che non c’è differenza o che anzi i bambini crescono meglio con due mamme o due papà, sono condotti su pochi intervistati, tutti volontari presi tra gli attivisti LGBT, e ignorano le regole basilari della scienza statistica.
    I soli studi che sono stati condotti con criteri scientifici rigorosi hanno mostrato che la genitorialità omosessuale confonde – se non danneggia – la psiche dei ragazzini.
    Tra l’altro è provato che i figli cresciuti con genitori omosessuali sono tre o quattro volte più propensi a diventare essi stessi omosessuali o bisessuali, da grandi.
    I BAMBINI HANNO BISOGNO DI UN PADRE E UNA MADRE UNITI STABILMENTE IN MATRIMONIO
    Questo – oltre a dimostrare che nelle famiglie omoparentali i bambini crescono sessualmente confusi – significa che lo slogan «Si nasce così» è bugiardo: se si nascesse così la percentuale di omosessuali tra figli di coppie etero e figli di coppie omo sarebbe uguale.
    Insomma, i bambini hanno bisogno di un padre e una madre uniti stabilmente in matrimonio. La differenza e complementarietà di una madre e un padre sono necessari alla crescita psicologica, fisica, sociale del bambino. Due madri possono essere ottime madri, ma non saranno mai un padre (e viceversa): non basta l’amore. I bambini hanno bisogno di molto di più. Di ciò che predispone la natura, da sempre, per i cuccioli d’uomo: un padre e una madre.
    Statisticamente poi è dimostrato che le relazioni omosessuali sono più violente di quelle normali. Nelle relazioni omosessuali c’è maggior tendenza all’abuso di alcol, all’uso di droga, alla depressione e al suicidio. È chiaro che tutto questo può manifestarsi anche in famiglie normali, ma nelle famiglie omo avviene più facilmente. Nelle famiglie normali i bambini “ci nascono”, nelle famiglie omo i bambini “ce li mettiamo” deliberatamente, esponendoli scientemente a un maggior rischio.
    C’è anche chi cerca di normalizzare il “matrimonio” gay sostenendo che esso è stabile e monogamico come quello etero.
    Costoro mentono sapendo di mentire, perché è sempre stato un vanto degli omosessualisti l’essere liberi da schemi e costrizioni e quindi intrattenere rapporti promiscui. Solo negli ultimi tempi, proprio nel contesto del dibattito sulla legalizzazione del matrimo- nio gay, hanno imparato a essere più prudenti.
    I “MATRIMONI” GAY DURANO IN MEDIA 18 MESI
    Comunque le statistiche olandesi (paese “libero” e gay friendly) dicono che in media i “matrimoni” gay durano 18 mesi. In questo breve lasso di tempo, in media, la coppia ha circa 8 relazioni “adulterine”. Nelle coppie olandesi eterosessuali il 70 – 80% dei coniugi dichiara di essere fedele e di credere nella fedeltà, mentre tra gli omosessuali solo il 5% esprime le stesse convinzioni.
    Un altro studio ha rilevato che TUTTI gli intervistati, che hanno intrattenuto un rapporto di convivenza durato più di 5 anni, hanno dichiarato che nei “patti” la coppia era “libera”: la fedeltà è intesa solo dal punto di vista affettivo, dal punto di vista dei rapporti sessuali no (bel contesto in cui far crescere dei bambini…).
    Altrove si è calcolato che in media un omosessuale anziano ha avuto nella vita da 100 a 500 amanti. Un 10% degli intervistati si vanta di essere arrivato a 1.000.
    A proposito della violenza, c’è da dire che – in barba ai piagnistei diffusi e bugiardi sull’omofobia e la violenza omofobica che mieterebbe vittime innumerevoli – i dati statistici dimostrano che nella stragrande maggioranza dei casi di violenza in cui è vittima un omosessuale, l’autore della violenza è un altro omosessuale. La cosa – fino a qualche anno fa – era riconosciuta come un problema dalla stessa comunità gay.
    David Island e Patrick Letellier, due attivisti gay, hanno scritto un libro intitolato Men Who Beat the Men Who Love Them (Uomini che picchiano uomini che li amano). Dalle loro ricerche si desume che il 99,7% dei casi di violenza su omosessuali è stata commessa da altri omosessuali: le lesbiche subiscono 44 volte di più delle donne sposate, i gay 300 volte di più.
    Allora, forse, non è vero che «love is love» e che l’amore è tutto uguale. E non è vero che l’amore gay – che sarebbe uguale all’amore etero – per il principio di uguaglianza merita uguale trattamento legale. Non è vero che la legge debba essere “uguale per tutti”. Essa deve trattare in modo uguale i casi uguali, ma in modo diverso i casi diversi: questa è l’uguaglianza sostanziale, quella che fa vera democrazia, quella che va a beneficio di tutta la società.
    Sarebbe come dire che “tutti” hanno diritto alla patente, e che tutti quelli che hanno la patente hanno diritto di guidare, anche se ubriachi, anche se ipovedenti. Sarebbe pretendere che tutti hanno diritto a essere tutto (poliziotti, ballerine, cantanti, ingegneri, giocatori di basket) a prescindere dalle qualità psico-fisiche di ciascuno.
    È LA NATURA CHE DISCRIMINA
    È indispensabile che la legge (la società) selezioni ciò che già la natura ha discriminato. Quindi è socialmente indispensabile che la legge “discrimini” le persone in base alle loro attitudini e capacità di soddisfare i requisiti necessari a ricoprire un certo ruolo sociale, che richiede certe competenze e certe prestazioni.
    Gli omosessuali non sono esclusi dal matrimonio più degli eterosessuali a cui è vietato sposare più persone o sposare parenti stretti (ancora…). E che un rapporto omosessuale non sia procreativo, quindi manchi del presupposto fondamentale del matrimonio, è biologia non bigottismo. E’ scienza, non teologia. Negare ai gay il matrimonio è come negare ai padri il diritto di allattare al seno i figli: è la natura che glielo nega, non la legge. La natura è ingiusta? Allora sbarazziamoci della natura. Ed è proprio questo che l’ideologia gender, che sottende l’omosessualismo, cerca di fare. Non è vero quindi che tutti gli amori sono uguali. Quelli eterosessuali sono naturalmente atti a perpetuare la specie umana, quelli omosessuali no. E’ la lussuria che può essere simile, nei rapporti omo o etero. E non bisogna confondere la lussuria con l’amore, cose che invece vengono ormai equiparate generalmente e diffusamente da qualche decina d’anni in qua. L’amore vero non è violento, è una promessa razionale esclusiva e per sempre. E’ oblativo.
    La lussuria è desiderare per sé e per il proprio piacere e ottenerlo usando l’altro (e il proprio corpo) immediatamente e direttamente: l’amore è allocentrico, la lussuria è egocentrica.
    Due uomini o due donne non possono sposarsi, perché non sono “qualificati” per procreare. Esattamente come il cieco che non può avere la patente, perché non è qualificato per guidare.
    E l’infertilità di una coppia gay non ha niente a che vedere con l’infertilità di una coppia normale: questa è accidentale, eccezionale, quella è necessaria, totale. Non ha neanche senso parlare di infertilità, a proposito di una coppia gay: sarebbe come definire infertili delle pietre. Un non senso. Perché neanche astrattamente due pietre possono riprodursi. Così due persone dello stesso sesso.
    Tutto quello che ci hanno nascosto sui gay « www.agerecontra.it

  9. #489
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Gay condannano lo show di Zalone: "Checco gretto omofobo"
    Polemica dopo l'esibizione da Bonolis. "Usa la parola fr*** per scatenare risatine"
    Lucio Di Marzo
    Scatta la polemica dopo l'esibizione di Checco Zalone a Music, il programma su Canale 5 condotto da Paolo Bonolis, con il mondo gay che accusa il comico di omofobia, per avere interpretato una versione rivista e corretta - come sua abitudine - di Kiss Me Licia, la siglia dell'omonimo cartone animato interpretata da Cristina D'Avena.
    "Licia, Licia, Licia, guardaci la camicia. Il ciuffo rosso e biondo: è fr*** fino in fondo", canta Zalone, in quello che è l'ultimo capitolo di una serie di interpretazioni in qualche modo legate al tema dell'omosessualità a cui ha abituato da tempo i suoi ammiratori.
    Tutto come al solito? Non per la comunità gay, che dopo l'esibizione si è fatta sentire, condannando il tipo di comicità proposto da Zalone.
    "Non c’è nessuno strumento per riscattare la grettezza di Checco, qui c’è un’intera gag costruita su una presunta e schematica omosessualità, ovviamente basata sui soliti cliché, i vestiti colorati, i capelli e l’apparenza, che infine chiama, inevitabile quasi, l’uso della parola fr*cio per dare il via alle risatine", si legge su Gay.it.
    Gay condannano lo show di Zalone: "Checco gretto omofobo"

    TOMBA GAY A COMO: FOSFORESCENTE, KITSCH E IMBARAZZANTE
    Fa discutere la tomba che il ‘compagno’ ha voluto dedicare all’amico morto nel cimitero di Mariano Comense (Como). Una sorta di gay pride funebre a giudicare dalla bizzarria del sepolcro: non solo perchè colorato e fosforescente (dal blu elettrico al giallo), ma anche per dimensioni, forma, foto.
    La tomba è quella di Carlo Annoni, infermiere 61/enne morto ad aprile che faceva coppia con tal Corrado Spanger. Iscritti all’Arcigay, hanno voluto confermare tutti gli stereotipi sull’appariscenza omo.
    “Carlo e io abbiamo voluto far capire che l’amore gay non ha in sé nulla di male, ma anzi regala una vita a colori”, ha detto Corrado che al compagno dedica anche il premio letterario Carlo Annoni, ovviamente a tematica gay.
    https://voxnews.info/2017/11/05/tomb...-imbarazzante/


  10. #490
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    "Noi donne, i trans no". Arcilesbica in cortocircuito
    Tra l’8 e il 10 dicembre si è svolto a Bologna l’VIII Congresso nazionale dell’Associazione italiana Arcilesbica. Al convegno sono stati presentati due documenti: “Riscoprire le relazioni” e “A mali estremi, lesbiche estreme”. Ci soffermiamo su quest’ultimo. Leggendolo scopriamo che nel seno di Arcilesbica due sono state le questioni più divisive: la pratica dell’utero in affitto e il transessualismo. In merito al primo aspetto leggiamo nel documento che “alcune socie hanno pubblicamente espresso contrarietà alla maternità surrogata, altre si sono dichiarate favorevoli all’introduzione in Italia di una regolamentazione ed altre ancora favorevoli alla maternità surrogata commerciale”.
    L’Arcilesbica non rifiuta in principio la maternità surrogata. Infatti nel congresso del 2015 l’associazione aveva “chiesto che venisse legalizzata anche in Italia la maternità surrogata altruistica (volontaria e gratuita), ma abbiamo poi scoperto che essa di fatto non esiste”. Da qui la richiesta che la maternità surrogata venga bandita a livello universale: “Siamo contrarie all’introduzione dell'istituto giuridico della gestazione per altri in Italia e aderiamo alle campagne internazionali per abolire le leggi che lo hanno introdotto in altri paesi, dove anche coppie italiane si recano per beneficiare del mercato di neonati/e”. Lo sottolineiamo ancora: Arcilesbica non è contraria all’utero in affitto in quanto tale, ma solo a quello che commercializza il corpo delle donne. Per gli stessi motivi si oppone al commercio di ovociti e spermatozoi. Ovviamente nel loro documento non c’è accenno alla strage di innocenti che la maternità surrogata provoca e alla reificazione del bambino anche quando tale tecnica fosse praticata gratuitamente.
    Il secondo motivo di dissidio interno al mondo lesbico è la transessualità che non viene rifiutata in principio, ma per motivi culturali. La sezione 5.1 degli atti è intitolata: “Il femminile è accessibile a tutti?”. La fonte di malessere per le lesbiche deriva dal fatto che si sono viste espropriate del ruolo femminile dai transessuali i quali, come evidente che sia, interpretano in modo falso la parte delle donne. Verrebbe da aggiungere: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Se infatti il femminismo radicale ha fatto l’ago della bilancia nell’abolire i ruoli sessuali perché anche una donna può lecitamente comportarsi da uomo, fare lavori da maschio, etc. va da sé che, per il principio di reciprocità, anche un uomo potrebbe comportarsi, vestire e pensare da donna. Se il criterio dell’abolizione dei ruoli sessuali stereotipati è valido, deve essere valido per entrambi i sessi e non può essere inteso in senso univoco. Ed invece no, sulla femminilità hanno il copyright le donne, è monopolio di coloro le quali hanno seni e curve autentiche. L’autenticità del sesso biologico e non l’idea che il sesso sia un costrutto sociale torna centrale nelle riflessioni delle lesbiche. In breve, ci volevano i trans per risvegliare una sana autocoscienza femminile. Cortocircuiti arcobaleni.
    Nella sezione appena citata possiamo leggere che la cultura queer ha fatto sì che le “donne paradossalmente vengono ancora una volta cancellate con l'appropriazione del femminile da parte di tutt*” (asterisco nel testo). Se “donna” può esserlo anche un uomo, allora questo comporta cancellare il proprio dell’essere donna, vuol dire uccidere l’identità femminile, significa scivolare nell’indistinto sessuale, che è il punto di forza invece della teoria del gender. Infatti il documento prosegue con una critica interessante: stiamo marciando verso la fluidità di “genere”, la neutralizzazione del femminile e del maschile. Ed invece il movimento lesbico reclama la propria identità: siamo donne che vanno con altre donne. Ciò dà fastidio a molti gay maschi. Negli atti a questo proposito possiamo leggere: “Se non vogliamo essere pansessuali, ma lesbiche, non andiamo bene, se vogliamo riunirci tra donne non andiamo bene, se diamo valore all’essere donne, in un mondo che ce lo nega, non andiamo bene”.
    Ed infatti le posizioni di Arcilesbica non sono condivise dal mondo gay maschile, proprio perché quest’ultimo è favorevole all’utero in affitto – unico modo perché una coppia gay maschile possa avere un “proprio” bebè – e al transessualismo.
    Questo marca un altro paradosso: lo scontro interno al mondo omosessuale avviene ancora una volta tra donne e uomini in merito ai ruoli femminili e maschili e l’orientamento sessuale diviene invece elemento neutro nel dibattito. Ciò comprova che il binarismo sessuale è imprescindibile nelle relazioni tra le persone, anche in quelle conflittuali.
    La posizione ufficiale di Arcilesbica è stata subito criticata ed infatti sul sito Gay.it, uno dei più rappresentativi in Italia della galassia LGBT, così si commentano gli esiti del convegno: “Al congresso dell’associazione vince la linea anti-gpa, transfobica e anti-queer. […] Può un’associazione, seppure storica dell’universo LGBT, continuare a farne parte a pieno titolo quando promuove una posizione aggressivamente e acriticamente contraria alla gestazione per altri, ai padri gay, all’unità tra donne cisgender e transgender, al non-binarismo?”. Non male per chi si dichiara aperto alle differenze e contro ogni discriminazione.
    Il femminismo lesbico quindi, seppur attraverso un percorso erroneo, è costretto a dichiarare quanto il diritto naturale da sempre afferma: l’umanità è divisa in maschi e femmine e ognuno ha un proprio ruolo. La cultura gender invece dichiara il contrario. L’accordo tra i gay maschi e le lesbiche parrebbe sussistere allora solo sulla questione dell’orientamento sessuale, ossia dell’omosessualità. Ma è un accordo di carta velina. Infatti solo se si nega l’identità sessuale maschile e femminile è possibile predicare l’omosessualità, dato che l’attrazione sessuale è in modo imprescindibile legata all’identità sessuale maschile e femminile. Solo se cancelli la tua appartenenza maschile potrai sentirti attirato da un altro uomo, proprio perché il desiderio per la donna è un attributo specificamente maschile. In sintesi, l’omosessualità deriva da una fragilità dell’identità sessuale psicologica. Quindi ribadire, come hanno fatto le lesbiche a Bologna, il valore del ruolo della donna non potrà che mettere in discussione anche l’omosessualità in quanto tale e quindi anche il lesbismo. In breve: portare all’estremo le premesse teoriche della teoria del gender – così come ha fatto il convegno di Arcilesbica - non può che condurre a verificarne l’infondatezza.
    "Noi donne, i trans no". Arcilesbica in cortocircuito - La Nuova Bussola Quotidiana

    BOSCHI SCOPRE LA SUA VOCAZIONE: SPOSARE ‘COPPIE’ GAY
    Finalmente Maria Elena Boschi ha scoperto la sua vocazione: sposare ‘coppie’ gay: «Oggi in Palazzo Vecchio ho avuto l’onore di unire civilmente due miei amici, Ivan e Riccardo. Indossando la fascia tricolore ho pensato alla legge che abbiamo fortemente voluto. E quando alzando gli occhi ho visto delle persone felici che si prendevano un impegno davanti alla comunità, nel palazzo che rappresenta la storia di Firenze, ho provato un brivido di emozione che non riesco a trasmettere con un post», scrive tutta eccitata su Facebook.
    https://voxnews.info/2017/12/17/bosc...re-coppie-gay/


 

 
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