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a una mostra di opere di un carissimo amico scomparso, un artista vero, originale che cercava con i suoi disegni quello che molti uomini cercano in filosofia o semplicemente ponendosi domande, uno scienziato di un certo nome (la mostra era stata organizzata nel corso di una manifestazione sulla Scienza) mi disse che secondo lui noi non siamo altro che un giochino che qualcuno sta facendo e quindi che quello che vediamo e facciamo è tutto inganno, realtà virtuale. Ricordo di aver visto anni fa anche uno o più film sulle stesso piano, c'era un tizio chiamata Mio che cercava di uscire dalla vita virtuale, ma non ricordo bene.
L domanda è: e se avesse ragione quel scienziato? se davvero noi fossimo il gioco di qualcuno? se davvero vivessimo una vita che non esiste in realtà?
Che casino
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Si chiamava Neo ed era il flm Matrix.
In realtà il film riprende un notissimo problema filosofico legato al solipsismo, solo in chiave tecnologica (dal diavoletto di Cartesio, passando per la vasca di Putnam e finendo con l'odierna realtà virtuale).
Tuttavia mi sembra che non fosse questo il punto, quanto invece, mi sembra di capire tra le righe, la finitezza dell'essere umano.
Ovviamente anche io come tanti, mi sono interrogato sulla questione del senso e della finitezza, non ho ancora trovato una risposta convincente ma ho trovato ben due domande che sebbene siano senza risposta, pongono la questione su un piano diverso, forse più fertile:
1° perché pensiamo che la vita debba avere un senso ? sarebbe così strano se non lo avesse ?
2° ma perché mai immaginare una vita infinita (qui o altrove ) potrebbe dare un senso alla nostra vita ? non sarebbe comunque senza senso vivere in eterno ?
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)




Il fantomatico professor Eddie Feretro, professore di filofia, ubriacone inveterato, interprete del libro Filosofia a mano armata di Tibor Fischer, si dedicava a organizzare rapine a mano armata per vivere ma per diletto annotava suoi pensieri in un libricino. Una sua riflessione recita "Avanziamo faticosamente, immersi fino alla cintola, attraverso il guado delle domande e delle risposte: hanno inondato il mondo dei vivi, ce ne sono talmente tante che se riusciamo a stare al passo con qualcuna di esse è già una gran cosa"
Ecco, io farei una piccola correzione, laddove è scritto "se riuscissimo a stare al passo con qualcuna di esse" io scriverei "se riuscissimo a dare almeno una risposta a qualcuna di esse"
sed in quolibet casu semper ante
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Dipende dal carattere, effettivamente ci sono persone che non sono in grado di reggere la prospettiva di una vita senza aldilà, l'immortalità etc.
Se la religione viene pratica entro certi limiti senza sforare nel fanatismo ossessivo non credo che sia un male a prescindere, certo dal mio punto di vista è meglio fare a meno di cose del genere.


c'ho pensato: non è possibile. Non ricordo ma mi sembra sia stato sant'Agostino a dimostrare nei suoi 83 punti sull'esistenza di Dio che solo il Dio del Bene può aver creato un mondo così bello. Un essere maligno e cattivo non avrebbe potuto creare le rose e i delfini, l'uva e il cielo.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky