



Gli ebrei di Teheran pregano il Talmud nella sinagoga di Yusef Abad, la stessa in cui anni fa si recò in visita il riformista Khatami, primo presidente iraniano a incontrare la comunità che sogna il Muro Occidentale di Gerusalemme. Farzin Farnooshi insegna ai bimbi l’idioma reinventato da Ben Yehuda alla nascita d’Israele. Chiede i documenti per scongiurare provocazioni poi, affabile, fa strada nella sala decorata di Menorah: «Ho sempre vissuto a Teheran, un tempo pensavo di andar via ma poi sono nati i miei 3 figli. Ci sono stati momenti duri, per questo fu importante la visita di Khatami, segno di considerazione per le altre religioni in un Paese in cui non tutti sono d’accordo su questo. Oggi va un po’ meglio. Non sono un politico ma credo che l’accordo sul nucleare apra delle prospettive, anche se secondo me l’amicizia è più difficile da instaurare dell’inimicizia». Uomini e donne entrano e escono, «Shalom».
Un gruppo di ragazzi si dondola avanti e indietro tenendo fissato sulla fronte e sul braccio il tefillin alla maniera degli ultraortodossi. Farzin racconta la sua comunità, la sua vita: «Siamo 10 mila in Iran, tremila a Teheran, l’unica città dove oltre alle sinagoghe ci sono delle scuole ebraiche per i bambini». Per chi dovesse credere che sia un paradiso spiega che non lo è: «Ricordo il ’79 perché prima potevamo costruire sinagoghe e dopo non più. Sotto Ahmadinejad poi, abbiamo subito molta propaganda negativa e atti vandalici, i luoghi sacri sono stati danneggiati. Ma in ogni Paese c’è chi la pensa diversamente e nella storia noi ebrei siamo sempre stati minoranza. Avremo sempre paura: so che quando i miei figli finiranno le scuole ebraiche incontreranno le reazioni negative che ho incontrato io all’università dove ho avuto amici musulmani ma anche tanti nemici. Eppure bisogna vivere».
Non vuol neppure menzionare i Neturei Karta, i rabbini ultraortodossi Usa convinti dell’illegittimità dello Stato d’Israele al punto da abbracciare Ahmadinejiad. Lui è stato una volta a Gerusalemme, la sogna ancora. Ammette il peso dell’antisemitismo, ma qui dove gli ebrei hanno un seggio in parlamento lo sente meno che nel resto del Medio Oriente: «Non vivrei mai al Cairo, sebbene l’Egitto sia in pace con Israele. Nella sua storia l’Iran ha sempre mostrato una cultura maggiore degli arabi verso le altre fedi».
Da "La Stampa".


e vai con la solita farsa antisionismo-antisemitismo.
ma sti blog patetici li conosci tutti tu?
basta vedere i sottotitoli: "ebrei", "antisemitismo", "israele", per capire chi c'è dietro...
Crescenzo Garofalo ancora una volta travolto dalla foga super partes...
"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
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Video che salta alcuni passaggi fondamentali.Viene detto che dal 1979 gli ebrei iraniani godono della libertà di culto,sebbene proprio da quell'anno emigrarono tantissime famiglie dal paese.Emblematico il fatto che la comunità del Paese si sia rifiutata di commentare le uscite di Ahmadinejad e che abbia accettato con gioia l'elezione del suo avversario Rohani.
How Iran?s Jews Survive in Mullahs? World - News ? Forward.com
Il bistrattamento è innegabile.Anche le leggi ritengono più grave un crimine commesso da un ebreo nei confronti di un muslim che viceversa.


e della propaganda antikhomeinista fatta dai media occidentali per farli scappare?...anche tu salti un punto fondamentale.
e che dovevano commentare? le uscite di Ahmadinejad erano pura verità... meglio quindi tacere. Poi solo i NK credo , tra tutti gli ebrei, parlano apertamente contro lo stato sionista.
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Nel periodo che va dal 1979 alla 1989,anno della morte di Khomeini,tantissimi iraniani,non solo ebrei,scapparono dal loro paese.Ben 100.000 se ne andarono in America e non parliamo di poveri straccioni,ma famiglie altolocate.Infatti i loro figli oggi negli USA sono tutti professori,scienziati o scrittori.Indubbiamente è stato uno degli esodi più fruttuosi per un paese accogliente.Tuttora l'Iran presenta un pesante tasso immigratorio verso i paesi occidentali,nonostante la propaganda negativa del governo.
Cioè che in realtà l'Olocausto non è avvenuto?
Loro sono gli unici a parlare contro Israele ed infatti gli viene dato un ampio spazio.Ma quelli che provano a scappare lì possono essere puniti con la pena capitale.
Ultima modifica di Crescenzo Garofalo; 19-10-15 alle 06:26


e quindi? preferivano lo scià ( chissà perchè... erano altolocati ) e se ne sono andati.
anche i paesi del sud europa hanno un forte tasso immigratorio...
Di Olocausto non si può parlare. Punto.
Ma poi tu hai scritto:
"Israele è in ottimi rapporti con la Giordania,l'Egitto di al Sisi,l'Arabia Saudita e il Libano quando non è governato da Hezbollah.Già tali paesi non valgono poco.Ad avversarli direttamente ci sono solo Iran e Siria,i quali non risultano godere di forme di governo socialmente sviluppate."
Ora il collegamento logico della tua sottolineatura sulle "forme di governo socialmente sviluppate" dovrebbe essere che invece Giordania, Egitto e Arabia Saudita hanno governi socialmente sviluppati. Non facevi prima ad ammettere di aver scritto una cazzata, sempre per colpa della foga di essere super partes, invece di aprire un improbabile thread sulla presunta sofferenza della comunità ebraica in Iran?
E seriamente, tu, ad esempio, tra la Siria di Assad prima dell'aggressione occidentale, e il regno wahabita, avresti preferito vivere nel "più socialmente sviluppato" regno dei Saud? Ma non farci ridere!
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semiti antisemiti?![]()


Iran ...iran ...iran .
A quattrocento chilometri dalla sicilia massacravano ebrei per strada 70 anni fa