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Discussione: La stanza di Perseo

  1. #11
    Crocutale
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    Predefinito Re: Rif: Omaggio a Lovecraft

    Uppato così, senza motivazioni plausibili.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  2. #12
    Crocutale
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    Predefinito re: La stanza di Perseo

    Gah !
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  3. #13
    Crocutale
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    Predefinito L' Appeso

    Luigi Enzani, ventisei anni, studente in medicina. Sedeva sulla sua poltrona, immobile, mani appoggiate sulle coscie con i palmi verso l'alto, non fosse stato per gli occhi aperti e assorti si sarebbe detto che dormisse.
    La sua attenzione era tutta rivolta sul portacenere che fluttuava nell'aria a quattro centimetri dalle sue mani, di vetro spesso, sfaccettato come un grosso diamante.
    Non era stato troppo difficile arrivarci, si stupiva di essere il primo. Certo non era una cosa breve, all'inizio ci vuole impegno costante per svegliare il corpo di sogno e imparare a muoverlo, come rieducare dei muscoli indeboliti da una lunga immobilità. Ci voleva il tai chi all'inizio per espellere il pneuma esaurito, poi il rilassamento di tutti i muscoli per lasciar circolare quello fresco. Aveva dovuto imparare a tenere dritta e immobile la schiena perchè è quello l'interruttore che stabilisce a quale dei due corpi inviare l'impulso della volontà. Poi aveva imparato a volere e sentire i movimenti, lo sforzo di sollevare un oggetto pesante che attraversava le sue braccia senza che un solo muscolo del corpo reale si contraesse veramente. Lo sforzo arrivava alle mani senza ostacoli e l'oggetto si sollevava, prima cose leggere, ora era arrivato a sollevare quel posacenere da due chili e passa. Muovendo le mani del corpo di sogno lo fece ruotare.

    Nel sonno a volte sognava di levitare lui stesso, la sensazione era di contrarre con forza un muscolo nel fondo della pancia, che riusciva a sollevare tutto il suo peso. Si chiese se mai sarebbe riuscito a trovare quel muscolo nascosto anche da sveglio. Ad ogni modo quel che stava facendo era già sufficiente per provare l'esistenza del pneuma come grandezza fisica, dotata di un suo spettro come quello elettromagnetico, la prova empirica, la sola chiave che possa aprire una nuova branca della scienza.
    Aveva già dato delle dimostrazioni a familiari e amici, però non c'era stato l'entusiasmo che sperava, anzi un paio avevano smesso di farsi sentire. Altri si ostinavano a chiamarlo prestigiatore negando anche l'evidenza piuttosto che riconoscere l'assenza di trucchi. E' dura la vita del pioniere.
    Ma aveva un piano: un centro studi privato dichiarava di avere un assegno da un miliardo che sarebbe stato consegnato a chi potesse mostrare un fenomeno che la scienza attuale non potesse spiegare, di fronte a una commisione di esperti. Lui si era allenato, si sentiva pronto a far levitare qualunque oggetto entro i tre chili di peso anche con la distrazione di un pubblico e un ambiente estraneo. I soldi non gli facevano schifo, ma l'importante sarebbe stato l'effetto mediatico, i giornali non avrebbero potuto ignorare la notizia, le autorità scientifiche non avrebbero più potuto nascondersi dietro la ragione.

    Avrebbero dovuto cominciare a ricercare. Con la ricerca sarebbero venute le applicazioni, non solo nell'antigravità, ma soprattutto nella medicina. Una forza in grado di nutrire direttamente le cellule viventi, metterle in grado di funzionare al meglio, spingere al massimo la capacità di rigenerazione del corpo umano. Quante malattie avrebbero trovato la loro cura.

    Quei signori dell'associazione razionalista si erano dimostrati più cordiali di quanto si aspettasse, per nulla ostili. Aveva dovuto spogliarsi completamente in uno stanzino e indossare una tuta fornita da loro, gli avevano dato una palla di legno da meno di due chili, lo avevano fatto sedere su di una sedia comoda al centro di uno studio, solo cinque persone assistevano alla sua dimostrazione. Lui fece tutto senza difficoltà.

    " Va bene, riconosciamo che non c'è simulazione e lei è realmente in grado di far levitare degli oggetti. "
    L'ingegner Trecciani, capo della commissione, perlava senza nessuna emozione, come se gli capitasse ogni giorno di vedere cose del genere.
    Luigi per questo cominciava a sentirsi a disagio, diventava aggressivo.

    " Di questo voglio una dichiarazione scritta e firmata ! "

    L'ingegnere si alzò e si spostò dalla sua posizione di fronte a Luigi.
    " Certamente, la compileremo subito, ma prima da regolamento è mio dovere ritirare l'assegno dalla cassaforte e consegnarglielo. Rimanga seduto, prego, faccio in un attimo. Daniele, intanto vuoi provvedere ? Grazie. "
    Luigi rimase seduto a guardare l'ingegnere che trafficava con la cassaforte a muro, qualcuno si muoveva dietro di lui, doveva essere Daniele, non ci fece caso.
    Dal nulla uno scoppio di tuono e una botta dietro la testa, buio, stava cadendo faccia a terra. Una bomba ? Un terremoto ? Gli era crollato il soffitto sulla testa ?
    Si alzò da terra spaventato, cercava di guardarsi attorno, i colori tornarono lentamente, mise a fuoco.
    La stanza non era cambiata, gli altri erano tranquilli come se non fosse successo nulla. Lo ignoravano anzi, non sembravano sentire le sue domande agitate, le scuse per essere caduto.
    E chi era quello con la testa ciondolante seduto in mezzo alla stanza ? Perchè c'era del sangue per terra ? Aveva una tuta uguale alla sua, i capelli anche. Daniele in piedi stava pulendo l'interno della canna di una pistola.
    Era morto, kaputt, fantasma ! Ecco perchè non gli rispondevano. Eppure si sentiva ancora intero, braccia, gambe, testa. Aveva persino addosso i suoi vestiti, quelli che aveva lasciato nello stanzino.
    Però la visuale era cambiata, non ci aveva fatto caso, ma ora riusciva a vedere tutta la stanza in tutte le direzioni, ogni particolare era chiaro, riusciva a seguire contemporaneamente ogni discorso.
    Gli inservienti erano entrati e stavano pulendo. Un paio di membri della commissione avevano indossato i soprabiti e se ne andavano, come chi esce da teatro alla fine dello spettacolo.

    L'ingegnere aveva una mano posata davanti alla bocca, le dita stringevano le guance, guardava in basso e parlava a nessuno in particolare.
    " E' già l'ottavo quest'anno. Se guardiamo il decennio abbiamo tre anni in cui viene superata la media... c'è nulla da fare, stanno aumentando. Quanti toccherà ammazzarne ancora di sti stronzi ! "

    Daniele aveva messo via la pistola e stava arrotolando del tabacco. Rispose molto flemmatico.
    " Aoh, finchè ci pagano... "

    Luigi sentì una voce chiamarlo, provò sollievo, aveva temuto di rimanere solo per sempre. Contrasse un muscolo in fondo alla pancia che non sapeva di avere e salì fino al soffitto, poi la luce gli venne incontro.
    Fiducioso andò a ricevere il suo giudizio.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  4. #14
    Crocutale
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    Predefinito Il Mercante

    La casa della vecchia Annuska sta sul ciglio della strada che attraversa il bosco, dietro un campo di girasoli. Ha una veranda con la tettoia verde, inclinata, e la ringhiera di legno inciso.
    Con i semi dei girasoli la vecchia Annuska nutre le sue galline, ogni giorno i boscaioli trovano sul suo tavolo un pollo bollito e il latte di capra fresco. In cambio le danno legna da ardere, scambiano le uova con the e burro, a volte fanno riparazioni nella casa. Il giorno che mi fermai sotto la sua veranda ero diretto al mercato di Pinsk. C'erano stati tempi migliori, avevo attraversato il Gobi con carovane di dromedari, navigato in cerca di spezie con un galeone. Ma in quel momento la mutanza di fortuna mi aveva lasciato le mie gambe, undici coperte di lana e un sacchetto di terra che guarisce le ustioni. Poco, ma non era la prima volta che ricominciavo.

    Il pollo era freddo, il pane sciapo, ma non c'era da lamentarsi. Il vento autunnale portava già la promessa della neve, Annuska teneva sulle spalle il suo scialle rosso con le frange e beveva un intruglio caldo di the e vodka.

    " Posso darti una delle mie coperte per l'ospitalità ? "

    " Quel che vorrei veramente è un galletto giovane, ci vuole sangue nuovo nel mio pollaio. Tu stai andando al mercato ? "

    " Costano i galletti. Io cosa avrò in cambio ? "

    " Un sogno. Custodito in un guscio d'uovo, perchè tu possa tenerlo fino a quando ne avrai bisogno. "

    La piazza del mercato a Pinsk è un'isola lastricata in un mare di fango e pioggia.
    Una delle coperte l'avevo tesa tra due pali per farmi un riparo di fortuna, una per coprirmi, due le avevo vendute, sette ne rimanevano.
    La donna col bambino sembrava ridotta anche peggio di me, vestita di stracci si trascinava il figlio con una mano e con l'altra teneva una gabbietta con un galletto, forse l'unica sua ricchezza.
    Sento sempre un senso di calore in fondo alla pancia quando vedo la Provvidenza all'opera.

    " Panienka ! Vuoi delle coperte per i tuoi figli? Non hanno un buco nemmeno a pagarlo. "

    " Io nemmeno i buchi potrei pagare, gospodie, questo gallo è tutto quel che ho. "
    Era giovane, doveva ancora finire di crescere, ma le penne erano colorate e lo sguardo fiero, bella bestia. "

    " Ma le mie coperte costano poco ! Tutte e sette possono andare per un galletto e un sorriso. "

    " Il galletto è facile, ma il sorriso l'ho perduto. Il mio figlio più grande lo ha portato con se. Solo il Signore sa dove. "

    Le due coperte vendute mi permisero un letto asciutto e un piatto di pierogi, il giorno dopo Annuska ebbe il suo galletto e io un uovo dipinto di onde gialle e stelle rosse.
    Ci sono tanti mercati al mondo, ma un solo Mercato, pochi sanno come trovarlo, eppure tante sono le entrate da tanti mondi.
    L'importante è sapere che nei pressi di ogni entrata si troverà una casa ospitale con la veranda e la tettoia verde inclinata.
    Così m'incamminai e il campo di girasoli divenne bosco fangoso, poi foresta d'alberi dorati, infine mi trovai tra i banchi del Mercato.

    Dopo alcuni giri avevo diverse offerte da valutare per l'uovo. Izmirolu il turco offriva due delle sue sigarette, ci sono posti dove per due paglie si può avere un vaso smaltato pieno di diamanti, basta sapere quale uscita prendere. Ma passai presso la torre diroccata dei poliziotti, i guardiani del Mercato. Uno di loro custodiva il recinto in cui vengono raccolti i ladruncoli per essere messi all'asta come schiavi. Le leggi del Mercato sono dure, necessariamente. I prigionieri erano tutti ragazzi, uno in particolare aveva dei capelli biondo pallido e degli occhi che avevo già visto prima. Mi rivolsi al poliziotto.

    " Sono ragazzi scappati di casa questi ? "

    " Regolare ! Vagabondano, finiscono qua e si mettono a rubacchiare. Tutti uguali. L'asta inizierà al quinto canto dei fringuelli. "

    " E' possibile trattare in privato quello col panno verde ? "

    " Io cosa avrò in cambio ? "

    Gli mostrai l'uovo dipinto.

    " Il sogno che non riuscivi a ricordare... "

    Nel Mercato il tempo scorre diversamente, quando tornai a Pinsk col mio acquisto era già inverno inoltrato, un freddo cane e muri di neve.
    La madre fu molto contenta di riavere il figlio perduto, in cambio ottenni il sorriso che mi doveva e un paio di valenki appartenuti al marito morto.
    Senza quegli stivaloni non sarei riuscito ad attraversare il bosco innevato fino alla casa di Annuska.

    Ero seduto al tavolo di legno, bevevo il the bollente con i chiodi di garofano mentre la vecchia con il padellone di ferro preparava delle palacsinta ungheresi, con lo zucchero a velo e i semi di papavero.
    " Allora sono stati questi i tuoi affari ? Alla fine hai barattato undici coperte con due vecchi stivali che la neve ha già deformato. Speravo che usassi meglio il sogno che ti ho dato. "

    Tirai fuori una pezza di tela vergine, l'avevo presa al Mercato in cambio del sacchetto di terra.

    " Due stivali vecchi e delle lacrime di gratitudine.. "

    La padella rovente le cadde per terra, bai bai palacsinta, riuscì di poco a non bruciarsi. Io continuavo a parlare con indifferenza.

    " Lo sai cosa ci si può fare, vero ? "

    Quasi piangeva la vecchia.

    " La giovinezza perduta.. un altro giro della ruota.. "

    " Io cosa avrò in cambio ? "
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  5. #15
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    Predefinito Re: A Pomponio

    Grazie.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  6. #16
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    Predefinito Re: La stanza di Perseo

    che figata questo forum! grande Perseo!
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  7. #17
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    Predefinito Re: A Pomponio

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Grazie.
    io non ho ben capito il finale ...
    Truth is a paradox and relativism his compass.

  8. #18
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    Predefinito Re: La stanza di Perseo

    Un racconto lungo sul tema Zombi. Tra Giornalia e Chtulhu.

    I
    Cinelli era alle prese con una seria quantità di pasta; penne col pomodoro, burro, due capperi salati e tutto il formaggio che rimaneva.
    Era inutile risparmiare, visto che la bombola del gas era vuota, la tanica dell'acqua anche, e quella poteva essere la sua ultima pastasciutta.
    Il tavolino era stretto tra due divanetti, dalle tendine dei finestrini sul retro filtrava la luce estiva, ma anche il suono di voci lamentose, mentre le sospensioni oscillavano.
    Perchè Cinelli era in un camper. Gli erano sempre piaciuti i campers, portarsi in giro la casa come le lumache, così appena ne aveva trovato uno funzionante ci era saltato sopra.
    Ancora lamenti, pugni battevano sulla lamiera, tutto ballava.
    Cinelli senza farci caso aprì l'ultima bottiglia, un sidro Chaplin & Corks uscito intatto da uno scaffale rovesciato. Bevendo a collo ripensò per l'ennesima volta a come era finito in quella situazione.
    Le prime notizie su batteri immuni agli antibiotici erano circolate tre anni prima, all'inizio erano state prese con indifferenza, come i cerchi nel grano o le promesse del governo di abbassare le tasse. Nell'inverno erano arrivati i primi morti, Cinelli faceva il guardiano nel cimitero della Villetta, per lui tutta la questione aveva cominciato a esistere solo dopo aver visto le bare.
    Con la primavera il mondo pensava di avere una tregua, ma un altro batterio aveva imparato nel frattempo a vincere gli antibiotici, una vecchia conoscenza... Yersinia Pestis ... estinta in Europa, ma sempre rimasta in piccoli focolai endemici sparsi tra India e Cina.
    L'Organizzazione Mondiale della Sanità sorvegliava quei focolai fin dall'inizio della sua esistenza, ma nessuno poteva prevedere che di punto in bianco la Peste sarebbe diventata immune a tutti gli antibiotici. Rimanevano i vaccini, ma non fu possibile produrne a sufficienza prima che raggiungesse le zone densamente popolate sui due lati del confine, e a quel punto l'epidemia scoppiò come una bomba mettendo in fuga milioni di persone.
    Nel quattordicesimo secolo erano stati i topi a globalizzare l'infezione portandola al livello di pandemia, mentre nel ventunesimo furono i profughi, le loro immense tendopoli dove topi e pulci prosperavano contro ogni tentativo di profilassi, il puro e semplice peso del loro numero.
    Volevano salvarsi dall'epidemia, ma la portavano con loro ovunque andassero, si cercava di formare cordoni sanitari, ma attraverso le vie dell'immigrazione clandestina filtravano ovunque volessero.
    I paesi tecnologicamente avanzati furono, tra tutti, quelli che opposero meno resistenza. Le organizazzioni per i diritti civili prevenivano qualunque tentativo di quarantena, trovavano ogni mezzo legale o illegale per far entrare i profughi, dei militanti erano arrivati al punto di farsi volutamente infettare per abbattere le barriere di privilegio che separavano i sani dai malati.
    Cinelli ricordava l'ultima trasmissione televisiva, il giorno prima che le centrali elettriche chiudessero.
    C'era quel prete dagli occhi già rossi di febbre, eppure raggiante di gioia, che spiegava come estinguere il proprio egoismo nell'abbraccio con l'altro da sè non fosse mai stato così facile, e di come il morbo andasse ringraziato per avere annullato le distanze tra i ricchi e i poveri, portando così finalmente il mondo nell'eguaglianza.
    In effetti le dosi di vaccino erano così rare che i soldi non bastavano, solo i detentori del vero potere riuscivano a metterci sopra le mani.
    Il fatto poi che i centri di ricerca medica fossero assediati da folle di militanti, convinti che fosse il vaccino stesso a causare i decessi e non la malattia, non aiutava certo a produrne di più.
    Anche lui, seduto davanti alla televisione, aveva già i bubboni. Era anche stato fortunato, lavorando con i morti come un monatto l'aveva presa nella forma meno pericolosa, la bubbonica lascia viva una persona su tre. Lui aveva vinto la lotteria, due settimane di febbre, chiuso in casa perchè gli ospedali si erano arresi da tempo, i pochi ancora sani saccheggiavano i supermercati e stavano lontani dalle abitazioni, che erano tutte piene di morti e malati.
    La fortuna era anche stata di avere acqua a sufficienza, non aveva mangiato in quelle due settimane, solo succhiato qualche zolletta di zucchero, cadeva spesso nell'incoscienza, ma ogni volta la sete lo strappava dal delirio e lo costringeva a trovare la forza di trascinarsi fino alle bottiglie.
    Alla fine era arrivato il giorno che la febbre era calata, i bubboni perdevano gonfiore, Cinelli era entrato a far parte dei nuovi detentori di privilegio: i Vaccinati.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  9. #19
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    Predefinito Re: A Pomponio

    II
    Ci vollero altri giorni per rimettersi in forze, ma vuotata la dispensa era venuto il momento di uscire per le strade morte, nel tempo che lui aveva impiegato per superare la malattia, Parma aveva finito di morire. Le case erano cimiteri e alla fine i cadaveri erano arrivati alle strade, i militari come ultimo tentativo li avevano caricati sui camion per gettarli nelle cave, ma era venuto il momento in cui non c'erano più stati piloti sani.
    Passando per via Montebello, dove le case non hanno recinti, aveva visto una scena significativa: uno di quegli autocarri militari era entrato col muso in una casa d'angolo, mentre il cassone col suo telone verde era rimasto fuori con il carico di cadaveri mezzo rovesciato dietro. E' una cosa che può succedere con la Yersinia, grazie alla sua capacità di emettere tossine a volte colpisce all'improvviso. Un attimo prima non hai sintomi, l'attimo dopo arrivano i brividi, gli occhi si riempiono di lacrime, il senso dell'equilibrio viene meno, e se per caso stai guidando un camion può capitarti di prendere male una svolta e andare a schiantarti, condividendo così il destino del tuo carico.
    Qui e la si poteva incontrare qualcuno di vivo, saccheggiatori poco socievoli, ma non aggressivi, perchè per il momento c'era abbastanza per tutti nei negozi abbandonati, e perchè i più non erano particolarmente in forze.
    Anche uno come Cinelli, che sapeva poco di medicina, riusciva a capire che tutti quei morti erano un terreno di coltura per ogni genere di battero, uno poteva essere immune alla peste, ma c'erano in giro decine di altre infezioni, alcune delle quali probabilmente anche immuni agli antibiotici. Era evidente che chi poteva aveva già abbandonato le grandi città per le montagne e le colline più ventilate, mentre quelli che rimanevano venivano lentamente divorati da mille altre malattie che completavano il lavoro della Yersinia.
    Era stato allora che aveva trovato il camper e dopo aver fatto provviste aveva abbandonato la città in cerca degli altri sopravvissuti.
    Salendo verso le colline aveva imparato subito che i vivi erano divisi in piccole comunità di due tipi diversi.
    I Governativi erano gruppi formati attorno a un politicante che avesse messo le mani su qualche dose del vaccino, condividendolo con un nucleo di militari o poliziotti a lui fedeli, a cui si aggiungevano quei profughi venuti da fuori che fossero riusciti a rendersi immuni dal morbo.
    Poco numerosi, ma ben armati, addestrati e sorretti dalla volontà di tessere nuovamente quella rete di potere sugli altri che l'epidemia aveva momentaneamente strappato.
    Aveva incontrato i primi in una caserma sulla strada per Fornovo, si erano detti disposti a comprare merci, se ne avesse procurate, ma solo pagando in banconote, che nessuno più usava, in quanto senza non sarebbe stato possibile calcolare l'IVA.
    Cinelli gli aveva dato ragione come si fa con i matti, aveva salutato educatamente e aveva tirato avanti in fretta.
    Salendo più in alto verso l'Appennino aveva incontrato le prime comunità dell'altro tipo, quelli che dai Governativi venivano chiamati " Anarchici ", " Irresponsabili ", ma soprattutto " Gli Egoisti ".
    Erano italiani e l'immunità al morbo se la erano dovuta guadagnare nella maniera più dura, per questo odiavano profondamente quelli che il vaccino lo avevano avuto e li consideravano anche responsabili di aver aperto le porte alla peste.
    Erano più numerosi, ma peggio armati, comunque decisi a non cedere una briciola dell'indipendenza che per caso gli era capitata in mano.
    La situazione insomma ricordava l'epoca delle guerre tra i Feudatari e i Comuni, quei gruppi di sopravvisuti non avevano neppure finito di stabilizzarsi, di superare il trauma del collasso di una intera civiltà, che già si respirava la guerra nell'aria.
    E quando fosse scoppiata, Cinelli sapeva da che parte sarebbe stato.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  10. #20
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    Predefinito Re: A Pomponio

    III
    Ma non era destino. Nelle città, negli ospedali, nelle cave, ovunque ci fossero cadaveri, la Yersinia senza più ospiti vivi a cui propagarsi stava morendo, ma non era ancora disposta ad arrendersi, aveva un'altra mutazione da giocarsi, una mai vista prima, un nuovo modo per trovare organismi a sangue caldo da invadere. I morti erano tornati in piedi e camminavano a caccia dei vivi.
    Dagli ospedali, dalle città, dalle cave in cui erano stati gettati, uscivano a decine di migliaia, e come se avessero una bussola si dirigevano con sicurezza dove ci fossero dei vivi, col solo scopo di mordere della carne calda. E non solo i morti umani, che si potevano trattenere con barricate, ma anche gli altri animali soggetti al morbo, cani, ma soprattutto i piccoli roditori che riuscivano ad infilarsi in ogni fessura, e per fortuna le pulci non pungevano bestie morte. Persino i pezzi, se qualcuno dei morti per qualche ragione perdeva un pezzo, questo basta che avesse muscoli continuava a muoversi da solo, come le rane di Galvani, ma almeno erano movimenti ripetuti senza uno scopo, sembrava fosse necessaria la connessione a un cervello integro per veder sorgere quella determinazione feroce.
    Bastava un morso, un graffio, per ammalarsi nuovamente della peste nella sua forma setticemica, a nulla servivano le immunità prima acquisite o i vaccini, Cinelli non aveva mai visto nessuno sopravivere dopo aver ricevuto il morso.
    Dopotutto era stata una fortuna che i venti della guerra avessero spirato così presto tra i vivi, i comuni avevano già una qualche preparazione, quelli travolti al primo urto furono meno di quelli che resistevano. E però era una resistenza da castelli assediati, uscire e raccogliere provviste dai magazzini abbandonati non era più facile come prima, era diventato un affare per pochi spericolati capaci di sfidare la bloccata dei morti e riportare qualche pacchetto di medicinali, sigarette, alcolici, gasolio, tutto quel che non si poteva far crescere nei campi recintati.
    Cinelli era diventato uno di loro, un cercatore.
    Dopo quei giorni rinchiuso assieme al morbo voleva stare all'aperto, il camper era diventato il suo comune personale, la sua libertà, nell'esposizione costante al pericolo, nelle piccole cose che procurava ai vivi in cambio di verdure e fugaci amplessi aveva trovato la felicità.
    Fino a poco tempo prima, quando gli era venuta l'idea di rastrellare la Valmozzola.
    Doveva saperlo che il posto portava sfiga da sempre, ma sembrava logico, era facilmente raggiungibile per la strada da Fornovo, e però era certo che gli altri cercatori avrebbero proseguito verso Ghiare e Berceto, piuttosto che attraversare a destra il ponte sul Taro e addentrarsi nella valle boscosa.
    Sparsi per la valle c'erano una pieve e minuscoli paesi che tutti assieme non facevano mille abitanti, non potevano esserci troppi morti in giro, anzi arrivava a sperare di poter trovare dei sopravvissuti.
    Il primo posto che aveva puntato era Mormorola, una quarantina di costruzioni, due locali pubblici, il nucleo più antico con una decina di case addossate di modo che si poteva passare da una all'altra per i tetti. Osservava tutto con un binocolo dal tetto del camper, ci aveva praticato una botola per poter salire e avere una posizione sicura.
    Nessun vivo e anzi i morti nel paese già sentivano la sua presenza e gli venivano incontro di lontano, una trentina forse. La maggioranza era addensata attorno ai perimetri dei comuni, ma qualcuno rimaneva sempre.
    La cosa non lo preoccupava, era sceso di sotto, aveva preparato cena che veniva il tramonto, aveva dormito. Al risveglio la mattina dopo li aveva tutti attorno, a quel punto era rimasto solo da accendere il motore e puntare al paese lasciandoseli alle spalle.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

 

 
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