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Discussione: Ppp

  1. #41
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Tommy, premesso che hai francamente scassato la uallera con i predicozzi (se Pasolini sembra aver detto qualcosa di acuto, è solo perché lo ha detto provenendo da parte comunista).
    quando ho visto "Tommy" nella notifica dei post dei contatti mi è balzato il cuore annoiato dalla gioia per qualcosa che pareva irreparabilmente perduto

  2. #42
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Ppp

    "I napoletani sono i tuareg d'europa".
    PPP.

  3. #43
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Tommy, premesso che hai francamente scassato la uallera con i predicozzi (se Pasolini sembra aver detto qualcosa di acuto, è solo perché lo ha detto provenendo da parte comunista).

    Fatta la doverosa premessa, il culattone friulano ha trattato con abbondanza il tema di Napoli (la preferiva alla Roma oramai corrotta dal consumismo), forse comparando i femminielli eredi di antiche tradizioni ai ragazzi di vita che con le marchette compravano vestiti alla moda.
    I femminielli tuttavia non potevano piacergli sessualmente.

  4. #44
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    E dunque 40 anni non vi sono bastati per arrivare almeno alle conclusioni di un Marcello Veneziani... (Grazie Gladius di averci pensato)
    Ma vergognatevi. Meritate Salvini non solo come politico ma anche come intellettuale.


    Poi le critiche di Capellli... Oddio ma Cappelli... ma chi sei Cappelli? cosa hai scritto? chi ti legge?

    L'opera di Pasolini ci è preziosa in quanto disegna una frontiera tra borghesismo e capitalismo, mostrando come quest'ultimo, già ai suoi tempi, stava lasciando quella determinata e specifica forma sociale borghese per proiettarsi in quella nuova, odierna post-borghese.

    Ovviamente non poteva piacere alla sinistra, dato che quest'ultima pone sull'identificazione di borghesia e capitalismo il fondamento non solo della sua analisi (e da qui, del suo programma) ma anche della sua economia identitaria.
    Non poteva ovviamente piacere alla borghesia, dato che annunciadone la fine nella forma di una classe dominante non solo economicamente ma anche nel costume, ne affermava la storicità e con questa il suo carattere contingente.

    Con questo il Pasolini merita certamente non poche critiche. Secondo ma si faceva per esempio sentire con troppa insistenza, nel suo lavoro, la passione omossesuale. Questa arrivava ad occultare altre tematiche, lasciando per esempio poco spazio alla questione dei rapporti uomo-donna, rapporto di ben altro spessore di significato sotto il rapporto del dominio e della violenza.
    Altro problema è la relativa assenza della questione meridionale nel suo lavoro, e più precisamente direi che il Pasolini - per ragioni che restano da determinare - si è sottrato alla difficilissima problematica napoletana. Ci ha fatto vedere qualcosa di Roma, con una memorabile Magnani, ma di Napoli? Forse il suo sistema di comprensione non era solido quanto basta per investire quel terreno. A Napoli infatti, nella resistenza obiettiva - voglio dire, la forza che le cose, e le forme di vite fatte cose, oppongono al cambiamento nel senso della merce - alla omologazione modernista, si manifestano forze che comportano la loro parte cattiva, fatta di potere, di arroganza, di ignoranza. Qui non c'è l'ingenuità del bimbo della campagna che conta le lucciole. O meglio, c'è l'ingenuità, ma sta in buona compagnia.
    Infinitamente disoccupata, Napoli s'inventa il bello, e pure il male.


    Profezia

    A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato
    la storia di Alì dagli Occhi Azzurri.

    Alì dagli Occhi Azzurri
    uno dei tanti figli di figli,
    scenderà da Algeri, su navi
    a vela e a remi. Saranno
    con lui migliaia di uomini
    coi corpicini e gli occhi
    di poveri cani dei padri
    sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini,
    e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
    Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
    Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
    a milioni, vestiti di stracci,
    asiatici, e di camicie americane.
    Subito i Calabresi diranno,
    come malandrini a malandrini:
    “Ecco i vecchi fratelli,
    coi figli e il pane e formaggio!”
    Da Crotone o Palmi saliranno
    a Napoli, e da lì a Barcellona,
    a Salonicco e a Marsiglia,
    nelle Città della Malavita.
    Anime e angeli, topi e pidocchi,
    col germe della Storia Antica,
    voleranno davanti alle willaye.

    Essi sempre umili
    Essi sempre deboli
    essi sempre timidi
    essi sempre infimi
    essi sempre colpevoli
    essi sempre sudditi
    essi sempre piccoli,
    essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
    essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
    in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
    essi che si costruirono
    leggi fuori dalla legge,
    essi che si adattarono
    a un mondo sotto il mondo
    essi che credettero
    in un Dio servo di Dio,
    essi che cantavano
    ai massacri dei re,
    essi che ballavano
    alle guerre borghesi,
    essi che pregavano
    alle lotte operaie…

    … deponendo l’onestà
    delle religioni contadine,
    dimenticando l’onore
    della malavita,
    tradendo il candore
    dei popoli barbari,
    dietro ai loro Alì
    dagli occhi azzurri – usciranno da sotto la terra per uccidere —
    usciranno dal fondo del mare per aggredire — scenderanno
    dall’alto del cielo per derubare — e prima di giungere a Parigi
    per insegnare la gioia di vivere,
    prima di giungere a Londra
    per insegnare ad essere liberi,
    prima di giungere a New York,
    per insegnare come si è fratelli
    — distruggeranno Roma
    e sulle sue rovine
    deporranno il germe
    della Storia Antica.
    Poi col Papa e ogni sacramento
    andranno su come zingari
    verso nord-ovest
    con le bandiere rosse
    di Trotzky al vento…

    I migranti e la profezia di Pasolini

    quando l'ho letta mi sono commosso e ho pensato a te

  5. #45
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    "I napoletani sono i tuareg d'europa".
    PPP.
    "Io so questo: che i napoletani oggi sono una grande tribù che anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare.

    Questa tribù ha deciso – in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia o altrimenti la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Beja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto dal cuore della collettività (si sa anche di suicidi collettivi di mandrie di animali); una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perchè questo rifiuto, questa negazione alla storia, è giusto, è sacrosanto.

    La vecchia tribù dei napoletani, nei suoi vichi, nelle sue piazzette nere o rosa, continua come se nulla fosse successo a fare i suoi gesti, a lanciare le sue esclamazioni, a dare nelle sue escandescenze, a compiere le proprie guappesche prepotenze, a servire, a comandare, a lamentarsi, a ridere, a gridare, a sfottere; nel frattempo, e per trasferimenti imposti in altri quartieri (per esempio il quartiere Traiano) e per il diffondersi di un certo irrisorio benessere (era fatale!), tale tribù sta diventando altra. Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno; quando non ci saranno più, saranno altri (non saranno dei napoletani trasformati).

    I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili e incorruttibili."

    per Tommaso resta comunque troppo poco, il poeta avrebbe dovuto consacrare dell'altra commozione pensosa

  6. #46
    Nazbol-Ciucé
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    Predefinito Re: Ppp

    Va beh allora viva i terroni caro PierPedofilo.
    Ma quindi Tommaso è una sorta di pasoliniano ma fiducioso nel futuro processo storico?
    Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton

  7. #47
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    I femminielli tuttavia non potevano piacergli sessualmente.
    Probabilmente hai ragione.
    Però non escluderei che Pelosi (il presunto ammazzatore di PPP) facesse parte del complotto antinapoletano tessuto da ambienti romani nordicisti.

  8. #48
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    "Io so questo: che i napoletani oggi sono una grande tribù che anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare.

    Questa tribù ha deciso – in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia o altrimenti la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Beja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto dal cuore della collettività (si sa anche di suicidi collettivi di mandrie di animali); una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perchè questo rifiuto, questa negazione alla storia, è giusto, è sacrosanto.

    La vecchia tribù dei napoletani, nei suoi vichi, nelle sue piazzette nere o rosa, continua come se nulla fosse successo a fare i suoi gesti, a lanciare le sue esclamazioni, a dare nelle sue escandescenze, a compiere le proprie guappesche prepotenze, a servire, a comandare, a lamentarsi, a ridere, a gridare, a sfottere; nel frattempo, e per trasferimenti imposti in altri quartieri (per esempio il quartiere Traiano) e per il diffondersi di un certo irrisorio benessere (era fatale!), tale tribù sta diventando altra. Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno; quando non ci saranno più, saranno altri (non saranno dei napoletani trasformati).

    I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili e incorruttibili."

    per Tommaso resta comunque troppo poco, il poeta avrebbe dovuto consacrare dell'altra commozione pensosa
    @Bamba de Kraut Napoli secondo Malaparte e secondo Pasolini.

  9. #49
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Probabilmente hai ragione.
    Però non escluderei che Pelosi (il presunto ammazzatore di PPP) facesse parte del complotto antinapoletano tessuto da ambienti romani nordicisti.
    Quando la sua condanna dell'imborghesimento del lumpenproletariat romano borgataro lo spinge verso i ragazzini napoletani scatta la vendetta romana e settentrionale?
    Nemmeno io posso escluderlo a priori.

  10. #50
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Quando la sua condanna dell'imborghesimento del lumpenproletariat romano borgataro lo spinge verso i ragazzini napoletani scatta la vendetta romana e settentrionale?
    Nemmeno io posso escluderlo a priori.
    Esattamente.

 

 
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