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Discussione: Ppp

  1. #51
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Noi siamo il partito che vuole offendere la memoria antifascista della nazione, insultare con la sua presenza tutte le città medaglie d'oro della resistenza, alimentare il pericolo dell'intolleranza razziale, fare marcia indietro nella storia, diffondere sfiducia nelle istituzioni, infiammare tutte le fobie reazionarie, trascurare la scuola i musei e il cinema, affossare il turismo e l'accoglienza, insegnare poco e male le lingue straniere, abolire l'alberghiero, lasciar fare alle alluvioni e ai terremoti, sciogliere la protezione civile, incrementare inquinamento e traffico, proibire le biciclette, liberalizzare a tappeto l'acquisto e la detenzione di armi da fuoco, disinteressarsi completamente della condizione carceraria, spegnere tutto al coprifuoco e salvarvi.
    Per cui non vedrete ragazzi erasmus sorridenti nei nostri manifesti, ma solo giovani zozzi di terra da vangare e ceffi delle caserme.
    Ecco un partito in cui credere.
    A parte le armi da fuoco che pare una americanata, e le biciclette che muovendosi poco nuocciono allo scambio (cioè la crescita, il futuro), per il resto di fronte ad un testo del genere come non pensare a Pasolini... e a Napoli.
    Inoltre, come pur in Orco, nel Dumini c'è questa vena disperata, sostenuta da un autentica qualità di scrittura, che manifesta chiaramente come loro sono della stessa pasta di un Pasolini, voglio dire lo stesso tipo antropologico inadeguato alla modernità - ma la cui inadeguatezza procede da ragioni moralmente ed esteticamente superiori alla nostra epoca.

    Allora si ripropone l'interrogativo di cui parlavo: perché Pasolini non trova nella destra anti-moderna un ascolto non dico complice, ma rispettoso e interessato a quanto viene svolto nel suo lavoro?
    Mi rifiuto di credere che ciò sia unicamente o quasi dovuto alla omosessualità, o alla passata appartenenza al partito.
    In realtà la risposta ha da vedere con la questione del razzismo, quindi del rapporto di forza ineguale che viene legittimato dal'ideologia razzista.

    Sto per dire perché, scoprendo lo sguardo pasoliniano su Napoli, ho capito che non sono pasoliniano e non lo posso essere: Pasolini parlando di tribù parla come di un elemento datoci per natura, quando invece tale tribù non esiste e non è mai esistita. Nella sua filiazione infatti la vecchia plebe di Napoli è storicamente alimentata da tutta la Terra di lavoro, ma anche dalle Calabrie e in tempi più remoti da un immigrazione di mare spagnuola e francese con aggiunte più diverse. Ecco perché razzialmente è un bordello, e ritagliata la grossa porzione di teste larghe (e testarde, rozze, volentieri camorrose) procuratoci dall'entroterra, s'incontra tipi molto spagnuoli, dolicocefali, ed altri ancora di cui la scarsa pigmentazione raccontano storie certamente alieni dalle semplificazioni pasoliniane.

    La cifra di tale miscela è la miseria, e la miseria è il prodotto di un rapporto ineguale che vuole durare, e la cui volontà obiettiva si presenta, storicamente, come volontà soggettiva del dominante. Tale volontà racconta la storiella di una superiorità. A dato momento della storia del capitale, la superiorità si trovò a Nord del mondo, a Nord dell'Italia. Napoli deve restare la Napoli che come vorrebbe madre natura è "sotto" Roma e Milano. A Pasolini la narrazione dominante sembrò tragica, e quindi bella. Ed è vero che per chi sa guardare e capire, la scandalosa insistenza con la quale si afferma la povertà di Napoli nella sua forma di una vita che poco o nulla conosce delle istituzioni e dei loro dispositivi di assistenza, tale insistenza provoca una sorta di ebbrezza.

    Ma in realtà è ebbrezza che dice il falso. Sicuramente il Pasolini, confortando una verità "ufficiale" pur rovesciandone il metro di valore, parlava di se stesso, e di quanto tragica fosse per lui la sua singolarità. Uomo sensibile, soffriva tanto per questo, e parlando di una Napoli sofferente parlava di sé, ma essendo molto duro verso sé e pensando quindi quanto pudore ci voleva ad evocare tale tema, parlò poco di sé e parlò quindi poco - e in modo per altro sbagliato - di Napoli.

    Comunque a parlare in modo sbagliato di Napoli sta in buona compagnia - è stato fatto il nome di Malaparte. Altro caso, questo, che procede però da un motivo completamente diverso.
    Ultima modifica di Tommaso; 10-11-15 alle 14:53
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  2. #52
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    @Bamba de Kraut Napoli secondo Malaparte e secondo Pasolini.
    aspetta @amerigodumini ca m'aggia mettere e lent per decifrare il chionzo di @Tommaso

  3. #53
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    A parte le armi da fuoco che pare una americanata, e le biciclette che muovendosi poco nuocciono allo scambio (cioè la crescita, il futuro), per il resto di fronte ad un testo del genere come non pensare a Pasolini... e a Napoli.
    Inoltre, come pur in Orco, nel Dumini c'è questa vena disperata, sostenuta da un autentica qualità di scrittura, che manifesta chiaramente come loro sono della stessa pasta di un Pasolini, voglio dire lo stesso tipo antropologico inadeguato alla modernità - ma la cui inadeguatezza procede da ragioni moralmente ed esteticamente superiori alla nostra epoca.

    Allora si ripropone l'interrogativo di cui parlavo: perché Pasolini non trova nella destra anti-moderna un ascolto non dico complice, ma rispettoso e interessato a quanto viene svolto nel suo lavoro?
    Mi rifiuto di credere che ciò sia unicamente o quasi dovuto alla omosessualità, o alla passata appartenenza al partito.
    In realtà la risposta ha da vedere con la questione del razzismo, quindi del rapporto di forza ineguale che viene legittimato dal'ideologia razzista.

    Sto per dire perché, scoprendo lo sguardo pasoliniano su Napoli, ho capito che non sono pasoliniano e non lo posso essere: Pasolini parlando di tribù parla come di un elemento datoci per natura, quando invece tale tribù non esiste e non è mai esistita. Nella sua filiazione infatti la vecchia plebe di Napoli è storicamente alimentata da tutta la Terra di lavoro, ma anche dalle Calabrie e in tempi più remoti da un immigrazione di mare spagnuola e francese con aggiunte più diverse. Ecco perché razzialmente è un bordello, e ritagliata la grossa porzione di teste larghe (e testarde, rozze, volentieri camorrose) procuratoci dall'entroterra, s'incontra tipi molto spagnuoli, dolicocefali, ed altri ancora di cui la scarsa pigmentazione raccontano storie certamente alieni dalle semplificazioni pasoliniane.

    La cifra di tale miscela è la miseria, e la miseria è il prodotto di un rapporto ineguale che vuole durare, e la cui volontà obiettiva si presenta, storicamente, come volontà soggettiva del dominante. Tale volontà racconta la storiella di una superiorità. A dato momento della storia del capitale, la superiorità si trovò a Nord del mondo, a Nord dell'Italia. Napoli deve restare la Napoli che come vorrebbe madre natura è "sotto" Roma e Milano. A Pasolini la narrazione dominante sembrò tragica, e quindi bella. Ed è vero che per chi sa guardare e capire, la scandalosa insistenza con la quale si afferma la povertà di Napoli nella sua forma di una vita che poco o nulla conosce delle istituzioni e dei loro dispositivi di assistenza, tale insistenza provoca una sorta di ebbrezza.

    Ma in realtà è ebbrezza che dice il falso. Sicuramente il Pasolini, confortando una verità "ufficiale" pur rovesciandone il metro di valore, parlava di se stesso, e di quanto tragica fosse per lui la sua singolarità. Uomo sensibile, soffriva tanto per questo, e parlando di una Napoli sofferente parlava di sé, ma essendo molto duro verso sé e pensando quindi quanto pudore ci voleva ad evocare tale tema, parlò poco di sé e parlò quindi poco - e in modo per altro sbagliato - di Napoli.

    Comunque a parlare in modo sbagliato di Napoli sta in buona compagnia - è stato fatto il nome di Malaparte. Altro caso, questo, che procede però da un motivo completamente diverso.

    Tommà ma nun ce fa nu chinott ma quale antimoderno e sensibile, chill ce piacevene e zuzzarie e pesce senza o bidet, mo o Furcell degli anni 50 o la borgata, o e campagne zezzose ra pianura padana o l'India, basta ca puteva alliccà e fetill de rikkiun comm iss, in pratica, farci o bidet con la lingua

  4. #54
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Quando la sua condanna dell'imborghesimento del lumpenproletariat romano borgataro lo spinge verso i ragazzini napoletani scatta la vendetta romana e settentrionale?
    Nemmeno io posso escluderlo a priori.
    va beh @amerigodumini a uno ce piacevene i femminielli dei quartieri, al Malaparte i piscetielli piccoli e i culi piatti dei cinesi: sempre ddoie mmunezz erano. Era tutto un complotto contro Tien An Ment/Piazza Carlo III. Poi il mondo si è ribaltato e adesso e cinese cummannano l'economia mondiale e gli uomini d'onore del professore a poco a poco prenderanno il posto del gran Kahal

  5. #55
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    La cifra di tale miscela è la miseria, e la miseria è il prodotto di un rapporto ineguale che vuole durare, e la cui volontà obiettiva si presenta, storicamente, come volontà soggettiva del dominante. Tale volontà racconta la storiella di una superiorità. A dato momento della storia del capitale, la superiorità si trovò a Nord del mondo, a Nord dell'Italia. Napoli deve restare la Napoli che come vorrebbe madre natura è "sotto" Roma e Milano.
    è il portato storico dell'occupazione della Due Sicilie, vale a dire il riscatto dei gozzuti morti di fame sulla prosperità pasciuta delle ferrovie e delle flotte mercantili

  6. #56
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    Predefinito Re: Ppp

    Bravi mi avete fatto ridere.
    Comunque questa idea del ribaltamento ora cinese, ora dei gozzuti, che torna uguale uguale... Troll ti sei tradito...
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  7. #57
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Bravi mi avete fatto ridere.
    Comunque questa idea del ribaltamento ora cinese, ora dei gozzuti, che torna uguale uguale... Troll ti sei tradito...
    Tommaso ma ricchioni a parte, se l'arcaica mesopotamicità paleomediorentale di Napoli è la norma della sua subordinazione, allora la sua più o meno presunta alterità ai dispositivi del sistema di scambio rivela la sua condanna inappellabile e non altro.

  8. #58
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Tommaso ma ricchioni a parte, se l'arcaica mesopotamicità paleomediorentale di Napoli è la norma della sua subordinazione, allora la sua più o meno presunta alterità ai dispositivi del sistema di scambio rivela la sua condanna inappellabile e non altro.
    Però ammacchiata alla mesopotamicità vi è l'Irgun del potere occulto partenopeo che come o bnai brith o comm spaccim se chiamm @amerigodumini tesse i suoi peli di fessa nei quattro continenti mettendo gli uomini chiave (o chiavica) arò ce stann buon, dalla politica all'economia e senza tanti clamori. @Tommaso invece è rimasto chill ca venn e cravatt a duchesca o a bruklin mmiez agli yiddish

  9. #59
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Tommaso ma ricchioni a parte, se l'arcaica mesopotamicità paleomediorentale di Napoli è la norma della sua subordinazione, allora la sua più o meno presunta alterità ai dispositivi del sistema di scambio rivela la sua condanna inappellabile e non altro.
    Amerigo sai cosa pensavo?
    Il "pacco" tirato nei vicolacci attorno Piazza Garibaldi è autentica ribellione alla logica del mercato.

  10. #60
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    Predefinito Re: Ppp

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Amerigo sai cosa pensavo?
    Il "pacco" tirato nei vicolacci attorno Piazza Garibaldi è autentica ribellione alla logica del mercato.

    il problema è che tommaso non è buono nè per fare un pacco nè per prenders
    elo nelle pacche, tantomeno ad aspirare ad arrivare ai vertici di una lobby di potere perchè manc a giurisprudenza alla federico II avrà avuto fortuna

 

 
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