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Questa lettera varrà per le prostitute di strada, ma non penso che le prostitute di alto bordo abbiano tutte la stessa visione del mondo. (A parte che ogni persona è un individuo e può parlare solo per sé).
Poi dà per scontato che tutti vogliano creare necessariamente "rapporti profondi e vicini" quando alcuni (maschi e femmine) non hanno alcuna voglia di creare legami. Se magari evitassero di pretendere che tutti abbiano intenzione di creare legami (quando attualmente il numero dei divorzi ha superato di gran lunga quello dei matrimoni) e facessero più trombate liberamente ci sarebbe meno necessità di ricorrere alla mercificazione del sesso
la lettera dell'amica di @PiccolaIena e' la lettera di una donna che odia la liberta' e che vuole andare in giro a dare patentini di moralita' ad adulti consenzienti che scambiano beni, denaro e servizi senza arrecare danno a nessuna persona non coinvolta nella transazione
Il concetto di "danno" è relativo. Per me la prostituzione è un danno. Me ne fotto di dare patenti di moralità.
La prostituzione è un lavoro come un altro, in ogni caso lavorare vuol dire vendere il proprio corpo.
La prostituta vende la vagina, l'operaio le sue braccia, l'impiegato il suo cervello...
Cazzate. Se vendi la vagina vendi anche parte della tua intimità. Le puttane fanno schifo come i loro clienti.