Ho esagerato, perché ritenevvo, in maniera estemporanea che tu fossi un clone (fatto che è stato smentito), chiedo scusa, ammetto la mia incazzosità, in questo caso gratuita.
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Una affermazione su tutte -I romani sono i responsabili del primo grande disboscamento della storia- Alla luce di questo pensa cosa è stato fatto poi confortato dall'umanesimo, che ha messo si al centro l'uomo, ma quale uomo? L'uomo che attreaverso la tecnica diventava onnipotente, l'uomo che nel XX° era ormai senza dio, che con il libro poteva "civilizzare" il Nuovo Mondo. I Romani sono stati attenti verso le altre culture almeno dopo Augusto. Non hanno lasciato macerie, a differenza di quel mondo che ha fatto il salto di qualità con la Rivoluzione Francese. Questa società democratica è la peggiore che la storia conosca.......che ci porta all'autodistruzione, cosa che non sarebbe mai successa nel mondo romano o pagano in genere dato che ogli polla d'acqua, ogni fiume, ogni poggio o collina erano identificate con divinità. Quando i Romani costruivano un tempio o un edificio in muratura facevano offerte agli dei, chiedevano agli oracoli, erano consapevoli che operavano ferite alla Madre Terra.............pensiamo alle Vestali e al fuoco sacro, ai Flamine, agli aruspici, allo sforzo immenso per portare da Pessinunte la statua della dea Cibele nel VII sec. a.e.m...........
Sì insomma i cristiani amavano la natura...forse si sono scordati che i boschi e tutto ciò che non era la città era un mondo selvaggio affiliato al demonio.
Questa è un'affermazione quantomeno discutibile: citami i passi della Scrittura in cui si fa menzione di questo concetto? Inoltre nessuno ha parlato di amore per la natura dei cristiani: volevo solo dimostrare che l'amore per la natura dei neopagani è moderno soltanto.
L'ambientalismo è un portato della società post-industriale, gli antichi non avevano il concetto del rispetto per la natura in quanto tale. Esistevano singole porzioni di natura sacre (un albero, una fonte etc.) non la Natura in sé.
Il lucus era il luogo sacro per eccellenza, pensa al rettaggio delle fiabe dove l'incantos avviene sempre nel bosco.L'ambientalismo è nato in una società dove si è distrutto suolo, si è prodotto tossicità ecc. per cui i romani e gli antichi pagani non avevano il problema. Pensa ai longevi: i satiri o a tutte quelle divinità dei boschi, a Diana, a Feronia, a Ops Consiva, a Giano legato alle acque e ai fiumi, a Iside e il suo naviglio, a Cerere e al farro, ai riti dionisiaci e alla fecondità o al risveglio della primavera. Il tuo è un ragionamento di parte, accusi i romani e in genere il paganesimo. Il rispetto della natura era implicito nel concetto religioso e sacrale di base.
No, non sono di parte ma posso sbagliarmi. Ho ordinato il libro che mi hai consigliato e spero di trarne profitto. Come scegliere tra i vari "paganesimi"? Il criterio è solo etnico?
Il paganesimo non è una religione universalistica, dogmatica e istituzionale quanto il cristianesimo, quindi confrontarli tra meglio e peggio è sbagliato in partenza, ma questo non significa che il secondo sia migliore del primo.
Va bene, ma se volessi diventare pagano, ponendo che sono toscano, in quali dei dovrei credere? Deve pur esserci un criterio di scelta tra le varie forme: credere nel dio Perun o nella dea madre della Wicca non è la stessa cosa (almeno credo). Gli antichi assimilavano gli dei altrui ai propri (Eracle con Melqart): ma io non ho degli dei di partenza perché non nasco in un contesto pagano; come debbo orientarmi?