Re: Ormai è dietro l'angolo.
Dalla Cina con furore: come sono finiti i terroristi uiguri a combattere in Siria?
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«L’arma segreta dei ribelli in Siria»
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Piccole Note
«Sono arrivati a migliaia, dopo un lungo e pericoloso viaggio attraverso Afghanistan, repubbliche dell’Asia centrale e Turchia. Si sono insediati nei villaggi abbandonati dagli alawiti e controllano le posizioni più remote e strategiche della provincia di Idlib. Gli Uiguri, la popolazione sunnita e turcofona che abita la Cina occidentale, Xinjiang, sono i combattenti più temuti, l’arma segreta dei ribelli in Siria. Un anno fa, i combattenti uiguri, inquadrati nel Turkistan islamic party (Tip), alleato di Al-Nusra, erano poche centinaia».
«Dopo la presa di Idlib da parte dei ribelli islamisti il flusso si è moltiplicato, e ora costituiscono una della comunità più numerose fra i foreign fighters, fra i 4 e 5 mila uomini». Questo l’incipit di un articolo di Alberto Stabile pubblicato sulla Stampa del 3 marzo, nel quale si dettaglia del loro legame con al Qaeda e del loro sofisticato armamento (carri armati sottratti e missili anticarro Tow made in Usa). Infine si accenna che sono giunti in Siria con le loro famiglie: «Sono lì per restare». conclude il cronista.
Nota a margine. Simpatico l’accenno che indica negli uiguri «l’arma segreta dei ribelli in Siria».
Sono di al Qaeda, sì, ma sono anche alleati sul campo di quei cosiddetti ribelli, spesso indicati come moderati, tanto coccolati dall’Occidente. È la tragedia di questa sporca guerra e delle tante mistificazioni che ne esalano.
Al di là, la colonia uigura in Siria, questa legione straniera di tagliagole ben pagata (e si sa anche da chi, ma si chiudono tutti e due gli occhi perché sono funzionali al regime-change) di fatto allarga la dimensione del conflitto. Nel pezzo si segnala che la Cina segue con apprensione questo sviluppo: il rischio è che la Siria diventi l’incubatrice di agenti pronti a portare il terrore in patria. Tanto che Pechino pare abbia inviato militari in loco.
Qualcuno ricorderà, forse, le lacrime versate dai media e dai politici occidentali sul destino di questa povera etnia quando, nel 2009, si era ribellata al governo centrale subendone la repressione. I terroristi non nascono sotto i cavoli: evidentemente già allora queste formazioni di tagliagole erano all’opera dietro un’apparente insurrezione popolare. E magari a finanziarli erano gli stessi di oggi.
Re: Ormai è dietro l'angolo.
Russia accusa: da Turchia arrivano ogni giorno in Siria camion di armi per i terroristi
Ma ormai i potenti occidentali si vanno a cercare nuova gloria in Libia, tanto per trovare un modo per uscire dalla "vittoria" di Putìn.
Re: Ormai è dietro l'angolo.
Re: Ormai è dietro l'angolo.
Re: Ormai è dietro l'angolo.
Re: Ormai è dietro l'angolo.
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http://cdn1.img.it.sputniknews.com/i...88/2218860.jpgLaGrecia intercetta una naveturca carica di armie munizioni per Daeshin Libano
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Mondo06:43 06.03.2016URL abbreviato
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I guardia coste greci hanno intercettato ieri una nave turca al largo dell’isola di Creta ed hanno proceduto al sequestro di un carico di armi, munizioni ed esplosivo contenuto in sei containers che erano destinati in Libano. Sono stati arrestati tutti i componenti dell’equipaggio: 6 siriani, 4 indiani ed un libanese.
La nave proveniva dalla Turchia ed in particolare era salpata dal porto di Izmir dove aveva imbarcato il carico. Secondo il portavoce della polizia greca la nave è stata costretta ad attraccare al porto greco di la Canea, nell'Ovest dell'Isola di Creta dove le autorità greche hanno effettuato un attento controllo del carico.
Un episodio apparentemente minore che in realtà dimostra fin dove si spinge la macchinazione turca in Medio Oriente.Secondo il giornale Al Akhbar, l'operazione con cui è stato intercettata questa nave ricorda un altro antecedente, quello della nave Lutfullah 2, che fu intercettata dall'Esercito libanese nel 2012. Questa nave portava a bordo decine di tonnellate di armamenti provenienti dalla Libia con destinazione al porto di Tripoli, nel Nord del Libano. Questa regione libanese conta con parecchi seguaci del Daesh e del Fronte al Nusra.
L'invio di questa nave potrebbe essere opera dei servizi di intelligence turchi che stanno collaborando con i sauditi nell'obiettivo di destabilizzare il Libano.
I turchi ed i sauditi stanno operando sulla regione nord del Libano al fine di consolidare la posizione del partito islamista libanese Yamaat Islamiya. L'obiettivo sarebbe quello di svincolarlo dalla corrente Futuro, diretta da Saad Hariri e mettere questo partito in antagonismo con Hezbollah. Questo consentirebbe ai sauditi e turchi di assicurarsi un insediamento confessionale in Libano per attaccare e destabilizzare il paese sulla base di un conflitto confessionale contro sciiti, drusi e cristiani, visto che anche questi ultimi appoggiano Hezbollah, considerato l'unico difensore della sicurezza delle comunità cristiane e druse dagli attacchi degli integralisti.
Nota: La Turchia, in alleanza con l'Arabia Saudita, sta cercando di aprire un nuove fronte in Libano per colpire le forze di Hezbollah, alleate della Siria, che hanno il loro quartire generale a Beirut, nella zona sciita.Il piano turco saudita si basa sulla possibilità di effettuare attacchi terroristici mediante cellule del Daesh e di Al Nusra, fatte infiltrare in Libano e reclutate nei campi profughi presenti nel paese.Un grosso attentato a Beirut era già avvenuto tre mesi fa ed aveva colpito il quartiere sciita di „Bourj al-Barajne", nella periferia della capitale libanese, con un bilancio di 40 morti e 105 feriti. Il quartiere viene considerato una roccaforte del movimento Hezbollah ed era apparsa chiara l'intenzione del gruppo terrorista di assestare un colpo agli Hezbollah, che sono considerati i peggiori nemici dei miliziani salafiti.
Da allora si sono verificati altri fatti e vari tentativi di infiltrazione alla frontiera libanese siriana che sono stati però sempre bloccati dagli Hezbollah che vigilano attentamente sui passi montuosi che mettono in comunicazione il Libano con la vicina Siria.
Gli Hezbollah svolgono un ruolo chiave nella guerra siriana con il loro appoggio alle operazioni militari dell'Esercito siriano con cui operano fianco a fianco ed attualmente sono sotto le dipendenze del comando unificato Russo-siriano-Iraniano che coordina le operazioni militari in Siria.
Si calcola che in Siria vi siano almeno 5.000 combattenti di Hezbollah. L' Iran sostiene militarmente e logisticamente il movimento sciita libanese ed ultimamente ha fornito una serie di armi avanzate fra cui i nuovi missili iraniani di tipo "Fateh", con una gittata di 250-350 chilometri, capaci di trasportare testate da 500 kg. Oltre all'arsenale di razzi, Hezbollah avrebbe acquisito anche avanzati sistemi di difesa anti-aerea e anti-navale dalla e/o attraverso la Siria, e avrebbe accresciuto i suoi armamenti anti-carro e anti-blindati. Ilpotenziale di Hezbollah è risultato talmente fortificato da preoccupare notevolmente anche le autorità militari di Israele.Risulta che ci sia un accordo segreto fra Israele, Arabia Saudita e Turchia per attaccare il Libano con le stesse tecniche di sobillazione utilizzate in Siria, attraverso azioni di sabotaggio e di terrorismo contro obiettivi civili ed istituzionali del paese per poi spacciare tale azioni (con la complicità dei media occidentali) come una "insurrezione popolare" ed avere quindi il pretesto di un intervento armato. Il ruolo chiave sarebbe esercitato (come in Siria) dai gruppi terroristi jihadisti e mercenari arruolati ed addestrati in Arabia Saudita e Turchia. Alla Turchia, per la sua vicinanza alle coste libanesi, sarebbe assegnato il compito di rifornire di armi ed esplosivi i gruppi terrroristi. Questo spiega l'interesse delle autorità turche di far entrare via mare nel paese carichi di armi ed esplosivi destinati alle cellule dei terroristi già presenti nel paese.
Non è escluso che il contraccolpi negativi subiti dalla Turchia in Siria, per causa dell'intervento russo e con la perdita delle postazioni ad Aleppo e Latakia, abbiano spinto Erdogan alla decisione di aprire un altro fronte ad Ovest della Siria per cercare di colpire alle spalle la coalizione Siria-Iran-Hezbollah.
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Re: Ormai è dietro l'angolo.
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http://cdn2.img.it.sputniknews.com/i...28/2222895.jpgSiria,nella “capitale” del Daeshribellione degli abitantifilo-Assad
© REUTERS/ Stringer/Files
Mondo16:56 06.03.2016(aggiornato 19:19 06.03.2016) URL abbreviato
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In alcuni quartieri di Raqqa sono iniziate manifestazioni spontanee a sostegno dell'esercito di Assad, che in seguito si sono trasformate in violenti scontri con i terroristi islamici. Secondo le testimonianze, i manifestanti sono riusciti ad uccidere un gran numero di jihadisti.
I cittadini della città di Raqqa, l'auto-proclamata "capitale" del Daesh (ISIS) si sono ribellati contro i fondamentalisti ed hanno issato le bandiere della Siria in alcuni quartieri, segnala "Sputnik" riferendosi alle testimonianze del posto.
Secondo le testimonianze, le bandiere siriane sono apparse sugli edifici di 5 quartieri di Raqqa. Dopodichè i cittadini sono scesi in massa nelle strade scandendo slogan a sostegno dell'esercito siriano, riporta "Sputnik".
Dopo l'inizio della manifestazione tra i dimostranti e i terroristi islamici sono iniziati cruenti scontri. Gli insorti di Raqqa sono riusciti ad uccidere un gran numero di terroristi del Daesh.
I testimoni hanno inoltre riferito all'agenzia russa che nella giornata di ieri nelle strade ci sono stati scontri armati tra i terroristi. Le forze del Daesh hanno bloccato le vie d'uscita della città per impedire ad un centinaio di disertori di fuggire.
Raqqa, l'autoproclamata "capitale" del Daesh, si trova nel nord della Siria, sulle rive del fiume Eufrate. La città fu conquistata dai jihadisti nel 2013. Dopo essere finita sotto il controllo dei terroristi, le forze governative siriane hanno cercato di riconquistare la città, anche con l'ausilio delle forze aeree, ma le sortite non hanno portato al successo. Una divisione dell'esercito di Assad, dislocata nei pressi di Raqqa, è stata isolata dal resto delle forze governative. Nel 2014 il Daesh aveva completamente stroncato la sua resistenza, debellando completamente la presenza delle forze governative.
Oggi è in corso l'offensiva su Raqqa effettuata congiuntamente dalle forze governative siriane e dalle truppe delle milizie curde.
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Re: Ormai è dietro l'angolo.
Re: Ormai è dietro l'angolo.
Gli USA avviano la costruzione della loro seconda base aerea in Siria
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...ize=220x140c50I rappresentanti delle autorità degli Stati Uniti hanno confermato il dispiegamento delle loro forze speciali nella regione.
Gli Stati Uniti dopo aver quasi completato la costruzione della prima base aerea nella zona controllata dai curdi nella zona nord della Siria, avrebbero dato inizio alla costruzione di una seconda base nella stessa regione, riporta BasNews, agenzia di stampa curda che fa riferimento al...