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  1. #541
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #542
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  3. #543
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Speciale Guerra: La Terza Guerra Mondiale sta Cominciando? (In Siria-Iraq) - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato

    Ma che giornatina interessante, da Rai News 24, leggete con attenzione:
    22 ottobre 2016 Violenti combattimenti fra le forze di Damasco e i ribelli sono scoppiati ad Aleppo poco dopo la fine della tregua decretata dalla Russia. Lo afferma l’Osservatorio siriano dei diritti umani. Colpi di artiglieria e violenti scontri sono stati segnalati in diversi quartieri lungo la linea del fronte di questa città divisa dal 2012 in zone controllate dal regime del presidente Bashar al Assad ad Ovest e quartieri controllati dai ribelli ad Est, ha precisato l’Osdh che dispone di una vasta rete di informatori sul campo in Siria.Finita la tregua… tanto per iniziare
    Save the Children denuncia la morte di almeno 136 bambini a causa dei bombardamenti su Aleppo
    La campagna aerea siro-russa su Aleppo, in cui sono state usate le bombe a grappolo (vietate dal 1 agosto 2010), ha ucciso almeno 136 bambini e ha causato il ferimento di altri 397 in un mese. E’ quanto sostiene la ong Save the Children citando i dati dei medici di Aleppo raccolti dal ‘Violation Documentation Centre’, l’organizzazione nata nel
    2011 (con l’inizio del conflitto in Siria) che documenta ogni tipo di violazione dei diritti umani.
    Sarebbero 137 le bombe a grappolo (ordigni sganciati da aerei che, giunti ad una altezza prestabilita dal suolo, si
    aprono liberano centinaia di sub-ordigni, che possono esplodere subito all’impatto con il terreno o, come mine, quando vengono urtati anche mesi ed anni dopo) sganciate in questo ultimo mese, pari al 791% in piu rispetto alla media dei precedenti 8 mesi del 2016. Bombe a grappolo che secondo il britannico Indipendent sono state sganciate solo dai jet siriani e russi.
    Ovviamente l’ennesima ONG ci tiene a precisare che Siriani e Russi hanno ammazzato bambini usando bombe proibite dai trattati (oh beh invece i proiettili all’uranio impoverito sono permessi)., diciamo che la premessa è d’obbligo.
    Finita la doverosa premessa, e fidando sul fatto che l’ItaGliano medio fa fatica a superare i 144 caratteri (vero, sappiate che ho precise statistiche sull’interesse e la condivisione di articoli in base alla loro lunghezza, secondo voi sono quelli più lunghi o più corti a farmi avere visite e £$€ pubblicità…slurp sgnam ciomp, questo è già un articolo in perdita nel punto in cui state leggendo ora), si arriva al succo:
    I carri armati turchi avanzano nel Nord della Siria attaccando sia l’Isis che i curdi dell’Ypg
    Torna a salire la tensione fra la Siria e la Turchia, con Damasco che denuncia oggi l’ingresso per la seconda volta in due mesi di carri armati turchi sul proprio territorio e minaccia di reagire “con ogni mezzo a disposizione”. Tutto ciò mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan annuncia che le forze di Ankara allargheranno le proprie operazioni nel nord della Siria per combattere “il terrorismo”. cioe’ l’Isis ma anche le milizie curde alleate degli Stati Uniti.
    Quindi traducendo, carri armati Turchi vanno a distruggere i Curdi (che oggettivamente sono sempre dalla parte sbagliata di una guerra, diciamo che alla fine qualsiasi cosa si faccia li…. perdono i curdi a prescindere, diciamo che a livello strategico non sono esattamente dei geni) solo che in questo caso come scappa di scrivere a Rai News, questi Curdi sono alleati e armati dagli Americani e magari va a finire che ci sia pure qualche contractor o qualche soldato delle forze speciali.
    L’ingresso di carri armati turchi in territorio siriano, secondo l’alto comando delle forze armate di Damasco, è avvenuto nel nord della provincia di Aleppo, dove si affrontano formazioni ribelli filo turche, l’Isis e le cosiddette Forze Democratiche Siriane (SDF) a maggioranza curda, sostenute dagli Stati Uniti. Un comandante delle Sdf, Ahmad Araj, ha confermato all’agenzia Ap che i carri armati hanno varcato il confine vicino alla città di Marea. Quasi contemporaneamente, il presidente Erdogan annunciava che le forze di Ankara avrebbero allargato le loro operazioni per entrare in città come al Bab e Manbij, e in futuro partecipare anche ad un’offensiva per strappare Raqqa all’Isis.”Dobbiamo preparare un’area libera dal terrorismo”, ha affermato Erdogan, riferendosi sia allo stato islamico sia alle forze curde dell’Ypg, legate al Pkk turco, che vuole l’indipendenza delle regioni curde della turchia. questa settimana l’aviazione turca ha bombardato a più riprese postazioni delle milizie curde a nord di Aleppo.
    Ogni presenza di forze turche in siria, hanno avvertito i vertici militari siriani, sarà considerata come “un’occupazione” e verrà affrontata con tutti i mezzi a disposizione. La dirigenza di Ankara, aggiunge il comando delle forze armate, sarà responsabile per “le pericolose conseguenze” delle sue decisioni.
    Ora….. ma a voi questa minaccia del comando Siriano non sa tanto di gioco delle parti?
    Se vi ricordate la Turchia e la Russia ultimamente si “consultano” per una soluzione dei rispettivi problemi:

    • La Turchia ha il problema dei Curdi
    • La Siria ha il problema della Cia
    • La Russia ha i problema di comandare nel suo giardino di casa (e soprattutto di assicurarsi che mai nessun tubo per idrocarburi non autorizzato passi in Siria)

    Quindi diciamo che i Curdi (che stanno sulle palle anche ad Assad, quelli amici degli USA poi non li può vedere) ,sono spacciati. La Turchia è autorizzata a sterminarli in territorio Siriano in modo che l’opzione provincia autonoma sirio-curda non sia possibile (per mancanza di Curdi).
    Dunque abbiamo un leggerissimo conflitto di interessi fra Turchia e USA… non è una novità-
    ma ci sarebbe anche questa notiziuola
    da Agenzia Nova
    Turchia-Iraq: Erdogan, Ankara rispetta confini geografici di ogni nazione anche se “ciò pesa sui nostri cuori”
    Ankara, 22 ott 17:42 – (Agenzia Nova) – La Turchia rispetta i confini geografici di ogni nazione anche se “se ciò pesa sui nostri cuori”: lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un discorso trasmesso dai media turchi. Le parole di Erdogan sono implicito riferimento alla città irachena di Mosul dove è attualmente in corso l’offensiva condotta dalle forze irachene contro lo Stato islamico a cui la Turchia vorrebbe prendere parte attiva. Il commento di Erdogan giunge inoltre dopo l’ennesima condanna da parte del premier Haider al Abadi che oggi ha nuovamente chiesto a Turchia e Arabia Saudita di non interferire negli affari interni dell’Iraq. “Alcune persone ignoranti continuano a dire: ‘Che rapporto abbiano noi con l’Iraq?’ Ma quelle aree geografiche di cui parliamo ora sono parte della nostra anima”, ha detto Erdogan facendo riferimento all’antica appartenenza di Mosul all’impero Ottomano. “Anche se ciò pesa sui nostri cuori rispettiamo i confini geografici di ogni nazione”. (segue) (Tua)
    Quindi… si comincia a fare passare il concetto che in fondo Mosul, città petrolifera e piena di Curdi è nei “cuori” dei Turchi che rispettano a malincuore la integrità territoriale Iraqena.


    E sticazzi, no? (mi si perdoni il felpato linguaggio dell’alta diplomazia)

    Quindi la Turchia ha scatenato la guerra totale ai Curdi (alleati USA) sia nel Nord della Siria che in Iraq…

    Avrei una domanda: è cominciata la terza guerra mondiale?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #544
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Naturalmente di sterminare uno come Erdogan non se ne parla neppure.
    Quindi viva la geopolitica.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #545
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    La turchia è scatenata da sempre contro i Curdi, a prescindere dalle alleanze.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #546
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Per forza.
    Quello è un popolo, vive in territori occupati da altri, vogliono la loro libertà da secoli e li massacrano con ogni scusa.
    Avrebbero da sempre diritto, come tutti i popoli, al loro stato libero e sovrano, invece vengono sterminati nel dis-interesse generale, per mere questioni geopolitiche a loro estranee.
    Però guai a parlere ai turchi di sterminio degli Armeni...
    A proposito.
    Non è che la Turchia, per i principi cari ad Erdogan (vedi Mosul) sia terra dei Romani e prima ancora dei Greci o dei Persiani?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #547
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Per forza.
    Quello è un popolo, vive in territori occupati da altri, vogliono la loro libertà da secoli e li massacrano con ogni scusa.
    Avrebbero da sempre diritto, come tutti i popoli, al loro stato libero e sovrano, invece vengono sterminati nel dis-interesse generale, per mere questioni geopolitiche a loro estranee.
    Però guai a parlere ai turchi di sterminio degli Armeni...
    A proposito.
    Non è che la Turchia, per i principi cari ad Erdogan (vedi Mosul) sia terra dei Romani e prima ancora dei Greci o dei Persiani?
    ... ma anche l'Armenia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #548
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Vi ricordate i pick up dell'ISIS? La Toyta risponde a una richiesta russa e siriana e rivela retroscena interessanti






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    PICCOLE NOTE


    «Raid e bombe americane su Mosul». Così il titolo di un articolo di Alberto Stabile della Stampa del 24 ottobre fotografa l’avanza della coalizione anti-Isis a Mosul. Nell’articolo dettaglia che a entrare in azione sono stati gli F 16 dell’U.s. Air force, dei quali vengono decantati il volo planare e la pioggia di bombe che fa ricadere sui nemici.

    Nello stesso articolo si ripete la nota quanto tragica situazione dei civili, che l’Isis tiene in ostaggio. Mentre in altro articolo, stavolta di Paolo Mieli sul Corriere della Sera dello stesso giorno, si riferisce dei festeggiamenti della popolazione civile perché finalmente, dopo due anni, qualcuno attacca i terroristi che li opprimevano.

    Le stesse cose avvengono in Aleppo: i siriani festeggiano quando dei quartieri sono strappati al Terrore, e salutano con sollievo l’offensiva del governo contro le zone ancora occupate. Non solo, anche in Aleppo Est i civili sono ostaggio delle milizie jihadiste guidate da al Nusra (al Qaeda) che controllano questa parte della città, tanto che i corridoi umanitari lasciati aperti da Damasco per consentir loro di fuggire non hanno avuto alcun esito: nessuno li ha utilizzati.

    Eppure i bombardamenti russi e siriani, a differenza dei primi, son cattivi. Questa la narrazione ufficiale, alquanto bizzarra.

    Non siamo fan delle bombe, né delle guerre. Come sappiamo bene che questa guerra potrebbe finire senza altro spargimento di sangue: basterebbe lasciare gli jihadisti senza soldi, ché senza pecunia non si comprano armi e munizioni, né si pagano i tanti costosi mercenari assoldati dalle Agenzie del Terrore in tutto il mondo.

    Tagliati i fondi, anche le varie Agenzie del Terrore sarebbero costrette a chiudere i battenti, a Mosul come ad Aleppo.

    Ma evidentemente è rimasto lettera morta il suggerimento di John Potesta all’allora Segretario di Stato (e sembra futuro presidente Usa) Hillary Clinton di far «pressioni sui governi di Qatar e Arabia Saudita, che stanno fornendo supporto finanziario e logistico clandestino all’ISIL [Isis ndr.] e ad altri gruppi sunniti radicali nella regione» (mail rivelata da wikileaks, sul punto vedi nota precedente).

    Significativo anche l’accenno agli altri «gruppi radicali sunniti» della mail, che indica come gli stessi ambiti che sostengono l’Isis supportano, ovviamente allo stesso scopo, anche i miliziani di Aleppo Est, beneamini dell’Occidente.


    Tale sostegno si realizza in tanti modi: a parte le armi e le munizioni, ci sono gli aiuti di natura umanitaria e sanitaria (i gruppi terroristi godono di servizi sanitari di altissimo livello, assicurati loro da diverse ong internazionali che operano sul loro territorio in cambio del placet all’assistenza dei civili). E altro.

    Su un piccolo aspetto di tale ausilio ha fatto chiarezza la Toyota. Interpellata da russi e siriani sui veicoli forniti all’Isis, la casa automobilistica giapponese ha svolto una indagine interna i cui risultati sono poi stati comunicati agli interessati: in effetti «migliaia di veicoli Toyota» sono finiti nelle mani dell’Isis.

    Giunti loro tramite queste vie: 22.500 veicoli sono stati acquistati da una società dell’Arabia Saudita; 32.000 sono stati acquistati dal Qatar; 4.500 sono pervenuti all’Isis tramite l’esercito della Giordania, al quale ha fatto da garante una banca dello stesso Paese.

    Si tratta delle automobili immortalate nelle foto che pubblichiamo in questa pagina: veicoli nuovi fiammanti, scenografici con la loro bandiera nera che garrisce al vento quanto invisibili a droni e aerei della coalizione anti-Isis, nonostante il deserto iracheno offra invero poche opportunità mimetiche.

    Val la pena accennare a questo proposito anche alle parole dell’ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite Mark Wallace il quale ha definito la Toyota Hilux e la Toyota Land Cruiser un marchio di identificazione dell’Isis.

    Non si tratta di criminalizzare la Toyota, che alla fine comunque ha risposto a una richiesta specifica sul tema, ma di notare come tale richiesta non sia mai stata avanzata prima dai volenterosi e coalizzati anti-Isis, nonostante fosse facile, come visto, porre domande e ottenere risposte.

    Tale acquisto di automobili nuove peraltro è transitato tramite vie ufficiali. Si tratta di operazioni commerciali su larga scala: servono navi, banche, reti logistiche. Eppure l’intelligence occidentale non ha visto niente di niente…

    Il parco macchine del Califfato è ovviamente solo una piccola parte dei tanti “aiutini” che giungono all’Agenzia del Terrore da ogni dove. Ma ha un suo significato e aiuta a intuire altro e ben più importante (qui i riferimenti, in arabo, sulla vicenda).

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #549
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Vi ricordate i pick up dell'ISIS? La Toyta risponde a una richiesta russa e siriana e rivela retroscena interessanti






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    PICCOLE NOTE


    «Raid e bombe americane su Mosul». Così il titolo di un articolo di Alberto Stabile della Stampa del 24 ottobre fotografa l’avanza della coalizione anti-Isis a Mosul. Nell’articolo dettaglia che a entrare in azione sono stati gli F 16 dell’U.s. Air force, dei quali vengono decantati il volo planare e la pioggia di bombe che fa ricadere sui nemici.

    Nello stesso articolo si ripete la nota quanto tragica situazione dei civili, che l’Isis tiene in ostaggio. Mentre in altro articolo, stavolta di Paolo Mieli sul Corriere della Sera dello stesso giorno, si riferisce dei festeggiamenti della popolazione civile perché finalmente, dopo due anni, qualcuno attacca i terroristi che li opprimevano.

    Le stesse cose avvengono in Aleppo: i siriani festeggiano quando dei quartieri sono strappati al Terrore, e salutano con sollievo l’offensiva del governo contro le zone ancora occupate. Non solo, anche in Aleppo Est i civili sono ostaggio delle milizie jihadiste guidate da al Nusra (al Qaeda) che controllano questa parte della città, tanto che i corridoi umanitari lasciati aperti da Damasco per consentir loro di fuggire non hanno avuto alcun esito: nessuno li ha utilizzati.

    Eppure i bombardamenti russi e siriani, a differenza dei primi, son cattivi. Questa la narrazione ufficiale, alquanto bizzarra.

    Non siamo fan delle bombe, né delle guerre. Come sappiamo bene che questa guerra potrebbe finire senza altro spargimento di sangue: basterebbe lasciare gli jihadisti senza soldi, ché senza pecunia non si comprano armi e munizioni, né si pagano i tanti costosi mercenari assoldati dalle Agenzie del Terrore in tutto il mondo.

    Tagliati i fondi, anche le varie Agenzie del Terrore sarebbero costrette a chiudere i battenti, a Mosul come ad Aleppo.

    Ma evidentemente è rimasto lettera morta il suggerimento di John Potesta all’allora Segretario di Stato (e sembra futuro presidente Usa) Hillary Clinton di far «pressioni sui governi di Qatar e Arabia Saudita, che stanno fornendo supporto finanziario e logistico clandestino all’ISIL [Isis ndr.] e ad altri gruppi sunniti radicali nella regione» (mail rivelata da wikileaks, sul punto vedi nota precedente).

    Significativo anche l’accenno agli altri «gruppi radicali sunniti» della mail, che indica come gli stessi ambiti che sostengono l’Isis supportano, ovviamente allo stesso scopo, anche i miliziani di Aleppo Est, beneamini dell’Occidente.


    Tale sostegno si realizza in tanti modi: a parte le armi e le munizioni, ci sono gli aiuti di natura umanitaria e sanitaria (i gruppi terroristi godono di servizi sanitari di altissimo livello, assicurati loro da diverse ong internazionali che operano sul loro territorio in cambio del placet all’assistenza dei civili). E altro.

    Su un piccolo aspetto di tale ausilio ha fatto chiarezza la Toyota. Interpellata da russi e siriani sui veicoli forniti all’Isis, la casa automobilistica giapponese ha svolto una indagine interna i cui risultati sono poi stati comunicati agli interessati: in effetti «migliaia di veicoli Toyota» sono finiti nelle mani dell’Isis.

    Giunti loro tramite queste vie: 22.500 veicoli sono stati acquistati da una società dell’Arabia Saudita; 32.000 sono stati acquistati dal Qatar; 4.500 sono pervenuti all’Isis tramite l’esercito della Giordania, al quale ha fatto da garante una banca dello stesso Paese.

    Si tratta delle automobili immortalate nelle foto che pubblichiamo in questa pagina: veicoli nuovi fiammanti, scenografici con la loro bandiera nera che garrisce al vento quanto invisibili a droni e aerei della coalizione anti-Isis, nonostante il deserto iracheno offra invero poche opportunità mimetiche.

    Val la pena accennare a questo proposito anche alle parole dell’ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite Mark Wallace il quale ha definito la Toyota Hilux e la Toyota Land Cruiser un marchio di identificazione dell’Isis.

    Non si tratta di criminalizzare la Toyota, che alla fine comunque ha risposto a una richiesta specifica sul tema, ma di notare come tale richiesta non sia mai stata avanzata prima dai volenterosi e coalizzati anti-Isis, nonostante fosse facile, come visto, porre domande e ottenere risposte.

    Tale acquisto di automobili nuove peraltro è transitato tramite vie ufficiali. Si tratta di operazioni commerciali su larga scala: servono navi, banche, reti logistiche. Eppure l’intelligence occidentale non ha visto niente di niente…

    Il parco macchine del Califfato è ovviamente solo una piccola parte dei tanti “aiutini” che giungono all’Agenzia del Terrore da ogni dove. Ma ha un suo significato e aiuta a intuire altro e ben più importante (qui i riferimenti, in arabo, sulla vicenda).

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-vi_ricordate_i_pick_up_dellisis_la_toyta_risponde_ a_una_richiesta_russa_e_siriana_e_rivela_retroscen a_interessanti/16658_17595/

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #550
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Mosul, 4 caccia turchi F-16 prendono parte all’operazione contro Isis

    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...16-daesh-isis/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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