La vitamina B9 ridurrebbe il rischio di ammalarsi e anche i sintomi

MILANO - L'acido folico lo conoscono bene tutte le donne in gravidanza e quelle che vogliono mettere in cantiere un bimbo: è importantissimo nelle prime settimane di gestazione per ridurre il rischio di difetti come la spina bifida e tutte dovrebbero assicurarsene una giusta quantità. Oggi si scopre che l'acido folico, ovvero la vitamina B9, potrebbe servire parecchio anche agli allergici e agli asmatici: secondo una ricerca del Johns Hopkins Children Center, infatti, riesce a ridurre in modo consistente il rischio di ammalarsi e agisce pure sui sintomi di chi già soffre d'asma o allergie.

FOLATI – I dati sono stati pubblicati sul sito del Journal of Allergy and Clinical Immunology. Gli autori, un gruppo di pediatri allergologi dell'ospedale statunitense, hanno studiato persone di tutte le età, da 2 a 85 anni: ben 8 mila americani, di cui hanno catalogato una grossa mole di dati clinici. I ricercatori hanno soprattutto analizzato i valori di folati nel sangue in relazione alla presenza di asma e allergie e, nei pazienti asmatici e allergici, i sintomi e i livelli ematici di IgE (anticorpi che salgono in risposta agli allergeni cui si è sensibili). Scoprendo che chi aveva le quantità maggiori di acido folico nel sangue riferiva allergie in minor numero e aveva un rischio inferiore di asma; nei pazienti, inoltre, garantirsi vitamina B9 a sufficienza implicava meno sintomi e meno IgE in circolo. Le differenze non sono da poco: chi aveva i folati ai minimi (meno di 8 nanogrammi per millilitro) ha registrato un rischio di allergia più alto del 31 per cento e una probabilità di asma più elevata del 16 per cento rispetto agli altri; la forbice è risultata ancora più ampia nel caso dei pazienti, perché poco acido folico implicava un maggior livello di IgE (il 30 per cento in più) e una maggior quantità di sintomi (il 40 per cento in più).

SUPPLEMENTI – La vitamina B9 si trova nelle verdure a foglia verde, nei fagioli, nelle noci; le raccomandazioni parlano di assicurarsene un introito giornaliero pari a 400 microgrammi, ma a leggere i risultati della ricerca statunitense viene subito da pensare che non sarebbe male aumentar la dose, se è tanto benefica. E magari prendere supplementi di acido folico. Gli esperti però frenano: «Per ora ci sono tutti studi osservazionali, come questo appena pubblicato: studi cioè in cui si è osservata una correlazione fra livelli di folati e prevalenza di allergie, asma e dei sintomi di queste patologie – spiega Antonella Muraro, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze alimentari del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova e chairman della Sezione di Pediatria dell’European Academy of Allergology and Clinical Immunology –. Del resto non è la prima volta che si esplora il ruolo di una vitamina in patologie dov'è coinvolto il sistema immunitario. Pare infatti che la vitamina B9 (ma anche la vitamina D) possa modulare la risposta immune al punto di modificare l'espressione delle malattie con base allergica. Adesso però, prima di dare consigli in merito alla supplementazione di folati, bisognerà verificare l'ipotesi attraverso studi di intervento». In altre parole, bisognerà vedere che succede a far prendere per qualche anno l'acido folico o un placebo a un gruppo di volontari. Lo conferma anche Elisabeth Matsui, la ricercatrice che firma lo studio americano: «Dobbiamo comprendere i meccanismi dell'effetto protettivo dei folati prima di poter consigliare alle persone integratori di acido folico per prevenire o curare asma e allergie. Il nostro prossimo passo sarà iniziare, a breve, una sperimentazione in cui un gruppo di asmatici o allergici riceverà per qualche tempo la vitamina B9 o un placebo».

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