
Originariamente Scritto da
Druuna
Il presente capitolo osserva questi mutamenti attraverso lo sguardo di un musicista gerosolimitano di nome Wasif Jawhariyyeh, i cui diari, assai voluminosi, iniziano nel 1904 e si concludono nel 1968, e descrivono in maniera particolareggiata, oltre la sua vita personale, quella sociale e culturale di Gerusalemme.
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I diari di Wasif Jawhariyyeh costituiscono un ottimo punto di partenza per comprendere la vita che si conduceva in Medio Oriente negli ultimi decenni del XIX secolo e nei primi del XX anche per altre ragioni. Jawhariyyeh non era una personalità importante; il che rende i suoi diari ancora più interessanti.
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Da giovane Jawhariyyeh ricevette un'istruzione piuttosto eclettica. Sebbene fosse di religione ortodossa, il padre gli fece apprendere il Corano a memoria. All'età di nove anni iniziò a frequentare la scuola luterana dove imparò i rudimenti della grammatica araba, il dettato, la lettura, aritmetica, tedesco, recitazione della Bibbia.
Dopo essere stato picchiato da un istruttore che avrebbe sbeffeggiato, Wasif s'iscrisse alla "progressista" scuola nazionale Dusturiyyeh (costituzionale), dove le punizioni corporali erano proibite. Alla Dusturiyyeh studiò grammatica, letteratura, matematica, inglese, francese, turco, educazione fisica e seguì il corso di studi coranici per i cristiani.
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I cristiani studiavano il Corano perchè era ritenuto un testo diprimaria importanza della tradizione culturale e letteraria del Medio Oriente. In altre parole, all'inizio del XX secolo il Corano non aveva una funzione esclusivamente religiosa. Per molti abitanti della regione, infatti, il Corano diventò parte integrante di un'eredità culturale condivisa che contraddistingueva il Medio Oriente rispetto alla cultura occidentale.
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Il curriculum scolastico di Jawhariyyeh mostra la labilità delle separazioni nella Gerusalemme ottomana della sua giovinezza. (...) All'epoca della giovinezza di Jawhariyyeh, le barriere che separavano le vite dei cristiani o degli ebrei da quelle dei musulmani erano più labili, come lo erano le barriere sociali o quelle che separavano gli stili di vita cosiddetti moderno e tradizionale.
(pag. 130 -136 "Storia del Medio Oriente moderno" James L. Gelvin)