Vi ricordate gli articoli che Mina scriveva per la Stampa? sono durati qualche anno, mi sembra si sia fermata al 2011.
Come si sono goduti la novità i lettori, la grande Mina a scadenza settinanale in una veste inedita e analitica.
Svariava dal costume alla politica alla cronaca, demoliva miti intoccabili (ad esempio, se ricordo: "Alain Delon ha fatto la storia del cinema per Rocco e i suoi fratelli ma non per il Gattopardo") ed entrava nel corpo vivo di polemiche che tastavano il polso all'umore della Nazione (ad esempio, "Morgan, per una battuta, si è giocato parecchio").
Le materie trattate erano interessanti, ben più che attuali, i pareri freschi e, come si suol dire, intelligenti.
A dire il vero questa nuova attività di Mina non ci stupiva affatto. Mentre leggevamo, pensavamo:da una che ha cantato di tutto, il passo ulteriore, naturale, conseguente non può esserealtro che parlare di tutto.
Questo retto pensiero da parte nostra rimanda a una massima che, conoscendo la vocazione tuttologica di Mina, a questo punto non possiamo non riferire a Mina: Chi può dire tutto, giunge a fare tutto. Ora lasciamo stare le idee di Mina, della Stampa, del governo (non è filo-governo, la Stampa ?). Questa massima è di Napoleone e lo si capisce.




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