





Non stiamo parlando di partiti, ma di sentimenti retrostanti. Il fascismo blandì e portò alla luce questi sentimenti, esasperati dalla sciagurata prima guerra.
Ma la voglia di censura che, anche qualche giorno fa circolava su questo forum, cosa è se non fascismo?
Anche se chi la propone si dichiara, formalmente ma falsamente, antifascista.






Tantissimo e agli occhi di uno straniero sono proprio identici perché saltano all'occhio le caratteristiche più italiane che non quelle più regionali da vedere con la lente da gioielliere.
Infatti io in Italia ho fatto amicizia con gente di Cuneo e Lecco, di Desenzano, Palermo e Pescara, di Livorno, Caserta, Bari, Roma e Perugia e bene o male, stili di vita, pensiero, modo di intendere l'amicizia, il cibo, le passeggiata per il centro storico, le festività, la nonna (hanno tutti una nonna a cui sono legati, dispensatrice di consigli, legante della famiglia e abilissima cuoca) il sarcasmo, il rito del bar, il circolo di paese, il pic-nic fuori porta, le grigliate, l'ostentazione di intellettualismo spiccio (tutti quelli che ho elencato, si vantavano di aver letto a fondo Il Cacciatore di Acquiloni)
Mia cugina è sposata con un britannico e la differenza culturale quando sono insieme a lui la sento eccome, proprio nella formulazione dei concetti...passami il termine più "lineare" laddove l'italiano Bresciano o Catanese è più "arzigolato e creativo", nella fruizione degli spazi esterni, nel tono di voce, nel concetto di famiglia.
Farà un esempio molto banale e plebeo ma che secondo me c'entra il punto. La comicità italiana rispecchia le similitudini culturali e di pensiero del popolo italiano tutto perché un Massimo Boldi non è tanto diverso da un Christian De Sica e Ale e Franz non sono poi tanti diversi da Ficarra e Picone e Giuseppe Giacobazzi non è così tanto diverso da Pino Campagna.
Mentre un comico francese ha una comicità distinguibilissima e a volta incomprensibile per noi, così come un comico austriaco o un comico inglese.
Infine a parte rarissimi casi, gli abitanti dell'Italia sentono familiare l'intero territorio che in certi fulcri attira ogni rappresentante del popolo italiano e non necessariamente per studio o per lavoro, fulcri come Bologna, Roma, Napoli, Genova, Milano, Firenze... di campanilismo ne è rimasto veramente poco e tra la gita a Gardaland, il pulman Foggia-Riccione per fare due giorni di vacanza, gli studi a Bari prima e a Urbino poi, le amicizie a Lecce, il trasferimento a Torino, i concerti a Milano... vedo un Italia vissuta e conosciuta in lungo e in largo dove ognuno di noi conosce bene abitanti di altre regioni e non si sente culturalmente lontano da loro.
Se poi parliamo di nazionalità e se gli italiani vivono l'Italia come una nazione unica o a conti fatti è frammentata tanto da avere questa frammentazione ripercussioni reali nel vissuto, a me sembra palese che l'Italia è una nazione unica vissuta come una nazione unica e che se fosse divisa come dicono alcuni tante circostanze che vediamo e viviamo non sarebbero possibili: i carnevali che da Cento ad Arcireale riempiono le piazze di carri dai temi molti simili tra loro, la calza della befana riempita dai genitori nello stesso momento in tutto lo stivale, il vecchio servizio di leva che da Modena ti portava a Benevento o da Bari ti portava a Torino e ti faceva entrare in contatto con ragazzi di ogni parte d'Italia, le squadre di calcio (perché sì ci sono Catanesi che tifano Juventus o romani interisti, Youtube Italia una community che identifica la categoria con rappresentati youtubers che vanno dal Piemonte a Lampedusa, che quando fanno dei video collaborazione sono insieme torinesi, milanesi, teramani, agrigentini, tifernati, maceratesi, ravennati, pisani; Sanremo (nel bene o nel male), il fatto che la mattina dopo siamo tutti a parlare di cosa abbiamo visto alla Gabbia o Report o altri a cosa ha fatto Maria De Filippi o il naufrago dell'isola o inquilino del grande fratello o concorrente di Italia's Got Talent o di Tale e Quale (tutti esempi dove nello stesso studio o luogo si trovano persone di ogni parte di Italia da Brescia alla Sardegna...) e potrei andare avanti per ora con esempi che mostrano la differenza tra uno stato separato o peggio (due o tre stati che non hanno creato unità) è uno Stato che è Nazione che è unito e che si identifica nei suoi abitanti, nella sua bandiere e nel suo popolo.
Ultima modifica di Denny Galfre; 21-11-15 alle 15:13


Sì ma questo è un "italianismo da gita" o da trasferta, come sempre l'italiano quando fa un'analisi (irrealistica) non coglie le differenze sotterranee che rendono estremamente diversa anche solo la città dal paesino.
E sono poi quelle che contano.




Ma di differenze sotterranee omogenee non ne vedo, del tipo che tutto un paese rappresenta una cultura che nel paese accanto cambia radicalmente. Diventa più una differenza individuale o di piccoli gruppi o di fazioni. Dopotutto anche politicamente, in ogni regione d'Italia c'è chi vota sinistra da sempre, chi vota destra da sempre, chi vota rifondazione comunista da sempre... e se fossero queste le differenze che dovrebbero farli parlare di "mancata unione" allora nessuno dovrebbe più interagire con nessuno, perché potrebbe scoprire di non avere un pensiero politico simile.


Incredibile, dopo appena 90 anni ci sono arrivati! Sono esterrefatto ma anche compiaciuto da tanta sagacia.
Però all'articolo ci manca la chiusa: in genere quando si vuole accusare gli italiani di fascismo congenito è per rampognarli di non voler farsi governare dalle Elites, Grandi Industriali, Grandi Banchieri, Grandi Intellettuali... e di inventarsi ogni volta un Duce (Berlusconi, Grillo, Salvini...) che mettono i bastoni fra le ruote al Millenario Disegno concepito negli aviti palazzi (tipo Piazzetta Cuccia) da persone Illuminate e di specchiata moralità (a parte le bancarotte fraudolente, le camere segrete sotto il tappeto per la contabilità in nero, i derivati... 'ste sciocchezze qui)
Eh si, 'sti italiani non li doma nessuno, manco i Maitre à Penser.
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.