
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
La realtà quotidiana che ci circonda è una gran brutta bestia.
Per affrontarla si abbisogna di intelletto, coraggio, diplomazia, capacità di adattarsi ai cambiamenti, senso di responsabilità, l'onestà e la dignità di riconoscere i propri errori e farne tesoro e nel contempo comprendere quelli altrui.
Occorre rabbia di vivere, quella rabbia che ti fa muovere un passo dopo l'altro quando vorresti cadere in ginocchio e lasciarsi andare, quella rabbia che ti permette di rialzarti sempre una volta in più di tutte quelle in cui cadi, quella rabbia che ti fa riconoscere te stesso con i tuoi pregi ed i difetti, con i tuoi trionfi ed i tuoi fallimenti, le vittorie e le sconfitte, i vanti e le vergogne, e tutto ciò che ci fa umani.
Non è facile, non lo è mai, e per qualcuno è persino eccessivo pretenderlo da se stessi, nascono così le infinite fughe dalla realtà.
La droga, l'etilismo, le perversioni sessuali, il tifo calcistico, il fanatismo ideologico o religioso, sono tutte manifestazioni di vigliaccheria.
Il fattore monotonamente ripetitivo è sempre lo stesso, la paura. Paura di doversi confrontare con chi ti riconosce per quello che sei e non per quello che vorresti sembrare, paura di dover partecipare ad un gioco dove per vincere devi sputare sangue e dimostrarti meritevole della vittoria, paura di non poter barare impunemente, fingere e mentire, prendere scorciatoie, atteggiarsi a furbetto e tutti quegli altri mille escamotage propri di chi non vale nulla ma non accetta di riconoscerlo nemmeno a se stesso.
Il fascismo è stato una dittatura, come il nazismo, il bolscevismo, il franchismo, il Cile di Pinochet o la Cuba di Batista e di Castro, ma questo solo per chi possiede le palle per accettare la realtà per quello che è, per gli eunuchi intellettuali è una bandiera, come lo è l'islam per i fondamentalisti o la grappa per gli etilomani, semplici vie di fuga per scappare dalla propria mediocrità.