

















In base a quale criterio stabilisci se una cosa è un disturbo psicologico o meno?
Voglio un parametro oggettivo.
Sono piuttosto sicuro che anche l'uomo-bambina adesso ha raggiunto il suo stato di felicità.(che guarda caso si colma con la transizione sessuale appunto)
Ne prendiamo atto. Adesso leggiamo il seguito....aò le basi scientifiche sessuali qui mancano proprio.
Meno male che abbiamo qui uno scienziato mancato.Un po' come chi paragona l'omosessualità alla pedofilia, la prima è un orientamento sessuale come tutti gli altri, la seconda è una parafilia e credo lo sia anche sentirsi bambini da adulti.
Talmente scienziato che menziona il concetto di parafilia che è un perfetto esempio di una cosa che NON è scientifica.
Infatti le nozioni scientifiche per essere tali devono essere empiricamente validate e falsificabili.
Ecco un bel esercizio per te: elaborare un test mediante il quale io possa falsificare la nozione per cui la pedofilia è una parafilia e rispettivamente l'affermazione per cui l'omosessualità NON lo è.
Per la cronaca: non è che se una cosa viene detta da una persona cha ha Dr. davanti al nome allora quella cosa è scienza, ma nemmeno se viene detta da un'istituzione come l'OMS o l'APA.
Il metodo scientifico è appunto stato creato per evitare che il concetto di VERITÀ fosse associato con quello che una o più persone stabilivano arbitrariamente, sostituendo il "blaterare" con la verificabilità empirica.
Il DSM, che contiene il concetto di "parafilia", è un perfetto esempio di cosa la scienza NON è: decisioni prese per alzata di mano, definizioni inventate, non misurabili, non testabili, non contestabili, non falsificabili. La scienza non si basa sulla democrazia e non sforna nozioni tautologiche; queste sono caratteristiche di nozioni metafisiche.
Per concludere...
Il concetto di "normalità" è relativo, non esiste un criterio oggettivo per stabilire cosa è normale.
Il concetto di "normalità" sorge nella testa dei singoli individui, che tendono a vedere come normale quello che più si avvicina alla propria mentalità, alla propria cultura e alle proprie abitudini, rispettivamente come non normale in diverse gradazioni le cose che si allontanano.
In questa discussione ho letto diverse persone che argomentavano in base al loro relativo concetto di normalità. Non risolverete il problema della visione della transessualità come cosa NON normale gettando a vostra volta sul tavolo la vostra rivisitazione del concetto di "normalità". Non risolvete il relativismo gettando altro relativismo.
Con il vostro modus operandi in realtà state solo dando l'approvazione verso quel meccanismo che porta a discriminare coloro che non si avvicinano al proprio relativo concetto di normalità.
Se volete risolvere le discriminazioni allora dovreste dare il buon esempio e smettere di discriminare a vostra volta seguendo un meccanismo parallelo a quelli di omofobi e transfobi.
Ultima modifica di Karl Popper; 14-12-15 alle 15:40


Il fatto che tu trovi offensivo il paragone fa capire che anche tu hai intolleranza verso altre categorie di inclinazioni sessuali, quindi che cosa sei qui a predicare? Di sicuro non la tolleranza e il rispetto!
Quali sono le vere patologie? Ah si, aspetta....definendo l'omosessualità una patologia allo stesso livello di vere patologie, come abbiamo purtroppo letto
Cioè, ogni cosa è una patologia tranne l'omosessualità...la pedofilia, la zooerastia e magari la necrofilia e la coprofilia
Quando scrivi un tuo punto di vista magari sarebbe il caso di iniziare la frase con "secondo me".... non spacciare le tue opinioni per dati di fatto o nozioni scientifiche.