in ogni caso un ipotetico gasdotto turco sarebbe collegabile a quell'area
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in ogni caso un ipotetico gasdotto turco sarebbe collegabile a quell'area
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La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO






Per tornare alla domanda di partenza .
Non si deve parlare di nato , perchè ognuno qua fa i suoi interessi , i turchi agiscono in un certo modo , gli americani in un altro e gli europei pure .
Sostanzialmente Obama si aggrappò e appoggiò ( laddove non venivano lesi gli interessi degli alleati ) il carrozzone primavera araba con la speranza di avere un medio oriente governato da ''moderati islamici '' con cui stringere nuovi rapporti visto il fallimento della politica di Bush e co , tutto ciò ovviamente naufragò quasi subito con la pietra tombale delle vicende egiziane .
La partita in Siria la portano avanti soprattutto gli alleati degli americani , sauditi , qatarioti e turchi vari , sono loro che hanno maggiori interessi strategici e politici .


grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........




Storicamente in Medio Oriente ci sono stati tre-quattro blocchi di potere: Turchia, Egitto, Iran e blocco saudita. A sparigliare le carte si è messo poi Israele. Per ragioni geografiche la Siria è strozzata a nord dalla Turchia e a sud da Israele, con uno staterello amichevole come il Libano e l'Iraq baathista di fianco (ma baathista di una corrente non precisamente amichevole ad Assad padre).
Religiosamente la classe dominante è alawita, quindi sciita, da cui la vicinanza con l'Iran.
La Siria è sempre stata amichevole con la Russia perchè la Russia ha trovato in essa l'unico stato non troppo grosso e non troppo immanicato con la Nato che potesse consentire loro di avere una presenza, per quando di basso profilo, nel Mediterraneo. Con gli sviluppi successivi (vedi Turchia nella NATO) la cosa è proseguita a maggior ragione.
Al giorno d'oggi la partita si gioca più a livello regionale che globale: Turchia, blocco saudita e Iran stanno muovendosi per cercare di creare un'egemonia locale. Le mosse statunitensi degli ultimi anni stanno molto favorendo l'Iran, paradossalmente. A Saddam Hussein era stato dopotutto permesso di esistere per evitare che si creasse un superstato sciita Iran-Iraq e, rimuovendolo, stanno favorendo esattamente ciò.
L'Arabia Saudita se ne è accorta e sta muovendosi per bloccare questo progetto ma, non avendo neanche lontanamente mezzi militari paragonabili a quelli iraniani deve farlo per altre vie. (anche tramite finanziamenti all'ISIS che, ricordiamolo, è sunnita come lo era Al Qaeda)
La Turchia un po' si muove per approfittarsi del caos e un po' perchè ha il terrore che si crei uno stato indipendente curdo tra nordest della Siria e nord dell'Iraq, il che sarebbe un problema enorme per via dell'ampia minoranza curda che essa stessa ospita.
In tutta questa faccenda mi ha sempre piuttosto stupito il tutto sommato totale silenzio di Israele che, a parte qualche bombetta al confine con la Siria di prammatica, non ha fatto niente di evidente.
Per quanto riguarda l'Egitto, ha troppe rogne interne per andare a fare casini fuori casa al momento.


grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........




L'Arabia saudita ha i soldi e le armi moderne ma non ha i numeri per poter fare granchè, se si venisse al dunque in una guerra aperta. Si troverebbe con la sua popolazione di 30 milioni ad affrontare una potenziale orda sciita di quasi 100 milioni di individui, sommando Iran e Iraq.