Visualizzazione Stampabile
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ethnos
Il pulpito dell'emigrato non è dei più rispettabili.
Ha un punto di vista da esterno, quindi con un punto di vista alcune volte obiettivo altre molto meno. La cosa più giusta mi venne detta tempo da un mio amico emigrato in Usa: "ogni volta torno a casa mi sembra che per le strade della mia città ci sia sempre più sudicio".
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
Miles
Siamo un paese che per colpa di comunisti di merda in non rare occasioni non riesce a dare a delle vere menti con reali potenzialità utili alla comunità tutta una degna retribuzione e/o strumenti di ricerca che coronino e ripaghino il loro corso di studi e vocazioni.
Mi ricordi Berlusconi che inciampa e cade ad un comizio: "colpa della sinistra".
Lo hai votato tanto?
Citazione:
Originariamente Scritto da
FTN
Concordo con la prima frase. Il meccanismo è sempre lo stesso, perchè è voluto, gestito e comandato dalle attuali leve del potere, non certo da DR...nonostante si parli di "qualità" diverse, siamo solo ridicole marionette.
Cosa sarebbe gestito e comandato? Chiediti perché Miles e Sorci hanno lavorato all'estero. Il loro percorso lavorativo se lo sono gestiti da soli, non sono stati "comandati".
Forse Miles direbbe che in un certo modo non era un alternativa, è stata una "scelta obbligata" perché in Italia, a causa della dittatura delle brigate rosse, non c'è vita possibile. Comunque noi possiamo vedere che mentre il dissidente politico Miles guadagna tanti soldi sulla costa africana tanti altri italiani non si muovono di casa.
Cosa significa questo? Che in realtà l'amore per la propria terra, il sentimento dell'essere "di casa, a casa", finanche il nazionalismo, non hanno nessuna performatività, e non né hanno nessuna perché di contro questi discorsi viene affermato un altro valore questo pienamente in fase con il momento attuale: la realizzazione di sé. La mia individualità. La mia felicità che si presenta non più come la continuazione di una filiazione, ma come il compimento di un progetto di vita personale.
Citazione:
Originariamente Scritto da
samuel cramer
I terrei conto anche di un certo "spirito di avventura" che spinge persone ad immigrare...
Come dicevo.
Ma l'avventura è una cosa molto occidentale, sa di individuo, di autonomia, di libertà nel senso che si rescinde ciò che ci lega alla comunità di appartenenza, e che ci obbliga verso di essa.
-
Re: note identitarie
In Italia, a tasse, a momenti ci strappano le budella.
Se io e la mia famiglia fossimo invasori, ci spetterebbero giusto 50k euro/anno...visto che qualcuno conosce solo il linguaggio del denaro.
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Ma l'avventura è una cosa molto occidentale, sa di individuo, di autonomia, di libertà nel senso che si rescinde ciò che ci lega alla comunità di appartenenza, e che ci obbliga verso di essa.
Al contrario (lascia perdere questo costante anti-individualismo livellante) la fame di "avventura" sfugge all'istinto di autoconservazione e alla ragionevolezza borghese, rientrando nel novero delle pulsioni che poco hanno a che fare con l'utile. Ma forse il buon proletario esige solo una sicurezza confortevole nel gregge degli uguali che la divisione di classe garantisce solo all'odiato borghese.
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Cosa sarebbe gestito e comandato? Chiediti perché Miles e Sorci hanno lavorato all'estero. Il loro percorso lavorativo se lo sono gestiti da soli, non sono stati "comandati".
ma non era il modo di produzione?
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
FTN
E' una tematica difficile e molto sfacettata. Ho letto i vostri interventi e già immaginavo vertessero in tal senso, appunto per questo volevo evitare di sindacare le cause personali che portano a migrare. Tutte le considerazioni di Lost sono reali e veritiere, ma non sono, a mio avviso, le uniche valide.
Il fatto che per esempio taluni Paesi necessitino di manod'opera qualificata o meno, può portare a contingentare le quote immigratorie...ma entrano in ballo anche questioni che riguardano il tipo di governo che regge questi Paesi, perchè se hanno al potere una banda di traditori (il che è assai probabile praticamente ovunque) fanno presto a girartela con un paio di mosse delle 3 carte e presentarti statistiche ad uso e consumo dei suddetti traffichini.
Inoltre mi chiedo in via puramente (purtroppo, vista la tragica realtà) ipotetica: se noi oggi necessitassimo di "forza lavoro" ??? Che facciamo ci mettiamo a pigliare i barconi pure noi come Renzi&Alfano? Ovviamente se proprio proprio non ce la facciamo a cavarcela da soli, è chiaro che dovremmo discriminare non poco nelle scelte, almeno per mantenere una conformità etnico-culturale. Insomma, questi sono i motivi per cui si preferirebbero le polacche alle senegalesi...detto terra-terra.
Io mi soffermavo però su quelle "note identitarie", chiedendomi e soprattutto chiedendo rispettosamente a Lost Faraway, come ci si possa sentire inseriti "felicemente" in una società che esprime una civiltà etnicamente e culturalmente "di livello diverso" (capitemi...) rispetto a quella nostrana.
Quello dell'emigrazione é un tema complesso. Provo a portare ulteriori riflessioni prendendo spunto dal tuo intervento.
1 - se lo Stato Nazionale é il riflesso politico-istituzionale di una Nazione o Popolo, inteso ovviamente come comunitá etnico-ancestrale e di destino, lo é anche l'economia Nazionale. Per cui l'economia serve alla Nazione, non viceversa, e, naturalmente, non serve a parti solamente di essa (le oligarchie economiche). Per cui non é valido l'argomento secondo cui siccome servono lavoratori in certi settori dell'economia, bisogna per forza importarli. Non é valido se ció comporta una minaccia all'integritá biologica/culturale e alla sicurezza della Nazione. Per avere una forza lavoro articolata e sufficiente, bisogna attingere ai connazionali, e se questi sono insufficienti o non qualificati, stimolare la natalitá autoctona e prepararli poi adeguatamente. É quello che faceva l'Italia negli anni venti-trenta del XX secolo.
2 - se proprio é urgente e inevitabile fare ricorso a manodopera straniera (per esempio in settori altamente qualificati e strategici), selezionare secondo l'affinitá etnica (OK europei dell'est e oriundi italiani, no africani, no asiatici e no latinoamericani meticci). E stabilire chiaramente che il lavoratore straniero é in Italia TEMPORANEAMENTE, non per radicare.
Per quanto riguarda la mia esperienza all'estero, non posso riassumerla qui in poche righe, ma penso che l'identitá si porta con se dovunque, e rimane viva se si vuole farla rimanere viva. Certamente vi sono interferenze ed ibridazioni di ogni genere. Per esempio, nell'alimentazione, nella lingua (parlo piú spagnolo che italiano ormai, e ho scritto diversi libri nella lingua di Cervantes). Dipende comunque molto da ciascuno, da cosa si porta dietro e cosa vuol lasciare. Ho visto situazioni diversissime, italiani che sono incapaci di modificare minimamente le loro abitudini alimentari, altri che rinnegano e parlano male dell'Italia a ogni pie sospinto, altri integrati e diluiti nel mare magnum. Io sono un caso atipico, credo. Italiano al 100% nello spirito, afferrato alle radici e alla Stirpe, ma curioso ed aperto alla cultura ospite, un po' cittadino del mondo. Gli italiani in fondo sono un popolo di navigatori, esploratori e portatori di civiltá. Lo faccio anch'io, nel mio piccolo.
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
22gradi
Ha un punto di vista da esterno, quindi con un punto di vista alcune volte obiettivo altre molto meno. La cosa più giusta mi venne detta tempo da un mio amico emigrato in Usa: "ogni volta torno a casa mi sembra che per le strade della mia città ci sia sempre più sudicio".
Infatti, é un punto di vista esterno, che puó interessare anche a chi vive la realtá all'interno. Perché dall'esterno si notano certe cose che dall'interno appaiono scontate, quasi normali. Mentre venendo da fuori colpiscono, stupiscono.
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
FRUGALE
In Italia, a tasse, a momenti ci strappano le budella.
Se io e la mia famiglia fossimo invasori, ci spetterebbero giusto 50k euro/anno...visto che qualcuno conosce solo il linguaggio del denaro.
É prorio ció che mi riferiscono anche alcuni amici miei che rivedo di tanto in tanto. Tasse assurde. Un lavoratore autonomo con contributi (lavora per una cooperativa contrattata da un ente statale) paga piú del 50% in tasse. E deve pagare (caro) la scuola ed altri servizi...
Invece agli stranieri, a quanto pare, tutto gratis. Lo Stato Italiano é chiaramente xenofilo. Non direi nemmeno si possa chamare piú, oggi, "stato ITALIANO". É uno stato e basta. Non piú uno stato nazionale, dal momento che i "nazionali" sono discriminati in negativo rispetto agli stranieri.
-
Re: note identitarie
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò
Il rimedio lo conosciamo già:
Beh, gli imperi coloniali oggi come oggi non sono possibili. Bei tempi comunque. Se gli italiani riprendono a riprodursi decentemente, una volta raggiunto un tetto massimo di 70 / 80 milioni, dovranno ricominciare a emigrare. Saranno piú che benvenuti in America Latina (che si chiama "Latina" appunto per qualcosa).
-
Re: note identitarie
Ma poi, vorrei che qualcuno mi spiegasse una cosa. Cosa sono questi locali di "pizza kebab" che pullulano quasi a ogni isolato? Che c'entra la pizza col kebab? Ho chiesto a un amico ma non mi ha dato una risposta soddisfacente. Sono locali dove vanno a mangiare gli arabi? Anche loro mangiano la pizza? Com'é che sono cosí tanti?