il kebab si serve normalmente col pide che è una specie di pizza senza condimenti. il kebab si mette dentro il pide che viene arrotolato.
la cosa è più logica di quanto non sembri.


il kebab si serve normalmente col pide che è una specie di pizza senza condimenti. il kebab si mette dentro il pide che viene arrotolato.
la cosa è più logica di quanto non sembri.


La realtà è che i turchi hanno imparato a fare la pizza (e te la schiaffano assieme al kebab) dai loro amici egiziani che ormai hanno più pizzerie loro che i napuletani. O almeno questa è la situazione qui al Nord, pizzakbeab un po' dappertutto, intervallati da decine e decine di ristoranti giappo-cinesi (wok sushi e merda varia) che negli ultimi 5 anni sono proliferati come le muffe. E ormai i locali che vanno per la maggiore più "identitari" disponibili sono i pab in pieno stile perfida albione e i loro amburgher di merda. Pensa un pò te come siamo messi, i pochi italiani rimasti sono talmente tanto anglosassonizzati nella forma mentis e nei modi che mi sento più a casa quando vado a mangiarmi la pizza dal mio amico egiziano in mezzo al paese che parla un italiese misto a dialetto locale piuttosto che dallo stronzo in centro città che fa gli amburgher e i tex mex e chissà il cazzo cosa, trendi, cuul, fescion...
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton
"Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque.
Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione". (Apocalisse)
Assomiglia molto all'occidente moderno.




Sì, mi rendo conto che il vecchio colonialismo europeo sia anacronistico. Ed è stato un modello mancante e difettoso sotto molti profili. Tuttavia, era il segno della vitalità dei popoli europei, quando ancora erano in grado di esportare non solo brutture e immondizia, ma civiltà. Resta il dato di fatto che per gli europei il Vecchio Continente è sempre stato "troppo poco" e per gli italiani in particolar modo. Oggi il problema non si presenta solo perché gli autoctoni sono in calo demografico e siamo noi ad importare allogeni, ma in una situazione sana, che non è quella odierna, le cose starebbero diversamente. L'emigrazione implica comunque, per la patria d'origine, una perdita e, per il paese ospitante, un potenziale problema. Il colonialismo imperiale, entro debiti limiti, eviterebbe entrambe le problematiche.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Purtroppo caro Faraway, questa è la triste realtà che salta palese agli occhi...ma più che al lassismo degli italiani devi attribuire la colpa di tutto ciò ad una forte volontà politica che può essere riassunta in due parole: "Piano Kalergi".
In quanto alle genti dell'est o dei Balcani, mi trovi favorevolmente orientato sulle tue stesse posizioni. Recentemente ho scoperto che la strofa 2 dell'inno nazionale rumeno, dice più o meno che essi sono fieri del sangue romano che scorre nelle loro vene e di essere i discendenti del prode Traiano. Tanta fierezza per le origini, non l'ho potuta purtroppo riscontrare neppure in molti romani veri...
Una cosa è certa, preferisco che i geni italiani vengano mischiati con quelli di coloro che hanno saputo edificare cattedrali, ponti e andare nello spazio, piuttosto che con quelli di chi, non ha saputo inventare neppure la scrittura e la sua massima espressione di edificazione è la capanna di paglia e fango.
STOP
ALLA TIRANNIA DEI TECNOCRATI


La parola migrazione é diventata cosí brutta (per l'Italia che la sta subendo) che non la vorremmo neanche sentire. Ma la "grande proletaria" (cosi definita da Giovanni Pascoli), ha dato molto al mondo anche coi suoi emigranti, specialmente in America Latina dove erano molto benvenuti. La nazione argentina é quella che é grazie agli italiani.
Comunque, la situazione attuale é difensiva, prima pensiamo a sopravvivere come popolo, poi penseremo ad espanderci con un nuovo impero. Fra la sopravvivenza e l'impero ci dovrá essere la (ri)presa della coscienza etnico-nazionale.
Ultima modifica di Giò; 04-01-16 alle 01:58


A questo punto invece di parlare di stranieri o invasori in generale, dovremmo chiaramente differenziare tra quelli che possono italianizzarsi (rumeni, slavi, forse anche gli albanesi, gli oriundi italiani), da quelli che invece dovranno essere respinti al mittente. Quelli dell'est sono come noi, fratellli europei di sangue e di razza. Anche gli zingari, al limite (geneticamente meticci euro-indiani, ed autoctoni europei dal XIV secolo), tanto vivono ai margini e non fanno (etnicamente) danno. La mescolanza fra italiani e queste genti non é razziale, non intacca l'integritá del genoma.


Sono stato in una pizzeria in Veneto e risulta che il pizzaiolo era albanese (non si vedeva a prima vista, sembrava uno dei nostri). Ma entrare in un locale pizza-kebab... Non so che razza di italiani andrebbero in questi locali. Anche le pizzerie cinesi ho visto! veramente incredibile.