Hanno molto in comune, questo sì. Ma su temi di carattere politico ed economico esiste un abisso, soprattutto se parliamo dei libertari di scuola europea e liberali di scuola angloamericana.
I comunisti e i socialisti libertari (ma , maniera un po' diversa, anche gli anarcosindacalisti), sono a favore dell'abolizione della proprietà privata, a favore della democrazia diretta e teorizzano l'eliminazione/dissoluzione/estinzione dello stato. Salvo rare eccezioni, penso all'IWW, questi movimenti sono nati e cresciuti in Europa.
I liberali classici, invece, difendono dogmaticamente la proprietà privata, sostengono GENERALMENTE la democrazia rappresentativa e considerano lo stato come "guardiano notturno" (così la pensava Nozick ma, in maniera diversa, anche pensatori a lui antecedenti). La maggior parte di loro è/era anglo-statunitense anche se, ovviamente, esiste qualche eccezione.
L'incontro tra libertarismo e liberalismo classico fu "celebrato" da figure come quella di Lysander Spooner e Benjamin Tucker. Entrambi statunitensi ed entrambi citati dagli anarcocapitalisti come precursori di alcune delle loro teorie.





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