
Originariamente Scritto da
paolo.rica
Sarebbe bene che un giorno si criticassero i musicisti per quello che scrivono ed eseguono, e non per come si scaccolano o quanto bevono o perchè si drogano e a che ora e se sono nazisti o fascisti o comunisti.
Il musicista esegue qualcosa di brutto o bello, di piacevole o mediocre, di interessante, banale, sciocco, brutto o splendido. Se ti piace lo compri, se non ti piace .... passi appresso. Ma basta criticare tutto e tutti solo perchè si esibiscono in pubblico e dovrebbero pagare il prezzo della loro notorietà.
E' una sciocchezza.
Kilmister secondo me in 50 anni era rimasto lo stesso, un rocchettaro incazzato ed esagerato, col gusto dell'immagine un po' caricaturale a sottolineare il suo modo di intendere gli eccessi del rock, che non era un vistruoso dello strumento, e che non ha eseguito sempre pezzi straordinari. Ma era un rocker di spessore, che si era tatutao sul braccio sinistro una frase del tipo " Sono nato perdente, vivo per vincere" (piu' o meno...) ed era migliorato come il vino di pregio, anche se qualche riarrangiamento un po' funky e meno metal non piacevano a tutti.
Il suo mondo, a mio parere, era il R&R, quello col quale si esibiva il 79 col suo strano Rickenbacker a 5 corde, che suonava in modo stranissimo, tipo chitarra per capirsi, e sul quale montava pure gli hambucker della Gibson. Ho rimesso il vinile di "Bomber" del 79 sulla chiavetta da riascoltare in macchina. Ciao Lemmy.
