













Soppesando i pro e i contro, io non ho dubbi.
Su un piatto, qualche azzeccagarbugli.
Sull'altro, centinaia di poeti.
Da un lato qualche arzigogolo giusto per risolvere banali e squallide situazioni.
Dall'altro, una gamma di emozioni su un piano diverso; superiore, per me.




Difatti: ma ognuno ha la sua lingua. Emily Dickson la puoi apprezzare solo in inglese, e nell'inglese suo proprio.
Io, per potere leggere nella loro lingua i poeti siculo-arabi, avevo iniziato a studiare l'arabo.
Ma sono vecchio, e dopo un po' mi sono detto: Ma chi te lo fa fare? Fra pochi anni, se fosse il dopo come dicono, li incontrerai. E ho smesso.