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Discussione: I templi degli Dei

  1. #91
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    Predefinito Re: I templi degli Dei



    A Verona dove oggi esiste il complesso del duomo, Santa Maria Matricolare (costituito da varie chiese una inserita nell'altra: San Giovanni in Foro, Santa Elena, la chiesa proto cristiana?) fino ai primi del IV secolo esisteva il complesso delle terme, i cristiani hanno fatto tabula rasa demolendo e con i materiali di recupero hanno costruiti edifici religiosi cristiani su quello che era un luogo di svago e di cura della persona........Le terme erano un servizio gratuito che l'impero Romano offriva ai propri cittadini, un luogo di grande aggregazione sociale esempio di alta civiltà.

  2. #92
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Il Tempio di Diana Tifatina che sopravvive sotto la basilica: era tra i santuari pagani più importanti del mondo antico
    Luigi Pellini: La basilica di Sant'angelo in Formis costruita sopra il grande santuario pagano dedicato a Diana Tifatina

  3. #93
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    DUINO AURISNA (Trieste) Sopra un tempio pagano è costruita la chiesa di San Giovanni in Tuba -2015.html%26psig%3DAFQjCNEU1cSDR8lbSi61UABKQ65bAU0 fHw%26ust%3D1498207360604865&psig=AFQjCNEU1cSDR8lb Si61UABKQ65bAU0fHw&ust=1498207360604865[/IMG]
    Qui, si trovava un tempio pagano, di cui rimangono oggi solo alcune testimonianze epigrafiche. È poco nota, poco studiata, avvolta nella leggenda e nel mistero. Il toponimo “Tuba” deriva forse da tumba, dalle lapidi funerarie rinvenute nel sito; in latino tuba indica poi un condotto naturale o artificiale delle acque che potrebbe essere messo in relazione al vicino fiume sotterraneo, il misterioso Timavo. Strabone ricorda che qui sorgeva un sacrario dedicato a Diomede e si favoleggia di Giasone, di Ercole e di Orfeo che toccarono questi luoghi, non a caso, perché qui correva la via dell'ambra; è certo che le correnti calde del Timavo furono usate in epoca romana per un impianto termale allora parecchio celebre.

  4. #94
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    [IMG]15926910-Tempio-di-Agia-Foteini-a-Tripoli-Grecia-Archivio-Fotografico[/IMG]
    Chiesa ottenuta dalla trasformazione del Tempio di Agia Foteini a Tripoli, Grecia

  5. #95
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    [IMG]file:///C:/Users/Luigi/Desktop/21272600_10214120407150149_1184288991060546877_n.j pg[/IMG]

  6. #96
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Sideros le ultime due immagini non si vedono.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  7. #97
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Sono riuscito solo ad inserire l'indirizzo, copialo e riportalo nella casella apposita e ti apparirà l'immagine

  8. #98
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Capo Colonna da tempio di Hera lacinia a santuario cristiano di Santa Maria di Capo Colonna
    Luigi Pellini: Capo Colonna da tempio di Hera lacinia a santuario cristiano di Santa Maria di Capo Colonna


    Risultati immagini per Capo Colonna

    Capo Colonna e l'asfalto
    Molti anni fa, villeggiando nei pressi, andai a visitare Capo Colonna. Come certamente sapete, a Roma esistono tante di quelle colonne che ci si scherza pure sopra; ebbene, vi confesso che quell'unica colonna, affacciata sul mare azzurro, mi è rimasta nel cuore. Forse qualcuno non conosce la storia del Santuario di Hera Lacinia ed allora provvedo subito (per chi la conosce potrebbe essere un ripasso).
    Capo Colonna è uno dei luoghi simbolo della grecità d'Occidente; è uno dei siti archeologici più famosi della Calabria, ed anche uno dei santuari più importanti e meglio conosciuti della Magna Grecia.
    E' situato sulla costa ionica della Calabria a circa 11 km a sud della città di Crotone.
    Il Capo era noto nell'antichità come Capo Lacinio, la stessa dea ne prese l'appellativo di Lacinia Oggi è detto Capo Colonna, da ciò che rimane dell'antico edificio sacro. Come dicevo, l'immagine della colonna isolata, che si staglia sull'azzurro del mare che si confonde col cielo, unica superstite di una costruzione possente, evocatrice di un passato glorioso, suscitava, e suscita, nel visitatore emozioni irripetibili.
    Il promontorio è stato teatro di numerosi avvenimenti mitici e storici. Qui si era fermato Eracle, di ritorno dalla Spagna con i buoi sottratti a Gerione, e, nel subire un tentativo di furto delle mandrie da parte di Lakinios, lo uccise ed assieme a questi, per errore, ferì a morte anche il figlio Kroton, eponimo della città che lì sarebbe stata fondata.
    Numerosi furono i viaggiatori stranieri che, nel XVIII e XIX secolo, visitarono il sito che costituiva una tappa del Grand Tour, visite di cui restano i resoconti di viaggio.
    La tradizione antica riteneva il Lacinio una sorta di Eden, dove mandrie di animali sacri di ogni specie pascolavano senza pastore in un rigoglioso bosco-giardino, ritirandosi la sera nelle stalle, senza temere offesa da alcuno. Hera proteggeva la navigazione, che nel promontorio trovava un riferimento essenziale per il cabotaggio nel golfo di Taranto.
    Ma era soprattutto liberatrice, come indicano un cippo in calcare ed un frammento di sostegno in marmo. Questo santuario infatti, era luogo di riparo e di asilo come lo erano i santuari di Hera a Samo e ad Argo, famosissimi nell'antichità. Al Lacinio sono stati trovati frammenti di tabelle di bronzo, dedicate alla dea, che attestano la ritrovata libertà di prigionieri e schiavi.
    Assai famose erano le feste annuali in onore della dea, che radunavano sul promontorio tutti gli italioti venuti dalle varie città della Magna Grecia.
    Molti personaggi del mito e della storia offrirono nel tempio di Hera Lacinia i propri doni.
    Tra i più famosi ricordiamo: Enea, che vi dedicò una coppa di bronzo recante il proprio nome nell'iscrizione dedicatoria, ed Alcistene di Sibari, il cui manto, intessuto con fregi d'oro e raffigurazioni di divinità olimpiche, offerto ad Hera alla fine del VI secolo a.C., fu depredato da Dioniso I nel 378 a.C. per poi essere da lui rivenduto ai Cartaginesi nel 374 a.C. per l'enorme cifra di 120 talenti.
    Lo stesso Pitagora consigliava di offrire alla dea le vesti più belle e lussuose.
    Zeusi, pittore famosissimo, che girava nell'Atene del V secolo a.C con il proprio nome intessuto in oro sulla veste, dipinse nel santuario del Lacinio le storie di Elena di Troia, prendendo come modelle le più belle fanciulle di Crotone.
    Tra il VI e il V secolo a.C. gli atleti di Crotone ricevettero grandi riconoscimenti durante le gare che si svolgevano ad Olimpia a partire dal 776 a.C., tra questi ricordiamo Milone e Astilo, le cui statue si trovavano ad Olimpia e al Lacinio.
    Dal santuario di Hera Lacinia passò anche Annibale, che vi si fermò nell'estate del 205 a.C., prima di fare ritorno in Africa per fronteggiare Scipione. Qui egli commise due atti empi: fece uccidere gli Italici che non volevano seguirlo in Africa e che si erano rifugiati supplici nel tempio e tentò di impossessarsi di una colonna del tempio fatta completamente di oro massiccio, frutto dei ricavi dell'allevamento del bestiame. Ma dopo averne verificato la consistenza, prelevandone un pezzo, fu dissuaso dalla stessa Hera che in sogno lo minacciò di fargli perdere l'unico occhio rimastogli. Cosicché Annibale rinunciò all'impresa e con l'oro trapanato fece fabbricare una piccola vacca che pose sulla colonna come offerta alla dea. Prima di ripartire, il cartaginese fece incidere nel bronzo le proprie imprese in lingua punica e greca.
    Il santuario era noto anche per altri prodigi. Lo storico Tito Livio narra che la cenere dell'altare del tempio non si sollevava né si disperdeva nonostante i forti venti a cui essa era esposta; riporta, inoltre, che se una persona scriveva il proprio nome con il ferro su una tegola del tempio, il nome scompariva alla morte dello stesso.
    Leggo adesso che qualcuno ha provveduto a stendere un manto di cemento dove erano questi reperti. Propongo che i responsabili siano "convinti" ad offrirsi volontari per unirsi all'ISIS. Tutti noi saremo in grado di fornire referenze adeguate.
    di Francesco Ottaviani

  9. #99
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    Predefinito Re: I templi degli Dei


    La città romana di Damasco era divisa a scacchiera da ampie vie a colonnati, che si tagliavano ad angolo retto;. Lungo questa strada sul lato meridionale s'innalzavano un teatro e l'Odeon, sulla parte settentrionale la fortezza romana, il santuario di Giove Damasceno. Il tempio era dedicato al dio Hadad (identificato con Zeus, poi con Giove) e alla sua paredra Atargati. La decorazione era romana, ma la pianta completamente orientale. Un primo recinto rettangolare, circondato da portici e da bazar, racchiudeva un piazzale di 380 m. per 310, e un secondo recinto conteneva l'altare dei sacrifici e la cella; questo peribolo del tempio, lungo 156 m. e largo 97, che godeva del diritto d'asilo, forma ancora adesso il recinto della moschea degli Ommiadi, ovvero la Grande Mosche di Damasco. Sotto Teodosio I (379-395) i cristiani occuparono il tempio e nel sec. V lo ridussero probabilmente ad ampia basilica dedicata al Battista, perché secondo la tradizione vi si conservava il suo capo. Il califfo al-Walīd I, al principio del sec. VIII, diede all'edificio l'aspetto attuale (v. appresso). Della stessa epoca erano i musaici che rivestivano le pareti e rappresentavano, come quelli della moschea d'Omar a Gerusalemme, fogliami e giardini sparsi di abitazioni reali o di chioschi fantastici: nel 1928 se ne sono ritrovati cinquecento metri quadrati. Sono opera certamente di musaicisti bizantini.

  10. #100
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    Predefinito Re: I templi degli Dei

    LE CHIESE DENTRO I TEMPLI. IL NUOVO VOLTO DEL SACRO
    Nel 313, con l’Editto di Milano, l’imperatore Costantino concesse la libertà di culto in tutto l’impero, mettendo fine a secoli di persecuzioni contro i Cristiani. Ma Roma era ancora una città prevalentemente pagana e così gli edifici funzionali alla preghiera e ai riti della nuova religione furono costruiti inizialmente in periferia. La situazione tuttavia mutò rapidamente e l’Editto di Tessalonica che nel 380 proclamò il Cristianesimo religione di Stato inaugurò il dominio del nuovo culto in un clima di rivincita nei confronti degli antichi dèi pagani.
    Le nuove chiese si ispirarono alle basiliche dell’antica Roma – grandi edifici pubblici con funzioni giudiziarie e commerciali ma non cultuali – da cui mutuarono il nome e la forma architettonica. I templi non potevano infatti servire da modello, in quanto legati a una fede proibita, che un atteggiamento superstizioso portava ormai a considerare diabolica. Si inaugurava una fase di forte ostilità, in cui la distruzione dei luoghi che avevano ospitato riti di adorazione dei “demoni” pagani era vista con favore, nel suo valore simbolico di trionfo della nuova religione.
    Solo più tardi, tra il V e il VI secolo, quando il Cristianesimo consolidò definitivamente la sua supremazia, l’avversione nei confronti degli antichi edifici, abbandonati o in rovina, residui di un’epoca ormai lontana, scemò e si diffuse la pratica di purificare i templi pagani per trasformarli in chiese cristiane.
    Molti luoghi di Roma conservano ancora le affascinanti tracce di questo momento di transizione e alcuni edifici suggestivi permettono di leggere nel proprio tessuto quelle trasformazioni architettoniche che, come uno specchio, riflettono fedelmente la fine di un’epoca e l’inizio di un mondo nuovo....
    La chiesa di San Lorenzo de’ Speziali in Miranda
    si trova nel Foro Romano, all’interno del tempio che nel 140 d.C. l’imperatore Antonino Pio fece erigere in onore della consorte Faustina e in cui fu venerato egli stesso, dopo la sua morte. Tra il VII e l’VIII secolo d.C., la cella interna fu trasformata in chiesa e dedicata a San Lorenzo, per ricordare il luogo in cui il martire venne condannato a morte. Nel 1430, Papa Martino V concesse l’edificio all’Università degli Speziali, che ne hanno ancora la giurisdizione. La denominazione “in Miranda” si riferisce alla mirabile vista sul Foro. Dell’antico tempio sono attualmente visibili le dieci colonne del portico antistante la facciata seicentesca in laterizio, opera di Orazio Torriani. L’interno, visitabile solo il giovedì, ospita celebri opere quali il Martirio di San Lorenzo di Pietro da Cortona e la Madonna col Bambino e Santi del Domenichino.
    Via in Miranda, 10
    Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma - Urp - La Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l?Area archeologica centrale di Roma
    Vicariatus Urbis
    L'immagine può contenere: cielo, nuvola e spazio all'aperto

 

 
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