Pagina 17 di 20 PrimaPrima ... 7161718 ... UltimaUltima
Risultati da 161 a 170 di 198

Discussione: I templi degli Dei

  1. #161
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Il bosco in fondo è un tempio messo a punto dalla natura.
    I Boschi Sacri

    I primi luoghi di culto nell'antichità, sacri territori silenziosi in cui riflettere e raccogliere le idee, sono stati i boschi.
    Ancor prima che l'uomo edificasse templi e chiese, il bosco ha rappresentato con la sua occulta oscurità e le sue ombre enigmatiche, il luogo eletto in cui l'animo può entrare in contatto con la sacralità.


    Nel bosco il mistero si respira nell'aria: lo stormire delle fronde è la voce della natura che parla solo agli iniziati, le ombre e i giochi di luce tra i rami trasformano il paesaggio e confondono il tempo, le radure si rivelano improvvise tra gli alberi e ne custodiscono i segreti.

    La radura è lo spazio celato e protetto in cui compiere i Sacri riti, gli alberi diventano con le loro continue metamorfosi i padroni del tempo, ieratici e intoccabili.


    Il bosco regala la vita, ospita piante e animali che permettono all'uomo di sopravvivere, mangiare, riscaldarsi, ripararsi.
    Ma è anche un luogo di paura, nasconde insidie e pericoli, la luce penetra a fatica, smarrire la strada è molto facile.

    L'uomo vede nel bosco la dimora per eccellenza di strane creature: dei, folletti, ninfe, fate, fauni e satiri tutti da ingraziarsi con preghiere o offerte votive da lasciare su pietre nascoste in luoghi segreti.
    Canti, balli, erbe magiche sottoforma di offerte garantiscono il perpetrarsi dei ritmi della natura in un tempo in cui l'Europa è ricoperta di boschi.


    I popoli che maggiormente eleggono il bosco come luogo sacro di culto sono Celti, Romani, Germanici, Greci.

    Nella tradizione celtica, i Druidi celebrano i loro magici riti in spazi riservati alle cerimonie nel cuore delle foreste in cui alcuni alberi vengono ritenuti sacri.
    I Celti chiamano il bosco sacro "Nemeton" (nemus = bosco), meglio identificato in una radura carica di potere benefico e forza.


    Per i Romani invece, il bosco sacro è il "Lucus" o "Nemus", ed indica la radura nel bosco in cui riesce a giungere la luce del sole.
    Sono le donne le prime sacerdotesse ad entrare in contatto col mondo magico del bosco, a danzare per i numi, trarre i vaticini e offrire erbe in un misto di scienza e magia.
    Il loro matriarcato è legato alla capacità di procreare, segreto che custodiscono gelosamente, fino alla supremazia maschile che trasforma il sacerdozio loro prerogativa.

    Nell'Italia centrale i Boschi sacri sono numerosissimi, molti nel tempo vengono ridotti a semplici spazi recintati o piccole zone racchiuse che con il tempo si dotano di altari in pietra, statue sino ad un ultima evoluzione di eredità etrusca: quella del tempio.


    La motivazione di non concepire l'intero bosco come area sacra è di tipo pratico, aumento della popolazione con conseguente speculazione edilizia, necessità di utilizzare il legname, urbanizzazione.

    A Roma numerosi Boschi sacri vengono sacrificati: alle falde dell'Aventino dove si colloca la vicenda di Remo; sul Viminale, Celio, Esquilino, Campo Marzio, ai Fori ecc...
    Le tracce sono giunte fino a noi sottoforma di are, statuette votive, ceppaie millenarie, scritti di autori famosi.

    Lago di Nemi


    Tra i Boschi sacri più noti vorrei ricordare il "Nemus Aricinum" presso il lago di Nemi, tra i colli Albani.
    Bosco e lago sono reputati sacri, il lago è lo specchio della dea considerata protettrice delle donne e della loro prole, custode di sacri fuochi, onorata all'interno di un santuario antichissimo, ricco di leggende e misteri.
    La fonte Egeria del Bosco sacro di Diana è venerata per le proprietà terapeutiche, numerosi gli ex voto rinvenuti che raffigurano parti malate del corpo.

    Lex spoletina


    Altro sito importante si trova a Monteluco di Spoleto dove è stata reperita un'iscrizione su pietra del III sec. a.C. che riporta regole e punizioni per chi osi profanare il Sacro bosco dedicato a Giove.

    La toponomastica di molti luoghi del Centro Italia ci indica come in passato il sito fosse sede di un Bosco sacro : Piediluco, Luco dei Marsi, Monteluco, Poggio a Luco, Luco di Mugello e tantissimi altri ancora.

    Quercia secolare


    Alcune piante dei boschetti erano ritenute sacre e venivano associate al culto di una specifica divinità, come le quercie per Giove, il mirto e il cipresso per Venere, la rosa canina per Diana, il melograno per Giunone, l'ulivo per Minerva, il pino per Cibele, il rosmarino per Marte, l'alloro per Apollo.
    L'alloro era utilizzato dalle sacerdotesse, oltre per cingersi la fronte, anche per raggiungere l'estasi poetica mediante la masticazione delle foglie.

    Alloro


    Al sacro Bosco i profani non possono accedere che in feste pubbliche in cui i sacerdoti compiono i sacri riti sull'altare; il popolo partecipa alle processioni, si ricevono benedizioni e si può portare via un pezzetto di ramo dell'albero sacro ospitato nel sacello.

    Poi arriva il Medioevo, il Cristianesimo prende il sopravvento e i Sacri Boschi assumono un significato allegorico, diventano luoghi di oscuro smarrimento e tentazione in cui uomini santi vengono insidiati da demoni malvagi.
    Le divinità secondarie come ninfe, satiri e fauni vengono relegati a spiritelli malvagi per leggende e folklore, i grandi dei del Pantheon sostituiti da Santi cristiani nel faticoso tentativo di sbiadire i loro ricordi.


    Pene e censure sono molto severe per chi continua ad entrare nei Sacri Boschi e profferire offerte e preghiere per gli spiriti arborei, ma è molto difficoltoso cancellare dal popolo gli antichi riti pagani.
    Le antiche sacerdotesse druide, esperte conoscitrici di erbe curative, propagatrici dei riti primitivi, sono etichettate come streghe e bruciate legate a quegli alberi sacri di cui le loro antenate erano custodi.

    Il sabba delle streghe si compie sempre in radure dei boschi, sotto particolari alberi (famoso quello di Benevento).


    Non è per puro caso che Dante si perde in una selva oscura o che Merlino si ritira mella magica foresta di Brocéliandé dove i Cavalieri della Tavola Rotonda si perdono alla ricerca del Graal o che sempre in una foresta nelle fiabe si abbandonano bambini innocenti o povere fanciulle indifese.

    La selva stregata è simbolo di ignoranza in cui si devono ritrovare le proprie facoltà intellettive, per i cavalieri è un percorso iniziatico da cui si potrà rinascere dopo incredibili prove.

    Spesso nel mondo romano e greco l'ingresso ai regni dell'Oltretomba è celato all'interno di boschi o foreste ricchi di creature mostruose e pericolose.


    Anche se sono passati molti secoli dall'esistenza e l'utilizzo dei sacri boschi, nell'animo umano rimangono tracce ataviche di queste lontane tradizioni,
    legami indissolubili con la natura e patrimoni culturali da non dimenticare.

    Il giardino delle Naiadi: BOSCHI SACRI


  2. #162
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Tempio di Vesta, Parco Villa Gregoriana, Tivoli

    https://pin.it/nz4nhn3576yzpz
    #quandoildestinodiventafato




  3. #163
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Gli dei, sono il segno di una dinastia sotto la quale l'impossibile è possibile. Dove essi regnano, non esiste normalità; dal loro trono emana un disordine totale. La Costituzione che hanno giurato ha un solo articolo: È permessa l'avventura.
    Ortega y Gasset




  4. #164
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Atene, Veduta del tempio di Efesto dall'Agorà







    560

  5. #165
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Il tempio pagano di Garni dalle classiche linee ellenistiche è l'unico esistente in Armenia.
    Il tempio era probabilmente dedicato al dio Mitra . La copertura dell'edificio è sorretta da 24 colonne di ordine ionico Diversamente da altri templi greco-romani, quello di Garni presenta un basamento di basalto . L'edificio andò distrutto in seguito ad un terremoto nel 1670 . Gran parte dei pezzi originari rimasero sul posto fino al XX secolo cosicché, tra il 1969 e il 1979 , fu possibile ricostruire la struttura...



  6. #166
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    August's hypermoon over Poseidon's Temple
    Sounion, Attica Greece







    84

  7. #167
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei


  8. #168
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    "Il tempio di Giove capitolino, gli scudi dei Salii, il fuoco perpetuo del santuario di Vesta: tre segni, tre momenti della promessa di cui Roma viveva. Il fuoco era considerato il più antico. Gli uni, preoccupati di collocare nel secondo regno tutto ciò che vi era di augusto nella religione, facevano istituire il fuoco da Numa; gli altri, osservando che Roma non sarebbe potuta vivere neppure una stagione senza il focolare sacro, lo attribuivano a Romolo, - la madre del Fondatore non era, d’altronde, una Vestale albana? Di fatto, il focolare nazionale era più antico di quanto così si presumesse."
    G. Dumézil




  9. #169
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Ostia Antica
    il mitreo "degli Animali"
    Esso si trova alla fine del Cardus Maximus, sul lato meridionale dell'insediamento, presso la Porta Laurentina. L'area su cui sorge è di per sé molto significativa: è stata denominata "Campo della Magna Mater", ossia della Grande Madre, perché in essa si trovano diversi templi dedicati al culto della Madre Terra, nelle sue diverse forme mitizzate, come Attis e Cibele.
    L'edificio, a pianta rettangolare, misura circa 20 x 5 m, e presenta una fascia centrale a mosaico bianco e nero, sul quale sono raffigurate alcune forme animali insieme alla figura di Saturno. A differenza di altri mitrei ostiensi, in questo le figura sono rivolte verso l'altare, così da risultare intellegibili soltanto da chi, lasciato l'altare, si rivolge verso l'ingresso, mentre appaiono capovolte per chi accede. Capita, così, che la figura di Saturno, in foggia di Dio agreste con falcetto e paletta, si trovi all'ingresso anziché vicino all'altare dove è solitamente posto, in quanto patrono dell'ultimo grado, quello del "Pater", che è anche il celebrante. A seguire, troviamo due aviformi: un gallo, simbolo del sorgere del sole che esso annuncia con il suo canto, attributo dell'araldo Cautes, che con la fiaccola alzata simboleggia l'Equinozio di Primavera, ed un corvo, simbolo del primo grado d'iniziazione ("Corax").
    Più avanti, troviamo uno scorpione, uno degli animali che intervengono nella tauroctonia pungendo il toro ai genitali, e poi un serpente flessuoso, che in una versione del mito interviene a bere il sangue del toro ucciso per impedire che esso fecondasse il terreno. L'ultima figura, di fronte all'altare, è una testa di toro, con una coda ed una lama di coltello. L'altare è oggi pressoché scomparso; rimane soltanto la struttura portante in muratura, di forma parallelepipeda, cava all'interno come si intravede dallo squarcio. In questa cavità, probabilmente, trovava posto una lucerna che aveva il compito di irradiare dall'interno dell'altare una luce tenue e diffusa per dare maggiore suggestione al rituale. Vicino all'altare venne ritrovata una testa del dio Mitra, con berretto frigio e capelli a raggiera, in veste di Sol Invictus….





  10. #170
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: I templi degli Dei

    Hermes crioforo, “portatore di ariete” (Hermes Kriophoros), copia romana di epoca imperiale da originale greco del V secolo a.C. esposto al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma. Hermes, figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il dio dei pastori e dei viaggiatori, inventore dei mucchi di pietre che indicano il cammino nei territori sconosciuti, ma era anche protettore dei commercianti e dei ladri, psicopompo e messaggero di Zeus.Tratto comune a tutte queste funzioni è il fatto che Hermes si muove in uno spazio intermedio di cui è il mediatore, è un tramite. Portavoce degli dei e guida dei defunti, egli assicura la mobilità e il passaggio anche laddove gli uomini non vedono che invalicabili frontiere. In quanto patrono dei pascoli e degli armenti era il dio prediletto dell’Arcadia, paese di pascoli e di foreste. Dio dei luoghi solitari e delle mandrie, Hermes era considerato padre di Pan e in quanto protettore delle greggi era spesso rappresentato con una pecora o un ariete sulle spalle. Questa raffigurazione riprende un motivo ampiamente diffuso nel Vicino Oriente e costituirà probabilmente il prototipo iconografico del Buon Pastore nell’arte cristiana delle origini.
    L’ariete era un simbolo di fecondità e di ricchezza: il più famoso nella mitologia greca era l’ariete d’oro il quale portò in volo i fratelli Frisso ed Elle e il cui vello fu conservato da un drago nella remota terra di Colchide: Giasone radunò un vasto gruppo di eroi, che s’imbarcò sulla nave Argo e affrontò numerose avventure per impadronirsi del famoso vello d’oro….




 

 
Pagina 17 di 20 PrimaPrima ... 7161718 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Dai templi alle passerelle
    Di Crescenzo Garofalo nel forum Diritti, parità, persone LGBTIQ+
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 18-12-15, 09:19
  2. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 19-09-09, 20:51
  3. Privatizzare la Valle dei Templi
    Di siculo58 nel forum Sicilia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-07-08, 19:57
  4. Il sesso ritorna nei templi
    Di sideros nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 10-06-08, 12:22
  5. I templi etruschi
    Di nhmem nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 01-11-04, 20:03

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito