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Discussione: formica contro renzi

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    formica: renzi mi inquieta piu? di grillo ma e? in via di esaurimento. presto il suo 25 luglio' - Politica


    ANCHE FORMICA SI INCAZZA (CON MATTEUCCIO): ”GRILLO È UN POPULISTA SCOLLATO DALLA REALTÀ MA MI INQUIETA DI PIU’ IL FASULLO REALISMO DEL FARE DI RENZI. LA SUA RIFORMA COSTITUZIONALE È INUTILE E DANNOSA - MA IL PREMIER E’ UN PROVINCIALE IN VIA DI ESAURIMENTO. TROVERA’ PRESTO IL SUO 25 LUGLIO” - -

    “Renzi non ha nessuna visione. E' un uomo dai tratti tipicamente strapaesani. Nelle espulsioni che fa Grillo non ci vedo nulla di strano: abbiamo accettato che i partiti non esistono più” - La politica “sangue e merda”? Intendevo dire che è passione e contaminazione, nessun potere può rinunciare a confrontarsi con il male" -

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    FORMICA CRAXI
    Salvatore Merlo per “il Foglio”Ovviamente si comincia con Quarto e Beppe Grillo, con l' ideologia e la religione della trasparenza, con la trappola morale e con l' ingenuità, con il mito sempre infranto della purezza e quello invece roboante ma inconcludente della protesta "che non può essere politica", dice, "perché la politica è mediazione dei conflitti e dei contrasti. E se stai nelle istituzioni non puoi mica protestare, devi governare".Ma dopo un po', ascoltandolo, si capisce che a lui il Movimento di Grillo sta forse meno antipatico di quanto non sarebbe lecito immaginarsi, o forse considera i cinque stelle un epifenomeno trascurabile, chissà, come una nuvola destinata a essere portata via dal vento: è con Renzi che lui ce l' ha di più.
    RENZI FONZIE _BIG
    E allora è sul nome del presidente del Consiglio che Rino Formica calca la voce e anima il suo corpo di ottantanovenne rapido e ben conservato, perché "la riforma costituzionale di Renzi è inutile", si accende, "è persino dannosa. Io voterò 'no' al referendum. Ma senza aderire al comitato per il 'no', perché io non sto mica con gli immobilisti alla Zagrebelsky, e non coltivo nemmeno feticismi costituzionali. Tutto il contrario.Penso però che prima della seconda parte della Costituzione bisogna modificare la prima, che è già stata consegnata all' obitorio con i trattati internazionali. Bisogna modificare quella parte della Costituzione che stabilisce le norme vincolanti sui diritti sociali e politici, quelle regole ideali che adesso sono state superate, affidate al vincolo estero o al vincolo di bilancio".
    E sembra che lui, due volte ministro delle Finanze, con Spadolini e con Andreotti, poi ministro del Lavoro tra il 1987 e il 1989 nei brevissimi governi Goria e De Mita, adesso guardi con un certo partecipe dispetto il formicolio della politica contemporanea, la politica come gioco intellettuale e ginnastica del pensiero, passione e umori, una malattia dalla quale non si guarisce mai, nemmeno alle soglie dei novant' anni.
    FORMICA
    "Guardi", dice accompagnando le parole con un' ombra di sorriso, "dopo Mani Pulite solo una classe politica di coglioni poteva accettare il perpetuarsi della rivoluzione giudiziaria, accontentandosi degli onori formali del potere".E questa è la spiritosa premessa, sta a monte di tutto, tutto precede e tutto filtra, come un paio di lenti attraverso le quali Formica osserva con un certo acuto cinismo, appena incrinato da una nota di bonario disprezzo, la pazzotica realtà dell' Italia istituzionale.Sangue e merda, diceva lui un tempo, "e intendevo dire passione e contaminazione". Quella contaminazione che Grillo, per esempio, vuole sfuggire. "Ma nessuna forma di potere può rinunciare a confrontarsi con il male". E allora Grillo dovrebbe studiare Andreotti? "Non dico questo. Ma fare politica significa trovare un punto di equilibrio tra il reale e l' ideale.
    RENZI SULLA NEVE
    Ce lo spiegava Nenni quando eravamo ragazzi". Nenni coniò quella famosa, e abusata, espressione con la quale ammoniva di ben guardarsi dai puri, perché poi arriva sempre un puro più puro che ti epura. "Era l' esasperazione del moralismo come canone interpretativo della realtà e della politica.Ma bisogna anche guardarsi dagli iper-realisti, io sono molto critico nei confronti delle falangi del realismo straripante, anche perché li trovo fasulli". E Formica parla di Renzi, evidentemente. "Lui usa il realismo per piegare gli idealisti del suo partito. Ma non ha nessuna visione. E' un uomo dai tratti tipicamente strapaesani". Renzi e Grillo, dunque. "Un provinciale e un populista".E seduto in poltrona, con alle spalle un proclama dei tempi della Repubblica romana, Formica tratteggia in pochi, precisi dettagli l' aporia e le contraddizioni che secondo lui rendono impossibile la vita del Movimento 5 stelle nelle istituzioni: "Dc e Pci erano partiti di matrice idealistica", dice. "Ma l' eccesso di ideale trasforma la mediazione nobile della politica in sensalìa, in una forma di contrattualismo interessato".E qui Formica fa una pausa, tono ironico -didattico: "Prendi Alfano, tanto per capirsi. Quello, sulle unioni civili, sarebbe disposto a cedere qualsiasi cosa, basta che gli dai mezzo sottosegretario". Chiusa parentesi. "Ecco. Una volta che la mediazione è stata declassata in sensalìa, la trasformazione, o meglio la deformazione della politica è inevitabile.
    MATTEO RENZI CONFERENZA STAMPA DI FINE 2015
    E allora ci si rifugia nei fondamentalismi, si rompe ogni rapporto tra reale e ideale.
    E si arriva dunque ai cinque stelle, cioè al punto in cui i popolarismi diventano populismo. Per noi socialisti il popolo era il proletariato, cioè una classe dotata di coscienza, non una plebe. Il populismo assume invece il compito di fare sue le pulsioni plebee". Ma perché non riescono a governare, i 5 stelle? "Ci arrivo.
    Il Movimento cinque stelle è il collettore di tutte le proteste, di tutte le pulsioni che non trovavano più sfogo in una politica capace di mediare e ricomporre i conflitti. Ma a questo punto, assieme ai voti, e al personale politico eletto, dentro il Movimento esplode anche una contraddizione gigantesca, che è tipica di tutti i populismi quando si istituzionalizzano: il consenso facile che si raccoglie negli infiniti rivoli della protesta, quando si trova di fronte al governo, che per sua natura è ricomposizione dei conflitti, va in cortocircuito".
    FORMICA
    Ed ecco dunque il caso di Quarto Flegreo, ma anche le tensioni tra Grillo e Pizzarotti a Parma per l' inceneritore, ecco l' espulsione del sindaco di Gela che non voleva chiudere il petrolchimico, ed ecco i guai con la spazzatura del sindaco Filippo Nogarin a Livorno.
    "Loro sono antisistema, ma pure coltivano la velleità di gestire il sistema". Un' aporia da sciogliere, dice Formica, una contraddizione in termini che in questi giorni, come si vede, scoppietta tra minacce e rinfacciamenti: uno si dimette, uno viene cacciato, l' altro rimane al suo posto, uno cade dalle nuvole, l' altro grida che lui l' aveva detto, un trombettiere squilla l' unità del movimento, un coro assordante intona l' inno di ciò che si doveva fare, di ciò che si farà e non si farà.
    GRILLO
    "Ma io nelle espulsioni che fa Grillo non ci vedo niente di strano visto che abbiamo accettato che i partiti non esistono più", dice Formica. "Qual è la differenza con lo 'stai sereno' di Renzi a Letta? La regola è che tutto è lecito nella disarticolazione. Mi capita talvolta di pensare alla reazione di Sandro Bondi quando ha lasciato Berlusconi. Nella sua pochezza, Bondi ha detto la verità: 'In questi anni ho fatto il servo'. Ma se è così, se funziona così, davvero ci dobbiamo stupire di Grillo?".E allora il vecchio Formica solleva lo sguardo e dice che "più dello scollamento di Grillo dalla realtà, mi inquieta il fasullo 'realismo del fare' di Renzi. Lui si occupa del Senato, vuole la semplificazione, pensa sempre alla catena di comando corta. Questa sua idea che si debba sempre rifuggire dalle fatiche della democrazia è perniciosa.
    RINO FORMICA E PAOLO CIRINO POMICINO
    I socialisti degli anni Settanta non ponevano un banale problema di semplificazione, che è un problema da gestione condominiale, ma pensavano che la costituzione avesse bisogno di un profondo ripensamento. L' Italia ha bisogno di un' assemblea costituente, la Carta va riscritta, ma riscritta tutta, in maniera coerente. E la nuova Costituzione deve servire a spiegare come il nostro paese può stare in Europa e in un sistema sovra nazionale di libero mercato.
    E' ancora compatibile la prima parte della nostra Costituzione, che tanto affida allo stato, con un' Europa che ha il suo inquadramento in un contesto di libera contesa politica ed economica? Non lo è. E occuparsi del Senato solo per comprimere il meccanismo democratico denota miopia, diciamo così. Per essere buoni". E per essere cattivi? "Una sicumera che non promette bene.
    FORMICA RENZI GRILLO
    Guardi, le astuzie di Berlusconi sono durate vent' anni. Renzi naturalmente è più fresco di astuzie, ma è già in via d' esaurimento". Dunque? "Troverà la sua mozione Grandi sul tavolo". Un 25 luglio. "E lo convocherà lui". La sicumera.


  2. #2
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Condivido quasi solo questa frase:

    "Lui usa il realismo per piegare gli idealisti del suo partito. Ma non ha nessuna visione. E' un uomo dai tratti tipicamente strapaesani"

    E' vero, Renzi di fatto non ha una visione strutturale, fa provvedimenti, a volte anche contro il vecchio idealismo post-comunista, ma comunque rivolti al consenso della prossima settimana, piccoli simboli, l'abolizione TASI, il bonus di 500€ una tantum, il licenziamento di chi timbra il cartellino altrui, la polemica populista con la Commissione Europea, perchè il popolino dica "Giusto, bravo", ma senza una riforma grossa e di lungo periodo, come una spending revie di 10 miliardi, il massiccio taglio delle tasse alle imprese, l'applicazione totale del Jobs Act al settore statale, cose poco spendibili nei titoli dei giornali, ma più utili.

    Solo il consenso immediato per apparire nel TG della sera, come un sindaco, non come uno statista
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  3. #3
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Condivido quasi solo questa frase:

    "Lui usa il realismo per piegare gli idealisti del suo partito. Ma non ha nessuna visione. E' un uomo dai tratti tipicamente strapaesani"

    E' vero, Renzi di fatto non ha una visione strutturale, fa provvedimenti, a volte anche contro il vecchio idealismo post-comunista, ma comunque rivolti al consenso della prossima settimana, piccoli simboli, l'abolizione TASI, il bonus di 500€ una tantum, il licenziamento di chi timbra il cartellino altrui, la polemica populista con la Commissione Europea, perchè il popolino dica "Giusto, bravo", ma senza una riforma grossa e di lungo periodo, come una spending revie di 10 miliardi, il massiccio taglio delle tasse alle imprese, l'applicazione totale del Jobs Act al settore statale, cose poco spendibili nei titoli dei giornali, ma più utili.

    Solo il consenso immediato per apparire nel TG della sera, come un sindaco, non come uno statista

    Guarda concordo anche io, ma va anche detto che non è una cosa da attribuire al solo Renzi ma è piuttosto un modo di fare la politica da 20 anni a questa parte.

    E il buon Formica ( fra l' altro fa strano sentire dare del "provinciale" a uno di Firenze da uno nato a Bari.. ) stranamente si scorda di dire che ai suoi tempi avevano ben altri metodi per conquistare il consenso... dai posti alle poste.. ai kg di pasta.. al voto di scambio..

    A mio parere l' ennesimo tentativo del dinosauro di turno di attirare nuovamente l' attenzione su se stesso.. dopo essere stato per anni sulla scena.. con parte dei 2000 miliardi di debito pubblico e gra parte del ritardo infrastrutturale del paese sulla coscenza.

    La nuova costituzione non gli piace ?? Ha fatto politica per quaranta anni.. penche non ci hanno la loro generazione a limare dove andava limato.. invece di dividersi Rai 1,2 e 3, le USL, le poltrone all' IRI e via dicendo ?

    Ahh Formica.. Pomicino.. De Michelis, ecc. ecc. mavaff..
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  4. #4
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Formica ha zero importanza. Continuano a intervistare i dinosauri, si vede che fa audience.
    Nella sostanza però è vero che non si riescono a fare riforme strutturali grosse, globali, di lungo periodo. E possibilmente giuste.

    Perchè ai tempi di Formica si facevano, ma erano sbagliate. Poi c'erano i pacchi di pasta sotto elezioni, ma non tutti i giorni.

    E poi ce lo si aspettava.

    Ora molti si aspettavano avendo visto le prime leopolde, le promesse, alcune prese di posizione, una linea di governo da statista nordeuropeo, o qualcosa che ci si avvicinava, con riforme difficili, globali, anche impopolari.
    Non credo che nessun osservatore si aspettasse l'abolizione TASI, o i bonus da 500€ a insegnanti e 18enni, o il dimezzamento della decontribuzione per gli assunti per far spazio a queste, e l'assenza di spending review rispetto alle promesse.
    E parlo di cose non avvenute che non erano state inventate dai liberisti utopici, ma promesse da Renzi stesso che ci ha costruito sopra per anni una narrazione che si contrapponeva al vecchio che appunto queste cose non le voleva fare.

    E invece... E perchè poi? Qui sta il mistero, non c'era nel 2015 un pericolo di caduta del governo, nessuno vuole andare a elezioni, è un virus? Contagio della sindrome da approvazione continua?

    Anche con la novità del licenziamento entro 48ore, che senso ha? Tribunali pieni di cause, neanche il solito iter di sospensione e verifica, un boutade così, a caso. Contemporaneamente una botta ai populisti di destra che osannavano Brunetta, questa, e una a quelli di sinistra che non vogliono i jobs act per gli statali, che infatti non viene ancora allargato, e invece basterebbe senza bisogno di annunci grotteschi.
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  5. #5
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Condivido quasi solo questa frase:

    "Lui usa il realismo per piegare gli idealisti del suo partito. Ma non ha nessuna visione. E' un uomo dai tratti tipicamente strapaesani"

    E' vero, Renzi di fatto non ha una visione strutturale, fa provvedimenti, a volte anche contro il vecchio idealismo post-comunista, ma comunque rivolti al consenso della prossima settimana, piccoli simboli, l'abolizione TASI, il bonus di 500€ una tantum, il licenziamento di chi timbra il cartellino altrui, la polemica populista con la Commissione Europea, perchè il popolino dica "Giusto, bravo", ma senza una riforma grossa e di lungo periodo, come una spending revie di 10 miliardi, il massiccio taglio delle tasse alle imprese, l'applicazione totale del Jobs Act al settore statale, cose poco spendibili nei titoli dei giornali, ma più utili.

    Solo il consenso immediato per apparire nel TG della sera, come un sindaco, non come uno statista
    Non contesto che Renzi sia portato a fare provvedimenti estemporanei solo per ricercare consenso immediato, ma dall'altra parte mi sembra ingiusto non valorizzare le poche grosse riforme che sta facendo, come quella elettorale-istituzionale.

    PS: al solito sei un po' fazioso, per esempio il taglio delle tasse sulle imprese (che secondo me neanche andrebbe fatto per primo) è in agenda per l'anno prossimo; la spending review da 10 mld sarebbe un disastro, a meno che non impattasse quasi solo sulla spesa pensionistica. Infine la polemica con la commisione europea è tutto fuorché populista... è fastidiosissimo questo atteggiamento paternalista che leggi nella politica europea, è ovvio che ci sono interessi politici contrapposti e visioni macreoeconomiche diverse: non è assolutamente vero che i contrari alla strada dell'austerity sono populisti e i favorevoli sono i ragionevoli, si possono avere opinioni diverse.

  6. #6
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Ecco la "polemica populista"

    La strategia di Renzi sul Fiscal compact - Corriere.it
    L’offensiva europea di Renzi, quindi, non è un capriccio. Come sempre, quando vuole trattare, il presidente del Consiglio alza i toni dello scontro per poi trovare un punto di caduta e arrivare a una mediazione il più favorevole possibile dal suo punto di vista. Se poi l’Europa si dovesse dimostrare impermeabile su quel fronte, il premier ne aprirebbe un altro. Con lo stesso obiettivo: «Farla finita con l’austerità che rischia di uccidere la Ue».

    Mi sembra un cambiamento sostanziale rispetto ai precedenti governi, e che denota una view di lungo periodo. O forse il vero problema è che questa view non è quella di Letta/Monti che ci si aspettava?

  7. #7
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Citazione Originariamente Scritto da Alepk Visualizza Messaggio
    Non contesto che Renzi sia portato a fare provvedimenti estemporanei solo per ricercare consenso immediato, ma dall'altra parte mi sembra ingiusto non valorizzare le poche grosse riforme che sta facendo, come quella elettorale-istituzionale.

    PS: al solito sei un po' fazioso, per esempio il taglio delle tasse sulle imprese (che secondo me neanche andrebbe fatto per primo) è in agenda per l'anno prossimo; la spending review da 10 mld sarebbe un disastro, a meno che non impattasse quasi solo sulla spesa pensionistica. Infine la polemica con la commisione europea è tutto fuorché populista... è fastidiosissimo questo atteggiamento paternalista che leggi nella politica europea, è ovvio che ci sono interessi politici contrapposti e visioni macreoeconomiche diverse: non è assolutamente vero che i contrari alla strada dell'austerity sono populisti e i favorevoli sono i ragionevoli, si possono avere opinioni diverse.
    Non frega nulla a nessuno in Europa e a me men che meno delle riforme elettorali, non c'entrano con l'economia, sono solo le riforme economiche quelle che contano. Almeno qui non rendiamoci ridicoli nel compensare le mancate riforme economiche con l'abolizione del Senato.
    Cmq era stato Renzi steso a voler annunciare quel taglio "disastroso", di ben lo 0,7% del PIL, mamma mia.... non io eh
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  8. #8
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Citazione Originariamente Scritto da Alepk Visualizza Messaggio
    Ecco la "polemica populista"

    La strategia di Renzi sul Fiscal compact - Corriere.it
    L’offensiva europea di Renzi, quindi, non è un capriccio. Come sempre, quando vuole trattare, il presidente del Consiglio alza i toni dello scontro per poi trovare un punto di caduta e arrivare a una mediazione il più favorevole possibile dal suo punto di vista. Se poi l’Europa si dovesse dimostrare impermeabile su quel fronte, il premier ne aprirebbe un altro. Con lo stesso obiettivo: «Farla finita con l’austerità che rischia di uccidere la Ue».

    Mi sembra un cambiamento sostanziale rispetto ai precedenti governi, e che denota una view di lungo periodo. O forse il vero problema è che questa view non è quella di Letta/Monti che ci si aspettava?
    E quindi vorrebbe poter spendere di più e non far calare il debito come promesso per cosa? E' qui il punto della questione e la dimostrazione di mancanza d serietà.

    Non parliamo delle concessioni europee, ma dell'interesse dell'Italia. Vale la pena ritardare ancora il calo del debito con tutte le conseguenze sulla credibilità davanti agli investitori e ai creditori per cancellare la TASI, per rinnovare i contratti agli statali, per dare i bonus?
    E' questo che non viene capito all'estero, e a dire il vero neanche in Italia fino al 2015, visto che i renziani avevano sempre criticato questo andazzo.

    Più flessibilità, più spesa per cosa? Per fare spesa improduttiva come faceva l'Italia in passato, per ritrovarci a punto e daccapo?

    Perchè nessuno capirebbe.
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  9. #9
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Non frega nulla a nessuno in Europa e a me men che meno delle riforme elettorali, non c'entrano con l'economia, sono solo le riforme economiche quelle che contano. Almeno qui non rendiamoci ridicoli nel compensare le mancate riforme economiche con l'abolizione del Senato.
    Cmq era stato Renzi steso a voler annunciare quel taglio "disastroso", di ben lo 0,7% del PIL, mamma mia.... non io eh
    La politica è fatta anche di riforme non economiche. Queste riforme hanno la stessa dignità di "grandi riforme" delle altre, così come quelle sui diritti civili. Poi ognuno ha le sue priorità, ma l'essere una grande riforma è (ovviamente) riferito ad un preciso ambito.
    10 mld di spesa pubblica "a caso" non sono pochi, sarà anche uno 0.7% di PIL ma in un paese che cresce dello 0.8% non è un valore trascurabile.

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    E quindi vorrebbe poter spendere di più e non far calare il debito come promesso per cosa? E' qui il punto della questione e la dimostrazione di mancanza d serietà.

    Non parliamo delle concessioni europee, ma dell'interesse dell'Italia. Vale la pena ritardare ancora il calo del debito con tutte le conseguenze sulla credibilità davanti agli investitori e ai creditori per cancellare la TASI, per rinnovare i contratti agli statali, per dare i bonus?
    E' questo che non viene capito all'estero, e a dire il vero neanche in Italia fino al 2015, visto che i renziani avevano sempre criticato questo andazzo.

    Più flessibilità, più spesa per cosa? Per fare spesa improduttiva come faceva l'Italia in passato, per ritrovarci a punto e daccapo?

    Perchè nessuno capirebbe.
    Secondo me tu hai una visione troppo paternalistica. L'UE vede contrasti politici fra paesi con interessi diversi. Lo scontro c'è, non bisogna negare la divergenza di interessi. Non significa essere contro l'Unione Europea, significa essere realistici e pragmatici. Lo scontro europeo core-periferia va risolto politicamente, mediante un compromesso, non accettando supinamente le decisioni degli altri con la convinzione (o la speranza) che siano meglio per noi.

    Da un punto di vista macroeconomico ridurre tutto a un unico driver (nel tuo caso ridurre il debito) è ingenuo. In Italia il deb/pil è sul 120% da 20 anni, siamo stati molto più virtuosi di tutti i nostir vicini, eppure siamo lo stesso cresciuti poco. Il deficit è solo uno strumento, è inacettabile che non ci sia libertà di usarlo nei momenti in cui oggettivamente serve (per esempio la Germania nel 2003) perché la soluzione non è sempre e solo "tagliare" ma sono importanti anche le spese. E' miope e autorazzista dire che l'Italia fa solo spesa improduttiva, per esempio l'Italia pur spendendo solo il 9% del PIL in sanità garantisce uno dei servizi migliori al mondo. La vera sostenibilità del debito e affidabilità del paese non si misura sul deficit al 3% o al 5% ma sulla forza dell'economia e sulle prospettive di crescita, oltre che sulla stabilità del sistema politico/istituzionale. Tutti i paesi core lo sanno, anche se fanno un po' finta che convenga un'Italia che disinveste e taglia (a loro infatti conviene, a noi no).

  10. #10
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    Predefinito Re: formica contro renzi

    Il principale errore che in questo momento attribuisco a Renzi è il voler cercare le risorse necessarie per il rilancio della nostra economia attraverso un recupero di più flessibilità aggirando precedenti accordi con l' Europa e non insistere piuttosto con la spending review.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

 

 
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