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Discussione: Epica.

  1. #1
    Cacciaguida
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    Predefinito Epica.

    La rivolta dei cowboy in Oregon va avanti da settimane. E alla fine c'e' scappata la sparatoria. E anche un morto. Arrestato il leader della protesta Ammon Bundy, insieme a sei membri della milizia armata che dal 2 gennaio occupa il Malheur National Wildlife Refuge, un ufficio federale all'interno di una remota riserva naturale. Tutto e' successo ad un posto di blocco della polizia, durante il quale sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco. Un uomo disarmato - ha affermato la polizia - e' rimasto ucciso. Ma non e' ancora chiara la dinamica dell'accaduto, ne' l'identita' della vittima. Ora il timore e' che la protesta possa degenerare.


    La protesta dei rancher contro il governo federale va avanti da tempo: dall'Oregon al Nevada accusano Washington di vietare gli allevatori di pascolare il proprio bestiame all'interno delle terre federali o di cacciare all'interno delle riserve naturali. Capo carismatico della rivolta e' Clive Bundy, un allevatore del Nevada. In Oregon a guidare la protesta i suoi figli, ch
    e hanno fondato il gruppo chiamato Citizens for Constitutional Freedom.
    Oregon, arrestato leader rivolta cowboy - Nord America - ANSA.it

  2. #2
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Epica.

    ci sono pure i pellerossa filo-obamiani che scassano il cazzo ai vaccari ariani

    Lungo il Sentiero dell'Oregon, scavato dal sangue di migliaia di nativi indiani e dalle ruote dei carri coperti dei pionieri in viaggio verso il Pacifico, ricomincia la guerra dei 200 anni tra il corvo bianco e il corvo rosso per il controllo delle terre del Lontano West.
    Da sei giorni arroccati nella capanna dei Ranger che dovrebbero pattugliare i 770 chilometri quadrati del Parco Nazionale di Malheur nell'Oregon settentrionale, un manipolo di fanatici in tuta mimetica, cappellone da John Wayne nel Grinta e fucili automatici veri stanno giocando ai cowboy e agli indiani, decisi — dicono — «a morire per difendere la libertà». Intesa come libertà di appropriarsi di un immenso territorio che a loro non è mai appartenuto, strappato dagli invasori europei prima ai nativi Paiute e Shoshone che ci avevano vissuto per almeno seimila anni e poi assegnato al governo federale come parco nazionale e in parte riserva indiana.
    Quel governo di Washington che ancora possiede legalmente più della metà dei territori dell'Oregon, del Montana, del Wyoming, dello Utah e del Nevada.
    Nella baracca occupata dai miliziani e circondata per ora soltanto da infreddoliti cameramen nella speranza di una sparatoria e da reporter intirizziti nel gelo dell'altopiano sulle rive del lago Malheur che in queste ore di gennaio mai supera gli zero gradi, due fratelli travestiti da guerriglieri con cappellone troppo nuovo per essere vero, Ammon e Ryan Bundy guidano una mezza dozzina di desperados nella ribellione contro "la tirannia" di Washington. E contro i Paiute che, dal 1868, dovrebbero avere il diritto sancito da un trattato di pescare, cacciare e raccogliere erbe medicinali e prodotti della terra, protetti dal governo.
    Ma nonostante la scenografia tra la Sporca Dozzina, i Berretti Verdi i cowboy gay di Brokeback Mountain e la costumistica da western pre-Sergio Leone, la battaglia di Lake Malheur, il "lago sfortuna" come fu battezzato dai primi cacciatori francesi che nel naufragio della loro canoa persero un anno intero di pellicce, è finora soltanto una grottesca sceneggiata.
    È un'altra rappresentazione, probabilmente destinata a una fine non violenta se l'Fbi e il governo di Washington avranno la pazienza di lasciarli congelare nelfreezer naturale dell'altopiano, di una guerra vera e mai davvero finita, nonostante trattati firmati e stracciati con l'inchiostro ancora umido: la guerra triangolare fra allevatori, nativi indifesi e governo incaricato di proteggere, insieme con i loro, i diritti della nazione alle terre ancora vergini del Far West.
    I due capibanda, i fratelli Bundy, uno dei quali sfida l'inverno con i suoi 72 anni, e i loro quattro seguaci, compreso un ex marine, John Ritzeheimer che ha lasciato su Facebook un melodrammatico addio alla famiglia, sono infatti, come tutti loro che li hanno seguiti nell'avventura, non " Oregonians" veri, ma professionisti della ribellione, nomadi che formano una compagnia di giro che recita nell'immenso palcoscenico del West ancora semivuoti la tragicommeddia del pionieri, per la gioia di telegiornali e annoiati reporter locali. Il "Parco Nazionale di Malheur" è infatti dal 1934 un tranquillo falsopiano bagnato da acquitrini e affluenti dello Snake River, santuario per 538 specie di uccelli che i mitissimi naturalisti e bird watchers frequentano nei mesi dell'estate e della migrazioni, rischiando non l'agguato di Ombre Rosse ma l'aggressione dalle fameliche zanzare del West o dai molti serpenti a sonagli che escono dal letargo.
    Il padre dei Bundy aveva già organizzato uno spettacolo simile nel vicino Nevada nel 2014, di nuovo sfidando il «regime federale » per rivendicare il proprio diritto a far pascolare bovini nelle avarissime pasture del deserto e a scavare miniere e si era preso dal potente senatore dello Stato, Hary Reid l'appellativo di «terrorista». Era stato un altro assedio, completo di cappelloni da «5 galloni» come si chiamano nel Texas, e di giuramenti a battersi a costo della vita per affermare il diritto dell'uomo, naturalmente bianco, sulla terra nordamericano, era finito quando le autorità federali li avevano semplicemente ignorati, lasciandoli a rosolare nel sole.
    Anche nell'Oregon i locali, che i Bundy aveva sperato di sollevare in una sommossa indipendentista, non se li sono filati affatto. Mentre i Paiute, per bocca di una capo villaggio, Henrica Rodriquez, protestavano per l'ennesima invasione dell'insaziabile "corvo bianco", i rari allevatori e rancher della zona che ha una popolazione di 7mila abitanti in una contea di 24 mila chilometri quadrati, più grande della Lombardia, hanno appeso cartelli per invitarli a "Go Home", a tornarsene a casa, E a non «spargere sangue» sulla loro terra.
    Anche i due miliziani anti-governativi dell'Oregon, Dwight Hammond e il figlio Steven, arrestati, incarcerati condannati a tre anni e poi ricondannati a due anni in più di quelli scontati con l'imputazione di attività terroristica per avere dato fuoco a boschi, che i Bundy erano andati a difendere con le armi, si sono pacificamente presentati al penitenziario, senza fare resistenza.
    Nell'ormai lunga storia di queste rivolte di milizie invariabilmente razziste, gonfie di collera contro i «negri», i «rossi», nel senso della carnagione, degli «stranieri », come se loro fossero indigeni, si immaginano come interpreti di un mito che sembra romantico ed è soltanto da squilibrati. La guerra dei Bundy, gente che i Texani e i veri cowboy superstiti deriderebbero come «sbruffoni tutto cappello e niente mandria» è dunque una scaramuccia che potrebbe far sorridere. Se non ricordasse, sotto quei costumi da guerrieri e i cappelloni, dietro quell'arsenale truculento e micidiale, il fiume di lacrime che ha bagnato quelle terre. E ancora sgorga dalla canna dei troppi fucili nel West.

  3. #3
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    Predefinito Re: Epica.

    Meglio i red necks!

  4. #4
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    Predefinito Re: Epica.

    "invariabilmente razziste"
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  5. #5
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    Predefinito Re: Epica.

    Io sto con i cow boys.
    E per motivi in fondo abbastanza simili a quelli che , quando non erano ancora semi-estinti, dediti all'alcool o ridotti a campare con le percentuali sul gioco d'azzardo, mi portavano a parteggiare per i nativi americani (intesi come quelli che vivevano secondo le proprie tradizioni, piuttosto che i patetici pupazzi filo-obaniani che oggi si fanno fotografare a pagamento dai turisti)

    Tra l'altro stiamo facendo anche noi la stessa fine e perdipiù non spariamo neppure cercando di vender cara la pelle (e nessuno paga per fotografarci, segno che per gli stranieri non siamo neppure più "caratteristici" ma solamente penosi)

    P.S. Sono sempre più orgoglioso del mio inselvatichimento: meglio vivere come Ted Nugent che come tanti Gigi d'Alessio.

  6. #6
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    Predefinito Re: Epica.

    Appena sotto la superficie della cronaca, c’è poi un’altra narrazione che rende l’episodio un oggetto del contendere per l’America divisa del 2016: la dimensione razziale. Elettrizzato dall’attenzione mediatica, Cliven Bundy, il padre di Ammon, di recente non s’è trattenuto dal dire in tv che la fine della schiavitù per gli afroamericani è stato un pessimo affare e che vivevano meglio raccogliendo il cotone. Affermazione indifendibile, che ha tolto dalle ambasce un pezzo di Washington: se Bundy parla così, è un irrecuperabile estremista e va isolato (per quanto, intimamente, più d’un americano avrà sospirato ascoltando quelle parole). La questione si è complicata in coincidenza con l’azione d’inizio gennaio: tutto ciò che Bundy e compagni hanno commesso in Oregon, nei 26 giorni di occupazione dell’edificio, è in flagrante violazione delle leggi. Eppure a lungo Ammon e compagni sono stati circondati più da perplessità che da decisa condanna. Ammon ha giocato bene con la comunicazione ostentando l’onnipresente riferimento al dettato costituzionale, l’insistenza – pronunciata coi modi affettati e scontrosi dell’antico countryman – sulla valenza idealistica del gesto, i riferimenti ai valori originali che l’America sta perdendo, una sarcastica affermazione di non-violenza, i “siamo certi che si troverà un accordo”, e “non saremo noi a mettere mano alle armi”, che sottintendono il “se sarà necessario, siamo pronti”. Messaggio: siamo i veri americani, figli legittimi della nazione per come dovrebbe essere ancora concepita e tradita dalla Washington assetata di potere e dalle violazioni dei princìpi di libertà. Tratteremo senza arretrare, perché i princìpi per noi sono sacri. “Mi faccio ammazzare, piuttosto che finire in una gabbia federale”, diceva Finicum. Siamo l’America e diciamo cose americane: volete distruggerci? Fatelo, ma sarà come sparare su vostro padre.


    L’America ufficiale ha traballato, mentre i radicali gridavano allo scandalo: fossero stati neri, sarebbero stati massacrati già la prima sera e senza trattativa. Ma quegli uomini di mezza età, con gli Stetson sulla testa, i giacconi da caccia, i silenzi, le risposte a monosillabi, gli sguardi che in tv fanno un effettone, è difficile liquidarli come “terroristi domestici”. Somigliano troppo a ciò che si vede sulla Main Street di tutta l’America rurale. Che non smette di esistere. E che, ogni quattro anni, torna maledettamente a contare, per decidere a chi tocchi comandare la prossima volta.

  7. #7
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    Predefinito Re: Epica.

    Sarà a volte rozzo (non è così automatico come pensano certi personaggi che del costume americano conoscono giusto i chicken mcnuggets)
    ma a me il redneck non finisce di stare simpatico.

    Forse sono rozzo anche io. Ma se così fosse, sarebbe il mio lato migliore, quello più genuino, serio ed affidabile.

    I farmers sono sempre stati e secondo me restano ancora uno dei lati positivi di un grande paese. Sono quelli con i coglioni, per dirla tutta.

    E seguito a pensare che certe nefandezze che gli USA commettono in giro per il mondo siano statisticamente molto più attribuibili a sofisticati puzzapiedi in giacca a cravatta che a ruvidi personaggi con i jeans e gli stivali a tacco svasato.
    Che magari ti urlano in faccia che gli hai rotto i coglioni e ti rifilano pure qualche cazzotto ma poi, indipendentemente dal fatto che le abbiano prese o date, una volta chiariti sono capacissimi di offrirti da bere.

    Da che mondo e mondo, le guerre le combattono quelli con le mani callose, ma a scatenarle e renderle ancora più infami sono sempre stati quelli che avevano studiato un pò troppo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Epica.

    Ah, lo sceriffo di Rambo e il suo; "Hey vagabondo, non vogliamo stranieri in città".

  9. #9
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    Predefinito Re: Epica.

    In questo come in altri contesti simili, deve prevalere sempre il criterio etnico-razziale. I cowboys e i farmers anti-governativi appartengono alla nostra razza europea. Sono sangue del nostro sangue. I loro antenati sono i nostri antenati. Non dobbiamo piú versare lacrime sui poveri indiani colonizzati o sui poveri negri schiavizzati. Peggio per loro, fuck them all. E comunque di contrizione vittimista ne abbiamo giá fatta anche troppa. Oggi é tempo di recuperare il nostro orgoglio come razza e di essere solidali con i nostri fratelli di razza.

  10. #10
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Epica.

    Citazione Originariamente Scritto da Lost Faraway Visualizza Messaggio
    In questo come in altri contesti simili, deve prevalere sempre il criterio etnico-razziale. I cowboys e i farmers anti-governativi appartengono alla nostra razza europea. Sono sangue del nostro sangue. I loro antenati sono i nostri antenati. Non dobbiamo piú versare lacrime sui poveri indiani colonizzati o sui poveri negri schiavizzati. Peggio per loro, fuck them all. E comunque di contrizione vittimista ne abbiamo giá fatta anche troppa. Oggi é tempo di recuperare il nostro orgoglio come razza e di essere solidali con i nostri fratelli di razza.
    Fratelli di razza è francamente esagerato, ma per molti buoni motivi la resistenza antigovernativa dei Farmers bianchi e delle milizie cristiane e libertarie ha lo stesso nemico capitalcomunista e mondialista che sta sgozzando gli ultimi europei.
    Del resto la merda comunista da noi non si peritava di sostenere i movimenti razzisti negri tipo Black Panthers ecc..

 

 
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