Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: La casta è impazzita.

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La casta è impazzita.

    di M. de Manzoni

    C’è il leghista che si crede Italo Balbo e dall’alto dello scranno di presidente dell’Aeroclub d’Italia, dove si è issato per meriti politico-aviatori, compra un tot di velivoli e li battezza con i nomi di ministri e sottosegretari a lui cari (oltre che con il suo, visto che c’era...).
    C’è il governatore che invece la targa (della sua Regione) la mette ai dromedari. Sì, ai dromedari: acquistati con i soldi pubblici e destinati alle popolazioni del deserto del Sahara.
    C’è il sindaco innamorato dell’imperatore Nerone, quello che la leggenda dipinge intento a suonare la lira mentre Roma viene divorata dall’incendio da lui stesso fatto appiccare. E questo sindaco non riesce proprio a tenere per sé la bruciante passione: ha assoluto bisogno di farne partecipi anche i concittadini.
    A loro spese, ça va sans dire.
    E così il paese che amministra è ora dominato dall’enorme statua del despota che trucidava mogli e cristiani a giorni alterni.

    E poi, poteva mancare?, c’è il consigliere provinciale romano che si concede una bella nottata a base di coca e trans. Siccome però nella prodezza era già stato preceduto da tale Piero Marrazzo, all’epoca presidente della Regione, e poiché non ci si può mica accontentare di un semplice pareggio, ecco che il nostro decide di mescolare mestiere e piacere e improvvisa un bel comizio dal balcone del viado brasiliano. Un trionfo, anche se incompreso dalla polizia.
    Da applausi pure la giustificazione: «Stavo indagando, mi hanno incastrato».

    Quattro flash arrivati ieri dal mondo della politica. A ulteriore dimostrazione di un impazzimento che - tra annunci, refusi, favori, ruberie, pugnalate tra alleati, fascisti di sinistra, comunisti di destra, democristiani folgorati sulla via dell’antimafia - sta lasciando basiti gli elettori.
    C’è di buono che alla presentazione del libro di Patrizia «Escort» D’Addario, anziché la temuta ressa, si è registrato un confortante vuoto: quattro giornalisti e quattro gatti.
    C’è ancora speranza.

    dalla prima pg. de ilgiornale.it 02 07 2010

    saluiti

  2. #2
    Mangiare gli evasori!
    Data Registrazione
    19 Aug 2009
    Località
    ove Friedrich impazzì
    Messaggi
    16,555
     Likes dati
    77
     Like avuti
    1,106
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: La casta è impazzita.

    Un po' in ritardo quelli de Il Giornale, eh
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La casta è impazzita.

    Chi dedica gli aerei ai ministri.

    Il governo spicca il volo ma mica nei sondaggi.
    Lo fa per davvero grazie a un padano doc, il senatore Giuseppe Leoni, leghista della prima ora, natali a Mornago, due grandi passioni nella vita: gli aeroplani e la politica.
    Lui, presidente dell’Aeroclub d’Italia, ha deciso di rendere omaggio ai cinque ministri che vigilano sul suo ente di diritto pubblico (l’aeroclub per l’appunto) con una trovata quantomeno bizzarra.
    Ha dato le targhe ad alcuni «suoi» aerei nuovi di zecca con le iniziali dei ministri dei Trasporti, della Difesa, degli Interni, dell’Economia e dei Beni culturali. Ma non solo a questi.

    Leoni, ruspante Italo Balbo in salsa padana, pur essendo pilota parla terra terra: «Ch’l senta... Se l’è domà per ciapà per el cuu, mi ghe sbatti giò la curnetta» («se l’articolo è fatto solo per prendere in giro la cosa, metto giù il telefono», ndr).
    Rassicurato che è soltanto per capirci un po’ di più, accetta di parlare e spiega: «L’Aeroclub ha la delega da parte del ministero di far imparare ai ragazzi a volare. Ha una flotta obsoleta, vecchia, ridicola. Così, dopo molte mie insistenze, il governo ha deciso di sbloccare i tre milioni di euro che avevamo in cassa grazie a un finanziamento fatto nel 1985 ma che non potevamo spendere».
    Soldi non utilizzabili? «L’eran blucaa, congelaa».
    Poi la svolta e la possibilità di comprare 25 aeroplani nuovi di zecca, acquistati dalla Tecnam, in seguito a una gara regolare:
    «Sono i P92, un po’ come le Panda della Fiat». L’ultimo rinnovo della flotta era avvenuto 20 anni fa e Leoni, tignoso come non mai, aveva insistito fino allo sfinimento per aggiornare il parco aereo.

    La questione delle targhe è semplice: «Ogni veicolo è registrato e targato. La targa, per gli aerei, la rilascia il Registro dell’aeronautica nazionale.
    A differenza delle auto, gli aerei hanno sigle e non numeri. Così, mi sono chiesto: perché non ringraziare l’intero governo per aver permesso di rinnovare la flotta?».
    La genialata sta nel far seguire alla «I», che sta per «Italia», le iniziali dei nomi dei ministri. Ma attenzione: il Registro non può assegnare due targhe uguali, anche se una di queste era di un aeroplano demolito da anni.
    «Per esempio - spiega Leoni - “I-BOSS” l’era giamò ciapaa... ».

    Quindi l’aeroplano di Bossi avrà stampato sulla carlinga «I-UMBE».
    Per aria vedremo anche i monomotori di Roberto Maroni («I-RMAR»), di Roberto Calderoli («I-CALD»), di Giulio Tremonti («I-GITR»), del sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga («I-COSG»), di Altero Matteoli. In questo caso la sigla non c’è ancora: «Volevo targarlo “I-ALMA” ma anche in questo caso la sigla è già stata utilizzata».

    E Sandro Bondi? C’è: «I-SABO». Ma scusi, il suo? «C’è anche il mio ma invece di chiamarlo “I-LEON” ho deciso per un bel “I-NOEL”, all’incontrario. Noël in francese significa Natale. In fondo io ho fatto un bel regalo di Natale all’Aeroclub e ai tanti allievi che vogliono prendere il brevetto, te capii?».
    Guai a fargli presente che qualcuno potrebbe eccepire la trovata come elettorale: «Se c’è qualche pilota che non se la sente di volare sull’I-UMBE? Ma queste sono seghe mentali dei giornalisti. Gli aerei nuovi sono lì ed è quello che conta. Se poi c’è qualcuno a cui non va bene, be’... volino pure su altri aerei».

    L’Italo Balbo del Carroccio, fiero della trovata delle targhe, racconta la sua passione per le nuvole: «Sono cresciuto nel varesotto, vicino all’aeroporto di Vergiate. Praticamente dall’asilo ho vissuto con il naso all’insù e il sogno: volare. Tanto che quando sono diventato maggiorenne non mi sono fatto la macchina ma l’aereo. Un catorcio: costava meno di una Cinquecento... ».

    di F. Cramer a pg. 2 de ilgiornale.it 02 07 2010

    saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La casta è impazzita.

    La vera storia dei dromedari emiliani.

    di M.Foa pg. 2 de ilgiornale.it 02 06 2010

    Ventimila euro. Spesi dalla Regione Emilia-Romagna. Per comprare dromedari, anzi dromediarie, nel deserto del Sahara occidentale.
    Lo abbiamo scritto ieri. E il presidente Vasco Ernani non ha gradito. Intervistato dalla trasmissione Omnibus su La7, ha rivendicato «con orgoglio» l’iniziativa e ha snocciolato un po’ di cifre. «Le dromedarie da latte servono per salvare dalla malnutrizione cronica bambini, malati e anziani che vivono nella precarietà estrema dei campi profughi Saharawi, nel deserto algerino». Ha dichiarato che «con i 12.800 euro stanziati nel primo anno, ovvero nel 2009, la Regione ha acquistato sette dromedari». Scopriamo che il dromedario da latte, con un’alimentazione adeguata, arriva a produrre quattro litri di latte al giorno «fornendo nutrimento per la prole e per le famiglie Saharawi».
    Tutto giusto. O quasi. È vero: i Sahawari sono perseguitati. È vero: i soldi finiscono davvero ai profughi, dunque non ci sono ruberie. Ma perché i cittadini devono apprenderlo per caso?
    La prima ad accorgersene è stata Silvia Noé, dell’Udc, lo scorso marzo, sfogliando i verbali dell’ultima seduta di giunta prima delle elezioni. Una seduta rapidissima.

    Alle 9 in punto gli otto assessori della giunta presieduta da Vasco Errani iniziarono a esaminare le 245 delibere all’ordine del giorno. Alle 9.30 avevano già terminato.
    L’iniziativa di cui Errani è orgoglioso è stata approvata in 7 secondi al pari di altri finanziamenti: 1.000 euro alla sagra del Cicciolo d’oro a Campagnola Emilia (in provincia di Reggio), 1.500 al Festival del letame, 14.460 per creare una cooperativa di donne che offra servizi ambientali e di pulizia a Recife e 35mila a una scuola di Belo Horizonte.
    Perché l’Emilia Romagna deve aiutare il Brasile ovvero un Paese che scoppia di salute?
    Anche di questi finanziamenti Errani è orgoglioso?
    Tante, piccole incongruenze che alla fine formano un mosaico di spese inutili o perlomeno dubbie; comunque opache. Spesso a scoppio ritardato.

    Errani non sa nemmeno quando ha iniziato a finanziare il popolo del Sahara occidentale. Il 2009 non è il primo anno, ma il quinto.
    E a dirlo non è il Giornale, ma l’Associazione El Ouali Bologna per la libertà del Sahara occidentale, in un documento diffuso su internet per dimostrare come vengono usati i fondi.
    Sono loro ad affermare che «la regione Emilia-Romagna acquista e mantiene dromedari dal 2005», citando persino la circostanza del primo acquisto, la Saharamarathon.
    Seguono tante belle foto e una rassicurazione, rivolta ai contribuenti.
    L’associazione «per identificare i dromedari già acquistati negli anni passati» ha pensato di «applicare targhette auricolari che oltre a riportare la sigla “ER” riportano una numerazione progressiva».

    Insomma, per il deserto del Sahara, girano dromedari targati Emilia-Romagna.
    Dromedari identificabili, contrariamente a certe decisioni di giunta, approvate a Bologna, alla chetichella, poche ore prima dei botti di capodanno, seguendo una prassi consolidata quando le risorse finanziarie erano abbondanti, ma su cui è lecito interrogarsi in tempi di crisi come questi.
    Siano i cittadini dell’Emilia-Romagna a decidere se l’acquisto dei dromedari è davvero importante.
    Prima, però, bisognerebbe informarli.
    Con dati certi, possibilmente.

    saluti

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La casta è impazzita.

    La curiosità.

    A fare confusione tra i due animali ci si è messa anche una famosa compagnia di tabacchi, la Reynolds Tobacco Company con il suo famoso pacchetto di sigarette Camel.
    A dispetto del nome infatti, l’animale raffigurato sulla scatola non è un cammello, ma un dromedario, soprannominato negli Stati Uniti «the old Joe» (il vecchio Joe).
    La confusione deriva dal fatto che, in molte lingue, s’impiega il nome generico «cammello» (che indica la famiglia) al posto del più specifico, ma meno frequente, «dromedario» che indica proprio la specie, ovvero il «Camelus dromedarius».
    Anche se a uno sguardo superficiale questi due animali sembrano molto simili, possiedono caratteristiche profondamente diverse e non solo dal punto di vista anatomico.
    Il dromedario ha una sola gobba, mentre il cammello ne possiede due e questa è una differenza anatomica che li contraddistingue immediatamente.
    Si tratta di grandi depositi di grasso cui questi animali fanno ricorso quando c’è carenza di alimentazione. Quando il dromedario è ben alimentato, la sua gobba è bella turgida, mentre si «sgonfia», quando va incontro a lunghi periodi di digiuno.
    Un’altra differenza, meno nota, riguarda le dimensioni, molto maggiori nel dromedario, rispetto al cammello, così come il pelo molto più abbondante in quest’ultimo, tanto che, in alcune razze, cade fluente a terra.
    Il dromedario è tipico del Nord Africa e della penisola arabica (ma si trova anche in Afghanistan e India), luoghi in cui viene allevato come animale domestico e mezzo di trasporto nel deserto, oltre che fonte di carne. Addomesticato 4.000 anni fa il dromedario, con le sue narici che si chiudono e gli ampi zoccoli che non sprofondano nella sabbia, si è adattato alla vita del deserto.
    Può bere oltre un quintale d’acqua in dieci minuti che però, a differenza del cammello, non immagazzina nell’unica gobba, per cui risulta meno resistente alla siccità.
    Molto sensibile a freddo e umidità è uno dei pochi mammiferi in grado di variare la temperatura corporea dal giorno alla notte, anche di quattro gradi centigradi. Il dromedario ha un’andatura «ad ambio», cammina portando avanti contemporaneamente le zampe di uno stesso lato e questo gli fa assumere la tipica movenza altalenante. La sua resistenza tra le sabbie del Sahara gli ha valso il soprannome di «nave del deserto».

    sulla pg. 2 de ilgiornale.it del 2 07 2010

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. La casta è impazzita
    Di Rasputin nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 02-07-10, 17:44
  2. Casta Dei Politici? Nulla In Confronto Alla Casta Dei Giudici
    Di GEORGE (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-04-08, 18:45
  3. La casta puntata numero 3 - quando la casta si sente attaccata..
    Di blob21 nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 05-10-07, 16:19
  4. La Lega è impazzita
    Di Paul Z. (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 60
    Ultimo Messaggio: 04-03-07, 14:34
  5. Una mucca impazzita
    Di Roderigo nel forum Politica Estera
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 08-08-02, 14:48

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito