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Discussione: La filosofia di Marx

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    Predefinito La filosofia di Marx

    La filosofia di Marx – Giovanni Gentile

    Siamo riusciti finalmente a trovare il libro di Gentile “La filosofia di Marx”, ci dispiace non averlo pervenuto in tempo per poterlo inserire nella nostra campagna su “i volti di Marx”.
    Molti sostengono che Gentile sia stato l’unico in grado di comprendere e decifrare il marxismo ed ora ci poniamo il compito di mostrare quale sia la sua interpretazione della filosofia marxiana.

    1. Importanza presente degli studi socialisti.

    Secondo qualcuno, l’importanza scientifica del nostro tempo spetta alle questioni sociali, nonostante siano sempre state trattate in ogni tempo e non abbiano mai perso d’importanza nelle questioni politiche. E’ tuttavia vero che la trattazione dei problemi sociali deve essere il compito del mondo moderno, per poter risolvere definitivamente questa questione, vecchia e irrisolta da quando il genere umano ha mosso i suoi primi passi. La teoria di Marx prevede infatti un radicale mutamento di tutta la compagine sociale e non può sostenersi se non sorretta da una intuizione radicalmente nuova della vita e della storia. Ogni teoria del socialismo infatti si regge su un ideale assetto della società, e si collega con uno speciale sistema filosofico. Ora l’ultima forma socialistica è quella che nasce dal pensiero di Carlo Marx e viene propriamente chiamata comunismo critico.

    “Questa dottrina consiste nella cosiddetta concezione materialistica della storia; per la quale con una rigida critica della storia passata si determinerebbe un andamento costante e necessario nel corso degli umani avvenimenti.”

    2. Esposizione della concezione materialistica della storia.

    La concezione materialistica della storia deriva, come detto de Engels, da una stretta relazione dell’hegelismo degenerato della sinistra, in paricolar modo dall’ hegelismo del Feuerbach, il più lontano dal maestro. Nella prefazione ad un libro del Capitale Marx riassume il risultato delle sue meditazioni sull’andamento della storia.
    Bisogna qui notare però che Gentile si riferisce alla concezione del materialismo storico scritta nel manifesto e nel capitale e non in quella espressa da Marx nell’ “Ideologia tedesca”, dove teorizza al meglio questa “scienza”, in quanto quest’ opera venne pubblicata successivamente nel 1932.

    “Nella produzione sociale della loro vita gli uomini entran fra loro in rapporti determinati, necessari ed indipendenti dal loro arbitrio, cioè in rapporti di produzione, i quali corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle materiali forze di produzione. L’insieme di tali rapporti costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale, sulla quale si eleva una soprastruzione politica e giuridica ….Non è la coscienza dell’uomo che determina il suo essere , ma è all’ incontro il suo essere sociale che determina la sua coscienza. A un determinato punto del loro sviluppo le forze produttive materiali della società si trovano in contraddizione coi preesistenti rapporti della produzione (cioè i rapporti della proprietà), dentro dei quale esse forze per l’innanzi s’eran mosse. Questi rapporti della produzione da forme di sviluppo di forze produttive, si convertono in loro impedimenti. E allora subentra un’epoca di rivoluzione sociale. Una formazione sociale non perisce, finchè non si siano sviluppate tutte le forze produttive per le quali essa ha spazio sufficiente; e nuovi rapporti di produzione non subentrano, se non prima le condizioni materiali di loro esistenza non sieno state maturate nel seno della società che è in essere. A guardar le cose in grandi tratti, le forme di produzione asiatica, antica , feudale e moderno-borghese possono considerarsi come epoche progressive della formazione economica della società. I rapporti della produzione borghese sono l’ ultima forma antagonistica del processo sociale della produzione; ma le forze produttive che si sviluppano nel seno della società borghese, mettono già in essere le condizioni materiali per la soluzione di tale antagonismo.”

    Dal brano citato Gentile passa ad analizzare il fulcro del concetto filosofico che contiene tutto il resto: non è la coscienza che determina il suo essere, ma è all’ incontro il suo essere sociale che determina la sua coscienza. Qui per uomo non va inteso l’individuo umano al suo stato naturale ma bensì l’uomo sociale, ossia l’uomo storico, e per essere sociale, si intendono le condizioni in mezzo alle quali e per le quali , in una data società, la vita umana i deve esplicare; condizioni non politiche, né religiose, né morali, ma semplicemente ed unicamente economiche. Tutte le condizioni appena elencate ( politiche,morali, religiose, scientifiche) sono unicamente costruzioni ulteriori dell’ uomo già entrato in società. L’uomo non può sottrarsi alla sua prima istituzione ne può agire e muoversi al di fuori di quel terreno artificiale, come sostenuto anche da Labriola (importante studioso di Marx).

    “Non può ,insomma, dare a se una forma politica, né una religione o una morale, né produrre una scienza a proprio piacimento. Deve produrle come si convengono e soltanto possono convenirsi a quella prima conformazione, che è la seconda natura.”

    Questa fondamenta della società è la sua base economica, base naturale di tutta la storia. In Hegel ,sostiene Labriola, la storia si idealizza mentre nel materialismo essa si obbiettivizza, anzi si naturalizza.
    Gentile nota come in Italia vi sia un grande sforzo di alleare il socialismo con la cosiddetta scienza positiva del darwinismo e dell’evoluzionismo naturalistico dando vita ad una unità mal assortita.

    “Si dimentica che la lotta per l’esistenza e selezione naturale, principi direttivi di tutto il darwinismo, se si trasportassero dal mondo naturale al mondo umano storico, condurrebbero non v’ ha dubbio, a ben altro perfezionamento sociale, che i comunisti non vogliano.”

    Secondo Gentile infatti il comunismo critico di Marx non mira ad una evoluzione ma ad una rivoluzione.Labriola infatti sdegna ogni alleanza con la scienza delle trasformazioni animali incoscienti e fatali di tutta la natura inferiore in quanto considera che l’uomo non si muove più nella natura, ma in un ambiente artificiale che s’ è creato distinguendosi da ogni altra specie, le quali come s’ è visto regoleranno tutta la storia. Per naturalizzazione della storia si intende quindi per Labriola prendere coscienza che tutte le vedute ideologiche siano frutto delle fondamenta economiche. Vi è di conseguenza un procedimento, una scienza, che determina la legge del procedimento storico, una filosofia della storia.

    3. Critica della nuova filosofia della storia

    Secondo Gentile una volta considerata la concezione materialistica della storia per il suo carattere scientifico essa non può soffrire di alcuna critica, almeno che non si dimostri falsa la teoria del materialismo. Il problema cardine di questa filosofia della storia è la determinazione a priori dell’assoluto che è costretto a prendere il posto del relativo, poiché solo il relativo è reale e l’assoluto è immaginario si può comprendere come questo scambio di posizioni sia deleterio per la teoria materialista.

    “Se si vuol dire “scientifico” il moderno socialismo si deve intendere solamente nel senso che esso si rivolge non più a ideali metafisici di giustizia ma alla critica economica delle condizioni sociali. Se il materialismo storico vuol essere più che una semplice veduta metodologica, considerato dall’aspetto filosofico ci riesce uno dè più sciagurati deviamenti del pensiero hegeliano, in quanto riconduce ad una metafisica del reale. Ma come semplice veduta metodologica giova esso davvero gran che alla coscienza del comunismo critico?”

    4. Marxismo teorico e Marxismo pratico

    Per Gentile molti socialisti credono di dover prendere posizione verso il materialismo storico; indotti a quest’ opinione dal fatto che Marx fu il fautore del partito e l’autore di quella dottrina. Marx fu principalmente un filosofo, che per via dei suoi studi diventò un rivoluzionario. Era filosofo prima che rivoluzionario; mentre tutti i comuni socialisti militanti sono rivoluzionari ben prima che filosofi. Da qui Gentile sostiene giustamente che una dottrina filosofica non si può criticare se non filosoficamente. “Gli uomini fanno una storia, che mette capo al comunismo; arrivati a un certo punto, s’ accorgono della via che questa storia viene seguendo e della meta verso la quale, su questa via, è indirizzata. Ma se ne accorgessero o no, ciò era perfettamente inutile pel corso di questa storia in se stesso determinato materialisticamente. La società, osserva Gentile, muterà inevitabilmente; poiché immersa nella contraddizione della società borghese. Si è visto come la lotta di classe presupponga la coscienza dell’antagonismo degli interessi e la coscienza del materialismo storico. Poiché la lotta di classe è necessaria come il cambiamento della società. È altrettanto inevitabile che la coscienza del materialismo storico penetri nella parte attiva della società.

    “E il materialismo storico, diffondendo tra i proletari i suoi più vitali ed elementari principi (lotta di classe) conferisce necessariamente anch’esso al fatale andare della storia. Ecco il senso della frase di Marx, che il proletario è l’erede ultimo della filosofia classica tedesca. Si tratta sempre del rovesciamento della prassi sul soggetto”.

    Se la prassi dunque si rovescia, e le idee operano sulla storia, questa spiegazione materialistica della storia stessa non è poi molto rigorosa. Tuttavia le idee sono frutto di un prodotto della realtà materiale (economica) della storia.

    “Se l’ eredittà del proletariato è una filosofia – che scenderà fino ad esso negando se stessa, – lasciate che questa filosofia maturi, affinchè il vostro proletariato non venga a trovarsi con un pugno di mosche in mano, invece che col patrimonio che gli si vien decantando!”.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

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    Predefinito Rif: La filosofia di Marx

    “Si dimentica che la lotta per l’esistenza e selezione naturale, principi direttivi di tutto il darwinismo, se si trasportassero dal mondo naturale al mondo umano storico, condurrebbero non v’ ha dubbio, a ben altro perfezionamento sociale, che i comunisti non vogliano.”
    Non c'è neppure bisogno del materialismo biologico di Darwin per concludere pervenendo "a ben altro perfezionamento sociale, che i comunisti non vogliano", visto che allo scopo basta e avanza il materialismo economico di Marx stesso:

    “Questa dottrina consiste nella cosiddetta concezione materialistica della storia; per la quale con una rigida critica della storia passata si determinerebbe un andamento costante e necessario nel corso degli umani avvenimenti.”
    Se il capitalismo ottocentesco descritto da Marx e quello novecentesco fordista sono superati dal capitalismo postmoderno globalizzato, immateriale e flessibile, evidentemente le leggi immanenti al processo storico e allo sviluppo dei rapporti di produzione dovevano condurre in quella direzione e non in un'altra.

    Nella produzione sociale della loro vita gli uomini entran fra loro in rapporti determinati, necessari ed indipendenti dal loro arbitrio, cioè in rapporti di produzione, i quali corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle materiali forze di produzione.
    In questo senso è perfettamente lecito e anzi doveroso dal punto di vista dell'interpretazione materialistica della storia rilevare come si siano miserevolmente infrante le aspirazioni di chi pensava arbitrariamente di opporsi allo sviluppo necessario dei rapporti di produzione nelle forme che essi dovevano inevitabilmente assumere.

    “Se si vuol dire “scientifico” il moderno socialismo si deve intendere solamente nel senso che esso si rivolge non più a ideali metafisici di giustizia ma alla critica economica delle condizioni sociali.
    Si è visto che la derisione marxiana dell'inanità antistorica del "socialismo feudale e reazionario" nel Manifesto del Partito Comunista può essere applicata a maggior ragione in merito alle velleità sgangherate e patetiche di cui la storia comunista ha dato prova anteponendo le proprie fantasie utopiche, personalistiche e sentimentali all'adesione oggettiva allo sviluppo dei fattori di produzione.
    Ultima modifica di Astaroth; 04-07-10 alle 14:41

 

 

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