L’Ilva di Taranto e il bene comune

Teoria e prassi dei commons, i beni comuni, come alternativa per una più equa distribuzione della ricchezza e per un ponderato utilizzo delle risorse.

di Michelangelo Pacifico
Il17 maggio partirà il nuovo processo nei confronti dei 44 imputati nell’inchiesta “Ambiente Svenduto” per le emissioni nocive dell’Ilva di Taranto. In questi giorni l’agenzia regionale per la protezione ambientale che opera sul territorio pugliese ha dichiarato che le sostanze tossiche rilevate in valori che superano la soglia di allarme nel quartiere più vicino all’Ilva sono simili a quelle presenti nei filtri dei camini dell’impianto siderurgico. I processi e le condanne potranno forse un giorno risolvere il singolo caso dell’Ilva, ma prima o poi bisognerà capire che l’inquinamento, e più in generale l’aggiramento delle regole, non sono un’ eccezione, sono parte integrante del capitalismo, il quale si regge sulla competizione sfrenata. Tra due imprese quella che riesce ad aggirare le regole ambientali vince sul mercato, perché può proporre prezzi più bassi.

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