Vacanze
Scritto da Gianpaolo BARRA
Non serve tanta fantasia, né bisogna spremersi il cervello per capire come trascorrere l’estate facendo in modo che sia proficua. Ciò vale anche per chi le vacanze non se le può permettere, perché l’obbligo evangelico di portare frutto non è “a tempo”, non distingue una stagione dall’altra, il lavoro dal riposo, il luogo di residenza da quello di villeggiatura.
Se il periodo estivo è solitamente meno oberato di impegni, è più “libero” rispetto al resto dell’anno, questo non dispensa dal dovere di impiegarlo come si conviene ad un cristiano, tenendo presente che se andiamo in vacanza rispetto alla scuola e al lavoro, non lo andiamo rispetto al Paradiso.
Dunque, che cosa fare per non dimenticarci d’essere cristiani anche in vacanza?
Se, come dicevamo, non serve molta fantasia per darsi una risposta, qui è possibile elencare solo qualche banalità, scontata e ovvia, che, tuttavia, forse non sarà male ricordare.
La prima: vediamo di curare meglio del solito la vita di preghiera, dandoci, per esempio, una regola da rispettare quotidianamente, costi quel che costi. Può, questo, essere un segno che non sbrachiamo del tutto, che in vacanza ci va il corpo (che se lo merita) ma non l’anima (che non deve e non può). Alla quale gioverà assai anche partecipare a qualche Messa feriale. Ancora un suggerimento, giusto per non trascurare i particolari: visto che solitamente in estate ci concediamo qualche “lusso” sconosciuto nel resto dell’anno, perché non “controbilanciarlo” con qualche sacrificio da regalare al Signore, senza che nessuno se ne accorga?
Anche un’opera di carità, da aggiungere a quelle abituali (“aggiungere”, non “sostituire”), non sarebbe male: giusto per dire al Signore che, in vacanza, non ci dimentichiamo di Lui.
La seconda: cerchiamo di dedicare più tempo alla famiglia. Chi è sposato e fa il mio lavoro – e anche molti di quelli che ne fanno un altro – spesso accampa il pretesto dei “troppi impegni” per svicolare da quelli famigliari. Si tratta, in certi casi, di una scusa bella e buona, ma almeno in estate vediamo di non tirarla in ballo. Ne guadagneremo tutti, noi, moglie e figli. Con i quali ci farà bene non solo stare, ma anche pregare insieme.
La terza: approfittiamo del tempo libero per curare la nostra formazione. Se la battaglia apologetica è anche una battaglia culturale, che vede i nemici di Dio affannarsi per costruire un mondo senza Dio, vediamo di attrezzarci per vincerla. Lo si può fare con buone letture, o partecipando ad iniziative culturali che, di solito, non mancano in certi luoghi di villeggiatura.
La quarta: questa, inutile nasconderlo, è pensata “pro domo nostra”, quindi anche per voi, cari lettori, visto che siamo la “famiglia del Timone”. Che ne dite di identificare qualcuno, magari conosciuto in villeggiatura, cui parlare del nostro mensile e regalargli un abbonamento? Forse si tratta di una persona ben disposta, che apprezzerà il dono. Un dono che gli farà del bene, alla mente e soprattutto all’anima. Ovvio che se crescono gli abbonati, aumentano anche i mezzi per portare avanti la “buona battaglia” del Timone.
Come avrete notato, le cose dette sono una rassegna del banale, suggerimenti quasi “infantili”.
Non me ne vergogno: per guadagnarsi il cielo, in fin dei conti, non è necessario essere complicati.
Basta, appunto, diventare semplici come i bambini, stando al Vangelo.
Buone vacanze.
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