Re: Intanto in Polonia...
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emv
Mi sembri parecchio ripiegato su te stesso. Che per te sia difficile sopportare il dolore perchè ne hai dovuto sopportare tanto e forse sei un po' stanco è più che comprensibile ma qui non si tratta di giudicare chi non c'è la fa ma di guardare a chi c'è la fa, come ad esempi da seguire E sono tanti credimi.
E quelli che non ce la fanno più?
Quelli costretti a convivere quotidianamente con la sofferenza propria o altrui?
Quelli che sempre più spesso arrivano a desiderare di non dover vivere un altro anno o mese o persino un solo giorno di sofferenza?
Quelli che non hanno più rabbia di vivere ma solo rassegnazione?
Facciamo finta che non esistono?
Io quella rabbia di vivere ce l'ho, ma non sempre riesco a trasmetterla.
E mi sento colpevole per questo.
Come è colpevole chiunque passa la vita a pontificare senza far nulla di concreto.
Tu sei tra gli innocenti?
Come è colpevole chiunque
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
E quelli che non ce la fanno più?
Quelli costretti a convivere quotidianamente con la sofferenza propria o altrui?
Quelli che sempre più spesso arrivano a desiderare di non dover vivere un altro anno o mese o persino un solo giorno di sofferenza?
Quelli che non hanno più rabbia di vivere ma solo rassegnazione?
Facciamo finta che non esistono?
Io quella rabbia di vivere ce l'ho, ma non sempre riesco a trasmetterla.
E mi sento colpevole per questo.
Come è colpevole chiunque passa la vita a pontificare senza far nulla di concreto.
Tu sei tra gli innocenti?
Come è colpevole chiunque
La speranza è una virtù sempre meno praticata, poi ci sarebbe anche l'opera di Misericordia di consolare gli afflitti. Spesso tendiamo a sottovalutare come un sorriso ed una buona parola possano fare bene, tutti incentrati sui problemi materiali, che non voglio negare, ma che vanno accompagnati con un aiuto (anche psicologico medico ) diciamo 'spirituale'.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Anthos
il ginecologo che si rifiuta, rifiuta di rendersi suo complice
se la donna si rivolge a una struttura abusiva e' comunque una sua scelta perche' la volonta' di abortire e' sua e abortire non e' un atto in alcun modo dovuto
se ci rimette le penne e' pure una sua scelta e non e' in alcun modo responsabilita' di chi si e' rifiutato di praticare l'aborto
peraltro la cosa non sarebbe astrattamente ' iniqua' : pagherebbe con la morte la morte inflitta ad altri : pari e patta
hai presente i toreri che sono incornati alla corrida? fossero rimasti a casa non sarebbero stati incornati
chi e' causa del suo mal....
il tuo ragionamento e' quindi illogico.
secondo te il medico si dovrebbe rendere complice di un abominio per la minaccia della tizia di ricorrere ad altri e la possibilita' che nel farlo ci rimetta le penne.
non cantavano ' l'utero e' mio e me lo gestisco io '?
ebbene, lo facciano .
Quando compio una scelta che coinvolge terze persone e comporta conseguenze che coinvolgono queste ultime ne sono direttamente responsabile.
Se una gestante prende la decisione di abortire non lo fa perché quel giorno si annoiava e non sapeva come ammazzare il tempo, come norma tale scelta si basa su motivazioni oggettive.
Da ginecologo obiettore posso rifiutarmi di compiere tale intervento perché contrario alla mia morale o alla mia fede religiosa, e su questo non ci piove.
Se da gestante con motivi che reputo oggettivi e concreti scelgo, a seguito di uno o più rifiuti, di rivolgermi ad una struttura sanitaria abusiva tale scelta è conseguente alla decisione del ginecologo obiettore di coscienza, non l'avrei mai presa se avessi trovato una assistenza medica disposta a riconoscere anche i miei diritti, oltre a quelli del ginecologo.
Allo stesso modo se mi rifiuto di traghettarti sull'altra sponda del fiume disconoscendo i motivi che ti spingono a raggiungerla o infischiandomene della loro esistenza e tu decidi di attraversarlo a nuoto e anneghi nel tentativo la responsabilità del tuo annegamento è mia.
Perché non ho fatto nulla per evitarlo.
Ho fatto qualcosa solo per me.
Sei disposto ad accettare le responsabilità delle tue scelte?
Sei disposto ad accettare che le te decisioni possono provocare altrui sofferenze?
Sei disposto a fare qualcosa anche per il tuo prossimo e non esclusivamente per te stesso?
La gestante non desidera rivolgersi ad una struttura abusiva, lo fa solo perché il ginecologo obiettore si è semplicemente rifiutato di sporcarsi le mani senza considerare minimamente i motivi che l'hanno portata a tale scelta.
Non ha fatto nulla per conoscerli.
Non ha fatto nulla per comprenderli.
Non ha fatto nulla per esporle delle alternative.
Non ha fatto nulla per salvare il feto.
Non ha fatto nulla per salvare la donna.
Non ha fatto nulla per non fare del suo sposo un vedovo e degli altri suoi figli degli orfani.
Non ha fatto altro che donare soddisfazione al proprio ego.
E' questo che prevede la tua fede religiosa?
Sbattere la porta in faccia a chi ha bisogno di aiuto?
Il tuo Dio deve essere molto meschino.
Oppure è meschino solo chi ci si ripara dietro per nascondere il proprio disprezzo nei confronti del prossimo.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Quando compio una scelta che coinvolge terze persone e comporta conseguenze che coinvolgono queste ultime ne sono direttamente responsabile.
Se una gestante prende la decisione di abortire non lo fa perché quel giorno si annoiava e non sapeva come ammazzare il tempo, come norma tale scelta si basa su motivazioni oggettive.
Da ginecologo obiettore posso rifiutarmi di compiere tale intervento perché contrario alla mia morale o alla mia fede religiosa, e su questo non ci piove.
Se da gestante con motivi che reputo oggettivi e concreti scelgo, a seguito di uno o più rifiuti, di rivolgermi ad una struttura sanitaria abusiva tale scelta è conseguente alla decisione del ginecologo obiettore di coscienza, non l'avrei mai presa se avessi trovato una assistenza medica disposta a riconoscere anche i miei diritti, oltre a quelli del ginecologo.
Allo stesso modo se mi rifiuto di traghettarti sull'altra sponda del fiume disconoscendo i motivi che ti spingono a raggiungerla o infischiandomene della loro esistenza e tu decidi di attraversarlo a nuoto e anneghi nel tentativo la responsabilità del tuo annegamento è mia.
Perché non ho fatto nulla per evitarlo.
Ho fatto qualcosa solo per me.
Sei disposto ad accettare le responsabilità delle tue scelte?
Sei disposto ad accettare che le te decisioni possono provocare altrui sofferenze?
Sei disposto a fare qualcosa anche per il tuo prossimo e non esclusivamente per te stesso?
La gestante non desidera rivolgersi ad una struttura abusiva, lo fa solo perché il ginecologo obiettore si è semplicemente rifiutato di sporcarsi le mani senza considerare minimamente i motivi che l'hanno portata a tale scelta.
Non ha fatto nulla per conoscerli.
Non ha fatto nulla per comprenderli.
Non ha fatto nulla per esporle delle alternative.
Non ha fatto nulla per salvare il feto.
Non ha fatto nulla per salvare la donna.
Non ha fatto nulla per non fare del suo sposo un vedovo e degli altri suoi figli degli orfani.
Non ha fatto altro che donare soddisfazione al proprio ego.
E' questo che prevede la tua fede religiosa?
Sbattere la porta in faccia a chi ha bisogno di aiuto?
Il tuo Dio deve essere molto meschino.
Oppure è meschino solo chi ci si ripara dietro per nascondere il proprio disprezzo nei confronti del prossimo.
Mi dispiace, ma Anthos ha ragione, tutto ciò che tu dici è in più, non è dovuto, o meglio non può essere oggetto di ricatto. Invece è un dovere di non uccidere o partecipare a detta uccisione.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Parsifal Corda
Mi dispiace, ma Anthos ha ragione, tutto ciò che tu dici è in più, non è dovuto, o meglio non può essere oggetto di ricatto. Invece è un dovere di non uccidere o partecipare a detta uccisione.
Quanto imponi un rifiuto una alternativa è sempre dovuta.
Se sei affamato e ti nego il cosciotto di maiale perché contrario ai miei dogmi è mio dovere porti della frutta, del formaggio, degli ortaggi, del pesce o qualsiasi altro alimento alternativo.
Ma se mi limito a negarti il cosciotto e tu muori di fame la responsabilità e mia, non tua che non hai imparato a nutrirti d'aria.
E' come se puntassi una pistola tra i tuoi occhi o tra quelli di tuo fratello o tuo figlio intimandoti di convertirti immediatamente all'islam se non vuoi che prema il grilletto.
Cosa fai a quel punto?
Ma anche se impari il corano in lingua originale a memoria quella non è una conversione.
Allo stesso modo anche se da medico obiettore rifiuti di praticare un aborto questo non cancellerà i motivi che hanno spinto la gestante alla sua decisione.
Rifiutarsi è una scelta facile ed ipocrita perché soddisfa esclusivamente il proprio ego.
E' come evitare di aiutare qualcuno che si è sentito male in autostrada.
Non hai voglia di fermarti, fai finta di non averlo visto e la cosa finisce li.
Almeno per te.
Poi se quello muore o viene soccorso troppo tardi per evitargli conseguenze croniche non sono problemi tuoi.
Un ginecologo obiettore di coscienza non fa nulla per aiutare la gestante.
Non le offre assistenza, non le offre alternative.
Le oppone solo un rifiuto atto a soddisfare il proprio ego.
Ed anche il tuo e di quelli come te.
Prega il tuo Dio perché non ti metta mai in condizioni di supplicare aiuto invece di poterti permettere di rifiutarlo.
Potresti scoprire che la realtà è molto più dura e crudele di quella alla quale desideri credere.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Anthos
esatto Parsifal , hai trovato la parola giusta: ricatto , peraltro maldestro e ridicolo , nel senso che e' un tentativo per far sentire in debito il medico per le ipotetiche conseguenze di un atto - non medico - che altri ha scelto di compiere ...quindi questa sorta di ricatto e' anche miserevole , isterico-adolescenziale e meschino . Se sei davvero convinta della bonta' della tua scelta devi essere disposta ad affrontare ogni possibile conseguenza , si chiama responsabilita' . O no ?
hai deciso di consentire l'ingresso dei gameti nella tua vagina , magari dopo aver cornificato qualcuno, e ora pretendi che gli altri ti siano complici nell'eliminazione fisica di un innocente ? NO, NON ESISTE. pero' dici bene , il ginecologo obiettore rifiuta di sporcarsi le mani... esatto : del sangue di un innocente indifeso e questo e' un titolo di merito perche' sa distinguere la propria professione da quella di un cecchino on demand. Chi ha bisogno di aiuto e' chi si trova nelle condizioni di potenziale vittima dell'ego materno . Chiaro che non potrei essergli di aiuto eliminandolo . :)
l'idea di scaricare sul medico la responsabilita' per la tua condotta irresponsabile e' un'abiezione logica, in primis.
:)
Inviato da Anthos
Decidere di abortire non è atto che si prende sui due piedi.
Ed i motivi che possono spingere a tale decisioni son innumerevoli.
E' raro che si decida di abortire un feto sano e vitale, molto più spesso i motivi sono legati a fattori genetici o fisiologici.
Un feto può presentare tare di notevole entità, queste sono atte a imitare pesantemente la qualità ella vita del nascituro nel migliore dei casi, nel peggiore trasformeranno la sua vita e quella di chi gli sta attorno in un vero inferno.
Che si fa in quei casi?
Farlo nascere è una responsabilità analoga ad impedirglielo.
Chi opta per la prima eventualità si sente responsabile delle sue conseguenze?
Oppure queste devono essere esclusivamente a carico della gestante?
Tu puoi decidere?
Ed in seguito a tale tua decisione possiedi i mezzi e la volontà per provvedere ai bisogni del nascituro, ben più elevati, continui e dispendiosi rispetto ad un bambino sano?
E cosa dovrebbe fare una famiglia che non possiede tali mezzi?
Andare a spacciare droga o a prostituirsi per procurarsi i mezzi atti a fornire a tale bambino le cure di cui abbisogna?
Ci pensa il ginecologo obiettore?
Ci pensi tu?
E non venirmi a dire che ci sono istituzioni o servizi pubblici atti all'assistenza di tali casi, non ci sono, oppure nel migliore dei casi provvedono a non più del 20/30% delle necessità.
Al resto devono provvedere i familiari ed i volontari civili.
E lo affermo con cognizione di causa dopo esperienza personale che ha profondamente cambiato la mia vita.
Facile affermare che il bambino deve nascere, facile affermare che a vita è sacra, che i precetti bla bla bla, la morale bla bla bla, la giustizia bla bla bla ...
I precetti non danno nessuna cura o assistenza, la morale non da nessuna cura o assistenza, la giustizia non da nessuna cura o assistenza.
E non la da nemmeno il medico che lo ha fatto nascere a tutti i costi o coloro che esaltano tale sua scelta.
E non la dai nemmeno tu.
Non vi importa di condannare un bambino ad una vita di sofferenze.
Non vi importa di condannare una famiglia ad un inferno quotidiano nel cercare di lenirle.
Importa solo il vostro ego, tutto il resto è trascurabile o persino disprezzabile.
Ringrazio Wakantanka di non avermi dato un animo altrettanto meschino.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Quanto imponi un rifiuto una alternativa è sempre dovuta.
Se sei affamato e ti nego il cosciotto di maiale perché contrario ai miei dogmi è mio dovere porti della frutta, del formaggio, degli ortaggi, del pesce o qualsiasi altro alimento alternativo.
Ma se mi limito a negarti il cosciotto e tu muori di fame la responsabilità e mia, non tua che non hai imparato a nutrirti d'aria.
E' come se puntassi una pistola tra i tuoi occhi o tra quelli di tuo fratello o tuo figlio intimandoti di convertirti immediatamente all'islam se non vuoi che prema il grilletto.
Cosa fai a quel punto?
Ma anche se impari il corano in lingua originale a memoria quella non è una conversione.
Allo stesso modo anche se da medico obiettore rifiuti di praticare un aborto questo non cancellerà i motivi che hanno spinto la gestante alla sua decisione.
Rifiutarsi è una scelta facile ed ipocrita perché soddisfa esclusivamente il proprio ego.
E' come evitare di aiutare qualcuno che si è sentito male in autostrada.
Non hai voglia di fermarti, fai finta di non averlo visto e la cosa finisce li.
Almeno per te.
Poi se quello muore o viene soccorso troppo tardi per evitargli conseguenze croniche non sono problemi tuoi.
Un ginecologo obiettore di coscienza non fa nulla per aiutare la gestante.
Non le offre assistenza, non le offre alternative.
Le oppone solo un rifiuto atto a soddisfare il proprio ego.
Ed anche il tuo e di quelli come te.
Prega il tuo Dio perché non ti metta mai in condizioni di supplicare aiuto invece di poterti permettere di rifiutarlo.
Potresti scoprire che la realtà è molto più dura e crudele di quella alla quale desideri credere.
La cosa migliore che puoi fare per uno che ti chiede l'aiuto di uccidere qualcun altro (i paragoni col cosciotto di maiale sono aberranti) è non partecipare in primis, il resto viene tutto dopo. Anche l'aiuto psicologico per fargli capire le conseguenze del suo gesto, vengono dopo, gli aiuti materiali dopo ancora, ma ciò che compete al medico è la parte inerente la sua attività professionale, può essere un bravo psicologo, uno che fa volontariato, ma fuori dalla sua professione, non è giusto neanche pretendere tutto da lui oppure confondere le cose, perché rischierebbe di essere un pessimo psicologo e un altrettanto pessimo assistente sociale. Capisci?
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Decidere di abortire non è atto che si prende sui due piedi.
Ed i motivi che possono spingere a tale decisioni son innumerevoli.
E' raro che si decida di abortire un feto sano e vitale, molto più spesso i motivi sono legati a fattori genetici o fisiologici.
Un feto può presentare tare di notevole entità, queste sono atte a imitare pesantemente la qualità ella vita del nascituro nel migliore dei casi, nel peggiore trasformeranno la sua vita e quella di chi gli sta attorno in un vero inferno.
Che si fa in quei casi?
Farlo nascere è una responsabilità analoga ad impedirglielo.
Chi opta per la prima eventualità si sente responsabile delle sue conseguenze?
Oppure queste devono essere esclusivamente a carico della gestante?
Tu puoi decidere?
Ed in seguito a tale tua decisione possiedi i mezzi e la volontà per provvedere ai bisogni del nascituro, ben più elevati, continui e dispendiosi rispetto ad un bambino sano?
E cosa dovrebbe fare una famiglia che non possiede tali mezzi?
Andare a spacciare droga o a prostituirsi per procurarsi i mezzi atti a fornire a tale bambino le cure di cui abbisogna?
Ci pensa il ginecologo obiettore?
Ci pensi tu?
E non venirmi a dire che ci sono istituzioni o servizi pubblici atti all'assistenza di tali casi, non ci sono, oppure nel migliore dei casi provvedono a non più del 20/30% delle necessità.
Al resto devono provvedere i familiari ed i volontari civili.
E lo affermo con cognizione di causa dopo esperienza personale che ha profondamente cambiato la mia vita.
Facile affermare che il bambino deve nascere, facile affermare che a vita è sacra, che i precetti bla bla bla, la morale bla bla bla, la giustizia bla bla bla ...
I precetti non danno nessuna cura o assistenza, la morale non da nessuna cura o assistenza, la giustizia non da nessuna cura o assistenza.
E non la da nemmeno il medico che lo ha fatto nascere a tutti i costi o coloro che esaltano tale sua scelta.
E non la dai nemmeno tu.
Non vi importa di condannare un bambino ad una vita di sofferenze.
Non vi importa di condannare una famiglia ad un inferno quotidiano nel cercare di lenirle.
Importa solo il vostro ego, tutto il resto è trascurabile o persino disprezzabile.
Ringrazio Wakantanka di non avermi dato un animo altrettanto meschino.
Sei molto male informato (i motivi, le strutture, anche se si può fare di più, ma ringrazia la legge 194 che eliminando il 'problema' -rectius figlio- rende meno necessarie l'alternativa) e supponente, dai del meschino a chi non la pensa come te. Sè questa è la tua filosofia, ti sei scoperto.