Re: Intanto in Polonia...
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Draigo
Ahahahah no dai, è impossibile, si sarà espresso male.
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"Ti riferisci ad un link (che forse ho anche postato) abbastanza (eufemismo) demenziale o delirante che addebita l'invenzione stessa dell'Islam al vaticano?"
No, questo lo penso io, ed è ovviamente vero
Citazione:
Eccolo qua
Come il Vaticano creò l’Islam
contento di sapere che qualcuno la pensa come me, che lo dissi oltre 10 anni fa sulla vecchia POL
la verità comincia a venir fuori
no non credo
Re: Intanto in Polonia...
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furioso2013
assolutamente contrario che la chiesa si voglia mischiare con la politica.
la religione non deve essere imposta con la forza, e gli uomini non hanno nessun diritto di "vessare" in alcun modo altri uomini.
sono d'accordo quando non si tratta di istigare all'omicidio, come nel caso dell'aborto, dove le istituzioni dovrebbero proporre una serie di musure per arginarlo, come aiutare la mamma, mantenerla nell'anonimato e permetterle di dare il bambino in adoszione nona ppena questo nasce, cosi' si evita a tanti aspiranti di genitori adottivi di mettersi in mano alla mafia russa, rumena o sudamericana per adottare un bimbo
Re: Intanto in Polonia...
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Haxel
no non credo
Ultimamente tra alieni e maometto agente segreto dell'intelligence del vaticano di gente stramba ne sta passando parecchia.
Re: Intanto in Polonia...
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Draigo
Ultimamente tra alieni e maometto agente segreto dell'intelligence del vaticano di gente stramba ne sta passando parecchia.
Ma questo sarebbe nulla.....
Re: Intanto in Polonia...
Un feto potrebbe presentare gravissime malformazioni.
Oppure disporre di un corredo genetico predisposto a gravissime patologie croniche e dolorose.
La morale cattolica pretende egualmente il proseguo della gestazione ed il successivo parto.
Quest'ultimo non è un punto di arrivo ma di partenza.
Il nascituro abbisognerà di cure, assistenza, terapie, spesso costose o difficilmente reperibili.
Patirà sofferenze fisiche e morali, si sentirà solo, escluso, diverso.
Si chiederà per quale motivo è nato (in almeno un caso ho sentito personalmente tale domanda rivolta alla madre), gli risponderanno che la vita è sacra, che è un dono divino, che bisogna apprezzarla anche se significa sofferenza continua.
Qualcuno pregherà per lui, qualcuno si interesserà dei suoi bisogni, qualcuno farà solo finta.
I dogmi religiosi dei genitori, dei sacerdoti o degli osservanti hanno scelto per lui.
Ma lui esiste? E se esiste perché nessuno di coloro che ha scelto per lui si è posto un minio scrupolo sulla sua opinione?
Coloro che hanno scelto per lui sono tanto saggi e coscienti delle verità della vita da non doversi mai porre dubbi?
Re: Intanto in Polonia...
[QUOTE=Flaviogiulio;15352021]
Citazione:
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agaragar
La Spagna immagino l'avranno invasa per salvare le apparenze... :facepalmi:
Califfato moresco di Cordova: 17 università.
Europa cristiana nello stesso periodo: 2 università.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Draigo
Intanto se lo Stato permette l'obiezione di coscienza è perché non considera l'aborto come un diritto inalienabile di ogni donna ma una semplice possibilità che dipende dal benestare del medico di riferimento. In pratica viene semplicemente data al medico la libertà di scegliere. Questo semplice cambio di disposizione delle parole nella frase rimuove la contraddizione cui fai riferimento. Se lo Stato considerasse l'aborto come un diritto inalienabile allora vieterebbe l'obiezione, ma visto che non lo fa allora cade l'assunzione iniziale.
Lo ripeto, la tua convinzione secondo cui ha senso uno stato le cui norme morali sono neutralmente condivisibili da tutti perché fondate in qualche modo al di là della prospettiva religiosa è sbagliata.
Cioè, stai ipotizzando un diritto, quello di una donna di interrompere la propria gravidanza, subordinato alla discrezione del medico.
Ora, che razza d diritto può mai essere un diritto subordinato alla discrezione di un altro cittadino?
Accetteresti un diritto alla mobilità stradale subordinato alla discrezione dell'addetto al casello autostradale?
Accetteresti un diritto all'istruzione subordinato alla discrezione del preside o degli insegnanti?
Accetteresti un diritto alla casa subordinato alla discrezione del notaio che deve vidimare il rogito?
Accetteresti un qualsiasi diritto che riguarda la tua persona la cui applicazione è subordinata alla discrezione di qualcun altro?
Quali altri diritti in Italia e nel mondo occidentale rivestono caratteristiche simili?
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Un feto potrebbe presentare gravissime malformazioni.
Oppure disporre di un corredo genetico predisposto a gravissime patologie croniche e dolorose.
La morale cattolica pretende egualmente il proseguo della gestazione ed il successivo parto.
Quest'ultimo non è un punto di arrivo ma di partenza.
Il nascituro abbisognerà di cure, assistenza, terapie, spesso costose o difficilmente reperibili.
Patirà sofferenze fisiche e morali, si sentirà solo, escluso, diverso.
Si chiederà per quale motivo è nato (in almeno un caso ho sentito personalmente tale domanda rivolta alla madre), gli risponderanno che la vita è sacra, che è un dono divino, che bisogna apprezzarla anche se significa sofferenza continua.
Qualcuno pregherà per lui, qualcuno si interesserà dei suoi bisogni, qualcuno farà solo finta.
I dogmi religiosi dei genitori, dei sacerdoti o degli osservanti hanno scelto per lui.
Ma lui esiste? E se esiste perché nessuno di coloro che ha scelto per lui si è posto un minio scrupolo sulla sua opinione?
Coloro che hanno scelto per lui sono tanto saggi e coscienti delle verità della vita da non doversi mai porre dubbi?
Ricordati che tu, come chiunque altro, non sei nessuno per decidere chi ha diritto di vita o di morte, quando si tratta di una vita innocente che però non è in grado momentaneamente di esprimersi in merito.
Così, tanto per chiarire.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò
Ricordati che tu, come chiunque altro, non sei nessuno per decidere chi ha diritto di vita o di morte, quando si tratta di una vita innocente che però non è in grado momentaneamente di esprimersi in merito.
Così, tanto per chiarire.
Proprio per chiarire quali sono i presupposti per decidere?
Tu possiedi il diritto di condannare un bambino ad una vita breve fatta di sofferenza e disperazione?
E sapresti anche rispondere quando questi tra un pianto e l'altro ti chiede per quale motivo lo hai fatto nascere?
Buon per te.
Io questo diritto non ce l'ho.
E non posseggo nemmeno la risposta alla sua domanda.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Un feto potrebbe presentare gravissime malformazioni.
Oppure disporre di un corredo genetico predisposto a gravissime patologie croniche e dolorose.
La morale cattolica pretende egualmente il proseguo della gestazione ed il successivo parto.
Quest'ultimo non è un punto di arrivo ma di partenza.
Il nascituro abbisognerà di cure, assistenza, terapie, spesso costose o difficilmente reperibili.
Patirà sofferenze fisiche e morali, si sentirà solo, escluso, diverso.
Si chiederà per quale motivo è nato (in almeno un caso ho sentito personalmente tale domanda rivolta alla madre), gli risponderanno che la vita è sacra, che è un dono divino, che bisogna apprezzarla anche se significa sofferenza continua.
Qualcuno pregherà per lui, qualcuno si interesserà dei suoi bisogni, qualcuno farà solo finta.
I dogmi religiosi dei genitori, dei sacerdoti o degli osservanti hanno scelto per lui.
Ma lui esiste? E se esiste perché nessuno di coloro che ha scelto per lui si è posto un minio scrupolo sulla sua opinione?
Coloro che hanno scelto per lui sono tanto saggi e coscienti delle verità della vita da non doversi mai porre dubbi?
motivazioni ridicole, un feto potrebbe essere un grandissimo medico che trova la cura definitiva al cancro, ma siccome è stato abortito continueremo ad avere milioni di morti