



A proposito di avarizia, una persona che da' il 20% di quello che guadagna in beneficienza, si puo' considerare un avaro?






Leggendovi ho scoperto che io e lo shopping siamo due mondi agli antipodi...non ci sto mai a ragionar così tanto: mi serve, mi piace, il rapporto qualità prezzo è buono? Ok lo compro. Per esempio i collezionisti non li ho mai capiti, innamorarmi degli oggetti mi sarà capitato da bambina con qualche bambola e mai più...
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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Io da quando sono in pensione non acquisto più vestiti.
Uso quelli che ho, cioè, che sono tanti.
Poiché il lavoro costringe ad essere in contatto con gli altri, e vestirsi bene è un segno di rispetto. Mia moglie diceva che volevo marcare il mio territorio.
Cambiavo camicia ogni giorno. Oggi mi sono accorto di avere una miniera: in pratica, consumo le precedenti camicie. Non porto più cravatta: e prima, senza di essa mi sentivo nudo.
Sono avaro? Non credo. Oculato, sì.
Quando era necessario, spendevo. Ora che non è necessario, no.
E' il concetto di "necessario" che cambia.


Mi piace comprare cose che mi servono, non compro nulla tanto per. Mi è capitato in passato, ma pochissime volte. Ovvio che guardo i prezzi. A volte perdo la ragione per un po', tipo la settimana scorsa sono andata in città per comprare il regalo a mia figlia e invece di uno gliela preso tre. Vabbè.
Ultimamente compro pochi vestiti, uso quelli che ho, sono buoni e non mi va di buttarli. Odio lo spreco.
Per tanti anni ( da adulta) ero innamorata di Puffi.Ho una bella collezione, possiedo circa 80 pezzi, tutti originali. Adesso "dormono" in una scatola di cartone.
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“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”