



Fu qualcosa che nessuno aveva mai visto nè affrontato. Tutti dovettero arrangiarsi, la città era assolutamente sola, nessuno a Roma credette ai disperati appelli della radio. I soccorsi non arrivarono che molto, molto tempo dopo. Ogni famiglia si arrangiò come poteva. Candele, cibi freddi, grandi scorte d'acqua in enormi taniche da trascinare dal luogo di erogazione fino ai piani alti, ricerca dei parenti isolati in strade con l'acqua a quattro metri d'altezza. E nelle notti buie come la pece le grida di chi aveva bisogno d'aiuto, i malati isolati, gli uomini su zattere improvvisate che andavano in aiuto muniti solo di una torcia elettrica.
Un'esperienza davvero particolare. Ma quando sei giovanissima e forte non c'è nulla che ti faccia paura e che ti possa fermare. E feci la mia parte...anzi di più.![]()
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)




Si faceva solo 200 anni fa
La forumista @pensiero sosteneva di non prendere mai farmaci
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle




mi interessa questo culo che mi spunta tra le anteprime thread
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






Tutti dovrebbero provare l'esperienza della sopravvivenza, dopo averla conosciuta si apprezza di più la vita.
E poi, si parla del sopra-vivere, non del sotto-vivere, quindi, la vita sopra la vita, forse non è sempre un male.
Se, per un motivo o per un altro, uno non può più guidare la Ferrari o qualche altro bolide, che fa, si suicida? No di certo. Continuerà a vivere senza correre. Rallenta.
Se uno diventasse impotente, morirebbe dal dolore il giorno dopo? No. Vivrà lo stesso, di ricordi o raccontando balle.
Se a uno venisse diagnosticato il diabete o qualche altra patologia, che ne so, un'allergia grave, e lui non può più mangiare un sacco di cibi gustosi e prelibati, che fa, si lascia morire di fame? No. Mangerà rape e polenta (poca, in caso di diabete) e pian piano si abituerà alla sua condizione.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

