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Discussione: Dio e il Male

  1. #111
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    SE uno ha una bella vita, senza dubbio è meglio del nulla, checché ne dica l'amico mio Leopardi, ma lui era scusato.
    Si capisco bene, però a volte sta a noi trovarci il bello.
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  2. #112
    parzialmente stremato
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Vengo qui a dire la mia, dopo un'abbondante sgargarozzata di acqua gelata.

    Dunque, partendo da un assioma (Dio che esiste) partiamo a identificare il problema del male dalla sua essenza e identità.
    Cosa è il male?
    Da quello che comunemente si deduce, esiste un primo significato che è "opposto di bene" ma tuttavia non si riduce a questo. Esso è appunto ciò che non fa bene (a noi entità che lo percepisce) cioè è assenza di benessere, questo tralasciando i significati secondari, come il male morale, il male sociale, il male in tutte le sue sfaccettature, che vengono a cascata da questo semplice inquadramento.
    Già qui il significato di male ma anche il significato di bene ci portano in una palude di soggettività.
    Sappiamo noi qual'è il nostro bene realmente? Ci sono uomini che hanno camminato al fianco del cosiddetto male per tutta la vita, e non ne vengono sfiorati, altri che lo desiderano come punizione per il loro senso di colpa (ma è questo un male o un bene?), altri che vivono percorrendo la via del cosiddetto bene trovandosi infine nel male, o chi ancora (come il terrorista o il patriota di turno, assume una situazione di male per se spinto dalla costruzione di un ipotetico bene per altri. Sono situazioni confuse, spesso in contraddizione con una dicotomia bene/male. Ma questo ancora restando sul piano di categorie morali che non hanno significato già non esistendo vero libero arbitrio. Già poi risulta difficile considerare che ciò che è bene per qualcuno può essere male per un altro, se vogliamo attenerci alla definizione base. Ad esempio io abitante del mondo industrializzato che scrivo qui dopo un'abbondante cena, probabilmente vivo questo bene grazie alla distruzione di altri esseri viventi, o anche uomini miei simili, che hanno ricevuto il male. Magari le terre rare presenti sul mio pc sono state estratte al prezzo della morte dell'operaio Mobutu. Ciò che per Mobutu è stato male, per me occhioni è stato bene. Per evitare confusione, facciamo un passo indietro e consideriamo la materia di cui siamo composti. Non essendoci un confine, un limite ontologico che possa essere elevato a categoria superiore, tra il nostro corpo e il resto della materia, come possiamo considerare bene o male qualcosa che accade? in fondo si tratta solamente del continuo trasformarsi di brani di pattern di informazione dell'universo. Anche prendendo ad esempio l'animale uomo (visto che noi non ci sogneremmo mai di definire il male come un boa che stritola la sua preda o la pietra che rotola) cosa differenzia veramente suo bene dal suo male? una condizione particolare del suo pattern di informazioni soggettivamente ed arbitrariamente definito? sono concetti senza fondamento oggettivo.
    Quindi ciò che chiamiamo male e bene è solamente una categorizzazione egotica degli eventi del nostro pattern. che di per se non hanno valenza positiva o negativa. ma paradossalmente chi infine trova quello da molti definito come il supremo male, la morte, teoricamente si trova proprio nella condizione perfetta per annullare bene e male, annullando tutto quello che il suo pattern comporta, comprese le categorizzazioni egotiche. La cosa affascinante, tra l'altro, è l'assoluta impossibilità di controllare questi processi di categorizzazione.

    tornando invece a bomba sul male del dio cristiano/abramitico, perchè quindi permetterebbe il male, e cosa comporterebbe la mancanza o meno di un libero arbitrio in questo quadro?
    Il quadro potrebbe delinearsi chiaro nell'ipotesi di un Dio onnipresente, onniscente e onnipotente:
    Considerando l'essenza di Dio come l'insieme dei pattern del multiverso, in senso simile a quello spinoziano.
    Esso sarebbe quindi onnipresente, ma anche onnipotente, avendo tutte le possibilità di essere e non essere in quanto totalità dell'Ente, e infine possedendo/essendo tutte le informazioni del pattern multiversale.
    In se quindi sarebbe impredicibile se non a se stesso (la sua essenza eluderebbe anche problemi come il collasso di funzione d'onda, essendolo esso stesso) ma al contempo univoco nel suo divenire e non-divenire.
    In tutto questo il male si situerebbe come una parte di Dio imprescindibile e necessaria alla coerenza insita nell'esistenza di Dio.
    Per questo Dio saremmo anche noi, e in se avremmo anche il potenziale per quella trasformazione di pattern che chiamiamo male.
    Dopotutto quello che definiamo Satana è definito come l'angelo più in alto della gerarchia degli angeli che erano al cospetto di Dio, se vogliamo fa anche esso parte della sua essenza, solo è la trasformazione di pattern che definiamo in termini egotici come ciò che ci cagiona l'assenza di bene.
    Prima di raccogliere il frutto proibito adamo ed eva non conoscevano il bene e il male.
    e se cogliere quel frutto fosse proprio l'instaurarsi nella mente di questa falsa dicotomia? se fosse proprio il serpente la personificazione del nostro autoinganno?Il frutto proibito come conoscenza esperienziale che ci induce in errore mostrandoci una differenza tra bene e male che non c'è?
    La vita dell'uomo come un percorso di illusione a cui Dio ci ha donato la morte per liberarci appunto da questo pattern egotico?
    Il paradiso, cioè la trasformazione del nostro pattern nel resto del pattern multiversale, Dio, si esplicherebbe appunto come la beatitudine di essere parte del tutto senza più limiti esperienziali a sviarci. Il NULLA.
    "Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)
    "Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)

  3. #113
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    Questa è una questione estremamente complessa; molti scienziati se lo spiegano con la teoria probabilistica, ossia con l'evoluzionismo, come la teoria M, cioè il multiverso, o la cosmologia top down di Hawking che utilizza l'integrale sui cammini (ossia una formula matematica che ammette che ogni particella segua tutte le storie possibili).

    In questo caso l'universo è determinato evoluzionisticamente (ad esempio, Lee Smolin parla molto di questa analogia biologica). L'unica legge necessaria è quella "caotica" del principio di indeterminazione di Heisenberg, per cui esiste (da sempre, un'eternità atemporale dal nostro punto di vista) un "vuoto quantistico" altamente instabile (un mare ribollente di particelle visibile anche nel nostro universo a dimensioni infinitesimali) da cui emergono continuamente particelle e antiparticelle, si creano universi da cui a sua volta nascono forse universi all'infinito, in una specie di super-acceleratore di particelle. Quindi il principio di indeterminazione prende, in questa fisica-metafisica, il posto del motore immobile aristotelico. Non è intelligente, ma questo non serve, dato che l'orologiaio cieco dell'evoluzione fa il resto, come nella selezione naturale dando origine all'illusione ottica dalla nostra prospettiva antropomorfizzante che sia un disegno intelligente.

    Hawking ad esempio ha lavorato molto sul principio antropico (ossia: perché ci sono leggi che favoriscono la vita, seppur in poca parte dell'universo?), ad esempio, con gli anni è passato da una posizione deista all'ateismo o agnosticismo. Anche Lawrence Krauss ha scritto sulla questione della nascita dal "nulla" del nostro universo, che poi questo nulla in realtà non esiste. Molti scienziati considerano eterno questo insieme di leggi ed energia, ed ogni trascendenza sarebbe quindi al massimo un'immanenza, quindi si arriva al panteismo di Einstein, in alternativa al puro ateismo.

    Detto ciò, probabilmente ci sono universi subito dissolti dopo la formazione per mancanza di gravità adeguata, di forze nucleari o costanti cosmologiche troppo potenti, quindi instabili e autodistrutti, e universi inospitali, che esistono per un certo periodo ma dove la vita è impossibile.

    L'uomo si è sviluppato perché le componenti della vita intelligente (nel nostro caso a base di carbonio) hanno vinto una lotteria cosmica (non per provvidenza) e si sono trovati nel giusto universo, nel giusto sistema solare con il tipo di stella adatta (se era una gigante blu era impossibile viverci, troppe radiazioni), lontano da buchi neri e quasar o stelle di neutroni, ecc., e nel pianeta giusto, quindi con giusti elementi chimici e ad una giusta distanza dalla stella, prima della c.d. linea della neve, e dopo la c.d. linea del fuoco (mi pare si dicano così, perché troppo vicino è caldo, troppo lontano è freddo).

    Queste sono alcune delle possibili spiegazioni non religiose e non metafisiche alla tua questione. Forse Topquark potrà essere più preciso, essendo lui un fisico.
    Ti ringrazio. Da profano assoluto ho provato a leggere qualcosa al riguardo, e mi sembra di aver notato che ci sono diverse teorie che cmq si differenziano notevolmente, anche rimanendo in puro campo scientifico, cioè senza cercare giustificazioni "divine".
    Per ricollegarmi al Principio di Indeterminazione mi chiedo se - domanda da profano - sia ipotizzabile quindi che tra le infinite possibilità possa esistere anche la famigerata Entità capace di essersi evoluta così tanto da diventare Dio (in senso umano).

  4. #114
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio
    In quel caso dio di prenderebbe la colpa del male che invece vuole attribuire al diavolo.
    Posso pure inventarmi una religione, in cui il Male sia solo apparenza di un Bene non compreso dall'essere umano.

  5. #115
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio
    Boh, a me non sembra diverso.
    Io lo vedo sempre come un tiranno, che è contento di usare la forza per comandare gli altri, e non si fa scrupolo di uccidere e fare male a chiunque non lo segua ciecamente, in barba al libero arbitrio che lui ci da solo con le parole non con i fatti, o manco il perdono che lui dice di volere, ma che non applica mai con chi sbaglia nel comportarsi.
    Non so...cioè, limitatamente al Nuovo Testamento, non mi sembra che emerga un dio del genere. Ma magari non l'ho letto con sufficiente attenzione, mi porti due o tre passi ad esempio?

  6. #116
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da carter Visualizza Messaggio
    Posso pure inventarmi una religione, in cui il Male sia solo apparenza di un Bene non compreso dall'essere umano.
    Sarei curioso di vedere come sarebbe questa religione, purchè il dio che la rappresenta sia migliore di quella di Abramo.

  7. #117
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da carter Visualizza Messaggio
    Non so...cioè, limitatamente al Nuovo Testamento, non mi sembra che emerga un dio del genere. Ma magari non l'ho letto con sufficiente attenzione, mi porti due o tre passi ad esempio?
    Beh, nel nuovo testamento, dio si fa più subdolo, nel senso che capisce che i vecchi metodi non funzionano più per avere consenso, e quindi preferisce manipolare le persone, infatti ad es, manda Gesù cristo che non si capisce mai se è suo figlio o sono la stessa persona, dicendo che l'unico modo per salvarsi è la sofferenza, come fa lui facendosi crocifiggere, e quindi dice alle persone che non devono essere felici, ma sempre un dittatore bastardo rimane.

  8. #118
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio
    Sarei curioso di vedere come sarebbe questa religione, purchè il dio che la rappresenta sia migliore di quella di Abramo.
    Però Abramo è un gran personaggio. E' il mio preferito nella Bibbia.

  9. #119
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio
    Beh, nel nuovo testamento, dio si fa più subdolo, nel senso che capisce che i vecchi metodi non funzionano più per avere consenso, e quindi preferisce manipolare le persone, infatti ad es, manda Gesù cristo che non si capisce mai se è suo figlio o sono la stessa persona, dicendo che l'unico modo per salvarsi è la sofferenza, come fa lui facendosi crocifiggere, e quindi dice alle persone che non devono essere felici, ma sempre un dittatore bastardo rimane.
    Veramente no. Il Messaggio del Nuovo Testamento è tutt'altro. Chi è stato propagandista della sofferenza sono stati i neoplatonici convertiti al cristianesimo nella Tarda Antichità, e che da allora ne hanno dominato le varie Chiese.
    Con questo non sostengo necessariamente che il Messaggio del Nuovo Testamento discenda direttamente dall'Entità Assoluta, tuttavia credo sia molto meno triste da come viene dipinto solitamente.

  10. #120
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    Predefinito Re: Dio e il Male

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio
    Ma dove l'hai letta sta scemenza?

    Mi trovi il messaggio dove mi sarei inventato tutte queste cose che mi attribuisci, dal momento che io ho sempre detto che le persone devono essere libere di vivere come vogliono, senza che debbano essere costrette a seguire un dio che li punisce quando non obbedisce loro?
    Io volevo sapere soltanto perché dio permette al diavolo di fare del male, visto che dice di essere buono, lo dovrebbe fermare, altrimenti è come lui.
    Ma ripeto, ti invito a dirmi dove mai avrei scritto queste cose di cui mi accusi.

    Altrimenti sono solo tue invenzioni.
    nel momento stesso che affermi che Dio non dovrebbe permettere il male, le malattie... significa che vuoi un dittatore che controlli tutto, invece lascia liberi, ognuno faccia le sue scelte, i conti si fanno semmai alla fine (post mortem)

 

 
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